Oggi pomeriggio ho completato l’invio di circa 200 sms con i quali ho provato a “sollecitare” le amiche e gli amici che non avevano ancora dato segni di “interesse” per aderire a “Perchè no”.
 
Siamo quindi arrivati a quota 137 manifestazioni di interesse e circa una trentina di amiche e amici mi faranno sapere … ancora non avevano avuto modo di approfondire la finalità dell’iniziativa … altri ancora mi chiedono come si fa per aderire … leggete …  Aderisci a Perchè no, l’invito di Paolo Luparello, del 12 gennaio 2013, sabato
 
Alcuni amici mi hanno anche suggerito di darci qualche altra settimana di tempo prima di decidere di sospendere l’iniziativa se non riusciremo a raggiungere le 1.000 manifestazioni d’interesse. Vediamo cosa succede di qui fino a fine mese. Se chi ha deciso di aderire farà opera di sensibilizzazione con i propri amici e colleghi il numero di adesioni potrebbe ulteriormente decollare.
 
Ricordo che all’associazione che avrei intenzione di costituire possono aderire:
  • colleghi sia in servizio sia in quiescenza … se l’Amministrazione è rimasta loro nel cuore
  • colleghi di tutte le categorie … non è un’iniziativa per soli dirigenti
Ma quale potrebbe essere il profilo di un potenziale associato di “Perchè no?
 
Dovrebbe essere un collega al quale piace lavorare, che svolge con impegno e professionalità il proprio lavoro, che si guarda attorno e non vede cose di cui essere contento, che vorrebbe migliorarsi professionalmente ma non gliene viene data l’opportunità, che ritiene che non venga premiato l’impegno e che a lavorare realmente siano sempre gli stessi, che si sente offeso ogni qualvolta il dipendente regionale viene infangato dai media con i soliti luoghi comuni.
 
Ecco, se conoscete qualcuno con queste caratteristiche quello è un potenziale simpatizzante di “Perchè no”!
 
Perchè no può essere l’occasione per dare voce al proprio disagio e denunciare le cose che non vanno e chissà che tutti insieme non si possa riuscire a far cambiare qualcosa.
  • L’adesione a Perchè no è compatibile con l’iscrizione al sindacato … Perchè no non è un sindacato!
  • L’adesione a Perchè no è compatibile con l’adesione a partiti o movimenti politici … Perchè no non è un partito o movimento politico!
  • L’adesione a Perchè no è compatibile con qualsiasi credo religioso … Perchè no non è un associazione religiosa!
Perchè no vuole essere un “luogo” dove dipendenti ed ex dipendenti si possono confrontare sulla propria esperienza lavorativa e possono elaborare proposte che possano fare della Regione una organizzazione in cui sia un piacere lavorare … e dove sia possibile progettare iniziative a tutela della dignità dei lavoratori della Regione.
 
Chi ha aderito a Perchè no, se lo vorrà, potrà rendere pubblica la propria adesione, ma vi assicuro che a scorrere l’elenco delle amiche e degli amici che hanno fin qui aderito c’è da essere orgogliosi, per la loro professionalità, la loro autorevolezza e gli incarichi che hanno rivestito e rivestono … e non parlo soltanto di dirigenti … tutti sappiamo del valore di tanti colleghi non dirigenti. Dei 137 colleghi ed ex colleghi che hanno aderito conosco personalmente la stragrande maggioranza di loro e se voi conosceste i loro nomi concordereste con me sulla considerazione che ho di loro.
Qualcosa mi fa quindi pensare che l’idea di “Perchè no” è una buona idea … che ne dite!
 
Vi assicuro che al di là di qualche altro post sul blog e di qualche riflessione sulla newsletter non mi inventerò nessun altro espediente per farvi conoscere “Perche no” e per farvi aderire.
Chi mi conosce sa quanto mi costa chiedere un’adesione e credo di aver insistito anche troppo … adesso tocca a voi … a chi ancora sta riflettendo se aderire e a chi ha aderito e che potrebbe sensibilizzare chi non conosce l’iniziativa.
Per quanto mi riguarda … amici come prima con tutti … sia con chi aderirà sia con chi non è interessato alla cosa!
Un grazie a tutti
 
P.S. Se mi doveste incontrare non cambiate strada … non vi parlerò di “Perchè no” se non sarete voi a parlarmene … ma chi mi conosce lo sa già!
 
 
Il documento che segue è un esercizio nel quale mi sono voluto cimentare e che va considerato come un “work in progress” nel quale andare ad aggiungere o emendare o integrare i punti che ho registrato a oggi. Se qualcuno vi troverà fonte di ispirazione non ne potrò che essere lieto ma ciò non toglie che a ognuno di noi non può essere tolta la speranza in qualcosa di migliore di quello che viviamo oggi.
Buona lettura
  1. Perchè cimentarsi nell’impegno di provare a descrivere l’organizzazione nella quale vorrei lavorare?
  2. Perchè un giorno si potrebbe riuscire a Continua a leggere »
 
 
Unitamente alla manifestazione di interesse ad aderire a “Perchè no” l’amico V.C. Mi ha indirizzato la richiesta che di seguito riporto …
“Salve dott. Luparello
Premetto che sono piuttosto scettico nei confronti dei sindacalisti, forse perché lo sono stato per vent’anni, ma, considerato che Lei ha lasciato l’attività sindacale attiva, ho deciso di scriverle in quanto spinto da una certa curiosità per la sua iniziativa. Come vede, ho copiato, su suo suggerimento, il testo della mail, tuttavia, poiché non mi piacciono molto le “scatole chiuse”, mi piacerebbe avere qualche anticipazione. In particolare, gradirei conoscere la sua posizione riguardo al sistema (attualmente schizofrenico, iniquo, inefficace ed inefficiente) di distribuzione del salario accessorio tra dirigenza e non dirigenza (non amo la parola “comparto” e biasimo chi l’ha inventata…).
Infatti, io credo che l’intervento oggi più urgente sia quello della riforma del salario accessorio. Il FAMP e il fondo contrattualizzazione dirigenza dovrebbero confluire in un fondo unico insieme ai risparmi dovuti alla riduzione delle indennità dei componenti degli uffici di diretta collaborazione ed altri risparmi, al fine di stabilire finalmente degli incentivi per “ufficio” o “team” e non più ad personam x i singoli dirigenti. Dovrebbe seguire il contratto unico dei dipendenti regionali (dirigenza, quadri intermedi e impiegati) con percorsi di carriera certi sia nei criteri di merito sia nei tempi, oltre alla piena attuazione di tutte le disposizioni della L.R. n. 10/2000, fra cui il concorso per dirigente di seconda fascia.
Saluti, V.C.”
 
