Rosolino chiude. Rosolino è il mio gommista di fiducia. Chiude sotto il peso della crisi. In un anno ha accumulato un debito di circa 23 mila euro. Da un anno le spese non vengono coperte dai ricavi. A 55 anni Rosolino si va ad aggiungere all’esercito di disoccupati, un esercito fantasma che non si vede perchè forse non ha ancora trovato un “aggregatore” che lo porti in piazza.

Dopo la chiusura di tanti esercizi commerciali storici di Palermo la chiusura di Roslino il gommista è forse il primo fallimento che tocca la mia quotidianità. E’ la conferma di una sensazione sulla quale rifletto da tempo, la crisi non ci ha ancora toccati nella carne viva. Sono anni che attingiamo ai risparmi accumulati in una vita di lavoro e adesso quei risparmi stanno finendo o sono finiti del tutto.

Chi si sta occupando di Rosolino il gommista e dei tanti altri che nel silenzio assoluto sprofondano nell’area della disoccupazione e della povertà?

Il pensiero dei padroni del vapore non è per loro!

I padroni del vapore hanno altro a cui pensare. Chi in cerca di “agibilità politiche” (così oggi viene definita l’impunità), chi in cerca di consensi elettorali (un certo governatore presunto rivoluzionario).

Questo rientro dalle ferie non poteva cominciare peggio.

Non sapete quanto mi dispiaccia la storia di Rosolino il gommista, anche perchè viene messa in crisi la mia teoria che vorrebbe che i professionisti seri e preparati non conoscono crisi … una minchiata che non avrei voluto fosse smentita!

 

 

Il post che segue è il naturale seguito di quello postato venerdì …  Il mio buon combattimento … domani sull’Etna, 14.06.2013, venerdì

Con un tuffo nelle acque di Marina di Cottone si è conclusa un’altra pagina dei miei annali podistici.

Era dalla mattina della partenza che immaginavo di chiudere la giornata con il primo bagno di stagione. E così è stato. Stavo per rimettermi in macchina per tornare a Palermo quando il desiderio di immergermi per un bagno ristoratore è stato più forte di me.

Tovaglia in mano mi sono presentato al gestore del Lido Pennino e gli ho detto “Ho finito la maratona, ho bisogno di una doccia ma prima vorrei fare un tuffo”. Non ero un bello spettacolo. Dai polpacci in giù la cenere dell’Etna mi rendeva molto simile ai barboni nei quali ci imbattiamo nelle nostre città e il sale del sudore doveva pure spiccare sulla pelle del mio volto. Ma il signor “Pennino” non ha battuto ciglio e senza farmi finire di parlare mi ha detto “Si accomodi”.

E’ stato il bagno che non dimenticherò più. Nonostante la temperatura dell’acqua la avessi “apprezzata” già con il contatto dei piedi, mi sono buttato e mi sono concesso alcune bracciate. Tutti i miei muscoli hanno avuto un brivido ma dopo tutto quel correre e camminare per le pendici dell’Etna credo che mi abbiano ringraziato. Sono stati pochi minuti ma è stato semplicemente stupendo. Dopo la doccia mi sono seduto al baretto dello stabilimento e mentre sorbivo un chinotto ghiacciato (una birra sarebbe stata la morte sua ma doveva guidare) e apprezzavo il salato delle patatine la mia mente ha fatto un rapido “rewind” della giornata.

Ricordo che qualcuno annunciava il mio nome e qualcun’altro, forse altra, mi metteva una medaglia al collo. Dopo 6 ore e 38 minuti circa ho terminato il mio ennesimo buon combattimento, 43 km e cocci, dei quali soltanto un 2 o 3 di discesa o pianeggianti, per un dislivello di 3000 m.

Prima di partire mi ero posto tre obiettivi. Il primo è quello di sempre … arrivare al traguardo sulle mie gambe … obiettivo centrato. Il secondo era di finirla in meno di 6 ore … obiettivo mancato … dopo 21-22 km sono andato in affanno e non riuscivo più a correre, il tratto che quindi pensavo di camminare è passato dai 13 ai 21 km e di questo il tempo ne ha risentito. Il terzo obiettivo non lo avevo ancora deciso alla partenza, lo avrei scelto durante la corsa … e alla fine ho concordato con me stesso che era quello di portare a casa la pelle … sembra che ci sia riuscito. Ci sono stati momenti veramente duri e fortunatamente sono riuscito a superarli … l’altura sia che corri sia che cammini può giocare brutti scherzi.

La corsa sembrava nascere sotto i migliori auspici. Situazione muscolare ottimale. Buone sensazioni e motivazioni. Ma forse ho commesso l’errore nel quale troppo spesso cado … seguire un ritmo che non è il mio. Fino al 18 km l’andatura è stata troppo allegra per le mie attuali condizioni e il conto mi è stato presentato regolarmente. Ho provato a continuare a correre a un ritmo più modesto per altri 3-4 km ma ormai mi ero giocato le mie risorse. Nonostante la delusione per quello che avrei voluto fare e che non ho fatto, avevo la certezza che in cima … comunque … ci sarei arrivato.

Le mie corse sono costantemente oggetto di un negoziato tra il mio “io” podista e il mio “io” sedentario. Finchè le forze reggono è un assolo dell’io podista ma quando la spia delle risorse energetiche comincia a segnalare che stai andando in riserva l’io sedentario comincia a reclamare. Resistere alle lusinghe dell’io sedentario è sempre più difficile lungo lo svolgersi della gara (ogni baretto, panchina all’ombra, taxi e bus che sembrano aspettare solo te) e mentre cominci a prendere in considerazione l’ipotesi di una onorevole resa (e le motivazioni le propone lo stesso io podista che comincia a pensare che l’io sedentario non è poi così malvagio) i chilometri passano e l’io sedentario comincia a capire che lo stai prendendo in giro ancora una volta. Ma alla fine l’emozione dell’ennesimo traguardo raggiunto soddisfa anche lui … ospite non pagante e non contribuente allo sforzo … anzi.

Mentre guardo il mare dal baretto del Lido Pennino penso ai tanti personaggi che ho incrociato in questa giornata. Ognuno a suo modo un grande personaggio. Decidere di partecipare a una gara come la supermaratona dell’Etna non è una decisione facile e non si improvvisa, e se il numero dei partecipanti non è quello che tutti auspicherebbero le ragioni ci sono. E’ una gara dura che ti porta al limite e per sottoporti a uno sforzo fisico come quello della maratona in altura fino ai 3000 m s.l.m. devi essere certo delle tue condizioni o devi essere proprio un incosciente … io mi iscrivo di diritto alla seconda categoria.

Con l’ultimo sorso di chinotto faccio i complimenti a me stesso, agli amici della Palermo H13,30 e a tutti i partecipanti allo stupendo spettacolo che anche quest’anno l’Etna ci ha riservato.

Una domanda mi sorge spontanea … ma perchè non organizzano il pasta party al Lido Pennino?

 
 
A proposito dell’ennesima “rotazione” dei dirigenti alla Regione Siciliana.
 
Alla Regione Siciliana non ci si stupisce più di nulla. Questo non vuole però dire che ci si sia fatta l’abitudine, anzi si scopre che un’altra “picconata” alle “regole” è ancora possibile … non è stato ancora demolito tutto! Naturalmente in nome della “legalità”.
Dopo i governi Lombardo e Crocetta si potrà dire che tutto è possibile … anche al di là delle più elementari regole del buon senso.
Ieri si è consumato l’ennesimo arbitrio?
Nonostante appena qualche mese fa il neo Presidente avesse esercitato il diritto allo spoil system riconosciutogli dalla legge (anche se in modo estensivo applicandolo anche a chi non si può applicare, dirigenti non generali e personale del comparto) entro 90 giorni dal suo insediamento, la Giunta di Governo ha deciso una rotazione dei dirigenti generali … credo che neanche Lombardo fosse arrivato a tanto! Sono curioso di leggere i provvedimenti con i quali saranno disposti questi trasferimenti e soprattutto sono curioso di leggere le motivazioni … quale norma li prevede?
Certo, potrebbe essere che siano stati gli stessi dirigenti generali a chiedere di essere sollevati dagli incarichi e quindi potrebbe trattarsi di una modifica “consensuale” dell’incarico … sarà così?
Se così non fosse, i destinatari dei provvedimenti avrebbero tutte le ragioni di questo mondo per chiedere il rispetto dei contratti in essere … lo faranno?
Non voglio però nemmeno pensarlo che i dirigenti generali “ruotati” stiano subendo un arbitrio, forse una “coercizione psicologica” … accettano la violazione della norma purchè gli venga comunque garantito oggi un incarico da dirigente generale e serbando la speranza che alla scadenza del contratto gli venga conferito un altro incarico da dirigente generale.
Questo significherebbe che la “politica” non cerca necessariamente dei “bravi” dirigenti, ma dei dirigenti che in tutto e per tutto assecondano le esigenze “politiche” del momento.
Ma cosa ci sta dietro questa rotazione? Cosa è cambiato rispetto ad alcuni mesi fa quando il Presidente attuò lo spoil system previsto dalla legge?
Al di là della “illegittimità” della rotazione, se non “consensuale”, gli aspetti che più mi lasciano perplesso sono i trasferimenti del dg del dipartimento territorio e del dg del dipartimento programmazione.
I dipartimento territorio ha perso nel giro di pochi mesi 2 dirigenti generali, una ventina di dirigenti e diverse decine di altro personale del comparto non dirigenziale, oltre naturalmente le uniche decine di professionisti precari ai quali è stato interrotto il rapporto di collaborazione, senza che la gran parte di questo personale sembra essere stato sostituito e integrato, nonostante il Presidente avesse tuonato contro i ritardi di quel dipartimento nel rilascio dei provvedimenti amministrativi in materia di VIA e di VAS … è finita l’emergenza?
Il dipartimento programmazione subisce un avvicendamento in un momento molto delicato in cui ci sono in ballo programmazione e riprogrammazione di miliardi di euro di risorse finanziarie nazionali e comunitarie relative ai precedenti periodi di programmazione 2000-2006 e 2007-2013 e al prossimo periodo 2014-2020. Chi subentra è certamente un professionista capace ma che si troverà ad affrontare problematiche di grande complessità. Era questo il momento più adatto?
Dalla sua il Presidente ha lo stato “asfittico” della attuazione della programmazione comunitaria e nazionale … ma sono del dipartimento programmazione le responsabilità?
E se invece chiedessimo al Presidente conto e ragione del suo operato in questi 6 mesi circa di governo?
Qualcuno ha visto traccia del documento programmatico con il quale lui e i suoi uffici di diretta collaborazione hanno fornito gli indirizzi per la programmazione 2014-2020?
Qualcuno ha visto traccia della direttiva strategica presidenziale con la quale vengono forniti gli indirizzi per l’attività amministrativa degli assessorati e quindi dei dipartimenti?
Ho la sensazione che anche l’attuale governo soffra della criticità della “execution” … ma è solo una sensazione. Quale è il processo attraverso il quale le “visioni” del Presidente (ben riprese dai media locali e anche nazionali) vengono tradotte in azioni amministrative e obiettivi per le strutture regionali?
Certo è più facile “ruotare” qualche dirigente e qualche funzionario e dare la colpa di ciò che non va ai soliti “regionali”. Fortunatamente abbiamo le parti sociali (i sindacati) che tutelano i lavoratori.
E’ morto il re! Viva il re!
 
