Tra ieri è oggi ho avuto uno scambio di e-mail con il collega Vincenzo C. sulle possibili motivazioni di una adesione a Perchè no di un lavoratore del comparto non dirigenziale. Ritengo che questo scambio di battute possa essere utile anche ad altri!

Vincenzo C. mi ha autorizzato alla pubblicazione. 

Scrive Vincenzo C.

“Buongiorno Paolo,

sto riflettendo se aderire all’Associazione “Perché no”. Purtroppo non ho letto in tempo la mail in cui avvisavi della prima riunione, spero di esserci alla prossima. Volevo qui riportare un mio post pubblicato sulla page “colleghi regionali” di FB anche per (come si dice a Bergamo) “tastarti il polso”. Capire fino a che puinto un’associazione nuova possa portare avanti oltre a iniziative di buon senso, anche dirompenti e di rottura. La mia proposta ti sembrerà reazionaria in quantio mira ad un ritorno al passato, ma un passato che io e molti colleghi riteniamo migliore del presente. E’ chiaro che a quanto scritto nel post, le cui argomentazioni in quanto destinate a FB sono molto semplificate, andranno integrate da ulteriori riflessioni. Aspetto un tuo commento e una tua risposta. A presto. Vincenzo C.

“Credo sia ora per i sindacati regionali, se ancora possiedono un briciolo di amor proprio, di proporre al Governo e alle forze politiche l’abrogazione una volta per tutte della legge regionale n. 10/2000. Il fallimento di questa legge e di come sia stata applicata è evidente…Il vecchio ordinamento dell’amministrazione regionale (disciplinato in ultimo essenzialmente dalla legge regionale n. 41/1985) pur con le sue manchevolezze, disegnava un’organizzazione certamente più efficace e competete di quella attuale. Garantiva prospettive di carriera (il commesso poteva diventare nel tempo pure direttore regionale), aumenti salariali certi, professionalità (data dai benemeriti ruoli tecnici), distingueva le responsabilità, delineava assetti retributivi equi ed omogenei. Lo scopiazzamento spurio e frettoloso delle riforme statali di Cassese e Bassanino, hanno portato a sperequazioni assurde ed a una ipocrita distinzione tra potere di indirizzo teoricamente riservato agli assessori e la gestione amministrativa riservata ai dirigenti. In realtà decidono sempre gli assessori e il presidente mentre i dirigenti sono stati retrocessi al mero ruolo di esecutori con in più la responsabilità amministrativa civile e contabile dell’adozione dei provvedimenti. La legge 10/2000, insieme e soprattutto alle rovinose norme successive e tornate contrattuali, ha poi provocato la distribuzione delle risorse salariali in maniera economicamente ed inefficiente, iniqua giuridicamente ed ingiusta eticamente. Il gap e le modalità di distribuzione del salario accessorio tra dirigenza e comparto ne sono un’evidenza innegabile. La presenza di stipendi da 1000 euro (Cat. A) o poco più per tutti gli altri (i più anziani funzionari non superano 2.000 euro), insieme a quelli da 3.500 euro (dirigenti semplici) o oltre 10.000 (dirigenti generali ora praticamente privi di responsabilità in quanto quasi tutte delegate ai sottoposti), non ha alcun senso. Per non parlare del salario accessorio basato su due sistemi spuri e incompatibili tra loro (indennità fisse e CERTE per i dirigenti e il FAMP incerto nel QUANTUM e nel QUANDO per il comparto) che ampliano in maniera abissale le suddette iniquità. Ben venga quindi l’abrogazione della legge regionale 10/2000, e il consegnate ripristino dei ruoli tecnici, una carriera unica, il ritorno al sistema del diritto pubblico per gli impiegati come voluto dalla Costituzione, l’omogeneizzazione dei sistemi di salario tabellare ed accessorio.”

Sull’equiparazione tra stipendi ARS e regionali ho pubblicato questo:

“Il vantaggio dei dipendenti dell’ARS è che sono (come quelli degli organi costituzionali dello stato) rimasti in regime PUBBLICISTICO. Infatti, il blocco delle carriere e delle retribuzioni si deve in gran parte alla sciagurata legge regionale 10/2000 con la quale i soloni (alti burocrati, politici, sindacalisti) hanno maldestramente recepito la riforma cassese e bassanini in Sicilia. Tale legge ha consentito l’arricchimento (in senso tecnico-economico) di alcune categorie (dirigenti e gabinettisti), depauperato tutti gli altri (era inevitabile visto che le risorse economiche sono rimaste le stesse). Occorre un atto di coraggio e il ritorno al regime di pubblico impiego come da costituzione, regime che garantisce sia la carriera sia incrementi retributivi (vedi forze dell’ordine, personale delle prefetture e dell’ avvocatura dello stato ecc.). L’equiparazione poi ai lavoratori privati ha fra la’altro, paradossalmente, diminuito le garanzie giurisdizionali degli impiegati regionali. Ricordo che i TAR accoglievano quasi sempre ricorsi dei regionali in materia di incrementi scatti ecc. cosa che non avviene praticamente più visto che i giudici del lavoro non vedono di buon occhio i regionali..”

