Come avrete notato l’aggiornamento di questo blog procede a singhiozzo. Un motivo naturalmente c’è. Mi sto concentrando con un gruppo di volontari e soci dell’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” per organizzare la comunicazione attraverso il blog dell’Associazione già disponibile all’indirizzo www.perchenosicilia.org che spero possa cominciare a essere alimentato regolarmente tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima.

Se vorrete ricevere la newsletter fatecelo sapere. Se volete che il blog contenga specifiche informazioni … fatecelo sapere.

Nel frattempo … continuate ad aderire all’Associazione … abbiamo bisogno di tutte le amiche e gli amici di buona volontà che credono in una amministrazione al servizio dei cittadini e che riconosce il merito ai tanti professionisti che vi lavorano.

A presto

 

 
 
Quando alcuni mesi fa lanciai per la prima volta l’idea dell’Associazione “Perchè no” mi ero posto l’obiettivo molto ambizioso di raggiungere le 1.000 adesioni. Ci fermammo a poco meno di 400 e in tanti di coloro che avevano risposto all’invito mi scrissero che anche con 400 questa avventura andava intrapresa.
Oggi l’Associazione si chiama “Perchè no…qualcosa si muove” (ringrazio l’amica Marica sia per l’arricchimento della denominazione che per il logo) ed è una realtà in termini di costituzione. Adesso attendiamo che chi aveva manifestato il proprio interesse ad aderire … aderisca realmente.
Come ho più volte fatto presente, l’adesione è importante non tanto per poter contare su un budget con il quale finanziare alcune delle iniziative che intraprenderemo, ma per fornire ai nostri interlocutori, che saranno anche gli uffici regionali, la dimensione sociale dei bisogni che intendiamo rappresentare.
Per non lasciare nulla di intentato e per evitare di compulsare colleghi che non conosco personalmente, mi sono preso la briga di verificare uno per uno i contatti della mia mailing list (quella che utilizzo per la newsletter di Fedro, oltre 3.000) e di inviare una mail personale di invito alle persone che conosco o a quelle che mi avevano scritto o che si erano iscritte alla newsletter.
Questo mi ha permesso di fare un po’ di pulizia e di “sospendere” un consistente numero di contatti che non ritengo interessati a “Perchè no…”.
Si è trattato di un lavoro che mi ha richiesto un grosso impegno di tempo nell’arco di 4 giorni ma che mi ha dato il piacere di scoprire di essere in contatto con un numero veramente consistente di amiche e di amici … se tutti dovessero rispondere mi dovrebbero tornare qualcosa come 691 mail … tanti sono le amiche e gli amici che ho scoperto di avere. Naturalmente non tutti risponderanno, ma questo non vuol dire che per me non restano delle care amiche e dei cari amici.
 
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Firma la petizione proposta da Fedro … Petizione Albo dei candidati a incarichi presso la P.A.
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Perchè non aderisci a “Perchè no”! Vuoi sapere come si fa? Leggi … Aderisci a Perchè no, l’invito di Paolo Luparello … e …  Manifesto, … Bozza di statuto… e … per scaricare il modulo di adesione clicca su …  Perche no modulo di adesione e notizie
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In questi giorni stiamo provando a organizzare il lavoro della “redazione” che si prenderà cura di alimentare il blog dell’Associazione. Inoltre sto provando a contattare via posta elettronica tutte le amiche e gli amici che nel passato hanno ricevuto la newsletter di Fedro per verificare se sono interessati a seguire l’attività dell’Associazione e magari ad aderirvi.
Entro la fine del mese speriamo di riuscire a far partire la prima newsletter dell’Associazione “Perché no…qualcosa si muove” e di aver completato un primo “popolamento” del blog.
Ma la newsletter e il blog sono soltanto degli strumenti attraverso i quali contiamo di erogare un servizio di informazione utile. Servizio di informazione che non vuole essere soltanto la cassa di risonanza di notizie altrui ma soprattutto nostre, nel senso di relative alle attività che l’Associazione intraprenderà.
Se avete letto il “Manifesto” di “Perché no…qualcosa si muove” e lo “Statuto”, sapete che la nostra Associazione, della quale fanno parte dipendenti e pensionati della Regione ma anche cittadini utenti, vuole fornire il proprio contributo affinchè la Regione Siciliana impronti il proprio operato al rispetto delle regole. Regole che possano consentire di erogare servizi efficienti ed efficaci, regole che possano permettere ai lavoratori della Regione di vedere riconosciuta la propria professionalità.
Alla Regione, così come in tutte le organizzazioni, non tutto è nero e nemmeno è tutto bianco. L’Associazione vuole dare il suo contributo affinchè quello che di bianco c’è venga evidenziato e provare a ridurre sempre più quello che è nero, senza generalizzazioni, riconoscendo la dignità di lavoratori anche ai dipendenti della Regione.
Per fare questo dovremo osservare il nostro modo di lavorare, quello dei nostri uffici, quello dei vertici amministrativi e politici, anche quello del legislatore regionale. E dovremo dire le cose che vanno e quelle che non vanno e perché non vanno.
Noi al momento siamo pochi.
Quando lanciai l’idea di questa Associazione mi posi l’obiettivo di raggiungere le 1.000 adesioni. In effetti le manifestazioni di interesse si fermarono a circa 400. Alcune adesioni si sono già perse, altre, tante altre, si stanno confermando e chissà che con il lavoro che riusciremo a sviluppare non potremo raggiungere quell’obiettivo delle 1.000 adesioni che al momento sembra irraggiungibile.
I numeri sono importanti. Servono per far pesare le proposte che avanzeremo, anche se noi dovremo guardare di più alla qualità della nostra proposta. Una proposta che non guarda a orticelli o benefits per sparute categorie di soggetti, ma che deve avere un respiro ampio in grado di coinvolgere ampie categorie di siciliani che avranno tutto da guadagnare in una Regione che funziona.
Più saremo e più faremo sentire la nostra voce … e non solo.
Nell’imminenza della beatificazione di Don Pino Puglisi che avverrà il 25 maggio a Palermo prendo a prestito una frase che chi gli stava vicino riferisce di avergliela sentito dire molto spesso … “se ognuno di noi fa qualcosa …” … ecco … se ognuno di noi fa qualcosa la nostra Associazione potrà fare tanto.
Non vi chiediamo chissachè, sarà sufficiente che ci facciate sentire la vostra presenza, scrivendoci, telefonandoci, partecipando alle iniziative che faremo e che ognuno di voi potrà suggerire di fare.
I numeri sono importanti ma non di certo a ogni costo.
Nell’Associazione sono ben accetti coloro che credono in alcuni valori quali il rispetto, l’educazione, il senso del dovere, la legalità e il rispetto delle regole.
Nell’Associazione non sono ben accetti l’opportunismo e l’aridità.
Nell’Associazione vorremmo che ci si possa sentire realmente tra amici.
Sta a voi decidere se questa associazione fa per voi!
Allora, ancora un po’ di pazienza e poi vedremo cosa saremo capaci di fare!
 
 
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Cara amica, caro amico,
l’Associazione “Perchè no … qualcosa si muove” si è finalmente costituita. Ho provveduto a registrarla all’Agenzia delle Entrate e ho anche attivato il conto corrente sul quale i futuri soci potranno versare la quota associativa che si è stabilità in 60 € una tantum.
L’Associazione utilizzerà le quote associative per coprire i costi delle iniziative che intenderà intraprendere secondo un programma che si andrà a definire nei prossimi mesi.
All’esaurimento delle somme raccolte in fase di adesione all’Associazione, i soci potranno contribuire alla copertura delle spese per il finanziamento di successive iniziative secondo la propria disponibilità e l’apprezzamento di ciò che saremo riusciti a realizzare.
 
Se intendi aderire alla Associazione dovrai restituire il modulo di adesione che puoi scaricare cliccando QUI, dopo aver preso visione dello statuto che puoi scaricare cliccando QUI.
 
Se non intendi aderire all’Associazione ma sei interessato alle sue attività ti invito ad aiutarci a diffondere le notizie su ciò che faremo affinchè l’Associazione possa crescere e raggiungere le sue finalità nell’interesse degli uomini e delle donne che lavorano o che hanno lavorato per la Regione Siciliana.
 
Colgo l’occasione per augurarti una buona Festa della Regione.
 
A presto
 
Paolo Luparello, presidente dell’Associazione “Perchè no … qualcosa si muove”
 
 
 
 
Di sole parole si muore e noi siamo già in agonia (http://livesicilia.it/2013/05/11/di-sole-parole-si-muore-e-noi-siamo-gia-in-agonia_313821/) …
 
E’ la lettera di un lavoratore della formazione. Ma potrebbe essere la lettera di uno dei tanti lavoratori precari che abbiamo in Sicilia e che ci sono anche nelle altre regioni. Umanamente è toccante e dispiace che in più di un decennio una persona non possa avere trovato una situazione lavorativa stabile … per quanto possa essere stabile un lavoro di questi tempi che la crisi ha travolto di tutto.
Ma al di là dell’aspetto umano, invito i colleghi dipendenti regionali a riflettere su quanto afferma questo lavoratore, sul lavoro che svolgeva, sull’impegno che ci metteva … ma che ammette che in tutto il sistema qualcosa non funzionava e che sarebbe necessario qualche cambiamento.
Non voglio entrare nel merito del “mondo formazione” in Sicilia ma la situazione descritta, che ci può sembrare lontana, ci dovrebbe far riflettere.
Siamo sicuri che noi dipendenti della Regione non potremmo essere chiamati in un prossimo futuro a fare i conti con la situazione descritta?
Quanti di noi svolgono realmente un lavoro utile? Cosa succederebbe se domani non andassimo a lavorare? Qualche cittadino-utente se ne accorgerebbe?
Lavorare in uffici ai quali nessuno si rivolge. Lavorare in uffici che non sono in grado di dare le risposte che servono. Lavorare in uffici nei quali non si sa cosa fanno i colleghi. Lavorare in uffici con un numero spropositato di colleghi rispetto alla reale utenza che si rivolge allo stesso. Lavorare in uffici che non producono assolutamente nulla.
Io non so quanti di noi lavorano in uffici come quelli descritti. So, però, che questi uffici esistono, purtroppo. E chi ci lavora non credo che si sia mai posto il tema della propria “produttività”, del proprio contributo al progresso sociale. Si pone il solo problema che quanto gli spetta gli venga puntualmente versato in banca.
I lavoratori della Regione non si possono più permettere che ci siano sacche di inefficienza e di “parcheggio sociale”. Non se lo sarebbero potuto permettere fino a ieri, se la dignità è una parola che ha un senso, e non se lo potranno permettere domani perchè i soldi sono destinati a finire anche per chi produce qualcosa realmente.
E mentre per il mondo precario tutti i politici continuano a dire che non faranno macelleria sociale, quando si tratterà di noi dipendenti regionali nessuno alzerà un dito per difenderci perchè la colpa dello sfascio della Regione deve essere colpa di qualcuno. E secondo voi tra l’ammettere le propria responsabilità, la politica parolaia e autoreferenziale, e dare la colpa a chi “ha abusato del proprio ruolo”, noi funzionari della Regione, cosa diranno i nostri politici?
Credo che sia ora di cominciare a pensare al futuro di questa Regione e del nostro futuro all’interno di essa, e se non saremo noi a pensarci temo che quello che qualcun altro penserà non ci riserverà delle belle sorprese.
 