Caro V.C., innanzitutto diamoci del tu.
Ho appena finito di scrivere e pubblicare il post … Perchè no … provo a spiegarmi meglio!, del 19 gennaio 2013, sabato … nel quale ho provato a descrivere il senso dell’iniziativa che vorrei portare avanti con i tanti colleghi di buona volontà e motivati che la nostra Amministrazione annovera tra i suoi ranghi. In quel post dico anche che “Perchè no” non è un sindacato e le domande e le soluzioni che tu proponi sono di carattere sindacale. Detto ciò però non mi voglio sottrarre alle domande.
Il ritorno al passato con un unico comparto di contrattazione non credo che sia una ipotesi percorribile, saremmo gli unici in tutta Italia e anche in Sicilia. La tua idea di un salario accessorio legato alla “performance di team” non è male sul piano dell’organizzazione e dei risultati che si possono raggiungere. Sul piano economico non so quanto i vantaggi risponderebbero alle tue attese. Considera infatti che il fondo per la contrattualizzazione della dirigenza ammonta a circa 36 milioni di euro dei quali circa 6 destinati ai dirigenti generali e agli uffici di gabinetto. Se ipotizziamo che i 30 residui potrebbero confluire nel fondo unico per il salario accessorio la sua consistenza arriverebbe a circa 80 milioni di euro (credo che il FAMP attuale del comparto non dirigenziale valga circa 50 milioni di euro). Se non fosse per la quota da destinare comunque alle performance dei dirigenti la disponibilità del vecchio Famp si incrementerebbe di circa il 30 % e quindi il salario accessorio medio non potrebbe aumentare più di tanto, ma considerato che la “performance” dei dirigenti andrebbe comunque remunerata credo che dei 30 milioni del loro vecchio fondo soltanto una decina potrebbero essere redistribuiti tra le altre qualifiche. Certo se a queste risorse si aggiungessero i fondi del famoso articolo 16 di cui godono alcuni dipartimenti, non si erogassero le indennità di cui godono negli urega e tutte le altre indennità che sono presenti in tanti dipartimenti non gravanti sul Famp, la massa del fondo sarebbe certamente più consistente e potrebbe distribuire “dividendi” più sostanziosi per tutti (+20-25%) … tranne naturalmente per gli attuali percettori di tutte le risorse che abbiamo ipotizzato dovrebbero confluire nel fondo unico del salario accessorio. Devi però ammettere che per arrivare a una simile rivoluzione qualche difficoltà la si incontrerebbe, la naturale reazione di chi oggi gode di certi livelli di indennità e di salario accessorio.
Riguardo ai concorsi per l’accesso alla seconda fascia dirigenziale la mia posizione è nota e la riporto ancora una volta nel post … Il sindacato che non sta a pettinar le bambole, del 19 gennaio 2013, sabato … . In questa mia posizione spesso trascuro le attese di chi vorrebbe partecipare al concorso per l’accesso alla seconda fascia e che non sarebbero soltanto i dirigenti di terza fascia ma anche i soggetti “esterni” ai quali non può essere precluso l’accesso al concorso, ma mi domando … l’Amministrazione ha ancora bisogno di dirigenti? Ripeto, parlo però da dirigente.
Ma come dicevo all’inizio questi sono temi sindacali che lascio ai sindacati … Perchè no vorrei che si occupasse di altro!
 
Alcuni colleghi mi hanno chiesto di chiarire meglio il senso dell’iniziativa che vi propongo da un po’ di giorni a questa parte. Spero, nelle righe che seguono, di esserci riuscito.Voglio sgombrare il campo dicendo che … L’associazione non è un ennesimo sindacato autonomo e non svolgerà attività sindacale. Non vuole fare concorrenza a nessuno. Vuole essere un “luogo” libero di confronto tra tutti gli aderenti che pur appartenendo a categorie diverse di lavoratori (l’associazione è aperta a tutti, di qualsiasi categoria, … non è una lobby per dirigenti disillusi!), anche in pensione, sono accomunati dal desiderio di una Amministrazione migliore nella quale ci sono i diritti e i doveri e non i favori.
Nel momento in cui scrivo le manifestazioni di interesse ad aderire sono giunte a quota 88.
 