Rispondo

“Caro Vincenzo,
l’associazione l’ho chiamata “Perchè no” perchè non c’è argomento sul quale non si possa discutere e sul quale non si possano avanzare proposte. Quindi, anche il ritorno al passato, un colpo di spugna alla l.r.10/2000, può essere un argomento di riflessione. Credo però che l’argomento, per come lo affronti nei post che mi invii, richiederebbe da parte mia, e degli altri associati con la qualifica di dirigente, un po’ più che una tendenza autolesionistica e cominciare la nostra avventura con questo approccio non credo che farebbe fare molta strada all’associazione e forse anche ai rapporti interpersonali … converrai che è un attentato al bilancio familiare di un paio di migliaia di famiglie.
Personalmente non me la sentirei di rinunciare a una posizione per la quale ho studiato e per la quale ho concorso … e per la quale cerco di assolvere al meglio il mio incarico … e per onorare la quale cerco di portare avanti una iniziativa che possa provare a fare della Regione un posto di lavoro migliore per chi ci lavora e una organizzazione che eroga servizi che servono alla comunità siciliana.
Non so se hai letto il documento di cui al post … “Perchè no” e l’ “Organizzazione che vorrei”, del 3 febbraio 2013, domenica  … lì c’è buona parte di ciò al quale vorrei lavorare. Credo che si tratti di un progetto per far crescere tutti, ma si tratta di un semplice “contributo” a un dibattito che dovrà animare la vita dell’associazione … insieme a tanto altro ancora.
Partire con l’idea di essere considerato una sorta di usurpatore non credo che sia il migliore dei viatici possibili.
Non penso che all’interno dell’associazione ci debba essere un pensiero unico, ma se ci sono dei pregiudizi forti nei confronti di una categoria di potenziali soci dell’associazione lo ritengo un grosso limite alla capacità di poter affrontare con la necessaria leale collaborazione le attività che ci attendono.
Se dovessi aver frainteso il senso dei tuoi post ti chiedo scusa. Se dovessi prendere in considerazione l’idea di aderire all’associazione sarai il benvenuto, ma mi corre l’obbligo fare presente che chi è disposto a sacrificare un po’ del proprio tempo per portare avanti questo progetto non penso che possa apprezzare un luogo nel quale la critica viene anteposta alla proposta.
Cordialmente
Paolo Luparello”

Scrive Vincenzo C.

 

Caro Paolo,

 

il fraintendimento c’è, e grande come una casa, ma me ne assumo la colpa dovuta evidentemente ad una  mia scarsa chiarezza. La mia proposta di “ritorno al passato” è un’ estrema ratio dovuta ad alcune considerazioni sulla legge regionale 10/2000. E’ una legge nata male e cresciuta peggio. Non è stata del tutto applicata (area professionale per i dirigenti, area dei “direttivi”, concorso per dirigenti di 2^ fascia) e totalmente stravolta da vergognose leggi successive. La contrattualizzazione, dovrai ammetterlo è stata attuata al 100% per i dirigenti al 50% per tutti gli altri (dove sono le posizioni organizzative i profili evoluti e quant’altro tu stesso hai previsto nel CCRL quando eri all’ARAN?). Non si capisce perché un funzionario non debba avere un contratto individuale di lavoro, visto che la “privatizzazione” riguarda tutti. Non si comprende perché il salario accessorio debba essere un’ “alea” per il comparto e una certezza per i dirigenti. Non si comprende ancora perché a parità di indennità dirigenziale (di posizione variabile e risultato) tra i diversi servizi dei vari dipartimenti non corrispondano pari indennità dei funzionari e istruttori. Non si comprende infine perchè il salario accessorio del comparto (in particolare funzionari e istruttori) debba essere legato al “monte salari” e non alla complessità degli incarichi e mansion svolti.

Rimediare a tutto ciò non vuol, dure affatto depauperare i dirigenti attuali, anzi… Tempo fa proposi si affidare i “collaudi” tecnici amministrativi soltanto ai dirigenti, con la creazione di una specifica area, riservata per esempio a chi non vuole non può accettare incarichi “fissi”. Eliminare tutte le assurde long-list di esperti da sostituire con dirigenti ecc. Credo che nemmeno tu possa negare che vi sono posizioni dirigenziali remunerate in maniera assurdamente iniqua (alcune troppo altre troppo poco) in particolare quelle delle unità operative. Ci sono servizi dove il dirigente si fa un “mazzo così” ed altre dove si limita a firmare quattro note l’anno eppure tutto ciò a parità di indennità. Così capita anche per i funzionari. Ci sono uffici dove è prevista un’indennità di presenza (indipendentemente dalla reale prestazione dei beneficiari di tale indennità) ed altri (fortemente strategici come energia o acqua e rifiuti o territorio) dove non c’è un’ora di straordinario e un minimo di FAMP (max 2.500 annui per un funzionario D6). Non voglio continuare con le anomalie nell’organizzazione regionale che tu conosci bene (formazione del personale frammentaria e inutile, sovrapposizione di competenze, pletora di dipartimenti e di servizi ecc.) Per concludere e non annoiarti troppo, la mia proposta non mira certo ad “attentare al bilancio familiare di un paio di migliaia di famiglie” (ma ci sono pure le altre 15000 di famiglie caro Paolo), né prevedere retrocessioni, anzi…. infine credo una possibilità, almeno una speranza di carriera sia dovuta e debba essere consentita, fosse anche per potere lavorare meglio e con serenità…. A presto Vincenzo C