 
Quando alcuni mesi fa lanciai per la prima volta l’idea dell’Associazione “Perchè no” mi ero posto l’obiettivo molto ambizioso di raggiungere le 1.000 adesioni. Ci fermammo a poco meno di 400 e in tanti di coloro che avevano risposto all’invito mi scrissero che anche con 400 questa avventura andava intrapresa.
Oggi l’Associazione si chiama “Perchè no…qualcosa si muove” (ringrazio l’amica Marica sia per l’arricchimento della denominazione che per il logo) ed è una realtà in termini di costituzione. Adesso attendiamo che chi aveva manifestato il proprio interesse ad aderire … aderisca realmente.
Come ho più volte fatto presente, l’adesione è importante non tanto per poter contare su un budget con il quale finanziare alcune delle iniziative che intraprenderemo, ma per fornire ai nostri interlocutori, che saranno anche gli uffici regionali, la dimensione sociale dei bisogni che intendiamo rappresentare.
Per non lasciare nulla di intentato e per evitare di compulsare colleghi che non conosco personalmente, mi sono preso la briga di verificare uno per uno i contatti della mia mailing list (quella che utilizzo per la newsletter di Fedro, oltre 3.000) e di inviare una mail personale di invito alle persone che conosco o a quelle che mi avevano scritto o che si erano iscritte alla newsletter.
Questo mi ha permesso di fare un po’ di pulizia e di “sospendere” un consistente numero di contatti che non ritengo interessati a “Perchè no…”.
Si è trattato di un lavoro che mi ha richiesto un grosso impegno di tempo nell’arco di 4 giorni ma che mi ha dato il piacere di scoprire di essere in contatto con un numero veramente consistente di amiche e di amici … se tutti dovessero rispondere mi dovrebbero tornare qualcosa come 691 mail … tanti sono le amiche e gli amici che ho scoperto di avere. Naturalmente non tutti risponderanno, ma questo non vuol dire che per me non restano delle care amiche e dei cari amici.
 
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Firma la petizione proposta da Fedro … Petizione Albo dei candidati a incarichi presso la P.A.
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Perchè non aderisci a “Perchè no”! Vuoi sapere come si fa? Leggi … Aderisci a Perchè no, l’invito di Paolo Luparello … e …  Manifesto, … Bozza di statuto… e … per scaricare il modulo di adesione clicca su …  Perche no modulo di adesione e notizie
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In questi giorni stiamo provando a organizzare il lavoro della “redazione” che si prenderà cura di alimentare il blog dell’Associazione. Inoltre sto provando a contattare via posta elettronica tutte le amiche e gli amici che nel passato hanno ricevuto la newsletter di Fedro per verificare se sono interessati a seguire l’attività dell’Associazione e magari ad aderirvi.
Entro la fine del mese speriamo di riuscire a far partire la prima newsletter dell’Associazione “Perché no…qualcosa si muove” e di aver completato un primo “popolamento” del blog.
Ma la newsletter e il blog sono soltanto degli strumenti attraverso i quali contiamo di erogare un servizio di informazione utile. Servizio di informazione che non vuole essere soltanto la cassa di risonanza di notizie altrui ma soprattutto nostre, nel senso di relative alle attività che l’Associazione intraprenderà.
Se avete letto il “Manifesto” di “Perché no…qualcosa si muove” e lo “Statuto”, sapete che la nostra Associazione, della quale fanno parte dipendenti e pensionati della Regione ma anche cittadini utenti, vuole fornire il proprio contributo affinchè la Regione Siciliana impronti il proprio operato al rispetto delle regole. Regole che possano consentire di erogare servizi efficienti ed efficaci, regole che possano permettere ai lavoratori della Regione di vedere riconosciuta la propria professionalità.
Alla Regione, così come in tutte le organizzazioni, non tutto è nero e nemmeno è tutto bianco. L’Associazione vuole dare il suo contributo affinchè quello che di bianco c’è venga evidenziato e provare a ridurre sempre più quello che è nero, senza generalizzazioni, riconoscendo la dignità di lavoratori anche ai dipendenti della Regione.
Per fare questo dovremo osservare il nostro modo di lavorare, quello dei nostri uffici, quello dei vertici amministrativi e politici, anche quello del legislatore regionale. E dovremo dire le cose che vanno e quelle che non vanno e perché non vanno.
Noi al momento siamo pochi.
Quando lanciai l’idea di questa Associazione mi posi l’obiettivo di raggiungere le 1.000 adesioni. In effetti le manifestazioni di interesse si fermarono a circa 400. Alcune adesioni si sono già perse, altre, tante altre, si stanno confermando e chissà che con il lavoro che riusciremo a sviluppare non potremo raggiungere quell’obiettivo delle 1.000 adesioni che al momento sembra irraggiungibile.
I numeri sono importanti. Servono per far pesare le proposte che avanzeremo, anche se noi dovremo guardare di più alla qualità della nostra proposta. Una proposta che non guarda a orticelli o benefits per sparute categorie di soggetti, ma che deve avere un respiro ampio in grado di coinvolgere ampie categorie di siciliani che avranno tutto da guadagnare in una Regione che funziona.
Più saremo e più faremo sentire la nostra voce … e non solo.
Nell’imminenza della beatificazione di Don Pino Puglisi che avverrà il 25 maggio a Palermo prendo a prestito una frase che chi gli stava vicino riferisce di avergliela sentito dire molto spesso … “se ognuno di noi fa qualcosa …” … ecco … se ognuno di noi fa qualcosa la nostra Associazione potrà fare tanto.
Non vi chiediamo chissachè, sarà sufficiente che ci facciate sentire la vostra presenza, scrivendoci, telefonandoci, partecipando alle iniziative che faremo e che ognuno di voi potrà suggerire di fare.
I numeri sono importanti ma non di certo a ogni costo.
Nell’Associazione sono ben accetti coloro che credono in alcuni valori quali il rispetto, l’educazione, il senso del dovere, la legalità e il rispetto delle regole.
Nell’Associazione non sono ben accetti l’opportunismo e l’aridità.
Nell’Associazione vorremmo che ci si possa sentire realmente tra amici.
Sta a voi decidere se questa associazione fa per voi!
Allora, ancora un po’ di pazienza e poi vedremo cosa saremo capaci di fare!
 
 
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La settimana scorsa ho scritto il post … Grazie Presidente per esserti ricordato di noi nel giorno della festa della nostra istituzione, del 15.05.2013, mercoledì… 
Scopo del post era mettere in evidenza la assoluta mancanza di attenzione del Presidente della Regione nei confronti dei dipendenti della Regione Siciliana che sono buoni, nella campagna di comunicazione del Presidente, soltanto a ricevere accuse e denigrazione.
Nello scrivere il post ho sopravvalutato le mie doti di ironia che sembrano essere apparse evidenti soltanto a me.
Su Facebook e sul blog ho ricevuto alcuni commenti che mi hanno spinto ad aspettare prima di svelare l’arcano … della mail fantasma. Ero troppo curioso di vedere come andava a finire.
Qualcuno ha messo in dubbio la mia sobrietà (nel senso che ha pensato che fossi un po’ brillo). Vi assicuro che pur non disdegnando le bevande alcoliche non sono avvezzo all’alcolismo.
Qualcuno ha pensato che fossi inserito in una lista di distribuzione “ristretta”, e suppongo di privilegiati, alla quale inviare messaggi augurali, e quindi mi ha inserito in una specie di casta.
Qualcun altro ha pensato che l’essere inseriti in questa lista di distribuzione ristretta comporta una serie di privilegi (incarichi e prebende varie).
Se il Presidente della Regione abbia mandato un messaggio augurale nel giorno della Festa della Regione io non lo so e comunque la mail alla quale ho fatto riferimento nel post … … non mi è mai stata recapitata perchè frutto della mia fantasia.
Sicuramente io mi sono sopravvalutato ma è stato molto bello apprezzare di quale considerazione si gode da parte di alcuni colleghi … .
 