 
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Di seguito il testo della mail che ho inviato ai 3219 indirizzi di posta elettronica che compongono la newsletter di Fedro … se tu non sei tra questi … leggi il testo che segue … 
 
Cara collega, caro collega,
dopo alcuni mesi di “travaglio” parte l’avventura di “Perchè no … qualcosa si muove”, l’associazione di dipendenti ed ex dipendenti della Regione Siciliana e degli enti “collegati”, ma anche dei cittadini che desiderano una Regione che funziona.
Gli scopi dell’associazione li potrai leggere dai documenti “linkati” in fondo a questa mail.
Se ricevi questa mail è perchè il tuo indirizzo è inserito nella mailing list che in questi anni ho utilizzato per inviare la newsletter
di Fedro.
Dopo il 15 maggio p.v. l’associazione comincerà ad alimentare il nuovo blog che sarà raggiungibile al seguente indirizzo http://www.
perchenosicilia.org/
Perchè ti sto scrivendo.
Ti sto scrivendo per:
  • sapere se gradisci essere informato sulle iniziative dell’Associazione  e quindi se ti farà piacere ricevere la newsletter dell’Associazione  (il servizio è gratuito!)
  • avere dei suggerimenti sulle iniziative da intraprendere e sui servizi che ti piacerebbe che l’Associazione erogasse
  • sapere se sei interessato ad aderire all’Associazione (la quota associativa è di 60 € ed è una tantum; una volta esaurito il fondo l’Associazione proporrà un programma di iniziative che verranno realizzate sulla base del libero contributo degli associati o dei partecipanti alle iniziative … “Perchè no …” è una associazione “low cost” che conta molto sul tempo che i soci vorranno dedicare alle sue attività)
Se sei interessato alla attività di “Perchè no” è sufficiente inviare una mail all’indirizzo perchenoregionesiciliana@gmail.com scrivendo
nell’oggetto “Desidero ricevere la newsletter di “Perchè no … qualcosa si muove” … la mail non è assolutamente vincolante ai fini
della adesione alla Associazione.

Lo troverete scritto nei documenti linkati in fondo alla mail ma ci tengo a ribadirlo anche in questa mail … “Perchè no … qualcosa si
muove” non è un sindacato e non è un soggetto politico … è una associazione che vuole dimostrare che la Regione dei lavoratori è una
Regione che ha delle idee, che avanza delle proposte e che muove delle critiche, mentre la Regione con la quale i cittadini ogni giorno si confrontano non sempre è espressione della volontà di servizio dei suoi lavoratori.

L’Associazione all’atto della sua costituzione si è dotata di un consiglio direttivo che risulta, provvisoriamente, così composto: Paolo
Luparello, presidente; Salvatore “Totò” Aiello, vicepresidente; Giovanna Maria Abruscato, consigliere.

Nel ringraziarti per l’attenzione, ti chiedo anticipatamente scusa per l’eventuale disturbo arrecato
cordialmente
Paolo Luparello

 
 
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Oggi siamo riusciti in un’impresa alla quale hanno contribuito in tanti.
Singoli colleghi e alcune organizzazioni sindacali, prima fra tutte certamente la Cisl-Fp con i cui referenti sono stato costantemente in contatto.
E’ stato certamente un buon lavoro di squadra e dobbiamo essere grati anche a tanti deputati di diversi schieramenti ai quali è stata spiegata l’enormità che si stava compiendo nei confronti della dirigenza della Regione Siciliana.
Non ho potuto seguire i lavori d’aula, si svolgevano di mattina ed ero impegnato in riunioni di lavoro, ma mi è stato riferito da più fonti che l’onorevole Cracolici ha svolto un intervento nel quale ha ben rappresentato l’inopportunità dell’emendamento governativo che sopprimeva la clausola contrattuale di salvaguardia del CCRL della dirigenza … un grazie dovuto quindi all’onorevole Cracolici e al suo partito, ma anche agli altri che più si sono impegnati, e tra questi anche l’onorevole Totò Cordaro.
Questa vicenda mi porta però a svolgere alcune riflessioni.
Tutto questo impegno che per quasi 48 ore ha visto tanti colleghi attivarsi e sensibilizzare tutti coloro che si potevano sensibilizzare, cosa ha prodotto?
In fondo non è che abbiamo ottenuto qualcosa, anzi resta il taglio del 20% del fondo per le indennità dirigenziali, abbiamo semplicemente ottenuto il mantenimento dello status quo che ci permette di continuare a svolgere il nostro lavoro senza pesanti penalizzazioni.
Resta però il fatto che noi dirigenti della Regione restiamo nel mirino di un sempre più vasto schieramento di detrattori che ci accusano di tutto e di più come se fossimo noi i responsabili di tutti i mali della Regione.
Ma i nostri detrattori parlano con cognizione di causa?
Il Presidente non sa nulla di noi eppure viola sistematicamente le norme contrattuali dei lavoratori regionali in quanto siamo dei fannulloni e operiamo in un contesto opaco che più che a una Pubblica Amministrazione fa pensare a una consorteria di tipo mafioso dove la “manciugghia” è la norma.
I neo deputati del M5S ritengono che siamo troppi e che guadagniamo troppo e quindi propongono un taglio del 30 % del nostro trattamento stipendiale affinché si possano recuperare una cinquantina di milioni di euro da destinare al microcredito o al reddito di cittadinanza … nel nome di una solidarietà forzata da parte di ha tanto (???) nei confronti di non ha nulla o ha poco (i precari sponsorizzati o da sponsorizzare?).
I cittadini anonimi frequentatori dei siti web online non ci fanno mancare le loro critiche, che per la verità sono equamente distribuite tra tutti i dipendenti regionali senza distinzione alcuna … salvo quelli che si dilettano nel “fuoco amico”, come se il fango buttato sulla dirigenza non schizzasse anche su tutto il resto del personale.
Una parte dei colleghi dirigenti, e non (soprattutto), che se la prendono con chi di noi non risponde ai tanti personali ideali di dirigente tipo che naturalmente è pienamente rispondente al profilo di ciascun detrattore dirigente mancato o aspirante in servizio permanente effettivo.
Dulcis in fundo una stampa, soprattutto locale, che non ci ama e che sa che ogni qualvolta pubblica qualcosa sui dipendenti della Regione è come se agitasse il drappo rosso davanti a una mandria di tori.
Volendo usare una metafora … siamo costantemente seduti sulla bocca di un vulcano … attivo.
Possiamo continuare così?
Io ritengo che chi ha voce in capitolo dovrebbe farsi promotore di una iniziativa che si sforzi di superare tutte le contraddizioni, vere o presunte, dell’attuale legge regionale 10 del 2000 e provi a rimettere in cammino tutto il treno di questa Regione e non soltanto alcuni vagoncini. Si tratta cioè di far uscire la dirigenza regionale da questa presunta “precarietà” e di dare delle risposte alle legittime aspettative di crescita professionale e di carriera di migliaia di dipendenti di ruolo della Regione che sono gli unici in tutto il panorama del pubblico impiego nazionale per i quali non è previsto alcun meccanismo di progressione giuridica. Ma il “treno” della Regione ha bisogno di altri interventi che non riguardano soltanto il personale e che non sto qui a descrivere ma che sono ben noti agli addetti ai lavori … la Regione ha anche una “utenza” alla quale dovremmo erogare dei servizi di qualità.
Per quanto mi riguarda non farò mancare il mio contributo, se richiesto, all’eventuale iniziativa che qualcuno si vorrà intestare, anche se da domani proverò finalmente a concentrarmi sulla oramai costituita associazione “Perchè no … qualcosa si muove” attraverso la quale, insieme a un gruppo di amiche e amici, proverò a gettare le basi per la creazione di una comunità di pratica tra i dipendenti (senza distinzione di categoria) della Regione, e non, che riesca a mettere in luce le eccellenze, ma anche le “normalità”, che anche nella Regione Siciliana ci sono.
Se vogliamo toglierci dal mirino dei detrattori, se vogliamo farci ascoltare, io credo che prima dobbiamo dimostrare chi siamo attraverso una operazione “verità” per realizzare la quale abbiamo bisogno di tempo nel corso del quale far crescere l’autorevolezza dell’associazione. Autorevolezza che sarà determinata dalla nostra capacità di proposta e di denuncia sulla base della puntuale conoscenza dei fatti della nostra Amministrazione.
Tutti insieme, le amiche e gli amici che hanno a cuore il proprio Ente e il proprio lavoro, potremo riuscire a cambiare le cose e togliere finalmente gli alibi ai veri colpevoli del degrado della Regione.
Questo sarà il mio impegno nel prossimo futuro e spero che possa essere anche il vostro … affinchè ogni legge in discussione all’Ars non sia per noi sempre una minaccia ma piuttosto una opportunità!
Un buon 1° maggio a tutti i lavoratori … e quindi anche a voi amiche e amici colleghi regionali e alle vostre famiglie.
 
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Care amiche, cari amici,
spero quanto prima di riuscire a far partire l’attività dell’associazione e riprendere la comunicazione che da qualche settimana ho interrotto.
Il blog di Fedro continua a esistere e continuerò ad alimentarlo con le mie riflessioni personali su temi non di pertinenza dell’associazione e sui quali mi piacerà dire la mia. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare coloro che stanno continuando a seguire il blog nonostante non invii più la newsletter con la quale vi proponevo i post del giorno.
Se tutto andrà secondo i programmi, all’inizio della seconda metà di aprile l’associazione potrà contare su un blog dedicato e riprenderà l’invio della newsletter dell’associazione. Il blog di Perchè no sarà una soluzione transitoria nelle more dell’approntamento di un portale web che stiamo provando a strutturare e che sarà destinato a diventare lo strumento di comunicazione e di confronto dell’associazione.
Spero che soprattutto il portale web possa essere il frutto anche dei vostri contributi e delle vostre idee che saranno destinate a costituire il successo della nostra associazione … in assenza della vostra partecipazione l’associazione non ha motivo di esistere.
Al di là della vostra intenzione di aderire all’associazione sarete inseriti nella lista di distribuzione della newsletter dell’associazione Perchè no. Se non volete riceverla è sufficiente che fin da adesso rispondiate a questa mail scrivendo nell’oggetto NO SPAM.
Sperando di poter continuare il rapporto che ci ha legato in questi ultimi anni colgo l’occasione per augurarvi una buona settimana di lavoro
a presto
Paolo Luparello
 
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Ti invito a sottoscrivere la petizione online Petizione Albo dei candidati a incarichi presso la P.A.
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Care amiche, cari amici,

oramai il tempo che dedicavo al blog di Fedro lo dedico quasi esclusivamente a Perchè no.

Mi scuso se può sembrare che si stia perdendo del tempo nell’iniziare le attività dell’associazione, ma ritengo che sia importante partire con il piede giusto e per me il piede giusto è una puntuale definizione di ciò che vogliamo fare e con quali strumenti.

Più penso all’idea di Perchè no e più mi convinco della sua bontà e in ciò sono confortato dai riscontri delle persone con le quali parlo di Perchè no.

Vi aggiorno sullo stato dell’arte.

Costituzione dell’associazione. Ho consegnato la Continua a leggere »

 

 

Oggi pomeriggio si è tenuto il secondo incontro di Perchè no.

Hanno partecipato una ventina di colleghe e colleghi e ci si è confrontati su quello che dovrà essere Perchè no.

Ancora una volta ho provato a illustrare la mia idea di Perchè no.

Perchè no non nasce contro qualcuno. Perchè no nasce per volontà di donne e uomini che vogliono fare della Regione Siciliana un ente al servizio della Sicilia e nella quale i dipendenti possano essere orgogliosi del lavoro che vi svolgono.

Quasi tutti i partecipanti all’incontro hanno preso la parola e una buona maggioranza mi sembra che condivida lo spirito dell’iniziativa e ha voglia di contribuire alla realizzazione del progetto. Un progetto che vuole avere un orizzonte di riferimento ampio nel corso del quale l’associazione Perchè no dovrà acquisire la necessaria autorevolezza affinchè possa divenire un interlocutore di chi è chiamato a guidare e governare l’ente regione.

Per fare questo è necessario gettare le fondamenta di questo progetto prima di aprirsi ai soggetti con i quali si interloquirà nel prossimo futuro.

