Ricevo e volentieri divulgo
 
“Caro Paolo,
in questi giorni ho avuto modo di verificare che alcuni Uffici di gabinetto, per non dire tutti, non ottemperano alla normativa in materia di pubblicità e trasparenza degli incarichi “politici”. E’ proprio di questi giorni la sentenza n. 48/2013 della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Molise con quale nei confronti di un funzionario comunale è stato ravvisato il danno patrimoniale per aver liquidato il compenso a persona esterna, non avendo verificato la pubblicazione dell’incarico sul sito istituzionale dell’amministrazione.
Per alcuni componenti degli Uffici di gabinetto della nostra Regione, sia interni che esterni, a stento viene riportato il curriculum e pertanto manca la lettera di incarico e il compenso percepito.
Ritengo che sia opportuno avvisare gli uffici del trattamento economico del contenuto di tale sentenza e diffidarli a liquidare qualsiasi emolumento a quei soggetti per i quali non si è dato corso a quanto previsto dalle norme..
La mancata pubblicazione di questi dati risulta in contrasto,anche, con l’articolo 15 del decreto legislativo n. 33 del 2013.
Parimenti l’obbligo della pubblica amministrazione della pubblicazione di documenti ed informazioni è esteso ai titolari di incarichi politici, articolo 14 del citato decreto.
Ti informo, altresì, che dalla lettura dei curricula spesso non si evincono le funzioni dirigenziali svolte dai soggetti inquadrati, altri dichiarano di avere in corso attività di libero professionista (ma il rapporto di lavoro nel pubblico impiego non è esclusivo?).”
 
Si tratta di un tema sul quale avremo bisogno dell’impegno di tante amiche e amici che si dovranno prendere la briga di andare a esaminare cosa viene pubblicato sui siti web istituzionali e di segnalarcelo … trasparenza e legalità innanzitutto! Questo è un lavoro per “Perchè no…qualcosa si muove”!
 

Come avrete notato l’aggiornamento di questo blog procede a singhiozzo. Un motivo naturalmente c’è. Mi sto concentrando con un gruppo di volontari e soci dell’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” per organizzare la comunicazione attraverso il blog dell’Associazione già disponibile all’indirizzo www.perchenosicilia.org che spero possa cominciare a essere alimentato regolarmente tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima.

Se vorrete ricevere la newsletter fatecelo sapere. Se volete che il blog contenga specifiche informazioni … fatecelo sapere.

Nel frattempo … continuate ad aderire all’Associazione … abbiamo bisogno di tutte le amiche e gli amici di buona volontà che credono in una amministrazione al servizio dei cittadini e che riconosce il merito ai tanti professionisti che vi lavorano.

A presto

 

 
<<<0>>>
Perchè non aderisci a “Perchè no”! Vuoi sapere come si fa? Leggi … Aderisci a Perchè no, l’invito di Paolo Luparello … e …  Manifesto, … Bozza di statuto… e … per scaricare il modulo di adesione clicca su …  Perche no modulo di adesione e notizie
<<<0>>>
 
Care amiche, cari amici,
spero quanto prima di riuscire a far partire l’attività dell’associazione e riprendere la comunicazione che da qualche settimana ho interrotto.
Il blog di Fedro continua a esistere e continuerò ad alimentarlo con le mie riflessioni personali su temi non di pertinenza dell’associazione e sui quali mi piacerà dire la mia. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare coloro che stanno continuando a seguire il blog nonostante non invii più la newsletter con la quale vi proponevo i post del giorno.
Se tutto andrà secondo i programmi, all’inizio della seconda metà di aprile l’associazione potrà contare su un blog dedicato e riprenderà l’invio della newsletter dell’associazione. Il blog di Perchè no sarà una soluzione transitoria nelle more dell’approntamento di un portale web che stiamo provando a strutturare e che sarà destinato a diventare lo strumento di comunicazione e di confronto dell’associazione.
Spero che soprattutto il portale web possa essere il frutto anche dei vostri contributi e delle vostre idee che saranno destinate a costituire il successo della nostra associazione … in assenza della vostra partecipazione l’associazione non ha motivo di esistere.
Al di là della vostra intenzione di aderire all’associazione sarete inseriti nella lista di distribuzione della newsletter dell’associazione Perchè no. Se non volete riceverla è sufficiente che fin da adesso rispondiate a questa mail scrivendo nell’oggetto NO SPAM.
Sperando di poter continuare il rapporto che ci ha legato in questi ultimi anni colgo l’occasione per augurarvi una buona settimana di lavoro
a presto
Paolo Luparello
 
— — —
Firma la petizione proposta da Fedro … Petizione Albo dei candidati a incarichi presso la P.A.
 

 

Oggi pomeriggio si è tenuto il secondo incontro di Perchè no.

Hanno partecipato una ventina di colleghe e colleghi e ci si è confrontati su quello che dovrà essere Perchè no.

Ancora una volta ho provato a illustrare la mia idea di Perchè no.

Perchè no non nasce contro qualcuno. Perchè no nasce per volontà di donne e uomini che vogliono fare della Regione Siciliana un ente al servizio della Sicilia e nella quale i dipendenti possano essere orgogliosi del lavoro che vi svolgono.

Quasi tutti i partecipanti all’incontro hanno preso la parola e una buona maggioranza mi sembra che condivida lo spirito dell’iniziativa e ha voglia di contribuire alla realizzazione del progetto. Un progetto che vuole avere un orizzonte di riferimento ampio nel corso del quale l’associazione Perchè no dovrà acquisire la necessaria autorevolezza affinchè possa divenire un interlocutore di chi è chiamato a guidare e governare l’ente regione.

Per fare questo è necessario gettare le fondamenta di questo progetto prima di aprirsi ai soggetti con i quali si interloquirà nel prossimo futuro.

Alcuni colleghi hanno evidenziato che, nel particolare momento che stiamo vivendo in cui tutta la categoria dei dipendenti della Regione è sotto scacco da parte di un presidente che non perde occasione per denigrare, uno dei primi passi che l’associazione dovrebbe compiere è quella di provare ad accreditarsi presso il Governo regionale per contestargli la gratuità e la genericità delle accuse rivolte alla categoria fatta in larga parte da lavoratrici e lavoratori che compiono quotidianamente il proprio dovere.

Fermo restando che l’associazione, quando sarà costituita, si accrediterà presso i vertici dell’Amministrazione regionale per illustrare i propri scopi e le proprie finalità, ho fatto presente ancora una volta che Perchè no è un progetto che parte da lontano … quando l’attuale presidente non era ancora all’orizzonte. Intestarsi fin da subito una iniziativa di “opposizione” al presidente rischierebbe di etichettare Perchè no come una mera difesa d’ufficio della categoria … attività per la quale esistono già tanti sindacati che non sembra siano riusciti a far cambiare più di tanto l’orientamento del presidente.

Perchè no, come ho scritto più volte, deve essere uno strumento di proposta e all’occorrenza di denuncia, e prima di arrivare a questo abbiamo la necessità di organizzarci e strutturarci. Se abbiamo la presunzione di voler contribuire a fare della Regione Siciliana una organizzazione che funziona e una amministrazione di qualità abbiamo la necessità di dotarci di un nostro modello organizzativo. Un modello organizzativo nel quale vengano fissati i ruoli e gli strumenti che utilizzeremo. Per fare ciò dovremo dedicare un po’ di tempo alla nostra organizzazione. Prima di scendere in campo abbiamo la necessità di capire chi siamo e quale schema di gioco siamo in grado di attuare. Una volta rodati ruoli e schemi saremo pronti per la partita.

Non dobbiamo avere fretta.

Entro la fine di marzo l’associazione sarà costituita. Entro il mese di giugno dovremo mettere in campo tutti gli strumenti della comunicazione e del lavoro in rete, attivando quanti più gruppi di lavoro possibili e quante più “antenne” possibili nei luoghi di lavoro. Dovremo anche darci un sistema di regole e di priorità.

Se tutto andrà per il meglio entro la fine di settembre potremo presentarci come associazione organizzando un evento nel corso del quale illustreremo il percorso fatto e un primo prodotto della nostra attività … prodotto che concorderemo nel corso delle prossime settimane.