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Cara amica, caro amico,
l’Associazione “Perchè no … qualcosa si muove” si è finalmente costituita. Ho provveduto a registrarla all’Agenzia delle Entrate e ho anche attivato il conto corrente sul quale i futuri soci potranno versare la quota associativa che si è stabilità in 60 € una tantum.
L’Associazione utilizzerà le quote associative per coprire i costi delle iniziative che intenderà intraprendere secondo un programma che si andrà a definire nei prossimi mesi.
All’esaurimento delle somme raccolte in fase di adesione all’Associazione, i soci potranno contribuire alla copertura delle spese per il finanziamento di successive iniziative secondo la propria disponibilità e l’apprezzamento di ciò che saremo riusciti a realizzare.
 
Se intendi aderire alla Associazione dovrai restituire il modulo di adesione che puoi scaricare cliccando QUI, dopo aver preso visione dello statuto che puoi scaricare cliccando QUI.
 
Se non intendi aderire all’Associazione ma sei interessato alle sue attività ti invito ad aiutarci a diffondere le notizie su ciò che faremo affinchè l’Associazione possa crescere e raggiungere le sue finalità nell’interesse degli uomini e delle donne che lavorano o che hanno lavorato per la Regione Siciliana.
 
Colgo l’occasione per augurarti una buona Festa della Regione.
 
A presto
 
Paolo Luparello, presidente dell’Associazione “Perchè no … qualcosa si muove”
 
 
 
Ricevo dal mio sindacato e divulgo
 
“Di seguito il ns. Comunicato sull’attivo unitario di oggi che Blogsicilia ha già inserito nel loro pezzo:
 
http://palermo.blogsicilia.it/precari-enti-locali-vertice-dei-sindacati-serve-il-confronto-sociale/186973/
> Si è svolto questa mattina al centro Don Orione di Palermo, l’attivo
> regionale unitario delle sigle confederali del pubblico impiego: Fp
> Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. All’assemblea ha preso parte anche il
> presidente della Regione Rosario Crocetta che già ieri al termine del
> confronto con i sindacati, aveva assicurato la propria presenza,
> accettando l’invito delle organizzazioni.
>
> Al centro dell’incontro, anche, uno dei temi più spinosi di
> questi mesi: quello riguardante le rotazioni dei dipendenti regionali.
> Sul tema, il governatore ha ammesso che “forse si è commesso qualche
> errore. Certamente potevano essere condivise, ma non
> esaspererei troppo la vicenda: chi non ha peccato, scagli la prima
> pietra”. Un’ammissione raccolta positivamente dalla Cisl-Fp Sicilia:
> “Prendiamo atto – ha detto il segretario generale, Gigi Caracausi –
> delle parole del presidente, che rappresentano un ulteriore segnale di
> apertura alle parti sociali. Sul tema della macchina regionale, ormai
> – aggiunge Caracausi – è il tempo di definire principi chiari, anche sul
> tema delle dirigenza, che va riorganizzata.
> Riteniamo fondamentale recuperare le risorse per i contratti dai risparmi di
> spesa derivanti dai tagli degli sprechi.
> Del resto, senza una seria riforma della burocrazia della Regione, è
> praticamente impossibile il rilancio dello sviluppo in Sicilia”.
>
> Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, poi, hanno chiesto a Crocetta l’avvio di
> una battaglia unica nei confronti di Roma sui temi come la
> stabilizzazione del precariato e lo sviluppo. Tanti i temi all’ordine
> affrontati: dalla stabilizzazione del precariato in scadenza a luglio,
> appunto, al futuro del personale delle Province e degli Ato rifiuti.
> Ed ancora: dal completamento della riforma della sanità “con
> l’istituzione della medicina territoriale” al futuro di enti a
> sostegno delle imprese come l’Irsap, l’Istituto regionale per lo
> sviluppo delle attività produttive, nato per sostituire le vecchie
> Aree di sviluppo industriale. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno
> mostrato apprezzamento per la volontà manifestata dal governatore di
> avviare tavoli tecnici di concertazione sulle singole questioni.
>
> “Vigileremo – hanno detto i sindacati – affinché si passi presto dalle
> parole ai fatti”. Ai lavoratori e rappresentanti sindacali arrivati a
> Palermo da tutte le parti dell’isola, Crocetta ha ribadito le
> rassicurazioni fatte ieri ai dirigenti sindacali. L’attivo regionale
> unitario non si teneva da anni ed è il risultato della ritrovata unità
> sindacale.”
 
Cosa dire. Una volta un caro amico, in una certa congiuntura, mi mise in guardia … “Timeo Danaos et dona ferentes” … ed ebbe ragione! 
 
 
 
Questa mattina le mie figlie non sono andate a scuola. Oggi è festa. E’ la festa della Regione. La mia figlia piccola si è stupita nel vedermi andare in ufficio. Mi ha chiesto, ma se è festa per noi perchè non lo è anche per chi lavora alla Regione? Le ho parlato di produttività, di prodotto interno lordo, di congiuntura economica, di momento politico … si è riaddormentata.
Sono uscito da casa e ho subito notato qualcosa di diverso. Pioveva. Quando sono arrivato nei pressi dell’ufficio ho notato qualcosa di diverso. Qualcuno ha sostituito le vecchie bandiere logore e sporche che pendevano dai portabandiera con delle bandiere enormi, pulite, dai colori accesi che adesso sventolano orgogliosamente quasi a rivendicare il loro antico simbolismo.
Entro nel palazzo e i commessi sono stranamente silenziosi e composti. Ascoltano un loro collega che legge qualcosa sul monitor del computer. Nessuno risponde al mio saluto, sono troppo presi da quanto viene letto loro. Riesco a cogliere alcune parole, orgoglio, riconoscenza, autonomia, rispetto, onore, statuto.
Provo a mettere in relazione queste parole ma non ci riesco. Non ricordo che ci sarebbe stata qualche contrattazione sindacale. E poi, queste non sono parole che si leggono spesso nei comunicati sindacali.
Arrivo nella mia stanza e Giovanna mi accoglie con un sorriso. Il sorriso di oggi è diverso. La fisso un attimo ma Giovanna non si sbilancia.
Avvio il computer e compio il solito rituale. Alcuni oggetti passano dallo zaino alla scrivania. Mi sistemo sulla poltroncina alla mia scrivania e il computer è già pronto.
Accedo alla intranet aziendale e lancio il programma di posta elettronica.
Pochi messaggi sono arrivati e tra questi uno attira la mia attenzione. Il mittente è Rosario Crocetta. L’oggetto è “Gli auguri del Presidente ai lavoratori della Regione Siciliana nella ricorrenza del 15 maggio, Festa della Regione”.
Mi incuriosisco e comincio a leggere il testo della mail.
In una bella prosa che non conoscevo in Rosario Crocetta, il Presidente si rivolge a me, lavoratore della Regione Siciliana, e mi parla di orgoglio, riconoscenza, autonomia, rispetto, onore, statuto. E mi chiede di essere al suo fianco per affermare i principi di legalità e di indipendenza dell’Amministrazione Regionale affinchè la Regione possa essere realmente di tutti i siciliani e per tutti i siciliani.
Confesso che per la prima volta ho letto le parole che almeno una volta avrei voluto leggere nella mia vita professionale al servizio della Regione Siciliana.
Grazie Presidente per esserti ricordato di noi nel giorno della festa della nostra istituzione … anche in tempi di spending review!
 
 
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Il sogno di Crocetta sta svanendo? Così in campagna elettorale il Presidente aveva salutato la disponibilità di Lucia Borsellino a entrare nella futura Giunta in caso di vittoria. 
Non conosco le carte e quindi non posso entrare nel merito della vicenda. Pongo soltanto una domanda. Perchè l’assessore non può ricorrere a una commissione alla quale affidare il compiti di “sgrossare” la platea dei pretendenti agli incarichi e deve invece ricorrere alla mera “discrezionalità politica”? Certo che c’è da comprendere con quali risorse è stata pagata la “commissione” ma non vedo perchè il vertice politico non possa avvalersi di un supporto! 
 
 
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Non si parla dei dirigenti della Regione, ma quello che si dice in questo articolo vale anche per noi!

 

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Ricevo, pubblico e commento
 
“Ecco il comunicato stampa sull’incontro con il Presidente Crocetta, finito qualche minuto fa.
 