Alcuni colleghi hanno evidenziato che, nel particolare momento che stiamo vivendo in cui tutta la categoria dei dipendenti della Regione è sotto scacco da parte di un presidente che non perde occasione per denigrare, uno dei primi passi che l’associazione dovrebbe compiere è quella di provare ad accreditarsi presso il Governo regionale per contestargli la gratuità e la genericità delle accuse rivolte alla categoria fatta in larga parte da lavoratrici e lavoratori che compiono quotidianamente il proprio dovere.

Fermo restando che l’associazione, quando sarà costituita, si accrediterà presso i vertici dell’Amministrazione regionale per illustrare i propri scopi e le proprie finalità, ho fatto presente ancora una volta che Perchè no è un progetto che parte da lontano … quando l’attuale presidente non era ancora all’orizzonte. Intestarsi fin da subito una iniziativa di “opposizione” al presidente rischierebbe di etichettare Perchè no come una mera difesa d’ufficio della categoria … attività per la quale esistono già tanti sindacati che non sembra siano riusciti a far cambiare più di tanto l’orientamento del presidente.

Perchè no, come ho scritto più volte, deve essere uno strumento di proposta e all’occorrenza di denuncia, e prima di arrivare a questo abbiamo la necessità di organizzarci e strutturarci. Se abbiamo la presunzione di voler contribuire a fare della Regione Siciliana una organizzazione che funziona e una amministrazione di qualità abbiamo la necessità di dotarci di un nostro modello organizzativo. Un modello organizzativo nel quale vengano fissati i ruoli e gli strumenti che utilizzeremo. Per fare ciò dovremo dedicare un po’ di tempo alla nostra organizzazione. Prima di scendere in campo abbiamo la necessità di capire chi siamo e quale schema di gioco siamo in grado di attuare. Una volta rodati ruoli e schemi saremo pronti per la partita.

Non dobbiamo avere fretta.

Entro la fine di marzo l’associazione sarà costituita. Entro il mese di giugno dovremo mettere in campo tutti gli strumenti della comunicazione e del lavoro in rete, attivando quanti più gruppi di lavoro possibili e quante più “antenne” possibili nei luoghi di lavoro. Dovremo anche darci un sistema di regole e di priorità.

Se tutto andrà per il meglio entro la fine di settembre potremo presentarci come associazione organizzando un evento nel corso del quale illustreremo il percorso fatto e un primo prodotto della nostra attività … prodotto che concorderemo nel corso delle prossime settimane.

Sei mesi possono sembrare lunghi ma vi assicuro che saranno ben spesi se ciò ci consentirà di dare omogeneità alle nostre proposte e soprattutto continuità nel tempo. Perchè no non nasce per durare lo spazio di un mattino.

Ringrazio ancora una volta i partecipanti all’incontro odierno e coloro che avrebbero voluto partecipare ma che non hanno potuto … non mancherà occasione.

Continuano a pervenire le adesioni all’associazione … se vuoi aderire scrivi a perchenoregionesiciliana@gmail.com

Cordialmente

Paolo Luparello

 

Tra ieri è oggi ho avuto uno scambio di e-mail con il collega Vincenzo C. sulle possibili motivazioni di una adesione a Perchè no di un lavoratore del comparto non dirigenziale. Ritengo che questo scambio di battute possa essere utile anche ad altri!

Vincenzo C. mi ha autorizzato alla pubblicazione. 

Scrive Vincenzo C.

“Buongiorno Paolo,

sto riflettendo se aderire all’Associazione “Perché no”. Purtroppo non ho letto in tempo la mail in cui avvisavi della prima riunione, spero di esserci alla prossima. Volevo qui riportare un mio post pubblicato sulla page “colleghi regionali” di FB anche per (come si dice a Bergamo) “tastarti il polso”. Capire fino a che puinto un’associazione nuova possa portare avanti oltre a iniziative di buon senso, anche dirompenti e di rottura. La mia proposta ti sembrerà reazionaria in quantio mira ad un ritorno al passato, ma un passato che io e molti colleghi riteniamo migliore del presente. E’ chiaro che a quanto scritto nel post, le cui argomentazioni in quanto destinate a FB sono molto semplificate, andranno integrate da ulteriori riflessioni. Aspetto un tuo commento e una tua risposta. A presto. Vincenzo C.

“Credo sia ora per i sindacati regionali, se ancora possiedono un briciolo di amor proprio, di proporre al Governo e alle forze politiche l’abrogazione una volta per tutte della legge regionale n. 10/2000. Il fallimento di questa legge e di come sia stata applicata è evidente…Il vecchio ordinamento dell’amministrazione regionale (disciplinato in ultimo essenzialmente dalla legge regionale n. 41/1985) pur con le sue manchevolezze, disegnava un’organizzazione certamente più efficace e competete di quella attuale. Garantiva prospettive di carriera (il commesso poteva diventare nel tempo pure direttore regionale), aumenti salariali certi, professionalità (data dai benemeriti ruoli tecnici), distingueva le responsabilità, delineava assetti retributivi equi ed omogenei. Lo scopiazzamento spurio e frettoloso delle riforme statali di Cassese e Bassanino, hanno portato a sperequazioni assurde ed a una ipocrita distinzione tra potere di indirizzo teoricamente riservato agli assessori e la gestione amministrativa riservata ai dirigenti. In realtà decidono sempre gli assessori e il presidente mentre i dirigenti sono stati retrocessi al mero ruolo di esecutori con in più la responsabilità amministrativa civile e contabile dell’adozione dei provvedimenti. La legge 10/2000, insieme e soprattutto alle rovinose norme successive e tornate contrattuali, ha poi provocato la distribuzione delle risorse salariali in maniera economicamente ed inefficiente, iniqua giuridicamente ed ingiusta eticamente. Il gap e le modalità di distribuzione del salario accessorio tra dirigenza e comparto ne sono un’evidenza innegabile. La presenza di stipendi da 1000 euro (Cat. A) o poco più per tutti gli altri (i più anziani funzionari non superano 2.000 euro), insieme a quelli da 3.500 euro (dirigenti semplici) o oltre 10.000 (dirigenti generali ora praticamente privi di responsabilità in quanto quasi tutte delegate ai sottoposti), non ha alcun senso. Per non parlare del salario accessorio basato su due sistemi spuri e incompatibili tra loro (indennità fisse e CERTE per i dirigenti e il FAMP incerto nel QUANTUM e nel QUANDO per il comparto) che ampliano in maniera abissale le suddette iniquità. Ben venga quindi l’abrogazione della legge regionale 10/2000, e il consegnate ripristino dei ruoli tecnici, una carriera unica, il ritorno al sistema del diritto pubblico per gli impiegati come voluto dalla Costituzione, l’omogeneizzazione dei sistemi di salario tabellare ed accessorio.”

Sull’equiparazione tra stipendi ARS e regionali ho pubblicato questo:

“Il vantaggio dei dipendenti dell’ARS è che sono (come quelli degli organi costituzionali dello stato) rimasti in regime PUBBLICISTICO. Infatti, il blocco delle carriere e delle retribuzioni si deve in gran parte alla sciagurata legge regionale 10/2000 con la quale i soloni (alti burocrati, politici, sindacalisti) hanno maldestramente recepito la riforma cassese e bassanini in Sicilia. Tale legge ha consentito l’arricchimento (in senso tecnico-economico) di alcune categorie (dirigenti e gabinettisti), depauperato tutti gli altri (era inevitabile visto che le risorse economiche sono rimaste le stesse). Occorre un atto di coraggio e il ritorno al regime di pubblico impiego come da costituzione, regime che garantisce sia la carriera sia incrementi retributivi (vedi forze dell’ordine, personale delle prefetture e dell’ avvocatura dello stato ecc.). L’equiparazione poi ai lavoratori privati ha fra la’altro, paradossalmente, diminuito le garanzie giurisdizionali degli impiegati regionali. Ricordo che i TAR accoglievano quasi sempre ricorsi dei regionali in materia di incrementi scatti ecc. cosa che non avviene praticamente più visto che i giudici del lavoro non vedono di buon occhio i regionali..”

Rispondo

“Caro Vincenzo,
l’associazione l’ho chiamata “Perchè no” perchè non c’è argomento sul quale non si possa discutere e sul quale non si possano avanzare proposte. Quindi, anche il ritorno al passato, un colpo di spugna alla l.r.10/2000, può essere un argomento di riflessione. Credo però che l’argomento, per come lo affronti nei post che mi invii, richiederebbe da parte mia, e degli altri associati con la qualifica di dirigente, un po’ più che una tendenza autolesionistica e cominciare la nostra avventura con questo approccio non credo che farebbe fare molta strada all’associazione e forse anche ai rapporti interpersonali … converrai che è un attentato al bilancio familiare di un paio di migliaia di famiglie.
Personalmente non me la sentirei di rinunciare a una posizione per la quale ho studiato e per la quale ho concorso … e per la quale cerco di assolvere al meglio il mio incarico … e per onorare la quale cerco di portare avanti una iniziativa che possa provare a fare della Regione un posto di lavoro migliore per chi ci lavora e una organizzazione che eroga servizi che servono alla comunità siciliana.
Non so se hai letto il documento di cui al post … “Perchè no” e l’ “Organizzazione che vorrei”, del 3 febbraio 2013, domenica  … lì c’è buona parte di ciò al quale vorrei lavorare. Credo che si tratti di un progetto per far crescere tutti, ma si tratta di un semplice “contributo” a un dibattito che dovrà animare la vita dell’associazione … insieme a tanto altro ancora.
Partire con l’idea di essere considerato una sorta di usurpatore non credo che sia il migliore dei viatici possibili.
Non penso che all’interno dell’associazione ci debba essere un pensiero unico, ma se ci sono dei pregiudizi forti nei confronti di una categoria di potenziali soci dell’associazione lo ritengo un grosso limite alla capacità di poter affrontare con la necessaria leale collaborazione le attività che ci attendono.
Se dovessi aver frainteso il senso dei tuoi post ti chiedo scusa. Se dovessi prendere in considerazione l’idea di aderire all’associazione sarai il benvenuto, ma mi corre l’obbligo fare presente che chi è disposto a sacrificare un po’ del proprio tempo per portare avanti questo progetto non penso che possa apprezzare un luogo nel quale la critica viene anteposta alla proposta.
Cordialmente
Paolo Luparello”

Scrive Vincenzo C.

 

Caro Paolo,

 

il fraintendimento c’è, e grande come una casa, ma me ne assumo la colpa dovuta evidentemente ad una  mia scarsa chiarezza. La mia proposta di “ritorno al passato” è un’ estrema ratio dovuta ad alcune considerazioni sulla legge regionale 10/2000. E’ una legge nata male e cresciuta peggio. Non è stata del tutto applicata (area professionale per i dirigenti, area dei “direttivi”, concorso per dirigenti di 2^ fascia) e totalmente stravolta da vergognose leggi successive. La contrattualizzazione, dovrai ammetterlo è stata attuata al 100% per i dirigenti al 50% per tutti gli altri (dove sono le posizioni organizzative i profili evoluti e quant’altro tu stesso hai previsto nel CCRL quando eri all’ARAN?). Non si capisce perché un funzionario non debba avere un contratto individuale di lavoro, visto che la “privatizzazione” riguarda tutti. Non si comprende perché il salario accessorio debba essere un’ “alea” per il comparto e una certezza per i dirigenti. Non si comprende ancora perché a parità di indennità dirigenziale (di posizione variabile e risultato) tra i diversi servizi dei vari dipartimenti non corrispondano pari indennità dei funzionari e istruttori. Non si comprende infine perchè il salario accessorio del comparto (in particolare funzionari e istruttori) debba essere legato al “monte salari” e non alla complessità degli incarichi e mansion svolti.