Sei mesi possono sembrare lunghi ma vi assicuro che saranno ben spesi se ciò ci consentirà di dare omogeneità alle nostre proposte e soprattutto continuità nel tempo. Perchè no non nasce per durare lo spazio di un mattino.

Ringrazio ancora una volta i partecipanti all’incontro odierno e coloro che avrebbero voluto partecipare ma che non hanno potuto … non mancherà occasione.

Continuano a pervenire le adesioni all’associazione … se vuoi aderire scrivi a perchenoregionesiciliana@gmail.com

Cordialmente

Paolo Luparello

 

Tra ieri è oggi ho avuto uno scambio di e-mail con il collega Vincenzo C. sulle possibili motivazioni di una adesione a Perchè no di un lavoratore del comparto non dirigenziale. Ritengo che questo scambio di battute possa essere utile anche ad altri!

Vincenzo C. mi ha autorizzato alla pubblicazione. 

Scrive Vincenzo C.

“Buongiorno Paolo,

sto riflettendo se aderire all’Associazione “Perché no”. Purtroppo non ho letto in tempo la mail in cui avvisavi della prima riunione, spero di esserci alla prossima. Volevo qui riportare un mio post pubblicato sulla page “colleghi regionali” di FB anche per (come si dice a Bergamo) “tastarti il polso”. Capire fino a che puinto un’associazione nuova possa portare avanti oltre a iniziative di buon senso, anche dirompenti e di rottura. La mia proposta ti sembrerà reazionaria in quantio mira ad un ritorno al passato, ma un passato che io e molti colleghi riteniamo migliore del presente. E’ chiaro che a quanto scritto nel post, le cui argomentazioni in quanto destinate a FB sono molto semplificate, andranno integrate da ulteriori riflessioni. Aspetto un tuo commento e una tua risposta. A presto. Vincenzo C.

“Credo sia ora per i sindacati regionali, se ancora possiedono un briciolo di amor proprio, di proporre al Governo e alle forze politiche l’abrogazione una volta per tutte della legge regionale n. 10/2000. Il fallimento di questa legge e di come sia stata applicata è evidente…Il vecchio ordinamento dell’amministrazione regionale (disciplinato in ultimo essenzialmente dalla legge regionale n. 41/1985) pur con le sue manchevolezze, disegnava un’organizzazione certamente più efficace e competete di quella attuale. Garantiva prospettive di carriera (il commesso poteva diventare nel tempo pure direttore regionale), aumenti salariali certi, professionalità (data dai benemeriti ruoli tecnici), distingueva le responsabilità, delineava assetti retributivi equi ed omogenei. Lo scopiazzamento spurio e frettoloso delle riforme statali di Cassese e Bassanino, hanno portato a sperequazioni assurde ed a una ipocrita distinzione tra potere di indirizzo teoricamente riservato agli assessori e la gestione amministrativa riservata ai dirigenti. In realtà decidono sempre gli assessori e il presidente mentre i dirigenti sono stati retrocessi al mero ruolo di esecutori con in più la responsabilità amministrativa civile e contabile dell’adozione dei provvedimenti. La legge 10/2000, insieme e soprattutto alle rovinose norme successive e tornate contrattuali, ha poi provocato la distribuzione delle risorse salariali in maniera economicamente ed inefficiente, iniqua giuridicamente ed ingiusta eticamente. Il gap e le modalità di distribuzione del salario accessorio tra dirigenza e comparto ne sono un’evidenza innegabile. La presenza di stipendi da 1000 euro (Cat. A) o poco più per tutti gli altri (i più anziani funzionari non superano 2.000 euro), insieme a quelli da 3.500 euro (dirigenti semplici) o oltre 10.000 (dirigenti generali ora praticamente privi di responsabilità in quanto quasi tutte delegate ai sottoposti), non ha alcun senso. Per non parlare del salario accessorio basato su due sistemi spuri e incompatibili tra loro (indennità fisse e CERTE per i dirigenti e il FAMP incerto nel QUANTUM e nel QUANDO per il comparto) che ampliano in maniera abissale le suddette iniquità. Ben venga quindi l’abrogazione della legge regionale 10/2000, e il consegnate ripristino dei ruoli tecnici, una carriera unica, il ritorno al sistema del diritto pubblico per gli impiegati come voluto dalla Costituzione, l’omogeneizzazione dei sistemi di salario tabellare ed accessorio.”

Sull’equiparazione tra stipendi ARS e regionali ho pubblicato questo:

“Il vantaggio dei dipendenti dell’ARS è che sono (come quelli degli organi costituzionali dello stato) rimasti in regime PUBBLICISTICO. Infatti, il blocco delle carriere e delle retribuzioni si deve in gran parte alla sciagurata legge regionale 10/2000 con la quale i soloni (alti burocrati, politici, sindacalisti) hanno maldestramente recepito la riforma cassese e bassanini in Sicilia. Tale legge ha consentito l’arricchimento (in senso tecnico-economico) di alcune categorie (dirigenti e gabinettisti), depauperato tutti gli altri (era inevitabile visto che le risorse economiche sono rimaste le stesse). Occorre un atto di coraggio e il ritorno al regime di pubblico impiego come da costituzione, regime che garantisce sia la carriera sia incrementi retributivi (vedi forze dell’ordine, personale delle prefetture e dell’ avvocatura dello stato ecc.). L’equiparazione poi ai lavoratori privati ha fra la’altro, paradossalmente, diminuito le garanzie giurisdizionali degli impiegati regionali. Ricordo che i TAR accoglievano quasi sempre ricorsi dei regionali in materia di incrementi scatti ecc. cosa che non avviene praticamente più visto che i giudici del lavoro non vedono di buon occhio i regionali..”

Rispondo

“Caro Vincenzo,
l’associazione l’ho chiamata “Perchè no” perchè non c’è argomento sul quale non si possa discutere e sul quale non si possano avanzare proposte. Quindi, anche il ritorno al passato, un colpo di spugna alla l.r.10/2000, può essere un argomento di riflessione. Credo però che l’argomento, per come lo affronti nei post che mi invii, richiederebbe da parte mia, e degli altri associati con la qualifica di dirigente, un po’ più che una tendenza autolesionistica e cominciare la nostra avventura con questo approccio non credo che farebbe fare molta strada all’associazione e forse anche ai rapporti interpersonali … converrai che è un attentato al bilancio familiare di un paio di migliaia di famiglie.
Personalmente non me la sentirei di rinunciare a una posizione per la quale ho studiato e per la quale ho concorso … e per la quale cerco di assolvere al meglio il mio incarico … e per onorare la quale cerco di portare avanti una iniziativa che possa provare a fare della Regione un posto di lavoro migliore per chi ci lavora e una organizzazione che eroga servizi che servono alla comunità siciliana.
Non so se hai letto il documento di cui al post … “Perchè no” e l’ “Organizzazione che vorrei”, del 3 febbraio 2013, domenica  … lì c’è buona parte di ciò al quale vorrei lavorare. Credo che si tratti di un progetto per far crescere tutti, ma si tratta di un semplice “contributo” a un dibattito che dovrà animare la vita dell’associazione … insieme a tanto altro ancora.
Partire con l’idea di essere considerato una sorta di usurpatore non credo che sia il migliore dei viatici possibili.
Non penso che all’interno dell’associazione ci debba essere un pensiero unico, ma se ci sono dei pregiudizi forti nei confronti di una categoria di potenziali soci dell’associazione lo ritengo un grosso limite alla capacità di poter affrontare con la necessaria leale collaborazione le attività che ci attendono.
Se dovessi aver frainteso il senso dei tuoi post ti chiedo scusa. Se dovessi prendere in considerazione l’idea di aderire all’associazione sarai il benvenuto, ma mi corre l’obbligo fare presente che chi è disposto a sacrificare un po’ del proprio tempo per portare avanti questo progetto non penso che possa apprezzare un luogo nel quale la critica viene anteposta alla proposta.
Cordialmente
Paolo Luparello”

Scrive Vincenzo C.