Replico

“Caro Vincenzo,
sono d’accordo con tutto ciò che scrivi.
Rientra nel mio impegno, e spero che sia anche quello dell’associazione, lo sforzo di provare a disegnare una Amministrazione attenta alla persona e alla sua professionalità.
Il mio approccio vorrebbe partire da un modello di organizzazione che sia quello che serve per rendere i servizi ai siciliani e all’interno di questo modello individuare un percorso che riconosca il merito di tutti i lavoratori di buona volontà.
L’associazione non è un soggetto che siederà a tavoli di contrattazione e quindi potrà avere la libertà di lavorare a ciò che è bene … senza condizionamenti.
Abbiamo tanto lavoro da portare avanti e il lavoro sarà tanto meno oneroso quanto più chi aderirà condivide questi principi base.
A presto
Paolo”

 

 

Ricevo, divulgo e commento

“Paolo,

è chiaro che durante il primo incontro ci sarebbero state esternazioni di vario tipo, serve anche per approcciarsi con tutti e comprendere la finalità dell’associazione.

Noi stessi siamo venuti, non per parlare o proporre, ma per capire di più, ascoltare e cogliere le sfumature.

La qualità a me personalmente mi è sembrata “sufficiente” per incominciare un percorso, ma credo non sia ancora abbastanza. Per qualità intendo l’unione di colleghi che non sanno solo lamentarsi con la speranza che sia l’associazione a risolvere le “magagne” regionali, ma appunto essere freddi e propositivi. Gli animi “caldi” spesso non portano a nulla proprio perchè nell’enfasi di dire tutto e subito non si capisce niente.

La partecipazione è stata scarsa, e questo non è positivo ne convieni, quindi molto probabilmente la “sensibilizzazione” non è di tutti malgrado la buona volontà e i buoni propositi, quindi si rischia che a decidere le “strategie e gli obiettivi siano solo in pochi e gli stessi.

Certo comprendo che non è colpa di nessuno, l’astensionismo è un male comune ovunque, ma mi chiedo, forse è il caso che tu sensibilizzi un pò tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa tramite il blog o simili, anche per far comprendere di più cos’è “perche no”?

Forse anche facendo capire che abbiamo intenzione (mi pare di aver colto questo lunedi) di tutelare anche i “nostri” interessi di regionali bistrattati, certo utilizzando le giuste parole e la diplomazia che a te non mancano.

Bho non sò questo è in breve il mio pensiero.

Saluti”

Cara amica,

innanzitutto grazie per aver partecipato all’incontro e ancora grazie per aver trovato il tempo e la voglia di indirizzarmi queste tue righe.

Accolgo i tuoi suggerimenti e proverò a essere ancora più divulgativo nella comunicazione attraverso il blog.

A oggi siamo 253 i colleghi ed ex colleghi che abbiamo manifestato l’intenzione di aderire.

All’incontro di lunedì scorso mi aspettavo una partecipazione non superiore ai 10-15 colleghi … avete partecipato in almeno 40 e diversi sono stati quelli che mi avevano anticipato la loro partecipazione e poi non sono venuti, così come molti di più sono stati i colleghi che sono venuti senza avermelo anticipato. Tanti altri colleghi mi avevano anticipato che non avrebbero potuto partecipare per impegni già presi, per motivi elettorali e per motivi di salute.

Considera anche che gli aderenti a Perchè no non sono solo “palermitani”. Fortunatamente abbiamo simpatizzanti in tutte le province siciliane e non era questa l’occasione per sobbarcarsi l’onere di partecipare all’incontro.

L’incontro non voleva essere una assemblea plenaria, aveva lo scopo di scambiarsi le idee su chi siamo e cosa vogliamo fare a beneficio di chi sentiva il bisogno di un confronto in presenza … tutto qua!

Sono fiducioso e spero che le tante amiche e amici non si limitino a una semplice delega, ma che trovino il tempo per portare avanti le iniziative dell’associazione.

Gli scopi dell’associazione sono variegati ma il fine ultimo è quello di rendere giustizia a quei lavoratori della Regione Siciliana che nonostante tutto e tutti continuano a impegnarsi e a far andare avanti l’amministrazione. Potremmo anche far finta che tutto ciò che si dice sui dipendenti della Regione non ci tocca ma non possiamo più sottrarci perchè il discredito che ci viene buttato addosso serve per fare di noi dei lavoratori di serie B … e noi non siamo lavoratori di serie B e dobbiamo pretendere lo stesso rispetto e gli stessi diritti di tutti gli altri lavoratori.