Rimediare a tutto ciò non vuol, dure affatto depauperare i dirigenti attuali, anzi… Tempo fa proposi si affidare i “collaudi” tecnici amministrativi soltanto ai dirigenti, con la creazione di una specifica area, riservata per esempio a chi non vuole non può accettare incarichi “fissi”. Eliminare tutte le assurde long-list di esperti da sostituire con dirigenti ecc. Credo che nemmeno tu possa negare che vi sono posizioni dirigenziali remunerate in maniera assurdamente iniqua (alcune troppo altre troppo poco) in particolare quelle delle unità operative. Ci sono servizi dove il dirigente si fa un “mazzo così” ed altre dove si limita a firmare quattro note l’anno eppure tutto ciò a parità di indennità. Così capita anche per i funzionari. Ci sono uffici dove è prevista un’indennità di presenza (indipendentemente dalla reale prestazione dei beneficiari di tale indennità) ed altri (fortemente strategici come energia o acqua e rifiuti o territorio) dove non c’è un’ora di straordinario e un minimo di FAMP (max 2.500 annui per un funzionario D6). Non voglio continuare con le anomalie nell’organizzazione regionale che tu conosci bene (formazione del personale frammentaria e inutile, sovrapposizione di competenze, pletora di dipartimenti e di servizi ecc.) Per concludere e non annoiarti troppo, la mia proposta non mira certo ad “attentare al bilancio familiare di un paio di migliaia di famiglie” (ma ci sono pure le altre 15000 di famiglie caro Paolo), né prevedere retrocessioni, anzi…. infine credo una possibilità, almeno una speranza di carriera sia dovuta e debba essere consentita, fosse anche per potere lavorare meglio e con serenità…. A presto Vincenzo C

Replico

“Caro Vincenzo,
sono d’accordo con tutto ciò che scrivi.
Rientra nel mio impegno, e spero che sia anche quello dell’associazione, lo sforzo di provare a disegnare una Amministrazione attenta alla persona e alla sua professionalità.
Il mio approccio vorrebbe partire da un modello di organizzazione che sia quello che serve per rendere i servizi ai siciliani e all’interno di questo modello individuare un percorso che riconosca il merito di tutti i lavoratori di buona volontà.
L’associazione non è un soggetto che siederà a tavoli di contrattazione e quindi potrà avere la libertà di lavorare a ciò che è bene … senza condizionamenti.
Abbiamo tanto lavoro da portare avanti e il lavoro sarà tanto meno oneroso quanto più chi aderirà condivide questi principi base.
A presto
Paolo”

 

Lunedì 18 marzo 2013 alle ore 15,30 il secondo incontro delle amiche e degli amici di Perchè no. Dedicheremo un paio d’ore per stabilire le basi del programma dell’associazione e dell’organizzazione che intendiamo darci. Chi fosse interessato a partecipare è invitato a farlo presente scrivendo a fedro.luparello@gmail.com

Tranquilli, ognuno contribuirà secondo le proprie disponibilità … mi riferisco al tempo e all’impegno. E’ già importante che ognuno sul proprio posto di lavoro si ricordi di far parte dell’associazione e segnali documenti e informazioni che possano essere utili per i colleghi o sui quali l’associazione accenda i propri riflettori.

La conoscenza è merce importante e noi dobbiamo farne circolare quanta più possibile!

 

 

 

Care amiche e cari amici,

credo che non sia passato inosservato il fatto che da alcuni mesi invito i frequentatori del blog e i destinatari della newsletter di Fedro ad aderire all’associazione Perchè no. Associazione che sto provando a costituire, insieme a un gruppo crescente di amiche e amici, e che si propone di portare avanti una serie di iniziative finalizzate a valorizzare il lavoro dei dipendenti regionali che non si vogliono rassegnare al ruolo che è stato cucito loro addosso, facendone delle macchiette e il classico esempio di scansafatiche e nullafacenti … e recentemente anche di corrotti e mafiosi.

Mi rendo conto che questo mio continuo invito può dare fastidio e dare fastidio alle amiche e agli amici è ben lungi da me.

Per ovviare a questo fastidio avete tre possibilità.

La prima. Aderire all’associazione e vi mettete in pace con la vostra coscienza che continuo a sollecitare.

La seconda. L’invito che vi faccio è per voi insostenibile e preferite non essere più compulsati dai miei inviti. Basta che inviate una e-mail a fedro.luparello@gmail.com scrivendo nell’oggetto NO SPAM … a malincuore vi cancellerò dalla lista di distribuzione della newsletter di Fedro e così non sentirete più parlare di Fedro e co … tantomeno di Perchè no.

La terza. Il problema non vi riguarda in quanto non provate alcun fastidio.

Qualora decidiate di prendere in considerazione l’idea di aderire a Perchè no vi faccio presente che non essendo un sindacato o un movimento politico non ci interessano le deleghe per fare numero. A Perchè no interessano persone disposte a collaborare a un progetto che ci possa permettere far comprendere cosa potrebbe fare la Regione Siciliana se si desse ascolto alla parte sana e preparata dei dipendenti regionali.

Vogliatevi bene … aderite a Perchè no!

A Perchè no possono aderire dipendenti ed ex dipendenti della Regione e degi enti vigilati … e tutte le donne e gli uomini di buona volontà che ci vorranno dare una mano a fare della Regione una organizzazione al servizio della Sicilia.

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Perchè non aderisci a “Perchè no”! Vuoi sapere come si fa? Leggi … Aderisci a Perchè no, l’invito di Paolo Luparello … e …  Manifesto, … Bozza di statuto … e … Modulo di adesione e questionario

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Il mio amico Luigi Colajanni mi scrive e mi mette in guardia sul fatto che certi post sono troppo apertamente favorevoli al movimento 5 stelle, con un rischio di identificazione che potrebbe connotare l’associazione Perchè no. A quello che dice Luigi,  io aggiungo che molto spesso mi occupo di dirigenza e anche questo potrebbe ingenerare il convincimento che l’associazione potrebbe divenire una sorta di “club” dei dirigenti.

Credo di averlo già scritto ma approfitto della sollecitazione di Luigi per ribadire un paio di concetti.

Ha ragione Luigi, forse sono un po’ troppo filo-grillino e un po’ troppo anti-governativo … ma questo è il blog di Fedro.

Appena partiremo con il blog di Perché no, e con gli altri strumenti del web che saremo capaci di attivare, assumeremo una diversa connotazione … quella condivisa dell’Associazione che non deve avere amici o nemici precostituiti ma soggetti con i quali dialogare ma anche criticare … se necessario.

Riguardo ai temi della dirigenza credo che non sarà tanto necessario abbandonarli, quanto piuttosto affrontare temi che abbiano un carattere generale, così come dovremo affrontare temi di interesse di altri soggetti … il tutto all’insegna del dialogo, del confronto e della proposta.

Cosa sarà Perchè no dobbiamo ancora deciderlo, ma non perchè non lo sappiamo ma perchè dipenderà da chi saremo e da che tipo di impegno saremo disponibili a dare.

Dalle prime adesioni “finali” all’associazione registro un diffusa disponibilità all’impegno … sono molto fiducioso e quello che mi fa più piacere è che tale fiducia la vedo anche negli amici e colleghi con i quali mi sto confrontando!

Grazie a Luigi per lo spunto e grazie a tutti per l’attenzione … Perchè no nasce e vivrà senza steccati e all’insegna del libero confronto!

E ancora grazie a Luigi per il fantascientifico articolo … Equivoci del Regno Siderale … che ha pubblicato su … www.mezzocielo.it … ma dove la troverà l’ispirazione per questi pezzi? Ha forse trascorso una vacanza in quel di Walalla?

 

 

Il testo che segue è la terza “pillola” estratta dal post … Fedro e l’”Organizzazione che vorrei”, del 20 gennaio 2013, domenica

In questa parte del documento mi limito a elencare alcuni dei temi che mi stanno più a cuore. L’elenco dovrà essere integrato con quelli che verranno suggeriti da tutti coloro che vorranno partecipare alla stesura di quello che potrebbe essere il documento programmatico per la rivisitazione della nostra Amministrazione in una chiave che sia più rispondenti ai bisogni dell’utenza e che al contempo si faccia carico delle prospettive dei dipendenti.

Nella prossime pillole si affronteranno nel dettaglio i vari temi … ma se proprio non vuoi attendere vai direttamente a … Fedro e l’”Organizzazione che vorrei”, del 20 gennaio 2013, domenica …!

  1. I temi sui quali mi vorrei cimentare e sui quali chiedo il vostro contributo.
  2. Una nuova organizzazione degli uffici dirigenziali della Regione.
  3. La regolamentazione del conferimento degli incarichi dirigenziali.
  4. L’attribuzione di posizioni di responsabilità anche a personale con qualifica diversa da quella dirigenziale.
  5. La formazione obbligatoria per l’accesso ad alcuni incarichi.
  6. La valutazione della performance.
  7. Il turn over del personale e la progressione di carriera.
  8. L’adozione del controllo di gestione e delle tecniche del project management nella gestione degli uffici.
  9. La Regione Siciliana come casa di cristallo. Totale pubblicità sui siti web istituzionali di tutti gli atti relativi all’operato dell’Amministrazione. ”

segue …

La seconda pillola è stata pubblicata con il post … L’organizzazione che vorrei, Pillola n°2, del 24 febbraio 2013, domenica

 

 

Care amiche, cari amici,
di seguito trovate i testi del Manifesto dell’Associazione “Perchè no” e la bozza dello statuto dell’associazione.
Il manifesto è nella sua versione definitiva, frutto di un ampio confronto con i tanti che mi hanno inviato iloro assensi e suggerimenti … si tratta di un testo largamente condiviso e che dovrebbe spiegare le ragioni di “Perchè no” e spingere altre amiche e amici ad aderire.

La bozza dello statuto è stata sottoposta ai tanti che hanno espresso la propria manifestazione di interesse ad aderire all’Associazione. Diversi gli assensi sul documento e alcune le richieste di integrazione e di modifica.
Spero di avere ben interpretato il senso della segnalazioni pervenutemi e salvo ulteriori segnalazioni quanto prima provvederò alla costituzione dell’Associazione.

Nella newsletter di ieri (01.03.2013, venerdì) ho lanciato un invito a chi fin da ora volesse essere uno dei soci fondatori dell’associazione. Quelli che verranno dopo la costituzione saranno soci ordinari … sul piano dei diritti nessuna differenza salvo il diritto del soci fondatori ad assistere ai lavori del consiglio direttivo dell’Associazione anche non facendone parte.

Se vorrai essere un socio fondatore fammelo sapere.

Se sei ancora realmente interessato  ad aderire all’Associazione “Perchè no” ti invito a compilare il modulo di adesione allegato alla presente. Ogni informazione che ti chiedo di inserire nel modulo è importante … prova a fornirle tutte. Tutto ciò che ti viene chiesto sarà utilizzato esclusivamente per la gestione della tua adesione all’Associazione e non sarà quindi oggetto di divulgazione.

Nota dolente … la quota associativa.

Alla prima assemblea dei soci proporrò che la quota associativa sia una tantum. Servirà per coprire le spese di costituzione dell’associazione e per sostenere le spese di funzionamento oltre che alcune prime iniziative. Vorrei che l’Associazione fosse “low cost” nel senso che giri la minore quantità possibile di denaro  e che ogni iniziativa che porteremo avanti venisse finanziata con donazioni libere da parte di associati e simpatizzanti … ricorrendo quanto più possibile al lavoro e ai mezzi messi a disposizione gratuitamente da soci, volontari e simpatizzanti.

In considerazione del numero di manifestazioni di interesse fino a oggi pervenute (253) ho fissato in 60 € la quota associativa che dovrà essere versata sul conto corrente intestato all’Associazione appena avrò provveduto a costituire l’Associazione e ad attivare il conto corrente.

Oggi è sufficiente che mi facciate pervenire (anche soltanto via e-mail a fedro.luparello@gmail.com) il modulo di adesione debitamente compilato. (Per scaricare il modulo di adesione clicca sul link Percheno modulo di adesione e notizie)


Il 25 febbraio 2013 ho tenuto il primo incontro tra i potenziali soci di Perchè no per un confronto dal vivo. Sono disposto a organizzarne altri, anche al di fuori di Palermo, se mi farete pervenire la vostra richiesta e se ci sarà l’interesse di almento una decina di amici per incontro.