Perchè no, come nasce e come si evolve

 
La Regione Siciliana non è una Amministrazione come tutte le altre. I suoi dipendenti, in particolare, non sono come tutti gli altri. Per rimanere a livello siciliano, non credo che ci siano categorie di lavoratori (comuni, province, sanità, enti vari) del pubblico impiego più invidiati e più dileggiati.
L’invidia mi sembra che oramai sia fuori luogo (salvo per il fatto di avere un impiego a tempo indeterminato) mentre il dileggio nessuno ce lo toglierà mai.
Non è facile modificare il giudizio dell’opinione pubblica, se poi questo giudizio viene condiviso e rilanciato anche da autorevoli uomini politici con importanti incarichi istituzionali, continueremo a essere il parafulmine di tutti i mali della nostra Sicilia. E dalle parole si è passati ai fatti. L’azzeramento della stagione contrattuale 2006-2009 ne è un esempio e l’attuale presidente proverà a fare di “meglio”.
Ma torniamo al nostro essere “diversi” da tutti gli altri lavoratori.
In ogni dipartimento della Regione, in ogni ufficio, troviamo un “modello organizzativo” diverso. Diversi sono i modi di organizzare il lavoro, diverse sono le forme di collaborazione tra i diversi lavoratori, in alcuni casi si riesce anche a produrre “servizi” diversi in uffici di pari competenza. C’è un progetto dietro tutto ciò? No. E’ l’anarchia più assoluta. Frutto di sensibilità diverse, di consistenza del personale diverse, di interpretazioni delle norme diverse.
Quale è il risultato di tutto ciò? La considerazione che l’opinione pubblica ha di noi. I commentatori più buoni salveranno sempre “i presenti” ma spareranno a zero su tutto ciò che non va … e l’elenco delle cose che non vanno è proprio lungo.
La mia idea di “comunità di pratica” “Perchè no” nasce dalla voglia far emergere tutte quelle cose che funzionano e provare a esportarle nelle realtà nelle quali lavoratori illuminati vogliono divenire “agenti del cambiamento”.
Nella comunità di pratica i lavoratori che realizzano “attività di eccellenza” le mettono a disposizione in modo che altri possano trovare fonte di ispirazione e di supporto nel caso decidano di introdurle nei propri uffici.
Cosa ci guadagna il lavoratore che mette a disposizione la propria “attività di eccellenza”? La soddisfazione che il proprio lavoro è apprezzato e che altri si ispireranno a esso per rendere i servizi dei propri uffici.
In attesa che i colleghi comprendano ciò e si decidano a condividere il proprio “sapere” e “saper fare”, dedico sul blog molto spazio a tutta una serie di documenti che ricevo da altre organizzazioni (ForumPa, E-Gov, PAQ, PromoPa, e altri) affinchè ognuno di noi possa trovarvi fonte di ispirazione.
La comunità di pratica “Perchè no” non vuole essere un “luogo” chiuso per i soli lavoratori della Regione ma vuole essere uno spazio in cui ci si apre al confronto con tante altre categorie di persone che beneficiano, a livello individuale o organizzato, dei servizi della nostra Regione.
Questa che ho appena descritto è la mia idea della comunità di pratica, idea che certamente mi colloca tra i “visionari” o “sognatori” incalliti.
Per la comunità di pratica non mi sono dato dei tempi, finchè ci saranno visitatori nel blog o nella pagina di Facebook dedicata, o nel gruppo di Linkedin dedicato, la comunità vivrà … magari non come l’ho immaginata … ma vivrà e le adesioni non hanno bisogno di “formalismi”!
Cosa diversa è invece l’iniziativa che ho lanciato un paio di settimane fa e che prende spunto da una mail ricevuta dall’amico Michele.
Di fronte ai continui attacchi che la categoria dei dipendenti regionali riceve, non più soltanto dall’opinione pubblica, vi ho proposto di costituirci in “associazione” per dare veste giuridica a un soggetto, “Perchè no”, che si impegna a tutelare la dignità dei lavoratori di ruolo della Regione, come categoria nel suo complesso (operatori, collaboratori, istruttori, funzionari, dirigenti), e a contrastare ogni forma di illegittimità nella quale ci si dovesse imbattere che vede come “protagonista” la stessa Amministrazione.
Tra gli esempi possiamo citare alcuni esempi:
il caso di un nuovo dipartimento regionale che adotta una riorganizzazione senza seguire il percorso normativo corretto, esponendo i lavoratori a tutte quelle “criticità” connesse a una struttura “non riconosciuta”;
la mancata contrattualizzazione dei dirigenti con contratto individuale scaduto seguendo una direttiva del presidente della Regione che viola il ccrl;
il bando per l’inserimento in un albo che prevede clausole “ad hoc” che “favoriscono” alcuni e “discriminano” altri senza motivazione alcuna.
Nella mia concezione, e non credo solo nella mia, l’Amministrazione deve essere il luogo in cui il rispetto delle regole deve essere al primo posto nella scala valoriale. Così non è sempre.
Affinchè invece lo sia sempre, l’associazione sottoporrà a uno studio legale di fiducia (da individuare) le iniziative che le saranno portate all’attenzione e che saranno selezionate dagli associati con forme di partecipazione diffusa con l’ausilio o di social network o di altri strumenti ICT, anche in funzione delle disponibilità finanziarie dell’associazione. Ogni associato potrà portare all’attenzione dell’associazione tutti i casi per i quali ritiene che ci sia una illegittimità, della quale andrà valutata la portata generale, o particolare, per assegnarle la priorità per la trattazione. Ognuno di noi dovrebbe provare a “farsi i fatti degli altri” e a guardare tutto ciò che gli viene sotto gli occhi nell’ottica non soltanto del mero interesse personale ma del principio per cui nella nostra Amministrazione non si deve consentire l’arbitrio e il disconoscimento delle norme di qualsiasi rango esse siano. Io credo che lo “scadimento” al quale assistiamo giorno dopo giorno sia anche frutto della “faciloneria” con la quale vengono adottati alcuni provvedimenti e che portano soggetti impreparati ad assumere posizioni altrimenti inimmaginabili se non in una Amministrazione in cui il “pressappochismo” e “l’ignoranza” pagano. Il subire certi provvedimenti senza reagire è altrettanto grave perchè consente a chi viola le norme di poter continuare a farlo.
Tutta l’attività della associazione sarà svolta alla luce del sole e nella massima trasparenza. Tutte le iniziative che verranno segnalate, anche quelle alle quali non seguirà una azione legale, verranno pubblicate nelle pagine dedicate dei social network in cui è presente “Perchè no”. Già il fatto che un provvedimento è stato posto all’attenzione di “Perchè no” potrebbe determinare un “ripensamento” da parte di chi quel provvedimento ha prodotto.
In modo altrettanto trasparente avverrà la gestione delle quote associative. La consistenza delle stesse e le spese sostenute verranno puntualmente pubblicate sulle pagine web dell’associazione.
Per aderire all’Associazione si dovrà versare un contributo una tantum all’atto dell’iscrizione ed eventuali quote annuali saranno stabilite in funzione del livello di utilizzazione delle risorse raccolte in sede di iscrizione degli associati. La quota associativa sarà stabilità in funzione del numero di adesioni. Per la costituzione della associazione, per la sua gestione (lo stretto necessario) e per le spese legali relative alle iniziative che si deciderà di portare avanti a tutela dei lavoratori della Regione, come categoria nel suo complesso, si conta di raccogliere la somma di 50.000 €, somma che già mi sembra considerevole per un “esperimento”. Nella considerazione che sono almeno 1.000 le adesioni che a mio modo di vedere potranno dare all’associazione un “peso” che possa “anche” permetterle di esercitare una “moral suasion” nei confronti dei soggetti contro i quali si potrebbero intraprendere azioni nelle diverse sedi civile, penale, amministrativa, si verrebbe a determinare una quota associativa di 50 € procapite.
Spero con queste righe di avere meglio definito il “perimetro” dell’iniziativa “Perchè no” che vi ho proposto e di avere convinto i tanti “renitenti” che ancora non hanno deciso di compiere un gesto semplice semplice … scrivere a fedro.luparello@gmail.com riportando il seguente testo “Sono interessato ad aderire all’iniziativa di Perchè no e attendo che mi venga inviato il “manifesto dell’iniziativa” quando questo verrà redatto dopo il raggiungimento della quota di almeno 1.000 adesioni. Dopo la lettura del manifesto dell’iniziativa deciderò la mia adesione formale all’iniziativa secondo le modalità che verranno indicate.”
Grazie a tutti
Paolo Luparello, “Fedro”
 