Appena l’associazione sarà costituita proverò a organizzare una assemblea alla quale vedremo di convincere a partecipare quanti più soci possibile e tutti insieme eleggeremo gli organi statutari dell’associazione … in quell’occasione potremo dire se saremo pochi o tanti … ma ti assicuro fin da adesso che qualunque sia il numero la qualità è di assoluto rispetto … fidati!

Ancora grazie e a presto.

 

Ricevo e rispondo

“Caro Paolo, il Dipartimento Beni culturali ha deciso di sopprimere 10 Parchi archeologici, tra cui il mio (Parco archeologico di XXX) e credo che presto verrò trasferito chissà dove, non conosco le modalità con cui tutto questo succederà, ma succederà. Il D.G. Gelardi ha detto che possiamo partecipare agli Atti di interpello, abbiamo in proposito inviato una lettera aperta al D.G. e alcuni colleghi si sono rivolti a xxx che ha chiesto un’audizione del D.G.in aula. Io vorrei sapere da te se, venendo meno il posto di lavoro, il mio contratto che scade nel 2014 si estingue automaticamente e quindi verrò retribuito nel periodo intermedio senza l’indennità prevista dal contratto e se avrò poi un nuovo contratto varrà ancora la clausola di salvaguardia del vecchio contratto? che per me era importante perchè lavoro fuori sede e le spese aumentano sempre più.”

Caro XXX,
in base alla mia passata esperienza penso che ci si dovrebbe comportare come quando fu attuata la riorganizzazione dei dipartimenti che portò alla revoca di tutti i contratti al 30 giugno 2010. In pratica, i contratti, tutti, dovrebbero essere revocati e, nelle more dell’affidamento del nuovo incarico e della attivazione del nuovo funzionigramma, a ogni dirigente dovrebbe essere indirizzato un ordine di servizio con il quale gli si dovrebbe chiedere di svolgere le precedenti funzioni fino all’attivazione del nuovo funzionigramma. In sede di stipula del nuovo contratto individuale al dirigente andrebbe riconosciuta una indennità pari a quella in precedenza percepita per il periodo “transitorio” e la nuova indennità contrattuale a far data dal conferimento del nuovo incarico. Se l’Amministrazione si rivelasse più efficiente che nel passato si potrebbe realizzare che all’indomani delle revoche dei contratti venga attivato il nuovo funzionigramma con conferimento dei nuovi incarichi. In questo caso potrebbe non esserci un periodo transitorio e ogni dirigente passerebbe dall’indennità percepita prima della riorganizzazione a quella spettante per il nuovo incarico … nel rispetto della attuale clausola di salvaguardia che prevede una eventuale decurtazione della indennità non superiore al 10 %.
Spero di essere stato chiaro … ma lo sarà certamente di più il responsabile dell’area della dirigenza del tuo sindacato al quale comunque ti invito a rivolgerti, non vorrei che la lontananza dal sindacato attivo mi stesse creando delle “amnesie” o che le mie conoscenze risultassero oramai datate.
nel ringraziarti sempre per la fiducia
un abbraccio
Fedro, ex sindacalista

 

 

 

Ricevo, divulgo e rispondo … l’autrice mi ha autorizzato a pubblicarne il nome

“Caro Paolo,

io condivido in pieno il Luparellopensiero sulla ormai improcrastinabile esigenza di opporci con tutte le nostre forze a questa deriva che, per chi come me ha sempre lavorato al meglio delle sue possibilità e senza mai guardare al cartellino segnatempo e ai soldi, è davvero offensiva e pesante da sopportare. 

Credo, però, che, così come ti ho accennato in una precedente e-mail, la consapevolezza dei lavoratori passa necessariamente attraverso la conoscenza e la competenza. E in tutta sincerità, credo che ci sia un gran bisogno di sviluppare le competenze. Lo so che probabilmente non dovrebbe essere compito dell’associazione, visto, fra l’altro. quanto e come si è speso in passato per la formazione del personale regionale, ma mi piacerebbe pensare che possa essere un luogo virtuale in cui realizzare un vero scambio tra noi su questioni inerenti il lavoro e in cui tutti possano avere il modo di crescere in competenza e nella cultura delle regole purchè ne abbiano voglia.
Mi piacerebbe che crescesse una mentalità secondo la quale il lavoro sia considerato un patrimonio comune e non lo strumento per il mantenimento di privilegi da parte di alcuni. 
Mi piacerebbe che chi la pensa come noi diventasse una tale forza da far sentire minoranza vergognosa i fannulloni e in generale tutti quelli che credono che lo stipendio sia un diritto dovuto soltanto al fatto di essere presenti in ufficio.
Insomma mi piacerebbe davvero poter essere orgogliosa di appartenere ad una categoria di lavoratori che me ne dia davvero il motivo.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi
Buona domenica
Patrizia Cardinale”
Cara Patrizia,
la pensiamo esattamente allo stesso modo e, credo, se tu hai manifestato interesse per l’iniziativa è proprio perchè ne sei convinta.
Ho tante idee che vorrei che l’associazione si intestasse … per esempio il premio per il dipendente dell’anno!
Anche sulla fomazione ho delle idee e sono lieto che ci saranno persone come te che lavoreranno affinchè l’associazione possa proporre delle valide iniziative.
Sapere che ci sono persone come te, e come tante altre che sono conoscenze comuni, mi fa sentire meno solo e sempre più orgoglioso del mio lavoro al servizio della Regione.
Faremo grandi cose … ma non perchè siamo fuori dal comune, perchè là fuori c’è un deserto e noi proveremo a renderlo fertile … si può … fidati di un agronomo!
Con profonda stima
Paolo Luparello, Fedro
P.S. Grazie per il “Luparellopensiero” ma spero soltanto di essere un interprete di un sentimento comune e con “Perchè no” vedremo quanto diffuso!
 