Che scrivervi ancora?

Grazie sempre per la vostra stima!

A presto

Paolo Luparello “Fedro”

P.S. Se hai un account su Facebook partecipa al sondaggio per la scelta del logo dell’Associazione. Ho pubblicato quattro proposte di logo create da amici di “Perchè no” … scegli quello che ti piace di più!

  1. https://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/156406_438626612884044_223908673_n.jpg
  2. https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/58419_438626832884022_2110564364_n.jpg
  3. https://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/164422_438627089550663_1713528466_n.jpg
  4. https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/156470_438627202883985_363734993_n.jpg
Il manifesto dell’Associazione “Perchè no”
Per una Regione Siciliana di qualità al servizio della Sicilia
  1. I dipendenti e gli ex dipendenti della Regione Siciliana che credono nel lavoro che Continua a leggere »
 

 

Quando ho convocato l’incontro di oggi non pensavo che avrebbero partecipato più di 10-15 colleghi … hanno partecipato circa 40, e “fortunatamente” ci sono state alcune “defaillance” (influenza, impegni dell’ultimo momento, elezioni) altrimenti il saloncino gentilmente messo a disposizione dalla Scodaf non avrebbe potuto ospitare tutti.

Hanno partecipato anche colleghi che non avevano manifestato l’interesse ad aderire a Perchè no, ma il fatto che siano venuti è stata una dimostrazione di curiosità di cui sono loro grato.

L’incontro è durato più del previsto. Abbiamo iniziato alle 16,15 e il confronto è andato avanti fino alle 19,15.

Inutile negare che la consistente partecipazione è stata anche determinata dall’azione che il presidente della Regione sta portando avanti contro i dipendenti della Regione.

Non posso che essere grato al presidente di questo “aiutino” … però avrei preferito farne a meno!

Oltre il mio intervento, nel corso del quale ho illustrato i concetti che ho più volte trattato nei post sull’argomento, sono intervenuti diverse colleghe e colleghi.

Tutti i contributi sono stati utili e hanno avanzato diverse proposte. Tra queste:

  1. la partecipazione all’organizzazione di un convegno nel quale fare chiarezza sulle competenze della Regione, sui limiti della legge regionale 10 del 2000 e su una ipotesi di spending review realmente mirante a una razionalizzazione della spesa regionale (A.A.);
  2. fare della Regione una amministrazione trasparente ricorrendo anche alla denuncia di tutte quelle omissioni, sprechi e illegittimità che l’associazione dovesse riscontrare (D.S.);
  3. la costituzione di gruppi di lavoro tematici che si dovranno intestare la elaborazione di proposte in grado di migliorare la performance dell’amministrazione nei suoi diversi settori di intervento (T.L.);
  4. la rivisitazione dell’operato dell’Amministrazione in una ottica più orientata al cittadino e all’imprenditore per recuperare un reale ruolo di volano dell’economia (D.D.B.);
  5. una proposta di spending review che realmente aggredisca gli sprechi che continuano a esserci nella gestione dell’Amministrazione e che miri a razionalizzare la spesa (T.A.);
  6. una particolare attenzione alla nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 che superi i limiti che hanno contraddistinto le precedenti programmazioni (F.B.);

Accanto a queste proposte che mirano a qualificare l’operato dell’associazione Perchè no come un soggetto capace di una progettualità, che qualche volta sembra mancare all’Amministrazione di cui facciamo parte, è emersa anche una volontà di protesta. Protesta contro l’operato del presidente Crocetta, che sta mortificando tutta la categoria, e in generale contro la malapolitica alla quale va ricondotto il discredito di cui purtroppo gode la Regione Siciliana.

Dall’intervento di alcuni amici è sembrato come se l’attività di protesta dovesse essere prioritaria rispetto a quella di proposta o che l’attività di proposta fosse incompatibile con quella di protesta.

Personalmente vorrei che l’associazione Perchè no avesse una prospettiva che andasse oltre la contingenza di un presidente in campagna elettorale permanente-effettiva. Se vogliamo mutare la considerazione che l’opinione pubblica ha di noi non possiamo limitarci a una protesta che in questo momento verrebbe vista soltanto come una difesa d’ufficio della categoria contro gli attacchi di un presidente che si è intestato una battaglia a tutto campo contro la mafia e l’illegalità … sbagliando avversario … secondo me!

L’incontro si è concluso ipotizzando un doppio percorso parallelo. Da un lato l’azione di proposta. Dall’altro l’azione di protesta … svolto con intelligenza ed evidenziando tutti i limiti e le contraddizioni dell’operato del Governo contro i dipendenti della Regione.

Sul piano operativo ho anticipato che sulla base delle osservazioni che mi sono pervenute provvederò a modificare la bozza di statuto e auspico che entro la fine di marzo si possa arrivare alla costituzione ufficiale dell’associazione.

Ho inoltre informato che due colleghi, Totuccio e Marica, hanno elaborato delle bozze per il logo dell’associazione e che provvederò a pubblicarli sulla pagina Facebook di Perchè no affinchè amiche e amici esprimano il loro gradimento … un grazie a entrambi.

Un grazie ancora a tutti, a chi ha partecipato e a chi avrebbe voluto ma non ha potuto.

Mi riprometto a breve di organizzare un altro incontro per sottoporre delle proposte operative e per provare a verificare la disponibilità dei futuri soci a ricoprire i possibili ruoli che si renderanno necessari per la vita dell’associazione.

 

 

Domani, 25 febbraio 2013, inizia l’avventura di “Perchè no”. Terremo il primo incontro e cominceremo a discutere di cosa potrà fare l’associazione.

Inutile nascondere che l’azione devastante del presidente della Regione ha probabilmente scosso molti amiche e amici.

Nonostante nei miei post critico costantemente l’operato del presidente (come non farlo con tutto ciò che da in pasto alla stampa lui e il suo variopinto governo) non vorrei che qualcuno pensasse che l’associazione nasce per contrastare qualcuno … chiunque esso sia. Se così fosse non andremmo molto lontano e personalmente vi dico che non mi interesserebbe.

Lo spirito dell’associazione, a mio modo di vedere, deve essere quello di recuperare l’orgoglio di essere dipendenti di una pubblica amministrazione, la Regione Siciliana nel nostro caso.

Lo potremo fare denunciando per primi le cose che non vanno e provando a elaborare delle proposte che possano far funzionare i servizi che eroghiamo.

Lo possiamo fare. Abbiamo le competenze e abbiamo l’esperienza. Se ognuno di noi fornirà il proprio contributo potremo dimostrare che all’interno della Regione se le cose non funzionano non è certo perchè mancano le intelligenze.

Rispetto delle regole. Denuncia delle illegittimità e degli sprechi. Valorizzazione del merito. Questi dovranno essere alcuni dei valori fondanti del nostro stare insieme all’interno di una associazione.

Se non proveremo a cambiare le cose non sapremo mai se il cambiamento è possibile.

Osiamo. Perchè no!

 

 

Il testo che segue è la seconda “pillola” estratta dal post … Fedro e l’”Organizzazione che vorrei”, del 20 gennaio 2013, domenica

In questa parte del documento affronto il tema del rapporto con il sindacato. L’iniziativa che mi sono proposto di portare avanti, se riuscirò a trovare la collaborazione di tante amiche e tanti amici di buona volontà, a una prima analisi potrebbe sembrare una sovrapposizione al lavoro svolto dal sindacato. Non è così … e provo a spiegarlo nella parte del documento che vi proposto in questa “pillola n.2”!

  1. Un’altra considerazione, il ruolo del sindacato. Il lavoro che vi propongo e al quale vi chiedo di contribuire è un lavoro dagli oneri certi, il nostro lavoro, e dai risultati molto incerti, la possibilità di un giorno vederlo realizzato, in parte o totalmente.
  2. Perchè un sindacato ci si dovrebbe cimentare? Un sindacato che non riesce a stare dietro alle emergenze di tutti i giorni dei propri iscritti quali risorse, e per quanto tempo, potrebbe dedicare a un progetto del genere? Non lo so, ma temo che abbiano altre priorità.
  3. Naturalmente non li giustifico. Non li giustifico perchè continuare a svuotare la barca con un secchiello quando si è in presenza di uno squarcio dal quale entra acqua in misura dieci volte superiore a quella che tolgo è un modo di lavorare miope … si è destinati ad affogare. Secondo voi la nostra barca sta affondando o grazie all’operato dei sindacati riusciremo a farla navigare speditamente?
  4. Comunque, si tratta di scelte strategiche che appartengono a loro e in assenza di una loro proposta che possa riuscire a coinvolgere i lavoratori, proviamoci noi a elaborarne una. E forse potrebbe essere meglio così. Non avendo nessuno di noi alcun ruolo di governo, il lavoro che realizzeremo potrebbe essere un autentico esercizio privo di interessi personali, di fotografie, che invece notoriamente si trovano in quei documenti nei quali il risultato si traduce in fatti concreti che possono portare benefici a qualcuno.
  5. Mi piacerebbe quindi che riuscissimo a scrollarci di dosso il nostro egoismo e provassimo a disegnare una organizzazione che vorrei che non fosse soltanto quella che vorrei io ma che potrebbe volere ogni persona di buon senso animata da volontà di fare bene al prossimo e non soltanto a se stessa.
  6. Detto ciò proviamo a essere un po’ più concreti … si fa per dire.”

segue …

La prima pillola è stata pubblicata con il post … L’organizzazione che vorrei, Pillola n°1, del 3 febbraio 2013, domenica

 

Lunedì 25 febbraio 2013, alle ore 16,00, ho organizzato il primo incontro informale per parlare dell’Associazione “Perchè no”. Saremo ospiti della cooperativa Scodaf la cui sede è in via Aleardo Aleardi, 18 – 90145 Palermo (alle spalle dell’ex Motel Agip). Per motivi logistici sarebbe utile che chi è interessato a partecipare all’incontro lo segnalasse scrivendo a fedro.luparello@gmail.com
Nel corso dell’incontro proverò a spiegare la mia idea di Perchè no, ma sarà anche l’occasione per comprendere la vostra idea di Perchè no.
Grazie a tutti per la collaborazione.
Paolo Luparello, “Fedro”

Mappa della sede dell’incontro
 

Ricevo e volentieri divulgo

“Caro Paolo, colgo l’occasione per rinnovarti il mio apprezzamento, la mia convinta adesione e partecipazione alla tua iniziativa. Hai certamente avuto un tempismo perfetto in quanto hai ideato e promosso l’iniziativa dell’Associazione “Perché NO” in un momento in cui una buona parte di  noi dipendenti regionali sta avvertendo il dovere e il bisogno di dire basta alla deriva dei Servizi Pubblici Regionali, ravvisando la necessità di uscire dal silenzioso senso del dovere che ci ha indotto a portare avanti la baracca con tanti sforzi e sacrifici pur di dare risposte almeno accettabili ai Cittadini. Sono certo che molti di noi negli anni di servizio hanno realizzato buone prassi, progetti e iniziative di successo o comunque positive, spesso andando oltre i propri compiti d’Istituto e pur operando senza o con scarse risorse, ma queste esperienze le conoscono in pochi o sono sconosciute. Penso, allora, che sarebbe utile aprire una rubrica sul tuo blog dove pubblicare le nostre esperienze positive già realizzate o in corso di realizzazione, oppure nuove idee e proposte da sviluppare anche in rete tra vari rami dell’Amministrazione Regionale aperti a loro volta ai diversi  operatori del territorio, in modo da far emergere anche gli aspetti positivi e le buone prassi promosse dai dipendenti regionali, nonostante tutto. Abbiamo bisogno di comunicare molto tra noi, di solidarizzare e darci reciprocamente forza, oggi più che mai, e il fatto di conoscere anche gli aspetti sani e positivi può darcene tanta, aiutandoci a contrastare il senso di frustrazione che rischia di pervaderci considerato che sia la stampa che le televisioni evidenziano quasi esclusivamente e costantemente gli aspetti negativi e i comportamenti scorretti dei pubblici dipendenti.