 

1.000, il numero che ho posto come obiettivo per questa iniziativa, è un numero altissimo.
Sono il primo a rendermene conto. Anche un numero più contenuto potrebbe fare quello che ho in mente e che già ho avuto modo di illustrarvi. Ma non sarebbe la stessa cosa. Non sarebbe la stessa cosa perchè 53 persone (coloro che hanno inviato la manifestazione di interesse al momento in cui scrivo) sarebbe uno sparuto gruppo di soliti brontoloni che ci sono in tutte le organizzazioni e ai quali nessuno fa caso perchè più di brontolare non fanno, non infastidiscono il conducente!
Noi invece dobbiamo provare a dare fastidio. Non inscenando manifestazioni o proteste eclatanti, non è nel mio costume e credo neanche nel vostro, per quel che vi conosco, ma denunciando nelle sedi opportune tutti quegli atti che a nostro modo di vedere non sono legittimi e ledono i diritti e la dignità dei lavoratori della Regione e non solo. Io vorrei, infatti, che denunciassimo anche quegli atti che violano le norme sulla trasparenza e sulla semplificazione, quegli atti che ci fanno apparire come i responsabili delle lentezze e della farraginosità della burocrazia regionale.
In questi giorni sto provando a completare la prima stesura di un documento che chiamerò “l’Organizzazione che vorrei” e che dovrebbe rappresentare il manifesto di Perchè no, dopo naturalmente che sarà discusso, criticato, integrato, emendato, … con tutti coloro che vorranno partecipare a questo lavoro.
Il filo conduttore di quel documento è il desiderio di lavorare per una organizzazione nella quale vengono posti al centro dell’attenzione il lavoratore e l’utente dell’organizzazione e per entrambi vige un sistema di regole che da un lato garantisce un percorso di valorizzazione e arricchimento professionale e dall’altro l’erogazione di servizi efficienti e rispondenti alle aspettative.
La nostra Amministrazione è oggi lontana anni luce da tutto ciò.
Le professionalità interne sono continuamente mortificate. Non viene assicurato alcun percorso di carriera a nessuno.
Attraverso il ricorso sistematico a varie forme di precariato e di “assistenza tecnica” non si formano e non si fanno crescere le professionalità interne di cui disponiamo … e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Colleghi deresponsabilizzati e senza entusiasmo, senza alcuna prospettiva.
Quale organizzazione “brillerebbe” quando i suoi lavoratori sanno che dall’assunzione alla pensione faranno sempre la medesima cosa?
Perchè no migliorerà le cose?
Non lo so. Ma almeno avremo provato a cambiare qualcosa. Come? Provando a costringere i decisori politici e i dirigenti generali a guardare prima in casa propria (la Regione … non il “parentado”) e solo se non troveranno nessuno a rivolgersi all’esterno, come è giusto che sia.
Se questa Amministrazione continuerà sulla strada che ha seguito in questi anni non solo non avremo un futuro ma probabilmente neanche un presente.
Siete sempre convinti che 1.000 adesioni su 20.000 dipendenti sia un numero altissimo?
Siete sempre convinti che all’interno dell’Amministrazione, e anche tra i pensionati che sono rimasti legati al proprio ente (non per incarichi ma per attaccamento), non ci siano almeno 1.000 persone alle quali tutto questo non va bene e che vogliono fare qualcosa per provare a cambiare?
Invito i 53 colleghi ed ex colleghi (dirigenti, funzionari, istruttori … non hanno aderito, ancora, collaboratori e operatori!) che hanno già inviato la propria manifestazione di interesse ad aderire a fare opera di sensibilizzazione nei confronti dei propri colleghi che condividono queste riflessioni … vediamo se entro la fine del mese di gennaio riusciremo ad avvicinare le 1.000 adesioni.
 
Naturalmente invito tutti gli altri colleghi che leggeranno queste righe a rifletterci sopra … più saremo e più potremo fare.
Ricordo che “Perchè no” non sarà un sindacato. Sarà una comunità di persone che vuole riflettere e confrontarsi e che vuole dire la sua sulle cose che non vanno … anche ricorrendo ai giudici competenti!
 
 

 

Il post … Non rispetti le regole? Ci pensa “Perchè no”!, del 9 gennaio 2013, mercoledì … ha destato un po’ di curiosità e alcuni commenti li potete leggere direttamente tra quelli collegati al post che sopra riporto.

Traggo spunto anche da questi commenti per chiarire i termini dell’iniziativa.

Il sindacato dovrebbe essere il soggetto deputato a intestarsi “il ricorso sistematico nelle diverse sedi giurisdizionali contro l’Amministrazione regionale per ogni provvedimento che violi la normativa vigente sul fronte dell’organizzazione degli uffici e della disciplina del lavoro. …. La sfera di intervento potrebbe essere anche la tutela della dignità dei lavoratori della Regione di fronte agli attacchi mediatici da qualsiasi fronte essi provengano. … ”, ma purtroppo raramente ha intrapreso le iniziative che avrebbero ricondotto l’Amministrazione al rispetto delle regole. Motivo? Certamente i costi e probabilmente qualche altro la cui analisi ci porterebbe fuori tema … forse.

Per ovviare al problemi dei costi e alla eventuale “sudditanza psicologica” nasce l’idea della comunità di pratica “Perchè no” che si intesta le battaglie di principio e non solo.

Qualcuno teme gli oneri di una simile iniziativa.

Questa iniziativa ha un senso se riesce a coinvolgere un numero importante di dipendenti … un migliaio dovrebbe essere il numero che potrebbe consentire la raccolta di una somma importante con un contributo procapite tra i 50 e i 100 €. Non è nemmeno necessario prevedere che si debba trattare di una quota associativa annua in quanto la raccolta delle quote è finalizzata al pagamento delle spese legali per le cause intraprese e con 50-100 mila euro raccolti di cause se ne possono portare avanti un bel numero … penso. Se il budget dovesse essere pienamente impiegato si provvederebbe a chiedere un ulteriore contributo. L’onere potenziale per ciascun aderente non dovrà comunque eccedere il limite massimo dei 50-100 € annui, sempre se ciò sarà necessario.