 
Unitamente alla manifestazione di interesse ad aderire a “Perchè no” l’amico V.C. Mi ha indirizzato la richiesta che di seguito riporto …
“Salve dott. Luparello
Premetto che sono piuttosto scettico nei confronti dei sindacalisti, forse perché lo sono stato per vent’anni, ma, considerato che Lei ha lasciato l’attività sindacale attiva, ho deciso di scriverle in quanto spinto da una certa curiosità per la sua iniziativa. Come vede, ho copiato, su suo suggerimento, il testo della mail, tuttavia, poiché non mi piacciono molto le “scatole chiuse”, mi piacerebbe avere qualche anticipazione. In particolare, gradirei conoscere la sua posizione riguardo al sistema (attualmente schizofrenico, iniquo, inefficace ed inefficiente) di distribuzione del salario accessorio tra dirigenza e non dirigenza (non amo la parola “comparto” e biasimo chi l’ha inventata…).
Infatti, io credo che l’intervento oggi più urgente sia quello della riforma del salario accessorio. Il FAMP e il fondo contrattualizzazione dirigenza dovrebbero confluire in un fondo unico insieme ai risparmi dovuti alla riduzione delle indennità dei componenti degli uffici di diretta collaborazione ed altri risparmi, al fine di stabilire finalmente degli incentivi per “ufficio” o “team” e non più ad personam x i singoli dirigenti. Dovrebbe seguire il contratto unico dei dipendenti regionali (dirigenza, quadri intermedi e impiegati) con percorsi di carriera certi sia nei criteri di merito sia nei tempi, oltre alla piena attuazione di tutte le disposizioni della L.R. n. 10/2000, fra cui il concorso per dirigente di seconda fascia.
Saluti, V.C.”
 
Caro V.C., innanzitutto diamoci del tu.
Ho appena finito di scrivere e pubblicare il post … Perchè no … provo a spiegarmi meglio!, del 19 gennaio 2013, sabato … nel quale ho provato a descrivere il senso dell’iniziativa che vorrei portare avanti con i tanti colleghi di buona volontà e motivati che la nostra Amministrazione annovera tra i suoi ranghi. In quel post dico anche che “Perchè no” non è un sindacato e le domande e le soluzioni che tu proponi sono di carattere sindacale. Detto ciò però non mi voglio sottrarre alle domande.
Il ritorno al passato con un unico comparto di contrattazione non credo che sia una ipotesi percorribile, saremmo gli unici in tutta Italia e anche in Sicilia. La tua idea di un salario accessorio legato alla “performance di team” non è male sul piano dell’organizzazione e dei risultati che si possono raggiungere. Sul piano economico non so quanto i vantaggi risponderebbero alle tue attese. Considera infatti che il fondo per la contrattualizzazione della dirigenza ammonta a circa 36 milioni di euro dei quali circa 6 destinati ai dirigenti generali e agli uffici di gabinetto. Se ipotizziamo che i 30 residui potrebbero confluire nel fondo unico per il salario accessorio la sua consistenza arriverebbe a circa 80 milioni di euro (credo che il FAMP attuale del comparto non dirigenziale valga circa 50 milioni di euro). Se non fosse per la quota da destinare comunque alle performance dei dirigenti la disponibilità del vecchio Famp si incrementerebbe di circa il 30 % e quindi il salario accessorio medio non potrebbe aumentare più di tanto, ma considerato che la “performance” dei dirigenti andrebbe comunque remunerata credo che dei 30 milioni del loro vecchio fondo soltanto una decina potrebbero essere redistribuiti tra le altre qualifiche. Certo se a queste risorse si aggiungessero i fondi del famoso articolo 16 di cui godono alcuni dipartimenti, non si erogassero le indennità di cui godono negli urega e tutte le altre indennità che sono presenti in tanti dipartimenti non gravanti sul Famp, la massa del fondo sarebbe certamente più consistente e potrebbe distribuire “dividendi” più sostanziosi per tutti (+20-25%) … tranne naturalmente per gli attuali percettori di tutte le risorse che abbiamo ipotizzato dovrebbero confluire nel fondo unico del salario accessorio. Devi però ammettere che per arrivare a una simile rivoluzione qualche difficoltà la si incontrerebbe, la naturale reazione di chi oggi gode di certi livelli di indennità e di salario accessorio.
Riguardo ai concorsi per l’accesso alla seconda fascia dirigenziale la mia posizione è nota e la riporto ancora una volta nel post … Il sindacato che non sta a pettinar le bambole, del 19 gennaio 2013, sabato … . In questa mia posizione spesso trascuro le attese di chi vorrebbe partecipare al concorso per l’accesso alla seconda fascia e che non sarebbero soltanto i dirigenti di terza fascia ma anche i soggetti “esterni” ai quali non può essere precluso l’accesso al concorso, ma mi domando … l’Amministrazione ha ancora bisogno di dirigenti? Ripeto, parlo però da dirigente.
Ma come dicevo all’inizio questi sono temi sindacali che lascio ai sindacati … Perchè no vorrei che si occupasse di altro!
 

