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Un uomo politico guida un partito che sostiene il governo di un paese.

Questo uomo politico è anche un ex imprenditore con un patrimonio personale di qualche miliardo di euro.

Quest’uomo politico ha dei parenti imprenditori con interessi nei settori più disparati … anche nella finanza e forse possiedono una banca.

Quest’uomo politico decide … così … come un fulmine a ciel sereno di togliere la fiducia al governo che sosteneva determinandone la caduta.

Effetti di questa azione.

Il primo giorno utile dopo l’annuncio … borsa in caduta libera e spread al galoppo verso l’alto.

Quest’uomo politico non potrebbe essere passibile di qualche reato … che so … insider trading? Aggiotaggio? … fate voi!

Fortunatamente quest’uomo politico vive in un paese dove funzionano le autorità di controllo e nessuno potrà mai lontanamente pensare che possa aver tratto beneficio dall’aver “saputo” in anticipo che il governo del proprio paese sarebbe andato in crisi.

Chiunque altro che avesse saputo una cosa del genere avrebbe potuto approfittarne e avrebbe potuto mettere in atto una speculazione “investendo” sulla “possibilità” che la borsa avrebbe perso punti … tanti punti … o che lo spread sarebbe salito … salito tanto!

L’uomo politico e i suoi familiari sicuramente non hanno tratto alcun beneficio dalla situazione descritta, ma tutti coloro che operano “normalmente” in borsa o nel mercato dei titoli di Stato avranno motivo di ringraziare/maledire quest’uomo politico?

Può la democrazia “contenersi” di fronte alle quisquilie dei mercati finanziari?

Meditiamo gente … meditiamo!

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