Sicilia. Crocetta incontra sindacati pubblico impiego “Istituito tavolo di confronto permanente”
 
Palermo 14 maggio 2013. In data odierna, su richiesta delle organizzazioni
sindacali confederali del pubblico impiego, è avvenuto un incontro tra il
Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta ed i rappresentanti di Fp
Cgil – Fp Cisl- Fpl Uil .
Nel corso dell’incontro, sono stati affrontati i temi più urgenti legati alle
problematiche dei lavoratori del pubblico impiego, con particolare attenzione
alla questione alla scadenza del 31 luglio per i lavoratori precari, i riflessi
sui lavoratori per effetto dell’abolizione delle province, la questione della
cassa integrazione, le tematiche relative alle partecipate, degli enti, delle
Ipab, l’Irsap, i servizi socio assistenziali dell’ex Tabella H, le
problematiche connesse ai lavoratori già coinvolti da processi di mobilità.
Governo e sindacati hanno convenuto che è necessario stabilire un tavolo di
confronto permanente su questi temi, condividendo il principio che i processi
di riforma e la battaglia per la trasparenza e la legalità dovranno servire a
consolidare l’occupazione, salvaguardare e valorizzare la professionalità dei
lavoratori. Il primo tavolo si terrà il prossimo 24 maggio e affronterà il tema
del precariato. Governo e sindacati sono estremamente preoccupati dei
comportamenti in talune province, che minacciano di lasciare senza stipendi i
lavoratori, ritenendo completamente infondata tale prospettiva. Il governo si
impegna a garantire ai lavoratori delle province non solo il pagamento corretto
delle spettanze, ma a confrontarsi con i sindacati sul progetto di riforma che
dovrà essere finalizzato a utilizzare le grandi professionalità acquisite dai
lavoratori, nel quadro della salvaguardia dell’interesse pubblico e dei servizi
ai cittadini. Il governo comunica inoltre che, al fine di verificare le
condizioni finanziarie delle province, provvederà alla nomina immediata di
ispettori. Il Presidente Crocetta ha annunciato inoltre che parteciperà
all’incontro dei lavoratori della funzione pubblica Cgil- Cisl e Uil che si
svolgerà al teatro Don Orione domani.
Il Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta”
 
Sicuramente sono stati affrontati temi importantissimi per la “tenuta sociale” della Sicilia ma era troppo pretendere una parola per il popolo dei lavoratori della Regione?
Il Presidente della Regione riceve i sindacati confederali (ma l’Ugl non era un sindacato confederale?) alla vigilia della Festa della Regione e nel suo comunicato non dedica nemmeno una parola ai dipendenti della Regione Siciliana?
Dopo mesi in cui l’offensiva mediatica, e non solo, si è abbattuta contro chi lavora negli uffici della Regione (con l’eccezione di qualche grosso bacino di precariato) i sindacati cosa hanno detto al Presidente?
Gli hanno contestato le palesi violazioni contrattuali? Gli hanno chiesto lumi sul futuro della Regione e di chi ci lavora dentro? Gli hanno contestato il ricorso alle professionalità esterne senza aver verificato la presenza di risorse interne?
Sapremo di quale pubblico impiego si è parlato?
Aspetto di leggere la campana sindacale, con la speranza che non sia stata zittita dal “megafono”! 
 
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LiveSicilia scopre il mistero dell’ufficio di Bruxelles … “Nessuno per Bruxelles” Ma è giallo sull’atto di interpello … e la replica del Presidente non si fa attendere … “L’atto di interpello esiste Su Bruxelles polemica sterile”   …  ma anche se un sindacato non sembra rendersi conto del comportamento “disinvolto” del presidente …  Minio: “Ok al potenziamento Ma si usi di più l’ufficio”… 
ma  il problema non è se la polemica sia sterile o meno, il fatto è che il presidente ha detto che nessuno ha risposto all’atto di interpello … adesso spunta la novità che alcuni dipendenti hanno risposto! Temo che la pezza sia peggiore dello strappo! Esperti in arrampicata sui muri lisci solo alla Regione!
 
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Firma la petizione proposta da Fedro … Petizione Albo dei candidati a incarichi presso la P.A.
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Nessun posto in Sicilia, donna operata a Catanzaro
(http://www.gds.it/gds/sezioni/cronache/dettaglio/articolo/gdsid/260367/) …
 
Trovo assolutamente singolare che di fronte a un articolo del genere lo stesso GdS non si indigni e non reclami la testa di un colpevole o di tutta la Sanità siciliana.
Ma i “polemisti” del GdS si occupano soltanto dei dipendenti regionali? O si tratta soltanto di un problema di fonti? Cioè, i regionali li hanno praticamente sotto casa mentre su certe notizie dovrebbero alzare il “….” (autocensura dell’autore) dalla poltrona e andare a informarsi … e con i medici e i manager della Sanità non si “…” (autocensura dell’autore) … vero?
 
 
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Tra meriti e raccomandazioni  (http://www.gds.it/gds/sezioni/editoriali/dettaglio/articolo/gdsid/260413/) …
 
Continua “l’offensiva” del GdS contro i dipendenti della Regione. Come si suol dire il carro dei vincitori ha sempre bisogno di nuovi volontari e il presidente Crocetta non può fare tutto da solo, è giusto che qualche bravo giornalista gli segua qualche vicenda spinosa. Che importa se poi si sparano “…”(mi auto censuro), quando di mezzo ci sono i lavoratori della Regione Siciliana qualsiasi cosa di negativo si dice è sempre “ben detta”. Ma un giornalista come svolge il proprio lavoro? Fa ricerche? Fa interviste? Acquisisce documentazione? A leggere il prodotto del lavoro (lavoro?) di certi giornalisti (giornalisti?) sinceramente nutro qualche perplessità! Purtroppo ci sono persone che si convincono di certe cose e per quanto tu possa provare a dimostrargli che le cose non sono “esattamente” come dicono loro non riuscirai a smuoverli di un bit.
Detto questo, i bravi giornalisti del GdS continuino pure a trastullarsi con le loro “….. mentali” (altra autocensura) e continuino a non affrontare seriamente i fatti (per caso hanno chiesto all’assessore Valenti quali siano gli obiettivi operativi che hanno assegnato per il 2013 ai propri dirigenti generali?) … prima o poi l’informazione “farlocca” dovrà fare i conti con il mercato e quel giorno qualcuno riderà … ma non dalle pagine di un giornale!
 
 
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Di sole parole si muore e noi siamo già in agonia (http://livesicilia.it/2013/05/11/di-sole-parole-si-muore-e-noi-siamo-gia-in-agonia_313821/) …
 
E’ la lettera di un lavoratore della formazione. Ma potrebbe essere la lettera di uno dei tanti lavoratori precari che abbiamo in Sicilia e che ci sono anche nelle altre regioni. Umanamente è toccante e dispiace che in più di un decennio una persona non possa avere trovato una situazione lavorativa stabile … per quanto possa essere stabile un lavoro di questi tempi che la crisi ha travolto di tutto.
Ma al di là dell’aspetto umano, invito i colleghi dipendenti regionali a riflettere su quanto afferma questo lavoratore, sul lavoro che svolgeva, sull’impegno che ci metteva … ma che ammette che in tutto il sistema qualcosa non funzionava e che sarebbe necessario qualche cambiamento.
Non voglio entrare nel merito del “mondo formazione” in Sicilia ma la situazione descritta, che ci può sembrare lontana, ci dovrebbe far riflettere.
Siamo sicuri che noi dipendenti della Regione non potremmo essere chiamati in un prossimo futuro a fare i conti con la situazione descritta?
Quanti di noi svolgono realmente un lavoro utile? Cosa succederebbe se domani non andassimo a lavorare? Qualche cittadino-utente se ne accorgerebbe?
Lavorare in uffici ai quali nessuno si rivolge. Lavorare in uffici che non sono in grado di dare le risposte che servono. Lavorare in uffici nei quali non si sa cosa fanno i colleghi. Lavorare in uffici con un numero spropositato di colleghi rispetto alla reale utenza che si rivolge allo stesso. Lavorare in uffici che non producono assolutamente nulla.
Io non so quanti di noi lavorano in uffici come quelli descritti. So, però, che questi uffici esistono, purtroppo. E chi ci lavora non credo che si sia mai posto il tema della propria “produttività”, del proprio contributo al progresso sociale. Si pone il solo problema che quanto gli spetta gli venga puntualmente versato in banca.
I lavoratori della Regione non si possono più permettere che ci siano sacche di inefficienza e di “parcheggio sociale”. Non se lo sarebbero potuto permettere fino a ieri, se la dignità è una parola che ha un senso, e non se lo potranno permettere domani perchè i soldi sono destinati a finire anche per chi produce qualcosa realmente.
E mentre per il mondo precario tutti i politici continuano a dire che non faranno macelleria sociale, quando si tratterà di noi dipendenti regionali nessuno alzerà un dito per difenderci perchè la colpa dello sfascio della Regione deve essere colpa di qualcuno. E secondo voi tra l’ammettere le propria responsabilità, la politica parolaia e autoreferenziale, e dare la colpa a chi “ha abusato del proprio ruolo”, noi funzionari della Regione, cosa diranno i nostri politici?
Credo che sia ora di cominciare a pensare al futuro di questa Regione e del nostro futuro all’interno di essa, e se non saremo noi a pensarci temo che quello che qualcun altro penserà non ci riserverà delle belle sorprese.
 
 
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Svelato l’arcano! L’amico GPS ha trovato il fantomatico interpello al quale nessuno sembra avere risposto … e come avrebbe potuto farlo?
 
Capisco che il Presidente si era insediato da poche settimane, ma chi per lui ha predisposto “l’atto di interpello” come pensava che gli interessati (i dipendenti della Regione) avrebbe potuto fare?
 
“L’atto di interpello” non è stato inviato, come normalmente si fa, alla Funzione pubblica ma ad alcuni assessorati  e a due dirigenti generali e prevedendo un percorso sui generis … ma lascio a voi il commento dopo aver letto “l’atto di interpello (http://fedro.pbworks.com/w/file/66130569/atto%20interpello%20bxl.pdf)”!
 
In ordine al premio per la caccia al tesoro vinta da GPS sottoporrò al primo incontro del consiglio direttivo di “Perchè no … qualcosa si muove” la proposta per una “menzione speciale”!
 
 
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Credo che sia il primo esempio di accordo sulla definizione dei profili professionali alla Regione … lascio a voi stabilire la qualità del risultato ma mi domando … e per gli altri dipartimenti a quando, sempre che servano a qualcosa?
 