Anche se non mi occupo più di sindacato ricevo di tanto in tanto qualche richiesta di informazioni.

C’è già chi fa questo mestiere ed è sicuramente più preparato e aggiornato di me … provo comunque a rispondere.

“Caro Paolo, visto che hai partecipato alla redazione del contratto dei Dirigenti mi vuoi spiegare tu o il tuo caro amico Bologna (io per ben tre volte non sono stato ricevuto) per quale motivo avendo presentato domanda di dimissioni l’11.11.2011 (per pensione all’1.1.2012) tale data viene d’ufficio spostata al 16.11.2011 con danno a mio carico di ulteriore ritardo di 5 giorni e relativo pagamento della indennità sostitutiva per ritardato preavviso? Vorrei che qualcuno (visto che neanche all’Aran ne hanno contezza) mi spiegasse la logica giuridica che sta alla base di una tale norma del c…….
Per quanto a mia conoscenza la data di una qualsiasi istanza per qualsiasi istituto giuridico esistente è quella del timbro postale se l’istanza viene spedita raccomandata per posta oppure al massimo la data in cui l’amministrazione riceve la medesima istanza. In questo caso la mia domanda è stata protocollata, come già detto l’11.11.2011 quindi gli effetti giuridici dovrebbero decorrere dalla stessa data ma per effetto del contratto regionale vengo penalizzato di ulteriori 5 giorni ed è come se l’avessi presentato il 16.11.2011. Non ti sembra una stronzata o peggio una norma in contrasto con i principi generali del diritto. Dammi una risposta “concreta”. Francesco Larosa”

Caro Francesco, ho avuto modo di confrontarmi con la funzione pubblica e devo riconoscere che la lettura che viene data dei commi 3 e 4 dell’articolo 54 del CCRL della dirigenza della Regione Siciliana 2002-2005 appare corretta.
Quello che sembra illogico è il disposto del comma 3 (I termini di preavviso decorrono dal primo o dal sedicesimo giorno di ciascun mese), che probabilmente risponde a un’esigenza tecnico-organizzativa dell’Amministrazione recepita nel contratto.
Faccio presente che non partecipai alla stesura di quel contratto in quanto in quel periodo non svolgevo attività sindacale.
Tornando alla questione dell’indennità di mancato preavviso, ti avrebbero dovuto avvisare sull’onere al quale andavi incontro e ti avrebbero potuto proporre una data successiva di collocamento in quiescenza … ma questa è un’altra storia.
Chiudo ringraziando l’amico Francesco per la considerazione che ha nei miei confronti … ma queste faccende sono materie sindacali e io non me ne occupo più … al momento.
Cordialmente

 

 

A proposito del post … Dichiarazione di voto di Fedro, del 6 gennaio 2013, domenica … ho ricevuto il seguente commento:

“certo fa un certo effetto sentire dichiarazioni a favore di rigor montis l’amico dei banchieri colui che toglie ai poveri per lasciare il patrimonio inalterato ai ricchi, che ha tagliato gli stipendi degli impiegati pubblici e le pensioni lasciando inalterati i costi della politica e le pensioni d’oro, potrei continuare per ore ma mi sorge un dubbio questi cambi di casacca sono dovuti agli ultimi provvedimenti del governo crocetta? se così fosse ho il timore che qualcuno cadrebbe dalla padella alla brace………”

Si potrebbe parlare di “cambi di casacca” nel mio caso se avessi aderito a un partito, movimento, o altro, e poi lo avessi lasciato per passare a un altro.

Io sono un semplice elettore che assiste come tutti gli italiani al teatrino della politica e cerca di decidere su cosa possa essere il meglio per gli italiani e non necessariamente soltanto per se stesso.

Cerco di votare gente perbene che militi in partiti, movimenti, o altro non troppo ideologicamente lontani dalla mia cultura politica (socialista) e che non fanno della demagogia l’unica loro azione politica.

Riguardo al professore Monti lo considero, ma non credo soltanto io, una persona preparata e che può dare ancora tanto al Paese.

Naturalmente se il commentatore ha sottomano un leader politico in grado di aumentare le pensioni al livello che ritiene più coerente con una esistenza dignitosa, aumentare gli stipendi dei lavoratori, ridurre la pressione fiscale, stabilizzare tutti i precari e garantire la piena occupazione di tutta la forza lavoro attiva, facendo pagare tutto ciò ai ricchi (chi sono i ricchi?) oppure agli evasori fiscali oppure incrementando ulteriormente il debito pubblico o facendo tutte queste cose insieme, sono pronto ad ascoltare il suo programma … e potrebbe anche convincermi … forse!