Certo, un’altro forte incoraggiamento ci verrà certamente dall’iniziativa da te promossa e penso che tutti dovremo impegnarci al massimo per decretarne il successo, ne va del nostro futuro, della qualità della nostra vita e del futuro della nostra regione.

Una tematica che ritengo di notevole importanza sulla quale vigilare come Associazione, intervenendo con decisione, ritengo sia la necessità di contrastare la costante opera di denigrazione generalizzata che alcuni dipendenti esercitano nei confronti delle altre categorie di dipendenti regionali, diverse da quelle di loro appartenenza. Infatti, non di rado mi è capitato di sentire parlare, anche in pubblico, colleghi che etichettano intere categorie diverse dalla propria come composte da inetti e fannulloni che rubano lo stipendio. Anche molti commenti in rete vanno in questa direzione. E’ intuibile che tale comportamento sia deleterio e penalizzante per tutti quei dipendenti, presenti in ogni categoria, che lavorano in maniera decorosa e qualificata e fa il gioco di quelli che hanno poca voglia di fare il loro dovere, che si nascondono nella confusione generalizzata, ma si annidano in tutte le categorie. Certo, negli ultimi anni la categoria più bersagliata è stata quella dei dirigenti regionali che hanno subito una inaudita campagna di denigrazione generalizzata che ha messo tutti sullo stesso piano, guardando solo all’aspetto economico che tra l’altro è stato mistificato, e mai puntando a valutare correttamente l’importanza del ruolo di un valido gruppo dirigente la cui azione risulta essenziale per far funzionare tutto il sistema. E’ necessario, però, che sia riconosciuta la giusta autorevolezza e le necessaria operatività e autonomia al dirigente ed è essenziale che gli altri dipendenti ne rispettino il ruolo. Del resto sarebbe devastante e recessivo ritenere, ad esempio, che il ruolo del direttore d’orchestra sia inutile in quanto durante il concerto muove solo le mani, mentre i talentuosi musicisti suonano e anche bene. In realtà sono essenziali sia i bravi musicisti che il direttore d’orchestra, in quanto senza quest’ultimo si creerebbe il caos e non si noterebbe il talento dei musicisti.  Lo stesso avverrebbe nel caso del regista e gli attori, di un allenatore e la sua squadra. Pertanto, ritengo che il principale sforzo che l’Associazione debba fare sia quello di lavorare per ripristinare il rispetto e la collaborazione fra le parti sane e qualificate di tutte le categorie dei Dipendenti Regionali.

           Inoltre, esprimo piena condivisione sui contenuti della lettera scritta dalla collega Patrizia Cardinale, che effettivamente ci fa capire che la Regione dispone di valide risorse umane che vanno semplicemente valorizzate.

           Saluti, Vito Maugeri”

Ringrazio Vito per il contributo e spero che gli amici di Catania possano aiutare l’Associazione a perseguire e realizzare la missione che si è posta. Comprendo le problematiche che vengono trattate nel documento allegato al contributo ma dobbiamo provare ad affrontare i temi che coinvogono tutti i dipendenti indipendentemente dalla categoria di appartenenza. Soltanto se riusciremo a essere un unico “corpo” potremo sperare che la Regione pu cambiare!

 

 

Ricevo, divulgo e rispondo … l’autrice mi ha autorizzato a pubblicarne il nome

“Caro Paolo,

io condivido in pieno il Luparellopensiero sulla ormai improcrastinabile esigenza di opporci con tutte le nostre forze a questa deriva che, per chi come me ha sempre lavorato al meglio delle sue possibilità e senza mai guardare al cartellino segnatempo e ai soldi, è davvero offensiva e pesante da sopportare. 

Credo, però, che, così come ti ho accennato in una precedente e-mail, la consapevolezza dei lavoratori passa necessariamente attraverso la conoscenza e la competenza. E in tutta sincerità, credo che ci sia un gran bisogno di sviluppare le competenze. Lo so che probabilmente non dovrebbe essere compito dell’associazione, visto, fra l’altro. quanto e come si è speso in passato per la formazione del personale regionale, ma mi piacerebbe pensare che possa essere un luogo virtuale in cui realizzare un vero scambio tra noi su questioni inerenti il lavoro e in cui tutti possano avere il modo di crescere in competenza e nella cultura delle regole purchè ne abbiano voglia.
Mi piacerebbe che crescesse una mentalità secondo la quale il lavoro sia considerato un patrimonio comune e non lo strumento per il mantenimento di privilegi da parte di alcuni. 
Mi piacerebbe che chi la pensa come noi diventasse una tale forza da far sentire minoranza vergognosa i fannulloni e in generale tutti quelli che credono che lo stipendio sia un diritto dovuto soltanto al fatto di essere presenti in ufficio.
Insomma mi piacerebbe davvero poter essere orgogliosa di appartenere ad una categoria di lavoratori che me ne dia davvero il motivo.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi
Buona domenica
Patrizia Cardinale”
Cara Patrizia,
la pensiamo esattamente allo stesso modo e, credo, se tu hai manifestato interesse per l’iniziativa è proprio perchè ne sei convinta.
Ho tante idee che vorrei che l’associazione si intestasse … per esempio il premio per il dipendente dell’anno!
Anche sulla fomazione ho delle idee e sono lieto che ci saranno persone come te che lavoreranno affinchè l’associazione possa proporre delle valide iniziative.
Sapere che ci sono persone come te, e come tante altre che sono conoscenze comuni, mi fa sentire meno solo e sempre più orgoglioso del mio lavoro al servizio della Regione.
Faremo grandi cose … ma non perchè siamo fuori dal comune, perchè là fuori c’è un deserto e noi proveremo a renderlo fertile … si può … fidati di un agronomo!
Con profonda stima
Paolo Luparello, Fedro
P.S. Grazie per il “Luparellopensiero” ma spero soltanto di essere un interprete di un sentimento comune e con “Perchè no” vedremo quanto diffuso!
 

Quello che segue è il manifesto che mi ero impegnato a sottoporre a tutti coloro che avessero manifestato l’interesse ad aderire all’Associazione “Perchè no”.

Lo avrei dovuto sottoporre al raggiungimento delle 1.000 manifestazioni di interesse ad aderire a Perchè no, ma anche se siamo arrivati ad “appena” 230, mentre scrivo, ho deciso di partire lo stesso.

In ciò sono confortato dalle tantissime risposte positive al quesito che una settimana fa ho lanciato a tutti coloro che hanno inviato la manifestazione di interesse (aspettare ancora o partire con quelli che siamo?). Insieme al quesito avevo inviato loro anche una prima bozza del “manifesto” di Perchè no e la versione che segue tiene conto dei tanti suggerimenti che mi sono pervenuti. Ringrazio tutti per le vostre parole di incoraggiamento e per la qualità dei vostri suggerimenti … saremo una grande squadra!

Sto già lavorando allo statuto dell’associazione e quanto prima spero di pubblicarne una prima bozza.

Mi piacerebbe che entro il mese di marzo “Perchè no” diventi una realtà e spero che tutte le manifestazioni di interesse si concretizzino in adesioni convinte … l’obiettivo di raggiungere 1.000 adesioni resta perchè più saremo e più potremo fare … e più si presterà attenzione a ciò che denunceremo e a ciò che proporremo. Buona lettura e … non mi lasciate solo … aderite!

Il manifesto di Perchè no – Per una Regione Siciliana di qualità al servizio della Sicilia
  1. I dipendenti e gli ex dipendenti della Regione Siciliana che credono nel lavoro che svolgono, o che hanno svolto, e che producono, o che hanno prodotto, ricchezza e progresso per la Sicilia, sono stanchi di essere confusi e identificati come unica causa dello sfascio dell’Ente regione determinato da una politica sprecona e da un sindacato arido.
  2. Non è accettabile che le colpe di chi avrebbe dovuto programmare e controllare da un lato (la politica) e di chi avrebbe dovuto tutelare i
    diritti dei dipendenti dall’altro (il sindacato) adesso ricadano sui dipendenti della Regione Siciliana.
  3. Se tra i dipendenti della Regione Siciliana ci sono degli uomini e delle donne che si sono macchiati di crimini vanno denunciati agli organi competenti e sottoposti ai provvedimenti del caso, e l’associazione “Perchè no” valuterà la possibilità di costituirsi parte civile a cagione del danno provocato alla reputazione e all’immagine dei dipendenti della Regione Siciliana nel loro complesso.
  4. Nessuno ha il diritto di ingiuriare, diffamare e calunniare i dipendenti della Regione Siciliana. L’associazione “Perchè no” valuterà le situazioni che verranno portate alla sua attenzione nelle quali la categoria dei dipendenti della Regione Siciliana venga fatta oggetto di ingiurie, diffamazioni e calunnie e intraprenderà le iniziative legali del caso.
  5. L’Associazione “Perchè no”, così come vuole difendere il personale della Regione Siciliana che si impegna al meglio delle proprie possibilità, sarà la prima a stigmatizzare i comportamenti di quei dipendenti (che purtroppo ci sono!) che non fanno il loro dovere, che sono bravi soltanto a lamentarsi, che vivono il proprio “posto di lavoro” come parassiti, che danno tutte le colpe alla politica per il cattivo funzionamento degli uffici, ma poi non muovono un dito per cambiare qualcosa ed impegnarsi un po’ di più in prima persona e che mostrano poca attenzione e sensibilità nei riguardi del “pubblico” e dell’utenza.
  6. L’associazione “Perchè no” non vuole soltanto difendere la dignità dei dipendenti della Regione Siciliana.
  7. L’associazione “Perchè no” vuole che la Regione Siciliana possa essere il miglior luogo di lavoro possibile per i propri dipendenti nel quale ognuno possa sviluppare al meglio le proprie potenzialità e capacità al servizio della Sicilia.
  8. Perchè la Regione Siciliana possa essere il miglior luogo di lavoro possibile è necessario che in essa venga applicato il rispetto delle regole che in una Pubblica Amministrazione sono rappresentate dalle norme vigenti.
  9. L’associazione “Perchè no” è pronta a denunciare nelle sedi competenti tutti quei provvedimenti amministrativi adottati dagli organi politici e dalla dirigenza generale e non, e/o tutte quelle omissioni, che violano le vigenti normative, che mortificano le aspettative di carriera e che concorrono a gettare discredito sui dipendenti della Regione Siciliana.
  10. L’associazione “Perchè no” non vuole essere soltanto uno strumento di denuncia.
  11. L’associazione “Perchè no” vuole essere anche, e soprattutto, uno strumento di proposta.
  12. Una Regione Siciliana che non funziona getta discredito anche sui suoi dipendenti.
  13. Una Regione Siciliana che funziona riconosce il merito ai suoi dipendenti.
  14. L’associazione “Perchè no” si fa carico di segnalare ciò che non funziona e di proporre soluzioni affinchè le cose funzionino.
  15. Lo sfascio della Regione Siciliana non sempre è colpa di dipendenti assenteisti e fannulloni, nei confronti dei quali deve essere attivata ogni forma di contrasto, ma spesso di scelte politiche e organizzative sbagliate che i dipendenti subiscono.
  16. L’associazione “Perchè no” vuole far comprendere che alla Regione Siciliana esistono le risorse umane interne in grado di creare ricchezza e sviluppo per la Sicilia ma che troppo spesso queste vengono mortificate da scelte miopi e sbagliate che nulla hanno a che vedere con la responsabilità del personale della Regione Siciliana.
  17. L’associazione “Perchè no” vuole dare voce a tutti quei dipendenti ed ex dipendenti che hanno a cuore il buon funzionamento della Regione Siciliana confrontandosi sui problemi e sulle soluzioni al di là degli schieramenti ideologici e sindacali.
  18. L’associazione “Perchè no” vuole essere un “portatore di interesse” dei dipendenti della Regione Siciliana e vuole far sentire la propria voce quando finalmente si parlerà di “bilancio sociale”.
  19. L’associazione “Perchè no” vuole che sia dato a “Cesare quel che è di Cesare” e quindi che la “politica” faccia la politica e che ai funzionari della Regione Siciliana venga lasciato il compito di occuparsi della gestione … così come vuole la legge.
  20. Se sei orgoglioso di essere, o di essere stato, un dipendente della Regione Siciliana, se credi nella tua professionalità e se credi che la Regione Siciliana possa cambiare, l’associazione “Perchè no” è la risposta che i dipendenti ed ex dipendenti della Regione Siciliana di buona volontà danno alla domanda di cambiamento che proviene dalla società civile siciliana.
 