Le problematiche per le quali si ricorrerà in giudizio saranno decise dal “comitato legale” della comunità che ne valuterà la fondatezza. Il comitato opererà su problematiche segnalate dagli aderenti e il numero di cause da intraprendere sarà dettato dal budget disponibile.

E’ strano che in una organizzazione pubblica di oltre 20.000 lavoratori, e che gestisce un bilancio di circa 25 miliardi di €, ci si debba trovare a portare avanti una iniziativa per il ripristino del rispetto delle regole arrivando a citare in giudizio l’organizzazione stessa. Purtroppo un certo scadimento qualitativo che da qualche anno a questa parte interessa la nostra classe dirigente (mi riferisco al livello politico con posizioni di governo) ci vede costretti a intervenire.

Cara lettrice e caro lettore del blog, di qualsiasi categoria tu faccia parte e che hai a cuore il rispetto delle regole, quello che ti chiedo è una semplice dichiarazione di intenti … sei interessato a fare della Regione un luogo nel quale la legge è uguale per tutti e a tutti vengono date le stesse opportunità?

La comunità di Perchè no proverà a fare della Regione una organizzazione migliore anche se dovrà ricorrere alle diverse magistrature.

Se siete interessati, scrivete a fedro.luparello@gmail.com copiando il seguente messaggio:

Sono interessato ad aderire all’iniziativa di Perchè no e attendo che mi venga inviato il “manifesto dell’iniziativa” quando questo verrà redatto dopo il raggiungimento della quota di almeno 1.000 adesioni. Dopo la lettura del manifesto dell’iniziativa deciderò la mia adesione formale all’iniziativa secondo le modalità che verranno indicate.”

Potrete inviare anche suggerimenti o critiche … l’importante è che ci si possa sentire parte di una vera comunità … Perchè no!

 

 

L’iniziativa della comunità di pratica “Perchè no” sembra che piaccia. Non passa giorno che non riceva l’”adesione” di qualche collega. Siamo in una fase in cui non c’è da fare proprio nulla se non manifestare il proprio interesse per l’iniziativa. Io sto lavorando al documento di cui ho scritto nel post … Perchè aderire a “Perchè no”, del 2 gennaio 2013, mercoledì … e spero quanto prima di poter pubblicare una prima traccia da sottoporvi. Sarà interessante capire quanti di voi condividono i principi che proporrò e quanti sono interessati a integrarli, emendarli, svilupparli, criticarli.

Ricordo sempre che lo spirito della comunità non è quello di adottare un pensiero unico ma di condividere delle riflessioni che poi ognuno potrà portare avanti all’interno delle forze politiche o sindacali alle quali aderisce … e non necessariamente … la partecipazione è anche, e soprattutto, finalizzata al condividere dei momenti di riflessione in cui parliamo di noi, e dell’Amministrazione che vorremmo, come persone e come lavoratori di questa Amministrazione chiamata Regione.

Non vorrei mettere altra carne al fuoco ma proprio ieri sera (8 gennaio) ho pensato a un’altra iniziativa che la comunità di pratica di “Perchè no” si potrebbe intestare e per la quale vi chiedo di manifestare il vostro interesse.

Questa iniziativa fa seguito a una discussione che ho avuto con un amico sindacalista e al contenuto di una e-mail ricevuta da un amico ex-collega. Entrambi gli episodi hanno avuto in comune il fatto individuare una cura alla patologia di cui oramai da troppi anni soffre la nostra Regione. La patologia è la renitenza al rispetto delle regole … siano esse di fonte contrattuale o normativa in genere … da parte dei vertici politici e amministrativi della Regione che si succedono nel tempo … con una tendenza al peggioramento.

La cura individuata è il ricorso sistematico nelle diverse sedi giurisdizionali contro l’Amministrazione regionale per ogni provvedimento che violi la normativa vigente sul fronte dell’organizzazione degli uffici e della disciplina del lavoro. Sul fronte degli esempi abbiamo l’imbarazzo della scelta. La sfera di intervento potrebbe essere anche la tutela della dignità dei lavoratori della Regione di fronte agli attacchi mediatici da qualsiasi fronte essi provengano.

Purtroppo più il tempo passa e più ci si rende conto di essere alla mercè dell’ultimo arrivato per il quale non importa quali siano le regole e la normativa vigente, l’unica cosa che conta è occupare il “potere” con propri uomini di fiducia capaci soltanto di obbedire. Possiamo continuare così?

L’iniziativa è rivolta a tutti i dipendenti della Regione che sono stanchi della mancanza di certezze e dell’arbitrio perpetrato da chi occupa le posizioni di vertice.

Sulla base del numero di adesioni all’iniziativa valuteremo le prossime attività da porre in essere (redazione di un documento sulle finalità dell’iniziativa, ricerca di uno studio legale che possa essere il braccio operativo dell’iniziativa, stima del budget necessario e della quota dei sostenitori).

Oltre che adesioni, in questa fase semplici dichiarazioni di interesse, sono graditi commenti e critiche.

Come al solito potete postare un commento a questo post o scrivere a fedro.luparello@gmail.com

 

Abbiamo un impiego. Non dovremmo correre il rischio di essere licenziati. Lo stipendio, alla fine del mese, arriva sempre. Di cosa dovremmo lamentarci?

Vorremmo guadagnare di più? Vorremmo un lavoro più appagante sul piano professionale? Vorremmo che il nostro lavoro avesse un riconoscimento sociale? Ci piacerebbe andare al lavoro con la certezza che quanto andremo a fare creerà ricchezza per la nostra comunità?

In altri termini … vorremmo lavorare per l’organizzazione nella quale tutti vorrebbero lavorare?

In effetti tutti vorrebbero lavorare alla Regione Siciliana, ma non certo perchè è l’organizzazione in testa alle classifiche dei migliori posti in cui lavorare … insomma non è la Ferrari, non è la Apple, non è Google, non è tante altre aziende nelle quali i giovani di talento aspirano ad andare a lavorare nella convinzione, nella certezza, che lì realizzeranno il loro sogno di affermazione nella vita lavorativa.

Alla Regione Siciliana aspirano a venire a lavorare chi non ha un lavoro, chi è precario da una vita, chi ha una errata convinzione sui vantaggi di essere un “regionale”.