Io credo di essere semplicemente una persona di buon senso, come ce ne sono tante in Italia, che spera in un futuro migliore per le nuove generazioni e che invece assiste da decenni allo sperpero del denaro pubblico, con una esplosione del debito pubblico il cui costo ricadrà sui nostri figli.

Vogliamo continuare su questa strada?

Io scelgo Monti. Non voglio convincere nessuno e non sto aderendo a nessun circolo o sezione o comitato.

Come faccio oramai da diversi anni affido al blog le mie chiacchiere non solo per “ascoltarmi” ma per “ascoltare” i limiti del mio pensare e ringrazio chi dedica del tempo a leggere e anche a rispondere alle mie chiacchiere … anche se non è d’accordo con me.

Riguardo al rischio di passare “dalla padella nella brace” non ho dubbi che il percorso per risanare il Paese sia ancora lungo e doloroso … ma stimo Monti … a prescindere.

 

 

Ricevo e provo a rispondere

Caro Paolo,

innanzitutto ti ringrazio per avermi fornito le nuove credenziali di accesso.

C’è un argomento che vorrei sottoporre alla tua attenzione e precisamente la situazione del funzionigramma del Dipartimento regionale del lavoro, dell’impiego,
dell’orientamento, dei servizi e delle attività formative (ex Dipartimento Lavoro accorpato con ex Agenzia per l’impiego). Dal 1 luglio l’Agenzia per l’impiego non esiste più e le relative competenze sono passate al Dipartimento Lavoro che ha assunto il nome di cui sopra. A fronte di questo accorpamento c’è una procedura che prevede una serie di passaggi, tra cui il nuovo funzionigramma che deve essere ancora approvato in Giunta e a seguire deve essere decretato dal Presidente della Regione. Passaggi che dovevano essere fatti quando era ancora in carica Lombardo ma che per una serie di motivi (probabilmente molto validi…) non sono stati fatti. Ora il problema non indifferente, per quanto mi riguarda, è che i contratti dei dirigenti che scadevano il 31/12/2012 sono stati risolti in data 10/09/2012 con decreti del Dirigente Generale, ma non sono stati fatti i nuovi contratti, poichè la Funzione pubblica ha rigettato i decreti di conferimento dei nuovi incarichi. Ciò in quanto la procedura messa in atto è imperfetta, mancando il passaggio dalla Giunta e il decreto del Presidente. Sta di fatto che dal 1 luglio non ci pagano la parte variabile e non si sa come andrà a finire. E ancora più grave è che i dirigenti attualmente di fatto dirigono le nuove Aree e Servizi ma senza contratto, assumendosi anche delle responsabilità che non so che valore abbiano. Il nostro Dirigente Generale, a dire il vero si sta occupando della cosa, ma sembra che la Segreteria Generale boicotti il passaggio in Giunta del funzionigramma, con la conseguenza che noi continuamo a lavorare senza contratto e senza indennità. E poi sarà possibile sanare una situazione che doveva espletare il Governo Lombardo? Cioè Crocetta firmerà un decreto con valore retroattivo?

Tu che ne pensi? e che si può fare per sbloccare la situazione?

Attendo un tuo riscontro.

Ciao, M.”

Caro M.,

premettendo che non svolgo più attività sindacale dallo scorso marzo, provo a dirti la mia sulla situazione che descrivi e di cui avevo già sentito parlare ma non nei termini da te descritti nella tua mail.

Innanzitutto devo dire che ho avuto modo di conoscere la dott.ssa Corsello e mi è sembrata collega preparata e mossa dalla volontà del fare.

In questa vicenda però credo che si siano commessi una serie di errori, primo fra tutti quello di “attivare” un dipartimento senza che questo sia stato apprezzato con una deliberazione della Giunta di Governo. Fino a che questo non succederà l’unica soluzione, anche per un “problemino” di continuità amministrativa, i vecchi dipartimenti dovranno continuare a operare sotto la guida del dirigente generale a cui è stata affidata la delega. Quindi non ritengo che sia stato corretto risolvere i contratti dei dirigenti dei due dipartimenti che però potranno essere “resuscitati” revocando il provvedimento con il quale sono stati risolti “intempestivamente”.

Secondo me, fino a quando non sarà adottato “correttamente” il nuovo funzionigramma restano in piedi le vecchie strutture e su quella base si deve continuare a operare. Credo, ma il consulente legale del tuo sindacato o quello tuo personale potrà essere più preciso, che ci siano tutti gli estremi per adire le vie legali, purtroppo.

Ritengo non percorribile l’adozione di un funzionigramma “ora per allora” in quanto, per quel poco che so di diritto amministrativo (ma sarebbe più opportuno parlare di buon senso), come si farebbe a essere preposti a una struttura dal 1° luglio 2012 quando la stessa è stata costituita nel 2013?

Concordo con te che tutti gli atti emessi dagli uffici “fantasma” sono a rischio di nullità o illegittimità … uno dei tanti ricordi che ci ha lasciato l’ex presidente.