 

Caro Paolo,

 

il fraintendimento c’è, e grande come una casa, ma me ne assumo la colpa dovuta evidentemente ad una  mia scarsa chiarezza. La mia proposta di “ritorno al passato” è un’ estrema ratio dovuta ad alcune considerazioni sulla legge regionale 10/2000. E’ una legge nata male e cresciuta peggio. Non è stata del tutto applicata (area professionale per i dirigenti, area dei “direttivi”, concorso per dirigenti di 2^ fascia) e totalmente stravolta da vergognose leggi successive. La contrattualizzazione, dovrai ammetterlo è stata attuata al 100% per i dirigenti al 50% per tutti gli altri (dove sono le posizioni organizzative i profili evoluti e quant’altro tu stesso hai previsto nel CCRL quando eri all’ARAN?). Non si capisce perché un funzionario non debba avere un contratto individuale di lavoro, visto che la “privatizzazione” riguarda tutti. Non si comprende perché il salario accessorio debba essere un’ “alea” per il comparto e una certezza per i dirigenti. Non si comprende ancora perché a parità di indennità dirigenziale (di posizione variabile e risultato) tra i diversi servizi dei vari dipartimenti non corrispondano pari indennità dei funzionari e istruttori. Non si comprende infine perchè il salario accessorio del comparto (in particolare funzionari e istruttori) debba essere legato al “monte salari” e non alla complessità degli incarichi e mansion svolti.

Rimediare a tutto ciò non vuol, dure affatto depauperare i dirigenti attuali, anzi… Tempo fa proposi si affidare i “collaudi” tecnici amministrativi soltanto ai dirigenti, con la creazione di una specifica area, riservata per esempio a chi non vuole non può accettare incarichi “fissi”. Eliminare tutte le assurde long-list di esperti da sostituire con dirigenti ecc. Credo che nemmeno tu possa negare che vi sono posizioni dirigenziali remunerate in maniera assurdamente iniqua (alcune troppo altre troppo poco) in particolare quelle delle unità operative. Ci sono servizi dove il dirigente si fa un “mazzo così” ed altre dove si limita a firmare quattro note l’anno eppure tutto ciò a parità di indennità. Così capita anche per i funzionari. Ci sono uffici dove è prevista un’indennità di presenza (indipendentemente dalla reale prestazione dei beneficiari di tale indennità) ed altri (fortemente strategici come energia o acqua e rifiuti o territorio) dove non c’è un’ora di straordinario e un minimo di FAMP (max 2.500 annui per un funzionario D6). Non voglio continuare con le anomalie nell’organizzazione regionale che tu conosci bene (formazione del personale frammentaria e inutile, sovrapposizione di competenze, pletora di dipartimenti e di servizi ecc.) Per concludere e non annoiarti troppo, la mia proposta non mira certo ad “attentare al bilancio familiare di un paio di migliaia di famiglie” (ma ci sono pure le altre 15000 di famiglie caro Paolo), né prevedere retrocessioni, anzi…. infine credo una possibilità, almeno una speranza di carriera sia dovuta e debba essere consentita, fosse anche per potere lavorare meglio e con serenità…. A presto Vincenzo C

Replico

“Caro Vincenzo,
sono d’accordo con tutto ciò che scrivi.
Rientra nel mio impegno, e spero che sia anche quello dell’associazione, lo sforzo di provare a disegnare una Amministrazione attenta alla persona e alla sua professionalità.
Il mio approccio vorrebbe partire da un modello di organizzazione che sia quello che serve per rendere i servizi ai siciliani e all’interno di questo modello individuare un percorso che riconosca il merito di tutti i lavoratori di buona volontà.
L’associazione non è un soggetto che siederà a tavoli di contrattazione e quindi potrà avere la libertà di lavorare a ciò che è bene … senza condizionamenti.
Abbiamo tanto lavoro da portare avanti e il lavoro sarà tanto meno oneroso quanto più chi aderirà condivide questi principi base.
A presto
Paolo”

 

Care amiche, cari amici,
di seguito trovate i testi del Manifesto dell’Associazione “Perchè no” e la bozza dello statuto dell’associazione.
Il manifesto è nella sua versione definitiva, frutto di un ampio confronto con i tanti che mi hanno inviato iloro assensi e suggerimenti … si tratta di un testo largamente condiviso e che dovrebbe spiegare le ragioni di “Perchè no” e spingere altre amiche e amici ad aderire.

La bozza dello statuto è stata sottoposta ai tanti che hanno espresso la propria manifestazione di interesse ad aderire all’Associazione. Diversi gli assensi sul documento e alcune le richieste di integrazione e di modifica.
Spero di avere ben interpretato il senso della segnalazioni pervenutemi e salvo ulteriori segnalazioni quanto prima provvederò alla costituzione dell’Associazione.

Nella newsletter di ieri (01.03.2013, venerdì) ho lanciato un invito a chi fin da ora volesse essere uno dei soci fondatori dell’associazione. Quelli che verranno dopo la costituzione saranno soci ordinari … sul piano dei diritti nessuna differenza salvo il diritto del soci fondatori ad assistere ai lavori del consiglio direttivo dell’Associazione anche non facendone parte.

Se vorrai essere un socio fondatore fammelo sapere.

Se sei ancora realmente interessato  ad aderire all’Associazione “Perchè no” ti invito a compilare il modulo di adesione allegato alla presente. Ogni informazione che ti chiedo di inserire nel modulo è importante … prova a fornirle tutte. Tutto ciò che ti viene chiesto sarà utilizzato esclusivamente per la gestione della tua adesione all’Associazione e non sarà quindi oggetto di divulgazione.

Nota dolente … la quota associativa.

Alla prima assemblea dei soci proporrò che la quota associativa sia una tantum. Servirà per coprire le spese di costituzione dell’associazione e per sostenere le spese di funzionamento oltre che alcune prime iniziative. Vorrei che l’Associazione fosse “low cost” nel senso che giri la minore quantità possibile di denaro  e che ogni iniziativa che porteremo avanti venisse finanziata con donazioni libere da parte di associati e simpatizzanti … ricorrendo quanto più possibile al lavoro e ai mezzi messi a disposizione gratuitamente da soci, volontari e simpatizzanti.

In considerazione del numero di manifestazioni di interesse fino a oggi pervenute (253) ho fissato in 60 € la quota associativa che dovrà essere versata sul conto corrente intestato all’Associazione appena avrò provveduto a costituire l’Associazione e ad attivare il conto corrente.

Oggi è sufficiente che mi facciate pervenire (anche soltanto via e-mail a fedro.luparello@gmail.com) il modulo di adesione debitamente compilato. (Per scaricare il modulo di adesione clicca sul link Percheno modulo di adesione e notizie)


Il 25 febbraio 2013 ho tenuto il primo incontro tra i potenziali soci di Perchè no per un confronto dal vivo. Sono disposto a organizzarne altri, anche al di fuori di Palermo, se mi farete pervenire la vostra richiesta e se ci sarà l’interesse di almento una decina di amici per incontro.

Che scrivervi ancora?

Grazie sempre per la vostra stima!

A presto

Paolo Luparello “Fedro”

P.S. Se hai un account su Facebook partecipa al sondaggio per la scelta del logo dell’Associazione. Ho pubblicato quattro proposte di logo create da amici di “Perchè no” … scegli quello che ti piace di più!

  1. https://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/156406_438626612884044_223908673_n.jpg
  2. https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/58419_438626832884022_2110564364_n.jpg
  3. https://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/164422_438627089550663_1713528466_n.jpg
  4. https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/156470_438627202883985_363734993_n.jpg
Il manifesto dell’Associazione “Perchè no”
Per una Regione Siciliana di qualità al servizio della Sicilia
  1. I dipendenti e gli ex dipendenti della Regione Siciliana che credono nel lavoro che Continua a leggere »
 

 

Questa mattina, l’amico Romeo, commentando il resoconto del primo incontro di “Perchè no” si interrogava su quanti fossero i colleghi non dirigenti che avevano partecipato all’incontro. Lui pensava un paio su 40. Io ne ricordavo 6 … poi riflettendo ne ho ricordati altri 2 (Leo, Daniela, Giuseppe, Totò, Fabrizio, Roberto, Francesca, Cetti) ma potrebbe essermene sfuggito qualche altro (dubito però!).