Al di là della sicurezza sociale (fino a quando?) lavorare alla Regione Siciliana non è un motivo di soddisfazione professionale, quantomeno non lo è per tanti.

Con il termine “disorganizzazione” sintetizzerei tutto ciò che non va alla Regione.

Per disorganizzazione intendo la mancanza di una visione strategica del nostro Ente, la confusione di ruoli (politici che vogliono gestire e dirigenti che lasciano “gestire” i politici), la mancanza di leadership forti, la tendenza a non assumersi le responsabilità senza che nessuno te lo contesti, la totale mancanza di coscienza del proprio ruolo, l’elenco continua ma mi fermo qui.

Questo non vuol dire che alla Regione non ci siano delle belle professionalità, sia a livello individuale sia di alcuni uffici, ma sono frutto della buona volontà di singoli individui che non vogliono lasciarsi andare e che hanno troppo rispetto per se stessi per non provare a fare qualcosa.

Il mio sogno è quello di lavorare per la migliore organizzazione del mondo. Un’organizzazione nella quale le persone capaci, che sono in grado di interpretare i bisogni dei propri clienti, che sono in grado di realizzare progetti utili, che non vengono mortificate da “capi” miopi e incapaci, possono realizzare le proprie ambizioni e scalare le tappe della gerarchia in una gara onesta nella quale non si perda mai di vista il bene della comunità per la quale quella organizzazione esiste.

Lavorare per una Pubblica Amministrazione dovrebbe essere la massima aspirazione per chi crede nel “sociale”. Soddisfatte le esigenze di una vita dignitosa, con un reddito adeguato, quale soddisfazione migliore ci può essere nel servire una collettività provando a migliorarne i servizi e ad accrescerne la ricchezza.

Questo è quello che voglio fare alla Regione Siciliana e che ritengo potremmo fare tutti insieme solo se saremo veramente una organizzazione.

Una organizzazione nella quale si crede nella programmazione che viene dopo lo studio e l’analisi del contesto in cui si opera. Una organizzazione che assegna a ciascun suo attore un compito da realizzare e sulla base dei risultati raggiunti si riconoscono i meriti e si propongono i correttivi per chi invece ha accumulato dei “debiti”. Una organizzazione nella quale l’agire è trasparente e totalmente accessibile a tutti gli “interessati” (portatori di interesse o stakeholder).

Trasformare la Regione di oggi nella organizzazione che vorrei non si fa dall’oggi al domani. Ci vuole tempo. Ci vogliono persone motivate. Ci vuole un progetto.

Sarebbe bello se un progetto del genere se lo intestasse una leadership forte, una leadership politica, una leadership che fa quel che dice e che dice quel che fa.

Un giorno, forse, avremo un leader con queste caratteristiche, ma nel frattempo che facciamo? Aspettiamo?

Aspettiamo che a ogni legislatura si presenti l’ultimo “nuovo” che ha una sua idea, che poi è quella di qualche suo supporter che ha una sua idea di “Amministrazione”, e che prova ad attuarla senza troppa convinzione in quanto in altre faccende affaccendato?

Io ritengo che il progetto non possa che provenire dagli stessi lavoratori dell’organizzazione, i quali insieme a tutti i cittadini sono gli “azionisti” dell’organizzazione, quelli che sono interessati affinchè i proventi delle tasse vengano ben spesi.

I lavoratori, attraverso il sindacato, possono essere portatori di istanze sulla organizzazione del lavoro, sulla produttività, sui servizi da erogare. Fino a oggi lo hanno fatto soltanto in parte in quanto, così come i politici, non hanno voluto volare alto ma si sono limitati a gestire il “passato”!

O quanto odio tutta la retorica, che poi retorica non è, del “chi lascia la strada vecchia per la nuova sa cosa lascia ma …”, “meglio u tintu accanusciutu che u buonu a …”, “ma si è fatto sempre così”, “ma chi te lo fa fare” …

Cambiare si può! Ma non per il gusto della novità e del cambiamento per il cambiamento.

Dobbiamo cambiare perchè questa strada che stiamo percorrendo non ci porta da nessuna parte che sia piacevole raggiungere.

Dobbiamo cambiare rotta. Lo dobbiamo fare per noi stessi, per la nostra comunità.

Solo se lo volessimo potremmo trasformare questa nostra Sicilia in una terra ricca e ospitale.

Perchè ci vogliamo accontentare di sopravvivere?

Se non vuoi soltanto sopravvivere segui il progetto al quale sto lavorando.

E’ un progetto che vuole dare dignità al lavoratore. Un progetto che ristabilisca i ruoli e le regole. Un progetto attraverso il quale ci si possa scuotere dall’apatia e si torni ad allenare i nostri cervelli … per troppo tempo costretti al “minimo”.

Come ho scritto più volte in diversi post sul blog mi piacerebbe che il “progetto” fosse il risultato dello sforzo di una comunità, una “comunità di pratica”, alla quale ho dato il nome di “Perchè no” traendolo da una citazione di George Bernard Shaw, che è diventata per me una sorta di “mantra”, “Some people see things as they are and say why. I dream things that never were and say why not?”.

Il progetto andrà prima elaborato attraverso il confronto tra tutti coloro che vorranno partecipare e una volta condiviso si dovrà provare a realizzarlo.

Ci saranno parti del progetto che potranno essere realizzate attraverso l’adozione di semplici “best practice”, ci saranno parti che potranno essere realizzate attraverso lo strumento del contratto collettivo di lavoro o di quello decentrato, e ci saranno parti che necessiteranno di un intervento legislativo, ma vi posso assicurare che già soltanto con le “best practice” si potrebbe fare tanto e se poi anche il sindacato e la politica vorranno fare la propria parte … la Regione potrebbe diventare un posto nel quale è un piacere lavorare e senza doversene vergognare.

Come ho anticipato ho già individuato alcuni temi che dovranno far parte del progetto di “Perchè no”.

  1. Una nuova organizzazione degli uffici dirigenziali della Regione.
  2. La regolamentazione del conferimento degli incarichi dirigenziali.
  3. L’attribuzione di posizioni di responsabilità anche a personale con qualifica diversa da quella dirigenziale.
  4. La formazione obbligatoria per l’accesso ad alcuni incarichi.
  5. La valutazione della performance.
  6. Il turn over del personale e la progressione di carriera.
  7. L’adozione del controllo di gestione e delle tecniche del project management nella gestione degli uffici.
  8. La Regione Siciliana come casa di cristallo. Totale pubblicità sui siti web istituzionali di tutti gli atti relativi all’operato dell’Amministrazione.

