Credo che l’Italia dovrà, nel bene o nel male, essere grata a Grillo.
Se entro poche settimane avremo un nuovo Presidente della Repubblica, scelto attraverso il dialogo, e un nuovo Governo di larghe intese con un programma che mette al centro gli italiani lo dovremo a Grillo.
Attraverso il successo del suo movimento, il rifiuto di ogni ipotesi di alleanza di governo, il continuo insulto di tutto e di tutti al di là di ogni ragionevole sopportazione, Grillo ci ha aperto gli occhi e ci sta rendendo accettabile quello che fino a qualche giorno fa ci sarebbe sembrato intollerabile … l’alleanza PD e PDL … il diavolo e l’acqua santa.
Alleanza che sarà costretta a muoversi sotto l’azione di una opposizione vera che informerà i cittadini su tutte le magagne che si tenteranno di introdurre attraverso i provvedimenti del Governo o del Parlamento.
Certo, avrei preferito una alleanza tra PD e M5S ma mi rendo conto che il M5S non è un movimento etichettabile secondo i vecchi schemi della sinistra e della destra e sinceramente, a questo punto, non mi interessa neanche sapere se sono di destra, di centro o di sinistra.
Il M5S è la prova provata che il modello di democrazia che Grillo ha in mente poteva funzionare finchè non erano sotto l’attenzione del grande pubblico, ma nel momento in cui milioni di elettori hanno nutrito delle aspettative si sono trovati a essere trattati a pesci in faccia (trolls, vota per qualcun altro, fuori dalle palle, e via cantando).
Ripeto, Grillo ha il merito di averci costretto a guardare con occhi diversi i vecchi “nemici” che verosimilmente si troveranno a far parte di uno stesso governo e che dovranno mettere mano ai temi che il M5S ha contribuito a mettere al centro dell’agenda politica del Paese.
Dopo i recenti episodi di cronaca, il triplice suicidio di Civitanova Marche (ultimo episodio di una interminabile serie che in questi anni non si è mai interrotta … pensionati, imprenditori, lavoratori), spero soltanto che la si finisca di confrontarsi su ciò che non serve agli italiani e di concentrarsi su ciò che serve e che possa permettere di superare il guado in mezzo al quale ci troviamo.
I partiti politici, e gli uomini politici, pensino meno a se stessi e agli effetti dei loro comportamenti in chiave di ricerca del consenso … facciano quello che serve e tra qualche anno eleggeremo non chi fa leva sull’offesa e sulla invettiva fine a se stessa ma chi avrà contribuito a diminuire la povertà dilagante in cui siamo sprofondati.
 

Della crisi economica qualcuno non deve aver capito una acca e pensa che l’unica crisi possibile sia quella di governo … e vai con i motti di spirito e le elucubrazioni … ma va bene così, vuol dire che il futuro non ci riserva che ricchi premi e cotillons!!! (Fedro)

 

In un periodo di crisi come quello che anche la Sicilia sta vivendo è importante sapere che il governo è saldamente nelle mani di … Continua a leggere »

 

Da Repubblica-Palermo on line

Imprese contro il governo “Legge anticrisi o vada a casa”
Documento di agricoltori, artigiani ed esercenti. “L’esecutivo siciliano e tutto il mondo politico devono ascoltarci, per il bene della Continua a leggere »

 

Vogliamo il contratto subito e senza ulteriori temporeggiamenti.

Perchè l’Aran Sicilia rinvia a data da destinarsi l’avvio della contrattazione?

 L’Aran Sicilia insieme alla Ragioneria generale della Regione si sono resi protagonisti in questi giorni, e in queste ultime ore, di una delle pagine più tristi nella storia delle relazioni sindacali.

La prima ponendo le domande sbagliate al soggetto sbagliato. La seconda dando le risposte sbagliate al soggetto sbagliato.

Andiamo con ordine. Continua a leggere »

 

Sul quotidiano online Siciliainformazioni con data di oggi un articolo sul nuovo programma del Governo regionale quater dal titolo

Il programma di Lombardo: più poteri ai comuni, liberi consorzi in luogo delle province, semplificazione, meno leggi e regolamenti.

Riferendo le parole del Presidente il giornalista scrive:

“… Cominciamo dalla Regione. Lombardo ha detto senza peli sulla lingua che è ingovernabile così com’è. Un elefante che abbatte alberi e si mette sotto i piedi tutto e tutti. Pretende di controllare ogni cosa, autorizza e nega anche l’aria che si respira. Un motore immobile che va smontato pezzo dopo pezzo.
Niente giri di parole, le cose stanno così. Troppe leggi, regolamenti, circolari che soffocano, frenano, rendono difficile la vita a chiunque, anche a coloro che hanno il compito di governare. Quindi, un impegno: delegiferare, decentrare, “dimagrire”. IL centralismo nazionale non può essere abbattuto perché la suo posto si irrobustisca e rinasca il centralismo regionale. Al decentramento federale deve seguire – ha detto Lombardo – il  decentramento regionale.
Come? Applicando lo Statuto, alla scadenza del mandato le province devono essere sostituite dai consorzi dei comuni, razionalizzando, risparmiando e ridando poteri ai comuni, cui devono passare, in ogni caso, competenze e funzioni che sono attualmente attribuite alla Regione. Anche la Presidenza della regione deve essere alleggerita, un maniera che la capacità strategica spettante alla Regione sia meglio osservata, guidata, controllata e diretta.
In definitiva: più poteri e risorse ai comuni. Il federalismo ha bisogno di decentramento, di trasferimento di poteri verso il basso, altrimenti diventa una operazione furba e anche controproducente. … ”

Una domanda: a che cosa è servita la legge regionale 19 del 2008 e tutto quello che ne sta seguendo?

© 2016 Ricordare Suffusion theme by Sayontan Sinha