 
Il testo che segue è la prima “pillola” estratta dal post … Fedro e l’”Organizzazione che vorrei”, del 20 gennaio 2013, domenica
 
In questa parte del documento si è alle premesse. Provo a descrivere lo spirito che si dovrebbe avere nell’approccio alla redazione di un documento di questo tipo.
 
“Il documento che segue è un esercizio nel quale mi sono voluto cimentare e che va considerato come un “work in progress” nel quale andare ad aggiungere o emendare o integrare i punti che ho registrato a oggi. Se qualcuno vi troverà fonte di ispirazione non ne potrò che essere lieto ma ciò non toglie che a ognuno di noi non può essere tolta la speranza in qualcosa di migliore di quello che viviamo oggi.
Buona lettura
  1. Perchè cimentarsi nell’impegno di provare a descrivere l’organizzazione nella quale vorrei lavorare?
  2. Perchè un giorno si potrebbe riuscire a sensibilizzare il decisore politico e si potrebbe realizzare finalmente il sogno di una organizzazione che opera mettendo al centro i bisogni dei propri utenti e che per fare ciò ricorre alle migliore professionalità di cui dispone.
  3. Una organizzazione nella quale non importa quale sia il territorio di appartenenza del decisore politico e non importa quale sia la collocazione “parentale-politico-sindacale-segreta” del lavoratore.
  4. Una organizzazione che fa le cose che vanno fatte e che le fa fare a chi è capace di farle. Fin troppo semplice … no?
  5. Mi rendo conto che ognuno di noi che critica il “sistema” ritiene che nell’organizzazione che vorrei avrebbe finalmente il riconoscimento che fino a oggi è mancato o che comunque non ha consentito di raggiungere la posizione alla quale ha sempre aspirato, perchè ognuno di noi ritiene di non avere eguali … naturalmente.
  6. Ecco, questo potrebbe essere il giusto spirito, ma sarebbe estremamente difficile riuscire a descrivere un modello di organizzazione che vorrei nella quale tutti ci potessimo identificare perchè ognuno di noi ha i suoi punti di forza e le sue debolezze, ha una maggiore sensibilità per certi temi e meno per altri. Se operassimo nell’ottica di immaginare l’organizzazione che vorrei a nostra immagine e somiglianza ci troveremmo di fronte, verosimilmente, a una organizzazione monca e squilibrata che non sarebbe certo migliore di quella nella quale viviamo.
  7. Il nostro sforzo deve quindi essere quello di provare a guardare oltre il nostro personale ritorno e a ciò di cui l’utenza della organizzazione ha bisogno.
  8. Utopia? Certamente, ma noi siamo quelli di Perchè no … o no?”
 

 
Nel post … Fedro e l’”Organizzazione che vorrei”, del 20 gennaio 2013, domenica … ho provato a descrivere quello che potrebbe essere destinato a restare un sogno … l’“organizzazione” nella quale mi piacerebbe lavorare.
Il documento riportato nel post è un po’ lungo, ma lo sarebbe potuto essere ancora di più.
Non so in quanti si siano cimentati nella sua lettura. Non in tanti, credo. Oramai leggere è diventato una impresa e si vorrebbe tutto ridotto, compresso … sintetizzato.
Proverò quindi a riprendere il documento del post e a trasformarlo in “pillole” e se necessario proverò a spiegare le ragioni per cui quella “pillola” è stata inserita nel documento … rischiando di tornare a essere troppo lungo. Proverò a contenermi.
Prima di iniziare un chiarimento. Che rapporto c’è tra “Perchè no” e l’ “Organizzazione che vorrei”?
L’ “Organizzazione che vorrei” non è il mio personale sogno, dovrebbe essere il sogno di ogni lavoratore che è conscio del fatto che trascorre la parte migliore del proprio tempo lavorando all’interno di una organizzazione della quale vorrebbe sentirsi parte e protagonista e soprattutto considerato per quello che è … una persona! Una persona che ha a cuore la propria dignità e che comprende pienamente la propria funzione sociale nei confronti di una comunità di cittadini che chiede i servizi di cui ha di bisogno e che l’ “Organizzazione” è tenuta a erogare.
L’ “Organizzazione che vorrei” è il progetto … “Perchè no” è lo strumento per provare a realizzare quel progetto.
 
 
Testo della mail inviata a chi mi ha fatto pervenire la manifestazione di interesse per aderire a “Perchè no”
 
“Care amiche e cari amici,
ancora un grazie per la manifestazione di interesse che mi avete fatto pervenire per aderire a “Perchè no”.
Ogni giorno continuano ad arrivare altre manifestazioni di interesse e mentre vi scrivo siamo arrivati a 221 senza contare quelle di Facebook con le quali potremmo superare quota 300.
Obiettivamente raccogliere 1.000 adesioni è un obiettivo molto ambizioso, oserei dire “velleitario”, ma noi siamo di quelli di “Perchè no” e allora dobbiamo porci obiettivi importanti, dobbiamo provare a volare alto … molto alto.
Ho ricevuto alcuni inviti da parte di amiche e amici a procedere alla costituzione dell’Associazione nonostante la distanza che ci separa da quota 1.000.
In effetti siamo già un bel numero e se cominciassimo la nostra azione, probabilmente, altri colleghi potrebbero aderire strada facendo.
Che ne pensate? Procediamo?
Mi farebbe piacere ricevere un vostro assenso, o diniego naturalmente, … prima di impegnarmi nella anticipazione delle spese per metter su l’Associazione.
In attesa delle vostre risposte proverò a buttar giù una bozza di manifesto dell’associazione che spero di pubblicare entro domenica. Sul manifesto è gradito un vostro riscontro … anche in termini di suggerimenti di temi o dichiarazioni che vi piacerebbe trovare nel manifesto della nostra associazione.
Ancora un grazie a tutti voi e vi invito a sensibilizzare altri colleghi … più saremo e più potremo provare a esercitare la nostra pressione perchè nella nostra Regione venga avviato quel cambiamento “buono” che a tutti serve e affinchè lavorare o aver lavorato alla Regione Siciliana possa costituire motivo di orgoglio e non di vergogna.
Voglio però precisare che in “Perchè no” non abbiamo bisogno di “chiunque”, ma di chi crede che cambiare sia possibile e che è disposto a cambiare il proprio modo di lavorare se questo porterà a ciò di cui la Sicilia ha di bisogno.
A presto
Paolo Luparello “Fedro”
… segui il blog di Fedro … http://www.bulugre.eu/fedro
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Perchè non aderisci a “Perchè no”! Vuoi sapere come si fa? Leggi … Aderisci a Perchè no, l’invito di Paolo Luparello
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Il testo che segue è la mail che ho indirizzato a chi ha già manifestato il proprio interesse ad aderire a Perchè no.

“Care amiche e cari amici,
ricevete questa mail perchè in base alle risposte che ho ricevuto da voi (sms, mail, di persona, telefonicamente) vi ho inserito nel gruppo degli “interessati”, cioè di coloro che hanno avanzato la manifestazione di interesse affinchè si giunga alla costituzione dell’associazione “Perchè no”.
Siamo ben lontani dalle 1.000 adesioni. Non passa però giorno che non mi pervengano nuove manifestazioni di interesse. Mentre vi scrivo siamo arrivati a 187 adesioni.
Le vicende di questi giorni (trasferimenti in massa illegittimi dei dipendenti regionali, gogna mediatica) potrebbero aumentare la sensibilità di molti colleghi verso l’iniziativa di “Perchè no”.
Come ho già avuto modo di scrivervi, la maggioranza delle adesioni sono di amiche e amici che conosco personalmente e che hanno voluto concedermi fiducia. Soltanto una piccola parte delle adesioni provengono da colleghe e colleghi che non conosco pesonalmente e che probabilmente hanno aderito grazie alla sensibilizzazione di qualcuno di voi che ha fatto opera di “proselitismo”. Ecco, è proprio questa opera di sensibilizzazione da parte vostra che forse al momento non sta dando i risultati che potrebbe dare e in questo ha un suo peso, a parte il lavoro che vi assorbe e che non vi permette troppe distrazioni, la non compiuta definizione del progetto di “Perchè no”.
Proverò a sintetizzare gli elementi salienti del progetto e dare alcune risposte a domande che mi sono state rivolte e che potrebbero rivolgere anche a voi nel momento in cui ne parlerete con le vostre amiche e i vostri amici.

  1. Perchè no non è un nuovo sindacato.
  2. Perchè no non è un nuovo movimento politico.
  3. Perchè no è una associazione di dipendenti ed ex dipendenti della Regione Siciliana che vogliono una amministrazione di qualità al servizio dei cittadini e delle imprese e nella quale viga il rispetto delle regole, con particolare attenzione a tutto ciò che riguarda l’organizzazione degli uffici e il benessere dei lavoratori.
  4. Per benessere dei lavoratori Perchè no intende la tutela della loro dignità in quanto persone e la valorizzazione della loro professionalità.
  5. Perchè no riconosce i tanti malfunzionamenti della Regione ma non ne addebità la responsabilità ai suoi lavoratori.
  6. La responsabilità dei tanti malfunzionamenti è da attribuire interamente alla classe politica che ha sempre gestito l’Amministrazione in dispregio di tutte le regole e che non ha mai voluto attivare realmente gli strumenti che le leggi e i contratti collettivi hanno messo a disposizione per riconoscere il merito e premiarlo.
  7. La Regione Siciliana “credo” che sia l’unica organizzazione sulla faccia della Terra nella quale non è consentito fare carriera. Chi entra con una qualifica non ha la possibilità di avere riconosciuto il valore del proprio lavoro e non ha nessuna aspettativa di crescita.
  8. La mancanza di prospettiva di carriera è determinata dalla Babele di “esterni”, consulenze, assistenze tecniche, precari e quant’altro ancora, ai quali si è fatto sempre ricorso precludendo la strada maestra dei percorsi interni e dei concorsi pubblici.
  9. La Regione che oggi viene additata come luogo del malaffare e dello spreco, e con essa i suoi dipendenti, è frutto di tutto ciò.
  10. Perchè no vuole provare a cambiare le cose.
  11. Perchè no vuole tutelare i lavoratori della Regione contro i provvedimenti che ne mortificano la professionalità e la dignità.
  12. Perchè no vuole anche una Amministrazione che funziona e vuole dimostrare che i lavoratori della Regione hanno delle idee e saprebbero far funzionare questa Regione soltanto se a ognuno venisse lasciato fare il proprio “mestiere”. La politica faccia la politica e lasci l’Ammnistrazione a chi è stato assunto e viene pagato per farlo.
  13. Perchè no avvierà tutte le iniziative per far recedere l’Amministrazione da provvedimenti che non soltanto violano le norme ma anche quelli che appesantiscono “inutilmente” le procedure amministrative, sia nei confronti dei lavoratori della Regione sia degli utenti dei nostri uffici. In tal senso ricorrerà anche alle vie legali.
  14. Perchè no non si limiterà alla sola denuncia ma avanzerà anche delle proposte, delle proposte per una Amministrazione migliore … di qualità.
  15. Per fare tutto questo Perchè no deve assumere una personalità giuridica, da qui l’idea di una associazione.
  16. Quando l’associazione sarà costituita, le amiche e gli amici che hanno deciso di aderire verseranno una quota associativa minima di 50 € che servirà anche per coprire le spese di costituzione dell’associazione, le spese di gestione “minime” (tenuta della contabilità, adempimenti fiscali, spese bancarie).
  17. Tutto ciò che verrà raccolto attraverso le quote associative verrà destinato principalmente alle consulenze legali che verranno attivate per tutte quelle “segnalazioni” che saranno ritenute meritevoli di attenzione in quanto lesive dei diritti e della dignità professionale dei dipendenti della Regione.
  18. Ogni dipendente potrà portare all’attenzione di Perchè no quei provvedimenti dell’Amministrazione per i quali si ravvisano gli estremi per una violazione di norme e sarà cura di un comitato tecnico-scientifico interdisciplinare, che si provvederà a costituire, valutarne la fondatezza per avviare le iniziative del caso.
  19. Il ricorso alle vie legali sarà di norma preceduto da iniziative di sensibilizzazione nei confronti dei soggetti che hanno emanato i provvedimenti oggetto di attenzione da parte di Perche no.
  20. Agli associati di Perchè no non verrà richiesta alcuna quota annua associativa. In funzione delle attività che si intenderanno realizzare gli associati potranno contribuire liberamente in funzione della propria sensibilità e del proprio spirito solidaristico.
  21. Tutta l’attività di Perchè no e la sua contabilità saranno pubblicati in internet. Anche le iniziative saranno pubblicate su internet … naturalmente senza alcun riferimento alle amiche e agli amici che le hanno segnalate … salvo che non lo vogliano espressamente loro.