Su questi temi, e altri ancora che voi vorrete proporre, mi piacerebbe confrontarmi.

Ci tengo inoltre a puntualizzare che la comunità di pratica di “Perchè no” non nasce soltanto per questo progetto, ma vorrebbe essere un modo affinchè ogni lavoratore della Regione non si debba sentire “solo” nell’affrontare il proprio quotidiano professionale … proviamo a essere solidali tra di noi, e non solo. I nostri saperi finchè rimarranno custoditi gelosamente in noi non varranno molto, se invece li apriremo agli altri scopriremo qualcosa che prima di tutti stupirà chi li custodiva così gelosamente.

Ci state?

Chi è interessato a partecipare può contattarmi tramite l’indirizzo e-mail fedro.luparello@gmail.com o cliccando su Mi piace sulla pagina di Facebook Perchè no

 

 

Care colleghe e cari colleghi,

ridando un’occhiata ai post che pubblico da qualche settimana a questa parte mi rendo conto che il tempo che sto dedicando al nuovo presidente della Regione, e alla sua attività, ha assunto un peso significativo.

Sinceramente non era mia intenzione, così non era mia intenzione dedicarne tanto anche al precedente presidente, ma come non dire la mia o portare alla vostra attenzione situazioni che meritano una riflessione?

Pur non avendo votato per l’attuale presidente (non mi è piaciuta la strana alleanza che lo sostiene, e probabilmente non sarebbe piaciuta neanche alla maggioranza dei siciliani se questi fossero andati a votare!) non avevo un pregiudizio negativo nei suoi confronti.

Il mio personale giudizio, negativo, di oggi è semplicemente frutto di una lettura degli atti, sarebbe meglio dire delle intenzioni di atti che vuole porre in essere, che dichiara di voler compiere e che in parte ha già compiuto.

Mi ritrovo a essere “conservatore” mio malgrado, io che per formazione e cultura sono altro, di fronte all’attacco violento e ingiustificato che il presidente porta avanti contro la categoria dei dipendenti regionali e della dirigenza in particolare. Io non difendo la categoria “a prescindere”, sono perfettamente conscio dei problemi e delle storture che andrebbero corrette, ma assistere allo spettacolo di un presidente che tratta i dipendenti della “sua” (per il mandato … finchè durerà) organizzazione come il più rozzo dei commentatori anonimi dei quotidiani online, mi mortifica profondamente, come uomo e come servitore della Regione.

Detto ciò, e scusandomi con chi invece apprezza il presidente e ne condivide il “modus operandi”, ritorno sulla iniziativa di “Perche no!”.

Andare appresso alle rivoluzioni dei vari attori del palcoscenico della politica può essere un esercizio, ma sinceramente preferirei confrontarmi con i colleghi che lo vorranno su una proposta concreta di funzionamento e di organizzazione della nostra Regione che nascesse dall’esperienza e dalla reale volontà di far funzionare l’Istituzione, senza piegarla agli “interessi di bottega” dell’amministratore di turno.

Il vecchio decreto legislativo n. 29 del 1993, oggi n. 165 del 2001, aveva in se degli spunti interessanti i quali però sono stati tradotti malamente nella pratica. Si tratta di una norma che se applicata da Amministratori illuminati avrebbe potuto rendere più efficiente e meritocratica la Pubblica Amministrazione italiana. Invece ha accentuato l’appartenenza a discapito, troppo spesso, del merito e delle capacità professionale.

Che fare quindi?

Provare a lavorare alla elaborazione di una proposta che riuscisse a disciplinare tutti gli aspetti della “vita amministrativa” della nostra Regione per evitare l’arbitrio che invece ha regnato sovrano nella passata legislatura, nella presente lo vedremo presto.

I temi sui quali mi vorrei cimentare e sui quali chiedo il vostro contributo.

  1. Una nuova organizzazione degli uffici dirigenziali della Regione.
  2. La regolamentazione del conferimento degli incarichi dirigenziali.
  3. L’attribuzione di posizioni di responsabilità anche a personale con qualifica diversa da quella dirigenziale.
  4. La formazione obbligatoria per l’accesso ad alcuni incarichi.
  5. La valutazione della performance.
  6. Il turn over del personale e la progressione di carriera.
  7. L’adozione del controllo di gestione e delle tecniche del project management nella gestione degli uffici.
  8. La Regione Siciliana come casa di cristallo. Totale pubblicità sui siti web istituzionali di tutti gli atti relativi all’operato dell’Amministrazione.

Su questi temi, e altri ancora che voi vorrete proporre, mi piacerebbe confrontarmi.

Obiettivo?

Provare a elaborare una proposta, appunto, alla quale i diversi “decisori” si possano ispirare se realmente vorranno una Regione che funzioni e non un mero terreno di conquista in cui vivere alla giornata e con un unico obiettivo strategico … mantenere il potere quanto più a lungo possibile, anche ricorrendo “all’ereditarietà”!

E se i “decisori” non vorranno tenere conto di quanto proporremo? Bella domanda!

In questo caso proveremo a “organizzarci”!

Cominciamo?

 

 

Con la newsletter di ieri, 19 dicembre 2012, mercoledì, ho rilanciato l’iniziativa di lavorare a un progetto che metta al centro l’Amministrazione regionale, come ente promotore dello sviluppo della Sicilia, e i dipendenti regionali  sulle cui gambe (ma soprattutto cervelli) la Regione dovrà camminare (La newsletter di Fedro e co., del 19 dicembre 2012, mercoledì), questo per provare a colmare il vuoto della politica e del governo che hanno una visione assolutamente parziale e demagogica della burocrazia regionale.

In risposta alla sollecitazione mi sono pervenuti due messaggi che in appresso riporto … e voi?