Per leggere il documento contrattato con le oo.ss. clicca QUI (http://fedro.pbworks.com/w/file/66129822/profili_professionali.pdf)
 
 
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L’assessore Bianchi dirà pure che la manovra ha retto ma a leggere l’impugnativa del Commisario dello Stato c’è da dubitare seriamente sulla preparazione degli estensori delle norme e sul concetto di legalità che gli stessi hanno in mente.
Per leggere l’impugnativa del Commissario clicca QUI (http://www.blogsicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/impugnativa-ddl-69.pdf)
 
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Ci sono dei periodi in cui la cronaca probabilmente offre poco e allora alcuni “giornalisti” tirano fuori notizie buone per tutte le stagioni e se si tratta di quotidiani siciliani quale migliore argomento se non i “famigerati” dipendenti regionali.
 
Dopo l’articolo di ieri sul GdS a firma del dottore Pepi, oggi altri “giornalisti” rincarano la dose e prendono spunto, probabilmente, dalla pubblicazione dei dati “sulle assenze” dei dipendenti regionali del “primo trimestre 2013 (ma non siamo a maggio? Perchè non si pubblicano i dati in tempo reale e mese per mese?).
 
Avevo appena letto gli articoli che vi segnalo di seguito, e sui quali faccio qualche riflessione, che nella casella di posta elettronica ho trovato la mail dell’amica e collega P.C. che condivido e che mi sembra perfetta per descrivere lo stato d’animo dei tanti dipendenti onesti e operosi della Regione Siciliana.
 
E’ a P.C. che affido quindi la riflessione su questa vicenda “stagionale e ricorrente” e che fa male a migliaia di “esseri umani” … ma un certo “giornalismo” non può non tagliare “carne e ossa” e un certo tipo di “commentatore anonimo” deve pur sfogarsi!
 
Prima della mail di P.C. …
 
Assenteismo alla Regione, oltre la fantasia .. … alcuni passaggi di questo articolo (sigh!) sono veramente degni di … una visita fiscale! Ma come si fa ad affermare certe cose e a scriverle su un giornale … anche se è il Giornale di Sicilia? Due i passaggi che mi lasciano basito. Il primo è che i dipendenti della Regione si stanno opponendo alle grandi pulizie di Crocetta attraverso il ricorso alla “diserzione in massa” (leggi assenze per malattia). La seconda … “… Non tutti, per carità, perché ogni cesto di mele marce contiene qualche eccezione. …” … in pratica, il bravo giornalista ribalta per i dipendenti regionali il detto che qualche mela marcia c’è sempre in un cesto … per lui invece il cesto è tutto marcio con l’eccezione di qualcuno che non si sa come non è meritevole di censura … si è forse ricordato di qualche parente che lavora alla Regione?
Come commentare queste “argute” riflessioni … le volte che ho comprato il Giornale di Sicilia negli ultimi 20 anni (da quando sono dipendente della Regione Siciliana) si contano sulle dita di due mani … quelle volte non c’era altro in edicola!
 
Ma andiamoli a vedere questi numeri che fanno gridare allo scandalo … Regione, boom di assenze negli uffici … dico solo che ci vuole coraggio a fare certi titoli partendo dai dati forniti dagli uffici dell’Assessorato alla Funzione pubblica.
 
Qui si parla addirittura di record … La carica degli assenteisti Alla Regione è record di malattie
 
Assenteismo alla Regione, l’assessore Valenti a Tgs … io sarò in ufficio, come tanti altri colleghi a quell’ora, tranne naturalmente gli “assenteisti” … hanno scelto questo orario per loro?, ma chi potrà segua l’intervista dell’assessora (“… Di questo parlerà domani (lunedì) a Tgs, nella prima edizione del notiziario alle 13.50, l’assessore …). Mi sarebbe piaciuto assistere a questa intervista … anche se non credo che il livello, purtroppo, sarà diverso dagli interventi che ho sentito fare all’assessore quando ha parlato di Amministrazione regionale in sedi pubbliche!
 
Su questo tema credo che l’Associazione “Perchè no … qualcosa si muove” dovrà fare qualcosa … parlo di una analisi dei dati di assenza dei pubblici dipendenti forniti su pubblicazioni e da fonti attendibili, autorevoli e sostenibili scientificamente.
 
Da P.C. Ricevo e pubblico …
 
“Questa mattina avrai letto anche tu il “bellissimo articolo” di Riccardo Vescovo sul gds, che mi ha fatto arrabbiare moltissimo per due diversi motivi.
1) io faccio parte di quelli che con 0 assenze per malattia nel 2012, e forse anche per gli anni precedenti, hanno contribuito ad abbassare la media delle assenze, per cui se i dati sono attendibili è comprensibile il perché dell’arabbiatura. Mi chiedo, inoltre, se tra queste assenze siano computati i permessi ex L. 104, che, come tutti noi sappiamo, nel 90% dei casi sono utilizzati per aumentare il monte ferie a disposizione e non per i motivi per cui sono stati previsti.
2) ma l’informazione fornita in questo modo, senza fornire anche una comparazione dei dati con quelli relativi alle altre categorie di lavoratori pubblici e privati, che senso ha? Se non conosciamo il posizionamento della nostra categoria tra tutte le altre, qual è l’informazione? È quell’informazione che contribuisce costantemente ad inasprire gli animi e ad armare il braccio di persone disagiate e disperate, dando loro in pasto l’immagine del NEMICO da eliminare?
La mia opinione sulla onestà dei giornalisti è tutt’altro che lusinghiera, e articoli del genere non fanno che confermarla.
Suggerimento per l’associazione
Allora penso che si dovrebbe partire da qui. Reperire tutti i dati sulle assenze per malattia delle varie categorie, in teoria dovrebbero essere pubblici e disponibili sui rispettivi siti, e fare il raffronto.
 
A questo proposito leggi qui 
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-tu-lunedi-ce-la-fai-in-ufficio/2189472
 
se fosse vero, occorrerebbe scrivere a tutti i giornali, anche a quelli on line, una e-mail al giorno, provando a fare pressione su di loro, affinché pubblichino le informazioni corrette. 
 
Nei confronti dei nostri cari colleghi che pensano che la malattia e i permessi 104 sono solo delle ferie in più da consumare finché ce n’è, mi piacerebbe che assumessimo un atteggiamento tale da isolarli, dicendo loro per quale ragione lo facciamo, e che non li riconosciamo come colleghi, semplicemente, senza discussioni o conflitti.
Sono veramente molto arrabbiata e forse ti sto utilizzando come “telefono amico”, ma mi piacerebbe davvero che si facesse qualcosa sull’argomento.
Buona domenica”
 
Finchè ci saranno colleghi come P.C. qualche speranza c’è!
 
 
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Di seguito il testo della mail che ho scritto alla redazione del Giornale di Sicilia a proposito di un articolo a firma del dottore Pepi pubblicato sulla testata online il 4 maggio 2013.
Perchè i sindacati, anche uno soltanto, non organizzano una tavola rotonda sull’argomento? Costa troppo fare chiarezza su una norma sulla quale continuano a volare quelli che mi sembrano tanti “avvoltoi”?
 
Alla redazione del Giornale di Sicilia
Nell’articolo “La Regione e le rendite da lavoro” il dottore Pepi affronta la questione della cosiddetta “clausola di salvaguardia”, una norma del contratto collettivo di lavoro dei dirigenti della Regione Siciliana e degli enti che ne applicano il contratto.
A detta del dottore Pepi, l’abrogazione di tale “clausola” di cui si è discusso nell’ambito del dibattito all’ARS sul disegno di legge di stabilità 2013 sarebbe stato un fatto positivo ed esprime una velata critica a chi tra i deputati (in particolare gli onorevoli Formica, Cordaro e Cracolici) ne ha impedito l’abrogazione.
Io, essendo un dirigente della Regione Siciliana, considero la “clausola di salvaguardia” una norma di civiltà che impedisce il totale arbitrio da parte della dirigenza generale nei confronti della dirigenza preposta alle strutture intermedie e alle unità operative di base della Regione.
Il dottore Pepi, nel suo articolo, dimostra di non conoscere affatto il funzionamento né della clausola di salvaguardia né delle procedure vigenti per la valutazione della dirigenza e per l’attribuzione degli incarichi dirigenziali.
Pongo alla redazione del GdS una domanda: il dottor Pepi e la redazione del GdS hanno interesse a conoscere realmente come funziona il sistema dell’attribuzione degli incarichi dirigenziali e delle relative indennità?
Se la risposta è positiva, qualora l’assessore regionale alla funzione pubblica dott.ssa Patrizia Valenti, la dirigente generale del dipartimento regionale della funzione pubblica dott.ssa Luciana Giammanco, i segretari regionali delle organizzazioni sindacali rappresentative della dirigenza regionale, non fossero disponibili a un confronto con la redazione del GdS, mi rendo disponibile disponibile io fin da adesso, che oltre a essere un dirigente della Regione Siciliana sono stato il responsabile della dirigenza regionale per la Cisl-Fp Sicilia fino al marzo del 2012.
Cordialmente
Paolo Luparello, luparello.sindacato@gmail.com, 
dirigente di terza fascia della Regione Siciliana, in servizio presso il Dipartimento Regionale della Programmazione con responsabilità di una unità operativa di base.
 