Personalmente non sono interessato a fare statistiche o a raggiungere quote critiche. Quello che mi interessa, e che dovrebbe interessare chi crede in questa iniziativa, è il fatto di mettere attorno a un tavolo, anche “virtuale”, donne e uomini di buona volontà che vorrebbero lavorare in un ambiente di lavoro migliore e che non sono più disposti ad aspettare che il miglioramento possa provenire da altri.

A noi devono interessare le persone per le idee che hanno e per la capacità di contribuire a realizzarle.

L’associazione dovrà costruire la propria autorevolezza non per le amicizie su cui può contare ma per la bontà delle proposte che può avanzare. E le proposte saranno tanto migliori quanto più soggetti diversi contribuiranno alla loro definizione. Quante volte avete avuto la possibilità di elaborare una proposta con il contributo di altri soggetti animati soltanto dalla volontà di migliorare la vostra proposta, che diventa proposta comune,  e non di affossarla o metterla in cattiva luce per mero capriccio o per il sano disfattismo che contraddistingue certi colleghi?

Proposta? E’ quella che preferisco portare avanti.

Protesta? Serve per far comprendere che contro le cose che non vanno ci si deve far sentire.

Denuncia? Non si può sempre girare la testa da un altro lato. Gli sprechi e le inefficienze se combattute costituiscono il miglior sistema di spending review e possono evitare spiacevoli sorprese a carico dei lavoratori.

Noi di Perchè no dovremo fare tutto questo e anche altro … e per fare queste cose non si dovrà mai chiedere a nessun aderente se è un dirigente o un funzionario o un collaboratore.

L’unica “selezione” che dovremo fare non riguarderà la categoria di appartenenza ma la volontà di costruire qualcosa.

Vogliamo provare a lavorare tutti insieme?

L’associazione attiverà una serie di gruppi di lavoro tematici interdisciplinari … vuoi proporne uno?

L’associazione dovrà costituire una serie di organi di rappresentanza, di gestione e di controllo … ti vuoi proporre per un ruolo?

Inviate la vostre proposte a fedro.luparello@gmail.com

 

 

Quando ho convocato l’incontro di oggi non pensavo che avrebbero partecipato più di 10-15 colleghi … hanno partecipato circa 40, e “fortunatamente” ci sono state alcune “defaillance” (influenza, impegni dell’ultimo momento, elezioni) altrimenti il saloncino gentilmente messo a disposizione dalla Scodaf non avrebbe potuto ospitare tutti.

Hanno partecipato anche colleghi che non avevano manifestato l’interesse ad aderire a Perchè no, ma il fatto che siano venuti è stata una dimostrazione di curiosità di cui sono loro grato.

L’incontro è durato più del previsto. Abbiamo iniziato alle 16,15 e il confronto è andato avanti fino alle 19,15.

Inutile negare che la consistente partecipazione è stata anche determinata dall’azione che il presidente della Regione sta portando avanti contro i dipendenti della Regione.

Non posso che essere grato al presidente di questo “aiutino” … però avrei preferito farne a meno!

Oltre il mio intervento, nel corso del quale ho illustrato i concetti che ho più volte trattato nei post sull’argomento, sono intervenuti diverse colleghe e colleghi.

Tutti i contributi sono stati utili e hanno avanzato diverse proposte. Tra queste:

  1. la partecipazione all’organizzazione di un convegno nel quale fare chiarezza sulle competenze della Regione, sui limiti della legge regionale 10 del 2000 e su una ipotesi di spending review realmente mirante a una razionalizzazione della spesa regionale (A.A.);
  2. fare della Regione una amministrazione trasparente ricorrendo anche alla denuncia di tutte quelle omissioni, sprechi e illegittimità che l’associazione dovesse riscontrare (D.S.);
  3. la costituzione di gruppi di lavoro tematici che si dovranno intestare la elaborazione di proposte in grado di migliorare la performance dell’amministrazione nei suoi diversi settori di intervento (T.L.);
  4. la rivisitazione dell’operato dell’Amministrazione in una ottica più orientata al cittadino e all’imprenditore per recuperare un reale ruolo di volano dell’economia (D.D.B.);
  5. una proposta di spending review che realmente aggredisca gli sprechi che continuano a esserci nella gestione dell’Amministrazione e che miri a razionalizzare la spesa (T.A.);
  6. una particolare attenzione alla nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 che superi i limiti che hanno contraddistinto le precedenti programmazioni (F.B.);

Accanto a queste proposte che mirano a qualificare l’operato dell’associazione Perchè no come un soggetto capace di una progettualità, che qualche volta sembra mancare all’Amministrazione di cui facciamo parte, è emersa anche una volontà di protesta. Protesta contro l’operato del presidente Crocetta, che sta mortificando tutta la categoria, e in generale contro la malapolitica alla quale va ricondotto il discredito di cui purtroppo gode la Regione Siciliana.

Dall’intervento di alcuni amici è sembrato come se l’attività di protesta dovesse essere prioritaria rispetto a quella di proposta o che l’attività di proposta fosse incompatibile con quella di protesta.

Personalmente vorrei che l’associazione Perchè no avesse una prospettiva che andasse oltre la contingenza di un presidente in campagna elettorale permanente-effettiva. Se vogliamo mutare la considerazione che l’opinione pubblica ha di noi non possiamo limitarci a una protesta che in questo momento verrebbe vista soltanto come una difesa d’ufficio della categoria contro gli attacchi di un presidente che si è intestato una battaglia a tutto campo contro la mafia e l’illegalità … sbagliando avversario … secondo me!

L’incontro si è concluso ipotizzando un doppio percorso parallelo. Da un lato l’azione di proposta. Dall’altro l’azione di protesta … svolto con intelligenza ed evidenziando tutti i limiti e le contraddizioni dell’operato del Governo contro i dipendenti della Regione.

Sul piano operativo ho anticipato che sulla base delle osservazioni che mi sono pervenute provvederò a modificare la bozza di statuto e auspico che entro la fine di marzo si possa arrivare alla costituzione ufficiale dell’associazione.

Ho inoltre informato che due colleghi, Totuccio e Marica, hanno elaborato delle bozze per il logo dell’associazione e che provvederò a pubblicarli sulla pagina Facebook di Perchè no affinchè amiche e amici esprimano il loro gradimento … un grazie a entrambi.

Un grazie ancora a tutti, a chi ha partecipato e a chi avrebbe voluto ma non ha potuto.

Mi riprometto a breve di organizzare un altro incontro per sottoporre delle proposte operative e per provare a verificare la disponibilità dei futuri soci a ricoprire i possibili ruoli che si renderanno necessari per la vita dell’associazione.

 

 

 

Comincia l’avventura “analogica” di “Perchè no”. Dopo mesi di scriverne in maniera “subliminale” e dopo settimane di parlarne in modo esplicito, lunedì si terrà il primo incontro di “Perchè no”.

Perchè no è ancora un’idea … ma come promesso ho:

  • elaborato un manifesto (  Manifesto Perche no  ), condiviso da tanti amici che hanno manifestato l’interesse ad aderire e che hanno fornito utili suggerimenti per giungere all’attuale stesura
  • rielaborato una bozza di statuto per la costituenda associazione “Perchè no” (  Perche no statuto bozza  ) che ho provveduto a inviare a tutti gli amici che hanno manifestato l’interesse ad aderire e rispetto al quale ho ricevuto alcuni suggerimenti che condividerò con tutti per valutarne l’opportunità di inserirli in quello che sarà lo statuto dell’associazione in sede di registrazione

Lunedì 25 febbraio, dalle ore 16,00 alle ore 18,00, si parlerà del manifesto, dello statuto e della nostra idea comune di quello che dovrà essere l’associazione.

La prima data l’ho scelta per non tergiversare ulteriormente e per cominciare un dialogo con coloro che alla comunità “virtuale” preferiscono il confronto di presenza. Compatibilmente con gli impegni di lavoro che mi lasciano liberi, di norma, il lunedì e il venerdì pomeriggio vedrò di dedicare questi pomeriggi agli incontri con chi vorrà saperne di più e con chi vorrà dare il proprio contributo di tempo per lavorare alle iniziative che Perchè no vorrà portare avanti.