  • Ciao Paolo, sono disponibile a partecipare ad attività e proposte utili per migliorare l’amministrazione regionale e la percezione dei dipendenti regionali (quelli che lo meritano). Auguro Buon Natale a te e alla tua famiglia e spero di vederti presto (R.C.)
  • Caro Paolo, è una dannazione questa impotenza da te sperimentata a svegliare i regionali.  Un po è colpa delle eterne disillusioni da noi tutti subite, un bel po’ è colpa dell’ignavia e lagnusia di molti colleghi, un altro bel po’ è comprensibile carbone bagnato nella consapevolezza di avere il peccato originale di un’assunzione “bizzarra” ma  un altro motivo c’è, a dispetto di chi ci accusa di fannulloneria, ed è che molti di noi lavorano molto e non hanno il tempo di grattarsi la testa, la abbassano sotto la gragnuola di colpi mediatici ad effetto continuando a lavorare. Buon Natale! 
 
<<<0>>>

In questi giorni la vicenda che ha visto la dirigenza sotto l’assedio mediatico, e non solo, del presidente ha fatto lievitare i contatti sul blog. Sinceramente continuate a stupirmi per l’assiduità con la quale lo frequentate … vorrei offrire un servizio migliore e onestamente quello che vi offro non è proprio quello che avevo in mente.
Quello che avevo, e che continuo ad avere, in mente era, ed è, un luogo virtuale nel quale si prende qualcosa e si da qualcosa. Il prendere sta per leggere e riflettere sulle cose che trovate. Il dare sta per proporre dei contenuti e far girare le notizie o i documenti che interessano voi ma che potrebbero interessare anche gli altri.
La comunità di pratica, alla quale ho anche dato un nome … Perchè no! … vorrebbe essere una intelligenza collettiva grazie alla quale si possa vivere meglio e si possa lavorare meglio.
Come un fuocherello la comunità stenta a diventare un bel focolare. E’ cresciuto il numero di coloro che postano i commenti ed è anche cresciuto il numero di coloro che mandano testi e notizie.
Potremmo crescere di più. Potremmo fare di più.
L’ipotesi di curare una rubrica sul blog con una frequenza di pubblicazione che potrete decidere a vostro piacimento non vi interessa proprio? Una idea che mi piacerebbe realizzare è quella di una sorta di osservatorio all’interno di ogni dipartimento o di assessorato che informa sui principali avvenimenti che interessano la vita dell’ufficio e che può essere utile non solo per i colleghi ma anche con i nostri “clienti” con i quali mi piacerebbe instaurare un confronto che ci spinga a migliorarci e a migliorare il nostro lavoro e il nostro modo di porci.
Superate la vostra timidezza è fatevi avanti … anche questo potrebbe essere un modo per dimostrare che alla Regione c’è un mondo diverso dai soliti luoghi comuni … tanto se non l’avete capito fanno carriera quelli che ci disprezzano e non quelli che hanno voglia di costruire.
Pensateci. Pensate a un campo nel quale siete ferrati e immaginate di socializzare il vostro sapere … potreste scoprire di non essere soli e che c’è qualche altro che potrebbe aiutarvi … anche questo è il web … ci vogliamo provare? Ci volete provare?
Aspetto le vostre idee su luparello.sindacato02@gmail.com
Grazie sempre
Fedro
 
Ah … ne approfitto, nella prossimità delle festività, per augurare a voi e alle vostre famiglie tanta tanta tanta serenità a partire dall’Immacolata e seguenti!
 

Care amiche, cari amici,

Inizialmente decisi di attivare un blog per tentare di far giungere a quanti più colleghi possibile le notizie relative all’attività sindacale che svolgevo.

Nel tempo alimentare il blog è diventata una abitudine e ancora oggi pur non svolgendo un ruolo attivo nel sindacato continuo a curare il blog per mantenere vivo quel legame che con tanti di voi si è instaurato in questi anni.

Potrei continuare a curare il blog come ho fatto fino a oggi ma avverto la necessità di provare a fare … come si suol dire … un salto di qualità e provare ad attivare realmente quella “comunità di pratica” che ho battezzato “Perchè no!”.

Cosa vorrebbe essere “Perchè no!” nella mia idea?

Perchè no!” vorrebbe essere Continua a leggere »

 

Ricevo, pubblico e commento

Caro Collega, io mi sto appassionando, in questi giorni, a una questione che risveglia la mia sensibilità ogni qualvolta che si ripresenta: la vicenda – ultima in ordine di tempo – la trovo rappresentata in una delle pagine della testata web Live Sicilia, di cui ti riporto il link

Poiché, come vedo dai commenti, c’è l’opportunità di condividere una mail da inviare al Ministro Passera, ti volevo segnalare la circostanza qualora tu ritenessi di darne notizia attraverso i tuoi canali (mail ai colleghi?).
 
Per quanto mi riguarda, relativamente ai contributi che tu chiedi in ordine a proposte per la riforma della Regione, con specifico riferimento all’organizzazione delle funzioni e dei compiti dei dipendenti, sono convinto che non sia più rinviabile la reintroduzione dei ruoli tecnici nella dirigenza. Forse si potrebbe ritornare al principio che un architetto faccia l’architetto e non l’amministrativo, che un biologo eserciti la sua professione negli uffici tecnici anziché dirigere, per esempio un settore del personale, e così via.
Altra questione si porrebbe per la proposta di una norma (simile a quella recente introdotta per i capi di gabinetto) che imponga la nomina dei dirigenti generali tra i dirigenti nei ruoli regionali, vietando il reclutamento di esterni.
Questi i miei desiderata. Che, so per certo, tali rimarranno…

Cordiali saluti,

Riguardo alla faccenda del collega prepensionato Continua a leggere »

 

Condividendo il post dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana su Facebook relativo alla inaugurazione della sala tematica del Museo vulcanologico nella riserva naturale di Pantelleria (Clicca Qui), provo a Continua a leggere »

 

In questi giorni ho lanciato l’iniziativa “Perchè no!” che mira alla creazione di una “comunità di pratica” tra persone che non rinunciando alla propria appartenenza e alla propria individualità cercano di definire e riscoprire le regole fondamentali di un comune sentire in quanto appartenenti alla “società civile”.

Due sono gli ambiti che Continua a leggere »

 

Con il post Luparello propone una comunità di pratica … Perchè no! ho lanciato l’idea di una comunità di pratica (Perchè no!) finalizzata al recupero dei valori di una appartenenza a una Pubblica Amministrazione, nel caso specifico alla Regione Siciliana.

Lo spirito dell’iniziativa vuole essere quello di fissare le regole alle quali il dipendente dell’Amministrazione regionale si dovrebbe ispirare e che Continua a leggere »

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