Tra i commenti a un post del blog arriva la prima segnalazione da sottoporre all’attenzione dello studio legale al quale si rivolgerà “Perche no” appena sarà “operativa”.

La fonte la si può citare in quanto è oramai una vecchia conoscenza del blog, Romeo

Mi permetto di segnalarti un argomento che potrebbe già diventare oggetto di “impugnativa sistematica” e riguarda il bando, pubblicato sulla GURS serie concorsi n.1 dell’11 gennaio 2013, che annuncia la formazione di un elenco degli aspiranti idonei alla nomina a direttore generale delle Asp della Regione siciliana.
Il secondo requisito richiesto, oltre al titolo di studio, è la qualifica dirigenziale con relativa esperienza almeno quinquennale nel campo delle strutture sanitarie o settennale negli altri settori (quindi, in pratica, possono concorrere tutti i dirigenti regionali), maturata nei dieci anni precedenti la data di pubblicazione dell’avviso nella GURS.
Poi viene chiarito cosa debba intendersi per “esperienza dirigenziale”: e su questo, potremmo anche essere d’accordo (anche se a me, rimane un dubbio….).
Il quarto requisito, dopo il terzo relativo all’età anagrafica, avrebbe potuto essere “tranciante”: il possesso del certificato attestante la frequenza del corso di formazione in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria. Il fatto è che due paroline aggiunte nel testo, e cioè “ove conseguito”, ne vanificano del tutto lo spirito e, direi addirittura, la logica stessa.
Ma che razza di “concorso” è? Un candidato che si propone per andare a dirigere una struttura complessa e di grande responsabilità come un’Azienza sanitaria non dovrebbe avere competenza specifica nel settore? O va bene pure il dirigente di una fabbrica di frigoriferi?

P.S.: il mio “dubbio” riguarda il fatto che a questo concorso possano partecipare anche dirigenti esterni che abbiano prestato servizio negli uffici di gabinetto: cioè, raccomandati e con titolo conseguito a sbafo. Anzi, più che un dubbio, è una certezza…”

A proposito del P.S. di Romeo.

Se si verificasse quello che lui dice ci troveremmo nella situazione per cui “intuitu persone” ci saranno soggetti ai quali si aprono “praterie” di carriera mentre a un comune mortale dipendente di ruolo mai uno straccio di possibilità.

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