 
 
Di seguito il testo della mail che ho inviato ai 3219 indirizzi di posta elettronica che compongono la newsletter di Fedro … se tu non sei tra questi … leggi il testo che segue … 
 
Cara collega, caro collega,
dopo alcuni mesi di “travaglio” parte l’avventura di “Perchè no … qualcosa si muove”, l’associazione di dipendenti ed ex dipendenti della Regione Siciliana e degli enti “collegati”, ma anche dei cittadini che desiderano una Regione che funziona.
Gli scopi dell’associazione li potrai leggere dai documenti “linkati” in fondo a questa mail.
Se ricevi questa mail è perchè il tuo indirizzo è inserito nella mailing list che in questi anni ho utilizzato per inviare la newsletter
di Fedro.
Dopo il 15 maggio p.v. l’associazione comincerà ad alimentare il nuovo blog che sarà raggiungibile al seguente indirizzo http://www.
perchenosicilia.org/
Perchè ti sto scrivendo.
Ti sto scrivendo per:
  • sapere se gradisci essere informato sulle iniziative dell’Associazione  e quindi se ti farà piacere ricevere la newsletter dell’Associazione  (il servizio è gratuito!)
  • avere dei suggerimenti sulle iniziative da intraprendere e sui servizi che ti piacerebbe che l’Associazione erogasse
  • sapere se sei interessato ad aderire all’Associazione (la quota associativa è di 60 € ed è una tantum; una volta esaurito il fondo l’Associazione proporrà un programma di iniziative che verranno realizzate sulla base del libero contributo degli associati o dei partecipanti alle iniziative … “Perchè no …” è una associazione “low cost” che conta molto sul tempo che i soci vorranno dedicare alle sue attività)
Se sei interessato alla attività di “Perchè no” è sufficiente inviare una mail all’indirizzo perchenoregionesiciliana@gmail.com scrivendo
nell’oggetto “Desidero ricevere la newsletter di “Perchè no … qualcosa si muove” … la mail non è assolutamente vincolante ai fini
della adesione alla Associazione.

Lo troverete scritto nei documenti linkati in fondo alla mail ma ci tengo a ribadirlo anche in questa mail … “Perchè no … qualcosa si
muove” non è un sindacato e non è un soggetto politico … è una associazione che vuole dimostrare che la Regione dei lavoratori è una
Regione che ha delle idee, che avanza delle proposte e che muove delle critiche, mentre la Regione con la quale i cittadini ogni giorno si confrontano non sempre è espressione della volontà di servizio dei suoi lavoratori.

L’Associazione all’atto della sua costituzione si è dotata di un consiglio direttivo che risulta, provvisoriamente, così composto: Paolo
Luparello, presidente; Salvatore “Totò” Aiello, vicepresidente; Giovanna Maria Abruscato, consigliere.

Nel ringraziarti per l’attenzione, ti chiedo anticipatamente scusa per l’eventuale disturbo arrecato
cordialmente
Paolo Luparello

 
 
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Oggi siamo riusciti in un’impresa alla quale hanno contribuito in tanti.
Singoli colleghi e alcune organizzazioni sindacali, prima fra tutte certamente la Cisl-Fp con i cui referenti sono stato costantemente in contatto.
E’ stato certamente un buon lavoro di squadra e dobbiamo essere grati anche a tanti deputati di diversi schieramenti ai quali è stata spiegata l’enormità che si stava compiendo nei confronti della dirigenza della Regione Siciliana.
Non ho potuto seguire i lavori d’aula, si svolgevano di mattina ed ero impegnato in riunioni di lavoro, ma mi è stato riferito da più fonti che l’onorevole Cracolici ha svolto un intervento nel quale ha ben rappresentato l’inopportunità dell’emendamento governativo che sopprimeva la clausola contrattuale di salvaguardia del CCRL della dirigenza … un grazie dovuto quindi all’onorevole Cracolici e al suo partito, ma anche agli altri che più si sono impegnati, e tra questi anche l’onorevole Totò Cordaro.
Questa vicenda mi porta però a svolgere alcune riflessioni.
Tutto questo impegno che per quasi 48 ore ha visto tanti colleghi attivarsi e sensibilizzare tutti coloro che si potevano sensibilizzare, cosa ha prodotto?
In fondo non è che abbiamo ottenuto qualcosa, anzi resta il taglio del 20% del fondo per le indennità dirigenziali, abbiamo semplicemente ottenuto il mantenimento dello status quo che ci permette di continuare a svolgere il nostro lavoro senza pesanti penalizzazioni.
Resta però il fatto che noi dirigenti della Regione restiamo nel mirino di un sempre più vasto schieramento di detrattori che ci accusano di tutto e di più come se fossimo noi i responsabili di tutti i mali della Regione.
Ma i nostri detrattori parlano con cognizione di causa?
Il Presidente non sa nulla di noi eppure viola sistematicamente le norme contrattuali dei lavoratori regionali in quanto siamo dei fannulloni e operiamo in un contesto opaco che più che a una Pubblica Amministrazione fa pensare a una consorteria di tipo mafioso dove la “manciugghia” è la norma.
I neo deputati del M5S ritengono che siamo troppi e che guadagniamo troppo e quindi propongono un taglio del 30 % del nostro trattamento stipendiale affinché si possano recuperare una cinquantina di milioni di euro da destinare al microcredito o al reddito di cittadinanza … nel nome di una solidarietà forzata da parte di ha tanto (???) nei confronti di non ha nulla o ha poco (i precari sponsorizzati o da sponsorizzare?).
I cittadini anonimi frequentatori dei siti web online non ci fanno mancare le loro critiche, che per la verità sono equamente distribuite tra tutti i dipendenti regionali senza distinzione alcuna … salvo quelli che si dilettano nel “fuoco amico”, come se il fango buttato sulla dirigenza non schizzasse anche su tutto il resto del personale.
Una parte dei colleghi dirigenti, e non (soprattutto), che se la prendono con chi di noi non risponde ai tanti personali ideali di dirigente tipo che naturalmente è pienamente rispondente al profilo di ciascun detrattore dirigente mancato o aspirante in servizio permanente effettivo.
Dulcis in fundo una stampa, soprattutto locale, che non ci ama e che sa che ogni qualvolta pubblica qualcosa sui dipendenti della Regione è come se agitasse il drappo rosso davanti a una mandria di tori.
Volendo usare una metafora … siamo costantemente seduti sulla bocca di un vulcano … attivo.
Possiamo continuare così?
Io ritengo che chi ha voce in capitolo dovrebbe farsi promotore di una iniziativa che si sforzi di superare tutte le contraddizioni, vere o presunte, dell’attuale legge regionale 10 del 2000 e provi a rimettere in cammino tutto il treno di questa Regione e non soltanto alcuni vagoncini. Si tratta cioè di far uscire la dirigenza regionale da questa presunta “precarietà” e di dare delle risposte alle legittime aspettative di crescita professionale e di carriera di migliaia di dipendenti di ruolo della Regione che sono gli unici in tutto il panorama del pubblico impiego nazionale per i quali non è previsto alcun meccanismo di progressione giuridica. Ma il “treno” della Regione ha bisogno di altri interventi che non riguardano soltanto il personale e che non sto qui a descrivere ma che sono ben noti agli addetti ai lavori … la Regione ha anche una “utenza” alla quale dovremmo erogare dei servizi di qualità.
Per quanto mi riguarda non farò mancare il mio contributo, se richiesto, all’eventuale iniziativa che qualcuno si vorrà intestare, anche se da domani proverò finalmente a concentrarmi sulla oramai costituita associazione “Perchè no … qualcosa si muove” attraverso la quale, insieme a un gruppo di amiche e amici, proverò a gettare le basi per la creazione di una comunità di pratica tra i dipendenti (senza distinzione di categoria) della Regione, e non, che riesca a mettere in luce le eccellenze, ma anche le “normalità”, che anche nella Regione Siciliana ci sono.
Se vogliamo toglierci dal mirino dei detrattori, se vogliamo farci ascoltare, io credo che prima dobbiamo dimostrare chi siamo attraverso una operazione “verità” per realizzare la quale abbiamo bisogno di tempo nel corso del quale far crescere l’autorevolezza dell’associazione. Autorevolezza che sarà determinata dalla nostra capacità di proposta e di denuncia sulla base della puntuale conoscenza dei fatti della nostra Amministrazione.
Tutti insieme, le amiche e gli amici che hanno a cuore il proprio Ente e il proprio lavoro, potremo riuscire a cambiare le cose e togliere finalmente gli alibi ai veri colpevoli del degrado della Regione.
Questo sarà il mio impegno nel prossimo futuro e spero che possa essere anche il vostro … affinchè ogni legge in discussione all’Ars non sia per noi sempre una minaccia ma piuttosto una opportunità!
Un buon 1° maggio a tutti i lavoratori … e quindi anche a voi amiche e amici colleghi regionali e alle vostre famiglie.
 
 
Gli sforzi di queste ultime 48 ore sono state coronate da successo. L’emendamento governativo con il quale si introduceva lo “spoil system” per tutta la dirigenza regionale e la eliminazione “di fatto” della terza fascia dirigenziale è stato ritirato. Sarà decurtato del 20 % il fondo per il salario accessorio della dirigenza … ma questo lo avevamo già messo in conto … siamo obbligati alla solidarietà.
Un grazie a tutti i colleghi che si sono attivati per raggiungere questo risultato e un grazie a quei deputati regionali che si sono resi conto della enormità che era stata proposta loro e che hanno condiviso che tutta la materia venga ricondotta all’interno di un disegno di legge organico che possa rimettere ordine nell’Amministrazione regionale.
Anche l’articolo relativo alla riapertura di finestre pensionistiche è stato cassato … ma sulla sua “illegittimità” non c’erano molti dubbi!
A più tardi per alcune considerazioni su questa vicenda che devono far riflettere non soltanto la dirigenza regionale ma tutto il comparto dei lavoratori dell’Ente regione.
Un buon 1° maggio a tutti … anche a chi a provato a mandarcelo sottosopra!
 