Spero di ricevere una mano dagli amici residenti nelle altre province affinchè qualcuno di loro si possa fare carico di costruire la nostra rete di contatti anche lì. Se ci saranno le condizioni, cioè la possibilità di incontrare gruppi di amici in numero non inferiore a 8-10 mi renderò disponibile per fare qualche trasferta … ma spero che l’associazione possa non avere di bisogno di questo!

Sono già pervenute le prime conferme per la partecipazione all’incontro di lunedì 25 e l’amica Marica Di Bartolo ha elaborato una proposta di logo per l’associazione e mi sono state annunciate altre bozze da parte dell’amico Totuccio Lanzalaco … lunedì parleremo anche di questo e magari faremo un sondaggio in rete!

A lunedì!

 

Lunedì 25 febbraio 2013, alle ore 16,00, ho organizzato il primo incontro informale per parlare dell’Associazione “Perchè no”. Saremo ospiti della cooperativa Scodaf la cui sede è in via Aleardo Aleardi, 18 – 90145 Palermo (alle spalle dell’ex Motel Agip). Per motivi logistici sarebbe utile che chi è interessato a partecipare all’incontro lo segnalasse scrivendo a fedro.luparello@gmail.com
Nel corso dell’incontro proverò a spiegare la mia idea di Perchè no, ma sarà anche l’occasione per comprendere la vostra idea di Perchè no.
Grazie a tutti per la collaborazione.
Paolo Luparello, “Fedro”

Mappa della sede dell’incontro
 

Quello che segue è il manifesto che mi ero impegnato a sottoporre a tutti coloro che avessero manifestato l’interesse ad aderire all’Associazione “Perchè no”.

Lo avrei dovuto sottoporre al raggiungimento delle 1.000 manifestazioni di interesse ad aderire a Perchè no, ma anche se siamo arrivati ad “appena” 230, mentre scrivo, ho deciso di partire lo stesso.

In ciò sono confortato dalle tantissime risposte positive al quesito che una settimana fa ho lanciato a tutti coloro che hanno inviato la manifestazione di interesse (aspettare ancora o partire con quelli che siamo?). Insieme al quesito avevo inviato loro anche una prima bozza del “manifesto” di Perchè no e la versione che segue tiene conto dei tanti suggerimenti che mi sono pervenuti. Ringrazio tutti per le vostre parole di incoraggiamento e per la qualità dei vostri suggerimenti … saremo una grande squadra!

Sto già lavorando allo statuto dell’associazione e quanto prima spero di pubblicarne una prima bozza.

Mi piacerebbe che entro il mese di marzo “Perchè no” diventi una realtà e spero che tutte le manifestazioni di interesse si concretizzino in adesioni convinte … l’obiettivo di raggiungere 1.000 adesioni resta perchè più saremo e più potremo fare … e più si presterà attenzione a ciò che denunceremo e a ciò che proporremo. Buona lettura e … non mi lasciate solo … aderite!

Il manifesto di Perchè no – Per una Regione Siciliana di qualità al servizio della Sicilia
  1. I dipendenti e gli ex dipendenti della Regione Siciliana che credono nel lavoro che svolgono, o che hanno svolto, e che producono, o che hanno prodotto, ricchezza e progresso per la Sicilia, sono stanchi di essere confusi e identificati come unica causa dello sfascio dell’Ente regione determinato da una politica sprecona e da un sindacato arido.
  2. Non è accettabile che le colpe di chi avrebbe dovuto programmare e controllare da un lato (la politica) e di chi avrebbe dovuto tutelare i
    diritti dei dipendenti dall’altro (il sindacato) adesso ricadano sui dipendenti della Regione Siciliana.
  3. Se tra i dipendenti della Regione Siciliana ci sono degli uomini e delle donne che si sono macchiati di crimini vanno denunciati agli organi competenti e sottoposti ai provvedimenti del caso, e l’associazione “Perchè no” valuterà la possibilità di costituirsi parte civile a cagione del danno provocato alla reputazione e all’immagine dei dipendenti della Regione Siciliana nel loro complesso.
  4. Nessuno ha il diritto di ingiuriare, diffamare e calunniare i dipendenti della Regione Siciliana. L’associazione “Perchè no” valuterà le situazioni che verranno portate alla sua attenzione nelle quali la categoria dei dipendenti della Regione Siciliana venga fatta oggetto di ingiurie, diffamazioni e calunnie e intraprenderà le iniziative legali del caso.
  5. L’Associazione “Perchè no”, così come vuole difendere il personale della Regione Siciliana che si impegna al meglio delle proprie possibilità, sarà la prima a stigmatizzare i comportamenti di quei dipendenti (che purtroppo ci sono!) che non fanno il loro dovere, che sono bravi soltanto a lamentarsi, che vivono il proprio “posto di lavoro” come parassiti, che danno tutte le colpe alla politica per il cattivo funzionamento degli uffici, ma poi non muovono un dito per cambiare qualcosa ed impegnarsi un po’ di più in prima persona e che mostrano poca attenzione e sensibilità nei riguardi del “pubblico” e dell’utenza.
  6. L’associazione “Perchè no” non vuole soltanto difendere la dignità dei dipendenti della Regione Siciliana.
  7. L’associazione “Perchè no” vuole che la Regione Siciliana possa essere il miglior luogo di lavoro possibile per i propri dipendenti nel quale ognuno possa sviluppare al meglio le proprie potenzialità e capacità al servizio della Sicilia.
  8. Perchè la Regione Siciliana possa essere il miglior luogo di lavoro possibile è necessario che in essa venga applicato il rispetto delle regole che in una Pubblica Amministrazione sono rappresentate dalle norme vigenti.
  9. L’associazione “Perchè no” è pronta a denunciare nelle sedi competenti tutti quei provvedimenti amministrativi adottati dagli organi politici e dalla dirigenza generale e non, e/o tutte quelle omissioni, che violano le vigenti normative, che mortificano le aspettative di carriera e che concorrono a gettare discredito sui dipendenti della Regione Siciliana.
  10. L’associazione “Perchè no” non vuole essere soltanto uno strumento di denuncia.
  11. L’associazione “Perchè no” vuole essere anche, e soprattutto, uno strumento di proposta.
  12. Una Regione Siciliana che non funziona getta discredito anche sui suoi dipendenti.
  13. Una Regione Siciliana che funziona riconosce il merito ai suoi dipendenti.
  14. L’associazione “Perchè no” si fa carico di segnalare ciò che non funziona e di proporre soluzioni affinchè le cose funzionino.
  15. Lo sfascio della Regione Siciliana non sempre è colpa di dipendenti assenteisti e fannulloni, nei confronti dei quali deve essere attivata ogni forma di contrasto, ma spesso di scelte politiche e organizzative sbagliate che i dipendenti subiscono.
  16. L’associazione “Perchè no” vuole far comprendere che alla Regione Siciliana esistono le risorse umane interne in grado di creare ricchezza e sviluppo per la Sicilia ma che troppo spesso queste vengono mortificate da scelte miopi e sbagliate che nulla hanno a che vedere con la responsabilità del personale della Regione Siciliana.
  17. L’associazione “Perchè no” vuole dare voce a tutti quei dipendenti ed ex dipendenti che hanno a cuore il buon funzionamento della Regione Siciliana confrontandosi sui problemi e sulle soluzioni al di là degli schieramenti ideologici e sindacali.
  18. L’associazione “Perchè no” vuole essere un “portatore di interesse” dei dipendenti della Regione Siciliana e vuole far sentire la propria voce quando finalmente si parlerà di “bilancio sociale”.
  19. L’associazione “Perchè no” vuole che sia dato a “Cesare quel che è di Cesare” e quindi che la “politica” faccia la politica e che ai funzionari della Regione Siciliana venga lasciato il compito di occuparsi della gestione … così come vuole la legge.
  20. Se sei orgoglioso di essere, o di essere stato, un dipendente della Regione Siciliana, se credi nella tua professionalità e se credi che la Regione Siciliana possa cambiare, l’associazione “Perchè no” è la risposta che i dipendenti ed ex dipendenti della Regione Siciliana di buona volontà danno alla domanda di cambiamento che proviene dalla società civile siciliana.
 

