Rosolino chiude. Rosolino è il mio gommista di fiducia. Chiude sotto il peso della crisi. In un anno ha accumulato un debito di circa 23 mila euro. Da un anno le spese non vengono coperte dai ricavi. A 55 anni Rosolino si va ad aggiungere all’esercito di disoccupati, un esercito fantasma che non si vede perchè forse non ha ancora trovato un “aggregatore” che lo porti in piazza.

Dopo la chiusura di tanti esercizi commerciali storici di Palermo la chiusura di Roslino il gommista è forse il primo fallimento che tocca la mia quotidianità. E’ la conferma di una sensazione sulla quale rifletto da tempo, la crisi non ci ha ancora toccati nella carne viva. Sono anni che attingiamo ai risparmi accumulati in una vita di lavoro e adesso quei risparmi stanno finendo o sono finiti del tutto.

Chi si sta occupando di Rosolino il gommista e dei tanti altri che nel silenzio assoluto sprofondano nell’area della disoccupazione e della povertà?

Il pensiero dei padroni del vapore non è per loro!

I padroni del vapore hanno altro a cui pensare. Chi in cerca di “agibilità politiche” (così oggi viene definita l’impunità), chi in cerca di consensi elettorali (un certo governatore presunto rivoluzionario).

Questo rientro dalle ferie non poteva cominciare peggio.

Non sapete quanto mi dispiaccia la storia di Rosolino il gommista, anche perchè viene messa in crisi la mia teoria che vorrebbe che i professionisti seri e preparati non conoscono crisi … una minchiata che non avrei voluto fosse smentita!

 

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