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Molti dei colleghi che hanno ricevuto il mio “allarme” si sono attivati e ognuno ha provato a sensibilizzare i propri referenti politici all’ARS.
La cosa che più stupisce è che una norma di questa portata e di questo impatto era sconosciuta ai più. I più preparati ricordavano che i commi “incriminati” (eliminazione della clausola di salvaguardia dirigenziale e incarichi dirigenziali soltanto ai dirigenti di prima e seconda fascia) era stata “cassata” in commissione di merito.
I commi in questione sono stati inseriti nell’ennesimo emendamento governativo che alle 12,00 non risultava ancora depositato per l’aula.
Sembra che l’emendamento adesso riporti la numerazione 22.5.
Sembra anche, forse a seguito delle pressioni “lobbistiche” esercitate, che l’assessore Valenti (allora esiste!) abbia presentato al presidente Crocetta un subemendamento con il quale si riscrive il secondo comma omettendo il riferimento alle fasce dirigenziali alle quali affidare gli incarichi dirigenziali.
Se così fosse dovremmo essere grati al Governo che piuttosto la pena di morte ci ha condannato al carcere a vita … naturalmente essendo innocenti!
In pratica, un articolo che presentava palesi vizi di incostituzionalità adesso viene corretto e recepisce in pieno la direttiva con la quale il Presidente della Regione aveva ordinato all’Aran Sicilia di tagliare le indennità dirigenziali e di eliminare la clausola di salvaguardia, missione non riuscita per palese inaccettabilità da parte delle organizzazioni sindacali.
Il Presidente della Regione ottiene per legge, almeno questa volta si è avvalso di un organo parlamentare, quello che non è riuscito a ottenere attraverso la contrattazione sindacale come vorrebbero le norme in materia di disciplina del lavoro nel pubblico impiego.
La marcia indietro sulla esclusione dei dirigenti di terza fascia dagli incarichi dirigenziali più che una concessione alle “pressioni” appare come un atto dovuto nei confronti dell’intelligenza e della logica, atteso che sarebbero dovuti decadere gran parte dei dirigenti generali, dei capi di gabinetto e dei responsabili delle strutture intermedie della Regione (oltre 500 incarichi da affidare a soli 51 dirigenti – 2 di prima fascia e 49 di seconda) … ero proprio curioso di vedere cosa sarebbe successo.
La decurtazione del 20% del fondo del salario accessorio dei dirigenti della Regione ci può anche stare, vista la crisi dilagante, anche se non riesco a capacitarmi sul perchè il taglio abbia interessato soltanto la dirigenza e il perchè della disparità di trattamento con i dirigenti del Servizio sanitario regionale (ora capisco la fuga dei comandati dall’assessorato alla salute – non sono stati mandati via … se ne sono andati!) ai quali verrà, forse, imposto un taglio del 10% ma soltanto sulla indennità di risultato (a un dirigente regionale con 10 mila euro di indennità sarà applicata una decurtazione di 2600 euro – tra indennità di posizione ed effetti su quella di risultato – mentre a un dirigente della sanità con una analoga indennità la decurtazione sarà di appena di 2-300 euro, e non va dimenticato che i dirigenti del SSR prendono di più dei dirigenti della Regione e sono anche tanti di più – tutti i medici sono dirigenti), senza dimenticare che al personale del SSR è stato riconosciuto il CCNL 2006-2009 mentre ai dipendenti della Regione questo diritto è stato negato.
 
Sulla eliminazione della clausola di salvaguardia. Quando facevo sindacato non ho mai considerato la clausola di salvaguardia un tabù … ero disposto a parlarne, tanto è vero che nella piattaforma che avevo elaborato per il mio sindacato avevo ipotizzato un percorso che potesse portare al suo superamento.
Così come la propone il Governo, e il Parlamento si appresta a votarla, si tratta però di un azzeramento di una norma di civiltà. Di fatto si sta estendendo surrettiziamente lo spoil system a tutta la dirigenza e non soltanto a quella di livello generale. A ogni rinnovo di contratto individuale il dirigente potrà non vedersi riconosciuta l’indennità precedentemente percepita, che potrà anche essere azzerata. Se ne ha un esempio lampante con i dirigenti dei dipartimenti formazione, territorio, attività produttive “rimossi” in questo primo scorcio di 2013 in barba alla vigente normativa e che ancora oggi non sono stati destinatari di alcun contratto … figuriamoci dopo l’approvazione di questa norma … il Far West in confronto era un posto per educande!!!
Si dice che questa norma la invochi il Commissario dello Stato. Mi piacerebbe sapere chi ha parlato con il Commissario!
Il recepimento del comma 32 dell’articolo 9 del D.L.78 del 2010 che prevede il superamento della clausola di salvaguardia è riferito a una realtà diversa da quella regionale. Si riferisce alla Stato nel quale la dirigenza è articolata in due fasce e il numero di dirigenti è inferiore alle postazioni dirigenziali disponibili e soprattutto risponde a una esigenza dell’Amministrazione dello Stato. Il suo mero scimmiottamento a livello regionale ha un solo obiettivo, il completamento del processo di “precarizzazione” della dirigenza della Regione Siciliana che non si baserà più soltanto sul tipo di incarico cui aspirare ma anche al livello di indennità che sarà demandato al potere politico. Già mi immagino le raccomandazioni “politiche” per riuscire spuntare qualche centinaio di euro in più. Mi astengo da ulteriori commenti.
 
Bisogna riconoscere che il Presidente della Regione dimostra giorno dopo giorno una abilità fuori dal comune che lo lancia innegabilmente verso le più alte vette del potere politico extraregionale. Sembra che sia riuscito a vendere quella che è stata una sua idea (e di un alto burocrate esterno e di un commissario di una agenzia regionale) sin dall’insediamento a un gruppo di neoparlamentari necessari per la tenuta della maggioranza … anche loro pur di non lasciare lo scranno fingeranno di non capirlo e andranno dicendo che hanno cominciato a bastonare la casta … la casta saremmo noi dirigenti regionali da 3.200 euro medi netti mensili, che di questi tempi sembrano una enormità nei confronti di ex funzionari direttivi oggi senatori della Repubblica che guadagnavano in Regione 2732 euro netti mensili o di parlamentari regionali da più di 10 mila euro netti mensili.
Mi ostino a pensare che della vicenda che sta interessando la dirigenza della Regione Siciliana si stia preoccupando tutta la categoria dei dipendenti della Regione perchè oramai siamo noi l’anomalia … quelli che hanno un contratto a tempo indeterminato presso un ente pubblico che non è in default … la normalità per la Sicilia è il precariato e la continua ricerca del santo a cui votarsi per ottenere un altro anno di proroga fino alla agognata pensione sociale!
Vediamo cosa dobbiamo fare!
Se avrò altre notizie le pubblicherò … sempre che nel frattempo i conati di vomito non me lo impediscano!
 
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Anche se non mi occupo più di sindacato, ho provato comunque a evitare che nei confronti della dirigenza della Regione Siciliana, e degli enti di cui all’articolo 1 della L.r.10/2000, l’attuale Governo regionale si rendesse artefice di una norma che di fatto cancellerà la terza fascia dirigenziale individuando soltanto in 2 dirigenti di prima fascia e in 49 dirigenti di seconda fascia gli unici dirigenti che potranno essere destinatari di incarichi dirigenziali.
Io non so se i tanti colleghi che ho sollecitato e il sindacato cui mi sono rivolto riusciranno nell’impresa di far cassare una norma che già in commissione di merito era stata cassata ma che il Governo ha voluto reintrodurre nel testo che approderà in aula, resta comunque il fatto che siamo una categoria (i dirigenti di terza fascia) che oramai è riuscita a costituire un fronte compatto di detrattori che vanno dal Governo regionale all’opinione pubblica passando per i deputati dell’ARS e finanche per una parte dei nostri stessi colleghi dipendenti regionali.
Credo che sia giunto il momento che la dirigenza regionale si interroghi sul proprio ruolo, che vuole dire fare la necessaria autocritica sulle cose che non hanno funzionato e non funzionano ed evidenziare le cose che funzionano e le proposte che possano ridare slancio a un ruolo altrimenti destinato a soccombere.
Ringrazio fin da adesso coloro che hanno risposto al mio allarme e che si sono attivati in tutte le sedi, ma al di là del risultato che riusciremo a ottenere (la bocciatura dell’emendamento governativo che di fatto esclude la dirigenza di terza fascia dagli incarichi dirigenziali di ogni tipo) credo che sia necessario provare a tracciare un percorso che possa dare dignità al nostro ruolo, e mi piacerebbe che questa esigenza non fosse avvertita soltanto dalla dirigenza ma anche da parte di tutti gli altri colleghi ai quali non è stata mai data una occasione di crescita e di valorizzazione professionale.
Qualche idea da proporre?
 
 
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Dopo il comunicato informale del mio sindacato pensavo che la finanziaria ci riservasse soltanto il taglio del 20% del salario accessorio. Sembra invece che un alt0 dirigente esterno della Regione e un neo dirigente regionale con incarico in un ufficio di gabinetto siano i promotori (dicono perchè lo chiede il commissario dello stato) di un comma che di fatto mira ad abrogare la terza fascia per metterla fuori dagli incarichi dirigenziali e forse dalla stessa dirigenza.

L’abrogazione della terza fascia potrebbe voler dire far passare tutti i dirigenti in seconda fascia ma qualcosa mi fa pensare che non è questo lo spirito che anima il Governo e i suoi accoliti.