 
Nel post … Fedro e l’”Organizzazione che vorrei”, del 20 gennaio 2013, domenica … ho provato a descrivere quello che potrebbe essere destinato a restare un sogno … l’“organizzazione” nella quale mi piacerebbe lavorare.
Il documento riportato nel post è un po’ lungo, ma lo sarebbe potuto essere ancora di più.
Non so in quanti si siano cimentati nella sua lettura. Non in tanti, credo. Oramai leggere è diventato una impresa e si vorrebbe tutto ridotto, compresso … sintetizzato.
Proverò quindi a riprendere il documento del post e a trasformarlo in “pillole” e se necessario proverò a spiegare le ragioni per cui quella “pillola” è stata inserita nel documento … rischiando di tornare a essere troppo lungo. Proverò a contenermi.
Prima di iniziare un chiarimento. Che rapporto c’è tra “Perchè no” e l’ “Organizzazione che vorrei”?
L’ “Organizzazione che vorrei” non è il mio personale sogno, dovrebbe essere il sogno di ogni lavoratore che è conscio del fatto che trascorre la parte migliore del proprio tempo lavorando all’interno di una organizzazione della quale vorrebbe sentirsi parte e protagonista e soprattutto considerato per quello che è … una persona! Una persona che ha a cuore la propria dignità e che comprende pienamente la propria funzione sociale nei confronti di una comunità di cittadini che chiede i servizi di cui ha di bisogno e che l’ “Organizzazione” è tenuta a erogare.
L’ “Organizzazione che vorrei” è il progetto … “Perchè no” è lo strumento per provare a realizzare quel progetto.
 
 
Testo della mail inviata a chi mi ha fatto pervenire la manifestazione di interesse per aderire a “Perchè no”
 
“Care amiche e cari amici,
ancora un grazie per la manifestazione di interesse che mi avete fatto pervenire per aderire a “Perchè no”.
Ogni giorno continuano ad arrivare altre manifestazioni di interesse e mentre vi scrivo siamo arrivati a 221 senza contare quelle di Facebook con le quali potremmo superare quota 300.
Obiettivamente raccogliere 1.000 adesioni è un obiettivo molto ambizioso, oserei dire “velleitario”, ma noi siamo di quelli di “Perchè no” e allora dobbiamo porci obiettivi importanti, dobbiamo provare a volare alto … molto alto.
Ho ricevuto alcuni inviti da parte di amiche e amici a procedere alla costituzione dell’Associazione nonostante la distanza che ci separa da quota 1.000.
In effetti siamo già un bel numero e se cominciassimo la nostra azione, probabilmente, altri colleghi potrebbero aderire strada facendo.
Che ne pensate? Procediamo?
Mi farebbe piacere ricevere un vostro assenso, o diniego naturalmente, … prima di impegnarmi nella anticipazione delle spese per metter su l’Associazione.
In attesa delle vostre risposte proverò a buttar giù una bozza di manifesto dell’associazione che spero di pubblicare entro domenica. Sul manifesto è gradito un vostro riscontro … anche in termini di suggerimenti di temi o dichiarazioni che vi piacerebbe trovare nel manifesto della nostra associazione.
Ancora un grazie a tutti voi e vi invito a sensibilizzare altri colleghi … più saremo e più potremo provare a esercitare la nostra pressione perchè nella nostra Regione venga avviato quel cambiamento “buono” che a tutti serve e affinchè lavorare o aver lavorato alla Regione Siciliana possa costituire motivo di orgoglio e non di vergogna.
Voglio però precisare che in “Perchè no” non abbiamo bisogno di “chiunque”, ma di chi crede che cambiare sia possibile e che è disposto a cambiare il proprio modo di lavorare se questo porterà a ciò di cui la Sicilia ha di bisogno.
A presto
Paolo Luparello “Fedro”
… segui il blog di Fedro … http://www.bulugre.eu/fedro
<<<0>>>
Perchè non aderisci a “Perchè no”! Vuoi sapere come si fa? Leggi … Aderisci a Perchè no, l’invito di Paolo Luparello
<<<0>>>”
 
Nell’aderire a “Perchè no” alcuni colleghi mi fanno arrivare anche altri messaggi, tra questi quello che di seguito pubblico.
 
“Colgo l’occasione per informarti che stiamo provando a costituire un coordinamento, a prescindere dall’appartenenza sindacale di ognuno, fra i dirigenti delle Unità Operative della Provincia di xxx appartenenti al Dipartimento Regionale del Lavoro, dell’Impiego ecc..
Stiamo preparando un documento condiviso dal quale far emergere il nostro alto livello d’insoddisfazione riguardo alla situazione di grande incertezza, di assenza di un progetto strategico e di un idoneo modello organizzativo che limitano fortemente l’impegno e l’azione di tutti i dipendenti, dirigenti in testa. Ancora oggi ci troviamo senza contratto dirigenziale, rescisso unilateralmente dalla Dirigente Generale con post avviso anziché con il dovuto preavviso (decorrenza dal 10 settembre 2012 comunicata a fine ottobre 2012). Ma, quello che ci crea più problemi è il prolungarsi del progetto di riorganizzazione del nostro Dipartimento, l’ennesimo negli ultimi anni, proposto dalla Dirigente Generale agli inizi del 2012 e ancora non concretizzatosi.  Saluti”
 
Leggendo queste righe mi domando …
  • Ma come fanno a succedere cose simili in una Pubblica Amministrazione?
  • Il sindacato non può fare proprio nulla?
  • Ma è un problema soltanto dei lavoratori?
 

Tra i commenti a un post del blog arriva la prima segnalazione da sottoporre all’attenzione dello studio legale al quale si rivolgerà “Perche no” appena sarà “operativa”.

La fonte la si può citare in quanto è oramai una vecchia conoscenza del blog, Romeo

Mi permetto di segnalarti un argomento che potrebbe già diventare oggetto di “impugnativa sistematica” e riguarda il bando, pubblicato sulla GURS serie concorsi n.1 dell’11 gennaio 2013, che annuncia la formazione di un elenco degli aspiranti idonei alla nomina a direttore generale delle Asp della Regione siciliana.
Il secondo requisito richiesto, oltre al titolo di studio, è la qualifica dirigenziale con relativa esperienza almeno quinquennale nel campo delle strutture sanitarie o settennale negli altri settori (quindi, in pratica, possono concorrere tutti i dirigenti regionali), maturata nei dieci anni precedenti la data di pubblicazione dell’avviso nella GURS.
Poi viene chiarito cosa debba intendersi per “esperienza dirigenziale”: e su questo, potremmo anche essere d’accordo (anche se a me, rimane un dubbio….).
Il quarto requisito, dopo il terzo relativo all’età anagrafica, avrebbe potuto essere “tranciante”: il possesso del certificato attestante la frequenza del corso di formazione in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria. Il fatto è che due paroline aggiunte nel testo, e cioè “ove conseguito”, ne vanificano del tutto lo spirito e, direi addirittura, la logica stessa.
Ma che razza di “concorso” è? Un candidato che si propone per andare a dirigere una struttura complessa e di grande responsabilità come un’Azienza sanitaria non dovrebbe avere competenza specifica nel settore? O va bene pure il dirigente di una fabbrica di frigoriferi?

P.S.: il mio “dubbio” riguarda il fatto che a questo concorso possano partecipare anche dirigenti esterni che abbiano prestato servizio negli uffici di gabinetto: cioè, raccomandati e con titolo conseguito a sbafo. Anzi, più che un dubbio, è una certezza…”

A proposito del P.S. di Romeo.

Se si verificasse quello che lui dice ci troveremmo nella situazione per cui “intuitu persone” ci saranno soggetti ai quali si aprono “praterie” di carriera mentre a un comune mortale dipendente di ruolo mai uno straccio di possibilità.

 

Di seguito il testo della mail che ho inviato ai destinatari della Newsletter di Fedro per invitarli ad aderire a Perchè no

“Perchè no” è presente su Linkedin dove ho creato il gruppo Perchè no e su Facebook dove ho creato la pagina Perchè no … aderite!