Le domande che mi sono state poste.

Non c’è già il sindacato?
Si. Se sei iscritto a un sindacato e il sindacato fa tutto ciò che vorrebbe fare Perchè no, probabilmente non hai bisogno di aderire a Perchè no. Comunque l’adesione a Perchè no non è incompatibile all’iscrizione a sindacati o a movimenti politici. Perchè no vuole affrontare problemi e proporre soluzioni che gli stessi sindacati o movimenti politici potrebbero fare proprie grazie agli associati a Perchè no che sono anche iscritti ai sindacati o ai movimenti politici.

Che impegno comportà l’adesione a “Perchè no”?
A parte quello economico, nessuno. Chi lo vorrà potrà decidere di partecipare ai lavori del comitato tecnico-scientifico interdisciplinare apportando la propria professionalità, o potrà partecipare alle altre iniziative che si deciderà di mettere in campo. Chi lo vorrà potrà segnalare provvedimenti e documenti ufficiali sui quali si chiede a Perchè no di valutarne la rispondenza alle norme e i possibili effetti sui dipendenti della Regione o sugli utenti. Chi lo vorrà potrà proporre idee e iniziative che possano far comprendere che c’è una Regione di dipendenti competenti e professionalmente attrezzati e c’è la Regione della politica che tutti conosciamo.

Se vi dovessero porre altre domande o cominciassero a girare “favole” su Perchè no fatemelo sapere … vedremo di rispondere anche a quelle e a “sfatare” qualche mito!

Spero che queste righe possano fornirvi utili spunti per confermare in voi la volontà di aderire a Perchè no ed essere allo stesso tempo in grado di sensibilizzare altre amiche e altri amici a manifestare interesse all’adesione a Perchè no.

Colgo l’occasione per ringraziarvi ancora una volta per la vostra manifestazione di interesse. Siete stati veramente grandi!

Un abbraccio a tutti voi e buon fine settimana!

Cordialmente

Paolo Luparello “Fedro”

P.S. Nella newsletter di Fedro indirizzata a circa 1.300 colleghe e colleghi propongo di aderire a Perchè no e spiego come fare … voi avete gia aderito e non c’è bisogno che inviate nuovamente la vostra adesione.“

 

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Perchè non aderisci a “Perchè no”! Vuoi sapere come si fa? Leggi … Aderisci a Perchè no, l’invito di Paolo Luparello

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Care amiche e cari amici,

un’altra settimana volge al termine.

Una settimana impegnativa sia sul fronte del lavoro sia su quello di “Perchè no” … sembra essere tornati ai tempi di quando facevo sindacato, anche se adesso la cosa è più stimolante.

Proviamo a costruire qualcosa di importante … ci state?

Non posso chiudere questa newsletter senza ribadire la mia personale solidarietà a tutti i lavoratori onesti del Dipartimento della Formazione professionale che, loro malgrado, sono stati dati in pasto alla gogna senza poter esercitare i propri diritti … questo è il concetto di legalità con il quale dobbiamo fare i conti?

Buon fine settimana a tutti e … buona lettura!

Cordialmente

Paolo Luparello, “Fedro”

Per contattarmi: Continua a leggere »

 
Perchè no continua a crescere. Siamo arrivati a quota 177 e alcuni colleghi stanno cominciando a far girare le mie mail per sensibilizzare quanti più colleghi possibile.
Non vi nascondo che l’arrivo delle mail di adesione è per me una continua soddisfazione … come quando si mangiano le ciliegie. La cosa che più mi fa piacere è che aderiscono colleghi che non ho mai avuto l’onore di poter rappresentare sindacalmente … era allora soltanto un problema di sigla!
Le vicende che stanno accadendo in questi giorni, mi riferisco alle iniziative e alla campagna mediatica del presidente contro i dipendenti della Regione, non so se sono utili alla causa di Perchè no.
Possono essere utili nella misura in cui spingono tanti colleghi a volersi organizzare per reagire a una situazione che sembrava finita con la vicenda Lombardo e che invece si ripresenta con il nuovo presidente.
Possono non essere utili rispetto al progetto di “Perchè no” trasformandolo in un fuoco di paglia che “svampa” passata la buriana.
L’adesione a “Perchè no” vorrei che fosse una adesione convinta, consapevole del fatto che i lavoratori della Regione devono poter contare su una associazione che si dedica esclusivamente agli “interessi collettivi” di tutti i lavoratori e non soltanto dei propri iscritti … e che non intervenga sull’Amministrazione per perorare la causa o la carriera di qualcuno.
Oggi una amica mi rappresentava la sua titubanza nel dare l’adesione a “Perchè no”. “Non vorrei assumermi un impegno che poi non potrò mantenere assorbita come sono dal lavoro di tutti i giorni!”
Prendo spunto dalla riflessione dell’amica per chiarire che chi vorrà impegnarsi attivamente proponendo iniziative, elaborando proposte, partecipando a incontri di approfondimento, producendo memorie … insomma … impegnandosi dedicando del tempo è il benvenuto.
Così come è il benvenuto anche chi condivide lo spirito di “Perchè no” e si vorrà limitare, per le sue personali ragioni, a seguire l’attività dell’associazione attraverso le informazioni che si daranno per il tramite del sito web dedicato.
“Perchè no” sarà anche una associazione nella quale quacuno potrà fare del “volontariato”, se lo vorrà, ma è soprattutto una associazione che ha bisogno del sostegno di tante amiche e tanti amici per sostenere l’onere delle iniziative che insieme intenderemo intraprendere.
Si potrà essere soggetti attivi in “Perchè no” anche limitandosi alla segnalazione di notizie, documenti e informazioni che consentano all’associazione di essere informata su cosa succede negli uffici per poter valutare eventuali azioni a tutela dei lavoratori … ma non siamo un sindacato … sia chiaro!
Ripeto, siamo arrivati a 177 adesioni … la maggioranza dei quali sono amiche e amici che mi onoro di conoscere personalmente e dei quali sembra che ne godo, immeritatamente, la stima. Sono ancora pochi quelle colleghe e quei colleghi che hanno aderito e che non conosco e la cui adesione è merito delle amiche e degli amici che stanno facendo opera di sensibilizzazione … se non crescerà il loro numero non potremo raggiungere quella dimensione che darà forza alla qualità delle iniziative che metteremo in campo.
Quota 1.000 è ancora lontana ma se lo vorremo ci possiamo arrivare!
Ricordo che “Perchè no” è aperta a tutti i lavoratori di ruolo della Regione e anche agli ex-dipendenti, di qualsiasi categoria … soltanto se saremo tutti insieme potremo cambiare qualcosa, se non tutto, in questa Regione.
Agli ultimi amiche e amici che non hanno ancora aderito perchè stanno riflettendo dico … vi sto aspettando!
Ai tantissimi colleghe e colleghi che non conosco ma che anche loro stanno riflettendo su questo invito dico … vi sto aspettando!
Insieme potremo fare delle cose importanti … vogliamo cominciare?
 

 

Siamo arrivati a quota 162. Oggi è stata una giornata molto intensa sul fronte di “Perchè no”.

Gli oltre 200 sms che ho inviato sembrano aver sollecitato molto di più delle migliaia di mail che invio giornalmente per diffondere la newsletter di Fedro.

Tante mail di ritorno, tanti sms e diverse telefonate. L’iniziativa di “Perchè no” desta molto interesse … comincio a “temere” che ce la possiamo fare.

Ho un elenco di circa 50 nominativi di amiche e amici che vogliono parlare di Perchè no prima di aderire … e spero di riuscire a chiamarli, se poi chiamano loro sarebbe anche meglio!

Ho un elenco di circa 70 nominativi di amiche e amici che mi hanno fatto sapere (sms, telefonate e mail) che ci stanno riflettendo sopra … speriamo che non ci riflettano troppo e sciolgano la “riserva”!

Se le amiche e gli amici di queste liste decidessero di aderire potremmo arrivare, a breve,a circa 300 adesioni. Se ciò dovesse accadere sarebbe un vero e proprio successo. Saremmo nella condizione che se ciascuno degli aderenti riuscisse a far aderire 2 o 3 proprie amiche e amici che hanno in comune lo stesso pensiero su ciò che non va in Amministrazione si potrebbe compiere il balzo che ci porterebbe alle 1.000 adesioni che auspico fin dall’inizio.

Naturalmente ci sono anche gli insuccessi. Due colleghe. Una mi ha scritto … “non posso” … la qual cosa mi incuriosisce alquanto … ma non importa. La seconda mi ha semplicemente scritto che ha letto tutto e che non è interessata … va bene così. Sono due colleghe che conosco e che non posso che ringraziare per la gentilezza di avermi risposto e per la franchezza.

Comunque, lasciamo che le onde che ho provocato lanciando “Perchè no” nello stagno della Regione si moltiplichino … chissà che ci portino dove vorremmo!

Ringrazio tutti gli “aderenti” non solo per la manifestazione di interesse ma anche per le belle parole e gli incitamenti che mi rivolgono affinchè insista nell’iniziativa.

Vi assicuro che ci sto provando con tutte le energie di cui dispongo, che devo naturalmente dividere con il lavoro … ma lo faccio con piacere.

Vi faccio una domanda. Serve anche per comprendere se abbiamo un comune sentire.

La recentissima vicenda che ha interessato le colleghe e i colleghi della Formazione professionale, e di cui tratto nel post … Crocetta caccia i dipendenti dalla Formazione. Ma lo può fare?, del 23 gennaio 2013, mercoledì …, ritenete che sia materia di cui “Perchè no” si sarebbe potuta interessare? Riguarda il principio se è accettabile che in assenza di “provvedimenti di forza maggiore” il Presidente possa disporre il trasferimento di personale in dispregio della vigente normativa in materia di trasferimenti. Oggi è toccato a loro ma domani potrebbe toccare a ognuno di noi! E’ regolare tutto ciò?

E’ certamente materia di cui si devono occupare i sindacati, e già se ne stanno occupando … “scrivendo” e “minacciando” … ma pensate che “Perchè no” sarebbe potuta intervenire?

Fatemi sapere e … se non lo avete già fatto … aderite a “Perchè no”! Come? Leggi … Aderisci a Perchè no, l’invito di Paolo Luparello, del 12 gennaio 2013, sabato … 

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