Prima ci si erano messi i grillini che volevano tagliarci lo “stipendio” del 30% , adesso il Governo, che non vuole essere da meno, ci vuole proprio cancellare.

Se le voci, che non sono solo voci, saranno confermate non escludo che sia necessaria una mobilitazione di tutta la categoria. Fate girare questo post!

Spero domattina di avere notizie più precise.

Ognuno faccia pressing sul proprio sindacato e su tutti i santi del paradiso … o diavoli dell’inferno … a seconda di come la pensate!

 

 

Importante iniziativa del Governo per porre un tetto agli stipendi … degli altri. Questa volta è il turno dei dirigenti dell’ARS per i quali si prevede la costituzione del comparto unico di contrattazione della dirigenza unitamente a quelli della Regione Siciliana e degli enti collegati. Naturalmente si tratta di un disegno di legge che verrà “subito” trattato dall’ARS!
Mi sembra strano che nello stesso ddl non si preveda analogo trattamento per il personale con qualifica non dirigenziale.
Se siete interessati al ddl cliccate QUI
 
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Non c’è legge di stabilità regionale che non veda la dirigenza della Regione Siciliana predestinata quale agnello sacrificale, anche se non si riesce mai a comprendere su quale altare avverrà questo sacrificio (Giustizia sociale? Redistribuzione del reddito? Spending review? Riequilibrio salariale? Rischio default?).
 
Nel disegno di legge attualmente all’esame dell’Assemblea regionale siciliana sono diversi i passaggi che interessano la dirigenza e in questa riflessione mi occuperò di due passaggi in particolare, il primo è quello relativo al taglio del 20 % della dotazione finanziaria del capitolo di bilancio destinato alla contrattualizzazione dei dirigenti e il secondo è quello relativo alla “abrogazione” della cosiddetta “clausola di salvaguardia”.
 
Posto che oramai la dirigenza viene considerata una “casta”, percependo un reddito annuo lordo che va da un minimo di 50 mila € (dirigente di terza fascia con incarico di studio o ricerca) a un massimo di 90 mila € (dirigente di seconda o terza fascia con incarico di responsabile di area o servizio), escludendo i dirigenti generali e quelli preposti agli uffici speciali (da considerare forse una “supercasta”), e che nessuno è più disposto a ergersi a difesa di questa categoria, non ci resta che fare di necessità virtù.
 
Che ne pensereste di chiedere che questi presunti risparmi per il bilancio regionale venissero destinati a finanziare la prestazione lavorativa in plus orario del personale del comparto non dirigenziale di quegli uffici che scontano le maggiori carenze di organico a fronte dell’entità dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese?
 
Si tratterebbe di un beneficio per l’utenza e di una azione solidale, anche se modesta, dei dirigenti nei confronti dei colleghi del comparto che, al di là dei miti, si trovano a fare i conti con trattamenti stipendiali che oscillano tra i mille e i mille e seicento euro netti mensili (operatori, collaboratori, istruttori direttivi) per 36 ore settimanali di lavoro reale a fronte, invece, di tante categorie di lavoratori precari che percepiscono emolumenti magari più bassi (ma ingenti a livello aggregato) a fronte, spesso, di lavoro presunto.
 
In questo modo, il taglio del 20% del salario accessorio delle dirigenza che comporterà un risparmio di 6-7 milioni di € potrebbe avere una sua utile finalizzazione piuttosto che finire in un calderone generale destinato magari a qualche voce della famigerata tabella H che tutti, a parole, vogliono abrogare ma che voi si fa i salti mortali per tenere in vita.
 
Il disegno di legge di stabilità contiene anche un’altra norma che è diventata il cavallo di battaglia degli ultimi due presidenti della Regione, l’abrogazione della clausola di salvaguardia del contratto dirigenziale attraverso il recepimento dell’art. 9, comma 32, del D. L. 78/2010 convertito nella legge 122/2010.
 
La norma proposta recita: “2. A decorrere dal 1° gennaio 2013 al personale con qualifica dirigenziale dell’amministrazione regionale, e degli enti di cui all’art. 1 L.r. 10/2000 si applica l’art. 9, comma 32, del D. L. 78/2010 convertito nella legge 122/2010. Resta fermo che, nelle ipotesi di cui al sopra citato articolo 9 D.L. 78/2010, al dirigente viene conferito un incarico corrispondente alla fascia giuridica di appartenenza.”
 
A parte il riferimento temporale (si intendono normare dei rapporti contrattuali già sottoscritti tra dirigenti e amministrazione) che buon senso vorrebbe far decorrere da una data successiva a quella di entrata in vigore della legge, si tratta di una proposta che risulta decisamente diversa da quella che pretende di applicare e che si riferisce a un ordinamento statale della dirigenza in due fasce.
 
Il testo del comma 32 dell’articolo 9 del D.L.78/2010 recita infatti … “32. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 che, alla scadenza di un incarico di livello dirigenziale, anche in dipendenza dei processi di riorganizzazione, non intendono, anche in assenza di una valutazione negativa, confermare l’incarico conferito al dirigente, conferiscono al medesimo dirigente un altro incarico, anche di valore economico inferiore. Non si applicano le eventuali disposizioni normative e contrattuali piu’ favorevoli; a decorrere dalla medesima data e’ abrogato l’art. 19, comma 1 ter, secondo periodo, del decreto legislativo n. 165 del 2001. Resta fermo che, nelle ipotesi di cui al presente comma, al dirigente viene conferito un incarico di livello generale o di livello non generale, a seconda, rispettivamente, che il dirigente appartenga alla prima o alla seconda fascia.”
 
Come il legislatore regionale e poi l’Amministrazione applicheranno la norma sarà un bel rompicapo … ma non per tutti!
 
Se questo d.d.l. diventerà legge la dirigenza della Regione Siciliana sarà definitivamente asservita alla volontà della politica e del Governo di turno.
 
Per ironia della sorte fu con un Governo di centro sinistra che si separò la politica dall’Amministrazione ed è con un Governo di centro sinistra che si sta riassoggettando l’Amministrazione, e la dirigenza, alla politica e al Governo.
Qualcuno dirà … chi ha fatto il danno gli mette rimedio!
 
 
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Soltanto ieri sera il disegno di legge cosiddetto “finanziaria” è giunto alle competenti commissioni dell’ARS e già oggi è stato un fiorire di bocciature su alcuni interventi proposti dal Governo.
Tutte le voci che riguardano il personale precario sembrano esserci e su quelle tutti sono contenti … o giù di lì.
Per quanto riguarda i dipendenti della Regione, e in particolare per i dirigenti, qualche sorpresa è destinata a esserci.
Sembra che si riaprano le porte del pensionamento per una platea di circa 800 dipendenti che nell’arco di un triennio potranno andare in quiescenza secondo le regole “pre-Fornero”. La cosa potrebbe essere positiva, per alcuni, sempre che la norma non venga modificata e introduca qualche forma di penalizzazione … vedremo cosa partorirà il parlamento.
Decisamente meno positive le notizie per i dirigenti della Regione, tanto cari al presidente della regione.
In un colpo solo si vuole ottenere quello che non è stato possibile ottenere attraverso il confronto con il sindacato nelle sedi a ciò deputate, parlo del taglio del 20% del fondo destinato al salario accessorio della dirigenza e soprattutto della riscrittura, per modo di dire, della cosiddetta clausola di salvaguardia. Ai dirigenti non verrà più riconosciuto, alla scadenza del contratto individuale di lavoro,  il diritto a ricoprire un incarico “equivalente” in presenza di una valutazione positiva della prestazione resa. A un dirigente che ha diretto una struttura intermedia potra essere proposta una uob e a un dirigente che ha diretto una uob potrà essere proposto un incarico di studio e ricerca … in “scala minore” anche per i dirigenti non generali si applicherà lo stesso trattamento fino a oggi riservato ai dirigenti generali ai quali non è stato confermato un incarico dirigenziale generale … finalmente giustizia è fatta, qualcuno dirà!
Questo però vorrà dire che ogni dirigente che vorrà svolgere il proprio incarico senza guardare in faccia a nessuno dovrà mettere in conto che se scontenterà qualcuno potrà dire addio a una parte significativa del proprio trattamento economico … sempre grazie presidente!
Ma il presidente fa il suo. Ci da in pasto al suo elettorato e al popolo siciliano facendo credere loro quello che vogliono.
Quello che stona in questa vicenda è però il silenzio del sindacato.
Ho svolto una piccola ricognizione con l’aiuto di alcuni colleghi iscritti a diversi sindacati per capire cosa ci possiamo aspettare dal sindacato. Una sigla ha detto che si farà valere con il Commissario dello Stato … nel frattempo ha invitato gli iscritti a fare azione di lobbing con qualche deputato … se se ne conosce qualcuno. Un’altra sigla non conosceva il testo della finanziaria … si sarebbe informata. Un’altra sigla ancora ha consigliato basso profilo … si corre il rischio che ci diano una scoppola più pesante.
Cosa aggiungere … siamo in buone mani!
Mancano pochi giorni all’approvazione della finanziaria, in piazza scenderanno decine di migliaia di disperati che rivendicheranno il tozzo di pane (per alcuni più che un tozzo) … se noi non diremo nulla quale segnal pensate che giungerà al Governo?
Vi lascio con questo interrogativo … sono stanco e forse anche mezzo influenzato … e mi sarei anche un po’ rotto il ….. di questa politica scarsa scarsa scarsa … ma così scarsa che mi sento offeso per la violenza che si fa alla nostra, anche se  modesta, intelligenza!
 
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