— — —

Care amiche e cari amici,

Siamo in 17. Oltre me, 16 colleghi, dirigenti e funzionari, mi hanno fatto pervenire la manifestazione di interesse alla iniziativa di cui ho scritto ne La newsletter di Fedro, del 10 gennaio 2013, giovedì e nel post Non rispetti le regole? Ci pensa “Perchè no”!, del 9 gennaio 2013, mercoledì.

La strada per arrivare a 1.000 (almeno) è ancora lunga ma non dispero.

Molti amici forse danno per scontata la loro adesione, nel senso che sanno che posso contare sulla loro partecipazione alle iniziative di “Perchè no”.

Così non è.

Ho bisogno di sapere “esplicitamente” che un grande gruppo di persone che lavora in questa Amministrazione regionale non ne può più di come vanno le cose nei nostri uffici.

Fino a oggi hanno risposto in maggioranza dei dirigenti e alcuni funzionari. Spero che alla iniziativa aderiscano anche gli istruttori, i collaboratori e gli operatori … insomma tutte le categorie dei lavoratori dell’amministrazione … e perchè no … anche i pensionati che, avendo più tempo a disposizione … forse, potrebbero dare una grossa mano di aiuto.

Perchè dovreste aderire? Cosa ci “guadagnereste”?

Il termine “guadagno” non è forse il più indicato ma quello che ognuno di noi ci potrebbe “guadagnare” è il rispetto e la considerazione.

Rispetto e considerazione per la reazione che potremo mettere in campo in risposta a tutti quei comportamenti adottati dai decisori politici e dalla dirigenza generale che mortificano il ruolo della nostra Amministrazione, il nostro ruolo di lavoratori e le aspettative degli utenti dei nostri uffici.

Una Amministrazione che funziona e che opera nel rispetto delle “regole” non è soltanto una aspirazione dettata dalla nostra coscienza civica, è anche la garanzia che in questa Amministrazione si possa avere un futuro come lavoratori.

Lo sfascio che sta interessando tanti enti locali siciliani e quasi tutte le società a partecipazione pubblica si sta verificando anche nella nostra Amministrazione e questo stato di cose ha portato e sta portando a intraprendere iniziative che alla fine penalizzano noi lavoratori (blocco dei contratti collettivi, taglio del salario accessorio, chiusura di uffici, esternalizzazione di attività).

Penalizzazioni non soltanto sul piano economico ma soprattutto sul piano professionale per la mancata valorizzazione delle risorse interne per le quali non si fanno investimenti in formazione e alle quali non si da la possibilità di fare carriera.

Se nella nostra Amministrazione si rispettassero le regole forse non si farebbe tanto ricorso a consulenti e a varie tipologie di lavoratori esterni (dirigenza generale, precariato o assistenza tecnica e chissà cos’altro ancora), e si guarderebbe al proprio interno e si scoprirebbe che si potrebbero far crescere, professionalmente parlando, tanti lavoratori.

Perchè no” non guarde in faccia nessuno e se un provvedimento, sia essa una delibera di giunta o un decreto o una circolare, violasse una qualche norma che ha riflessi sull’organizzazione del lavoro e sul personale o sulla trasparenza e sulla semplificazione amministrativa, metterà in campo ogni iniziativa per far rispettare la legge.

Invito fin da adesso a segnalare tutti gli atti amministrativi pubblici dell’Amministrazione di cui siete a conoscenza per i quali ravvisate una “non rispondenza” alle norme vigenti, il loro elenco potrebbe far meglio comprendere l’utilità di questa iniziativa.

Cari Ada, Gaetano, Luigi, Vittorio, Roberta, Grazia, Donatella, Rita, Gabriella, Concetta, Giovanna, Antonella, Francesco, Pasquale, Lillo, Pia, Marina, Nina, Rosario, Antonio, Rossana, Teresa, Lidia, Giorgio, Enzo, Giuseppe, … insomma tutti voi con i quali ci conosciamo da un po’ di tempo, se ritenete che quello che dico risponde alla realtà … aderite all’iniziativa.

Non chiedo a nessuno di voi, tranne che qualcuno non lo vorrà, di esporsi pubblicamente. Le iniziative che verranno intraprese saranno intestate a Perchè no. Anche per le “storture” che eventualmente segnalerete non verrà mai pubblicizzata la fonte che le ha segnalate.

Anche da un punto di vista economico l’impegno che vi si chiede è per una quota associativa tra i 50 e i 100 € annui, anche se l’annualità del contributo sarà stabilito in funzione dei costi per la costituzione di “Perchè no” e del volume di attività che “Perchè no” svilupperà … ci si potrebbe rendere conto che per quello che vorremo fare si potrebbe ricorrere a un contributo una tantum in caso di necessità.

Naturalmente tutti i contributi ricevuti e tutte le spese sostenute verranno pubblicate su internet.

Che vi devo dire ancora … aderite!

Se ritenete questa iniziativa degna della vostra attenzione fatela girare tra le persone che ritenete possano essere interessate.

Grazie a tutti voi e scusatemi sempre per queste continue sollecitazioni.

P.S. Se siete interessati, scrivete a fedro.luparello@gmail.com copiando il seguente messaggio:

Sono interessato ad aderire all’iniziativa di Perchè no e attendo che mi venga inviato il “manifesto dell’iniziativa” quando questo verrà redatto dopo il raggiungimento della quota di almeno 1.000 adesioni. Dopo la lettura del manifesto dell’iniziativa deciderò la mia adesione formale all’iniziativa secondo le modalità che verranno indicate.”

Potrete inviare anche suggerimenti o critiche … l’importante è che ci si possa sentire parte di una vera comunità … Perchè no!

— — —

Se consideri cosa non più gradita la ricezione di messaggi da questo account di posta elettronica ti invito a rispondere a questo messaggio digitando NO SPAM nell’oggetto. Il tuo account verrà immediatamente cancellato dalla mailing list

 

 

Il post … Non rispetti le regole? Ci pensa “Perchè no”!, del 9 gennaio 2013, mercoledì … ha destato un po’ di curiosità e alcuni commenti li potete leggere direttamente tra quelli collegati al post che sopra riporto.

Traggo spunto anche da questi commenti per chiarire i termini dell’iniziativa.

Il sindacato dovrebbe essere il soggetto deputato a intestarsi “il ricorso sistematico nelle diverse sedi giurisdizionali contro l’Amministrazione regionale per ogni provvedimento che violi la normativa vigente sul fronte dell’organizzazione degli uffici e della disciplina del lavoro. …. La sfera di intervento potrebbe essere anche la tutela della dignità dei lavoratori della Regione di fronte agli attacchi mediatici da qualsiasi fronte essi provengano. … ”, ma purtroppo raramente ha intrapreso le iniziative che avrebbero ricondotto l’Amministrazione al rispetto delle regole. Motivo? Certamente i costi e probabilmente qualche altro la cui analisi ci porterebbe fuori tema … forse.

Per ovviare al problemi dei costi e alla eventuale “sudditanza psicologica” nasce l’idea della comunità di pratica “Perchè no” che si intesta le battaglie di principio e non solo.

Qualcuno teme gli oneri di una simile iniziativa.

Questa iniziativa ha un senso se riesce a coinvolgere un numero importante di dipendenti … un migliaio dovrebbe essere il numero che potrebbe consentire la raccolta di una somma importante con un contributo procapite tra i 50 e i 100 €. Non è nemmeno necessario prevedere che si debba trattare di una quota associativa annua in quanto la raccolta delle quote è finalizzata al pagamento delle spese legali per le cause intraprese e con 50-100 mila euro raccolti di cause se ne possono portare avanti un bel numero … penso. Se il budget dovesse essere pienamente impiegato si provvederebbe a chiedere un ulteriore contributo. L’onere potenziale per ciascun aderente non dovrà comunque eccedere il limite massimo dei 50-100 € annui, sempre se ciò sarà necessario.

Le problematiche per le quali si ricorrerà in giudizio saranno decise dal “comitato legale” della comunità che ne valuterà la fondatezza. Il comitato opererà su problematiche segnalate dagli aderenti e il numero di cause da intraprendere sarà dettato dal budget disponibile.

E’ strano che in una organizzazione pubblica di oltre 20.000 lavoratori, e che gestisce un bilancio di circa 25 miliardi di €, ci si debba trovare a portare avanti una iniziativa per il ripristino del rispetto delle regole arrivando a citare in giudizio l’organizzazione stessa. Purtroppo un certo scadimento qualitativo che da qualche anno a questa parte interessa la nostra classe dirigente (mi riferisco al livello politico con posizioni di governo) ci vede costretti a intervenire.

Cara lettrice e caro lettore del blog, di qualsiasi categoria tu faccia parte e che hai a cuore il rispetto delle regole, quello che ti chiedo è una semplice dichiarazione di intenti … sei interessato a fare della Regione un luogo nel quale la legge è uguale per tutti e a tutti vengono date le stesse opportunità?

La comunità di Perchè no proverà a fare della Regione una organizzazione migliore anche se dovrà ricorrere alle diverse magistrature.

Se siete interessati, scrivete a fedro.luparello@gmail.com copiando il seguente messaggio:

Sono interessato ad aderire all’iniziativa di Perchè no e attendo che mi venga inviato il “manifesto dell’iniziativa” quando questo verrà redatto dopo il raggiungimento della quota di almeno 1.000 adesioni. Dopo la lettura del manifesto dell’iniziativa deciderò la mia adesione formale all’iniziativa secondo le modalità che verranno indicate.”

Potrete inviare anche suggerimenti o critiche … l’importante è che ci si possa sentire parte di una vera comunità … Perchè no!

 

 

L’iniziativa della comunità di pratica “Perchè no” sembra che piaccia. Non passa giorno che non riceva l’”adesione” di qualche collega. Siamo in una fase in cui non c’è da fare proprio nulla se non manifestare il proprio interesse per l’iniziativa. Io sto lavorando al documento di cui ho scritto nel post … Perchè aderire a “Perchè no”, del 2 gennaio 2013, mercoledì … e spero quanto prima di poter pubblicare una prima traccia da sottoporvi. Sarà interessante capire quanti di voi condividono i principi che proporrò e quanti sono interessati a integrarli, emendarli, svilupparli, criticarli.

Ricordo sempre che lo spirito della comunità non è quello di adottare un pensiero unico ma di condividere delle riflessioni che poi ognuno potrà portare avanti all’interno delle forze politiche o sindacali alle quali aderisce … e non necessariamente … la partecipazione è anche, e soprattutto, finalizzata al condividere dei momenti di riflessione in cui parliamo di noi, e dell’Amministrazione che vorremmo, come persone e come lavoratori di questa Amministrazione chiamata Regione.

Non vorrei mettere altra carne al fuoco ma proprio ieri sera (8 gennaio) ho pensato a un’altra iniziativa che la comunità di pratica di “Perchè no” si potrebbe intestare e per la quale vi chiedo di manifestare il vostro interesse.

Questa iniziativa fa seguito a una discussione che ho avuto con un amico sindacalista e al contenuto di una e-mail ricevuta da un amico ex-collega. Entrambi gli episodi hanno avuto in comune il fatto individuare una cura alla patologia di cui oramai da troppi anni soffre la nostra Regione. La patologia è la renitenza al rispetto delle regole … siano esse di fonte contrattuale o normativa in genere … da parte dei vertici politici e amministrativi della Regione che si succedono nel tempo … con una tendenza al peggioramento.

La cura individuata è il ricorso sistematico nelle diverse sedi giurisdizionali contro l’Amministrazione regionale per ogni provvedimento che violi la normativa vigente sul fronte dell’organizzazione degli uffici e della disciplina del lavoro. Sul fronte degli esempi abbiamo l’imbarazzo della scelta. La sfera di intervento potrebbe essere anche la tutela della dignità dei lavoratori della Regione di fronte agli attacchi mediatici da qualsiasi fronte essi provengano.

Purtroppo più il tempo passa e più ci si rende conto di essere alla mercè dell’ultimo arrivato per il quale non importa quali siano le regole e la normativa vigente, l’unica cosa che conta è occupare il “potere” con propri uomini di fiducia capaci soltanto di obbedire. Possiamo continuare così?

L’iniziativa è rivolta a tutti i dipendenti della Regione che sono stanchi della mancanza di certezze e dell’arbitrio perpetrato da chi occupa le posizioni di vertice.

Sulla base del numero di adesioni all’iniziativa valuteremo le prossime attività da porre in essere (redazione di un documento sulle finalità dell’iniziativa, ricerca di uno studio legale che possa essere il braccio operativo dell’iniziativa, stima del budget necessario e della quota dei sostenitori).

Oltre che adesioni, in questa fase semplici dichiarazioni di interesse, sono graditi commenti e critiche.

Come al solito potete postare un commento a questo post o scrivere a fedro.luparello@gmail.com

 

 

Con la newsletter di ieri, 19 dicembre 2012, mercoledì, ho rilanciato l’iniziativa di lavorare a un progetto che metta al centro l’Amministrazione regionale, come ente promotore dello sviluppo della Sicilia, e i dipendenti regionali  sulle cui gambe (ma soprattutto cervelli) la Regione dovrà camminare (La newsletter di Fedro e co., del 19 dicembre 2012, mercoledì), questo per provare a colmare il vuoto della politica e del governo che hanno una visione assolutamente parziale e demagogica della burocrazia regionale.

In risposta alla sollecitazione mi sono pervenuti due messaggi che in appresso riporto … e voi?

  • Ciao Paolo, sono disponibile a partecipare ad attività e proposte utili per migliorare l’amministrazione regionale e la percezione dei dipendenti regionali (quelli che lo meritano). Auguro Buon Natale a te e alla tua famiglia e spero di vederti presto (R.C.)
  • Caro Paolo, è una dannazione questa impotenza da te sperimentata a svegliare i regionali.  Un po è colpa delle eterne disillusioni da noi tutti subite, un bel po’ è colpa dell’ignavia e lagnusia di molti colleghi, un altro bel po’ è comprensibile carbone bagnato nella consapevolezza di avere il peccato originale di un’assunzione “bizzarra” ma  un altro motivo c’è, a dispetto di chi ci accusa di fannulloneria, ed è che molti di noi lavorano molto e non hanno il tempo di grattarsi la testa, la abbassano sotto la gragnuola di colpi mediatici ad effetto continuando a lavorare. Buon Natale! 
 

Condividendo il post dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana su Facebook relativo alla inaugurazione della sala tematica del Museo vulcanologico nella riserva naturale di Pantelleria (Clicca Qui), provo a Continua a leggere »

 

Una organizzazione che programma la propria attività deve necessariamente valutare i risultati della propria programmazione. Se non si valuta si rischia l’autoreferenzialità dell’organizzazione. La mancanza di un momento di verifica dei risultati non consente di determinare la giusta tensione verso il raggiungimento di una maggiore produttività e la migliore utilizzazione delle risorse a disposizione.

Per molti la valutazione è soltanto un modo per Continua a leggere »

 

In questi giorni ho lanciato l’iniziativa “Perchè no!” che mira alla creazione di una “comunità di pratica” tra persone che non rinunciando alla propria appartenenza e alla propria individualità cercano di definire e riscoprire le regole fondamentali di un comune sentire in quanto appartenenti alla “società civile”.

Due sono gli ambiti che Continua a leggere »

 

La comunità di pratica “Perchè no!”, che ho il piacere di proporre ai “volenterosi” dipendenti della Regione Siciliana, e non solo, si ispira al “Movimento dei Civil Servants” promosso dalla Fondazione PromoPa.

Il documento programmatico del Movimento merita una lettura e ritengo che in esso ci sono tutti i valori ai quali un pubblico dipendente deve ispirarsi.

“Per un Movimento dei “Civil Servants” al servizio esclusivo della Nazione, per l’efficienza e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione.

Civil servants: un tempo “servitori dello Stato”, Continua a leggere »

 

Dopo un po’ di riflessioni vi propongo alcune righe sull’idea alla quale ho lavorato nelle ultime settimane. Con la consueta “sincerità” fatemi sapere cosa ne pensate e soprattutto se siete disposti ad aderire all’iniziativa (non sono previste tessere ne quote di iscrizioni … a scanso di equivoci!) Continua a leggere »

© 2016 Ricordare Suffusion theme by Sayontan Sinha