Caro M., consentimi però una riflessione.

Come si può accettare di stare 6 mesi, e chissà ancora per quanto, in questa situazione che non solo è una mortificazione sul piano professionale (ma in che Amministrazione lavoriamo!) ma è anche un danno sul piano economico.

Prendi comunque queste mie considerazioni con il beneficio d’inventario … chi ti risponde è Fedro e non un dirigente sindacale!

Grazie comunque per la stima e la considerazione … e naturalmente Buon Anno … ne abbiamo proprio di bisogno!

 

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Al mio post … Dirigente regionale! Sei nel mirino di Crocetta!, del 3 dicembre 2012, lunedì …  ho ricevuto il seguente commento di una vecchia conoscenza che di seguito riporto …

“Credo che alle affermazioni del Presidente Crocetta non debbano seguire reazioni scomposte e piuttosto puerili. Mi pare puerile infatti la sua elencazione di domande retoriche la cui risposta è ovvia, ma poi mica tanto… Non mi aspettavo certo che lei, arroccato nella difesa di una lobby indifendibile, potesse passarsi una mano sulla coscienza e ammettere delle colpe della dirigenza e dei sindacati che la rappresentano che, in realtà ci sono, colpe che, è necessario rammentarlo sono di azione ma anche di omissione o culpa in vigilando, mi riferisco a tutte le leggi e leggine che hanno “gonfiato” gli uffici di gabinetto, la possibilità di incarichi esterni di D.G., e capo di gabinetto (del Presidente), la creazione di società esterne (dove ricordo hanno avuto ottima collocazione decine e decine di dirigenti regionali), e tanto altro… Ancora,
E’ colpa (anche) vostra se la legge regionale 10 ha creato il “monstrum” della terza fascia dirigenziale;
E’ colpa (anche) vostra se è stata equiparata economicamente la seconda alla terza fascia dirigenziale;
E’ colpa (anche) vostra se non è mai stato bandito il concorso per la seconda fascia dirigenziale;
E’ colpa (anche) vostra se il meccanismo retributivo accessorio della dirigenza è totalmente disancorato da quello dei dirigenti che partecipano a pieno titolo all’azione amministrativa e al conseguimento degli obiettivi;
E’ (anche) colpa vostra se vi sono decine di incarichi di servizi e aree e unità operativa totalmente inutili;
E’ (anche) colpa vostra se tutti gli incarichi sono attribuiti al massimo della fascia economica (anche le retribuzioni dei D.G. hanno origine contrattuale le ricordo);
E’ (anche) colpa vostra se si è creato un tale scola,mento tra dirigenza e comparto (soprattutto le fasce apicali);
E’ colpa (anche) vostra se l’amministrazione è al servizio della dirigenza e non viceversa (art. 42, “diritto” all’incarico, ecc.).
L’”anche” si riferisce come lei avrà compreso sia alla politica sia al sindacato nel quale ricomprendo pure quelle sigle che “difendono” il c.d. comparto
Ma, credo sia inutile continuare, non c’è più sordo chi non vuole intendere…
P.S. so benissimo che i documenti di cui ho postato il link discendono da contratti collettivi, ma le sembra equo e aderente al principio di buon andamento il “raddoppio” della retribuzione da un giorno all’altro?”

Al quale ho risposto così …

Chi tra me e te è sordo lo lascio decidere ai lettori di questo blog.
In quello che scrivi c’è del vero e ci sono delle inesattezze. Più volte te le ho contestate e ti ho spiegato come stanno le cose ma come ben dici tu “non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare”.
Tu, come me, fai parte di una lobby, con un’unica differenza … noi abbiamo ottenuto ciò per cui abbiamo lottato, tu, o voi, non ci siete riusciti.
Tu non vuoi tutelare un diritto nel nome di una collettività o di un popolo ma, giustamente, nell’interesse di una categoria circoscritta di soggetti aventi specifiche caratteristiche, quindi non sei diverso da me!
Come più volte ho avuto modo di scriverti … combatti la tua battaglia, non cercare cavilli, non denigrare il prossimo, vai per la tua strada. Ti assicuro che la dirigenza non ha nulla da temere dal riconoscimento sia sul piano economico sia su quello giuridico delle altre professionalità interne della Regione.
Non è aggiungendoti alla canea contro la dirigenza regionale che porti acqua al tuo mulino.
Se pensi che Crocetta e “l’opinione pubblica” ce l’abbia soltanto con la dirigenza sei fuori strada.
Nella casta che loro vogliono combattere ci sei anche tu!
Un funzionario che guadagna 2.000-2.500 euro netti al mese, che percepisce indennità da 10-12 mila euro lordi annui prestando servizio negli uffici di gabinetto o in altri uffici nei quali viene riconsociuta la stessa indennità, che riceve incarichi di revisore dei conti o di commissario presso enti, fa anche lui parte della casta, che ti piaccia o no!
Crocetta e “l’opiniona pubblica” considerano casta anche gli operatori e i collaboratori che a mala pena arrivano a 1.000 euro netti mensili in tredici mensilità perchè la loro furia è tale che non sono in grado di leggere i dati che qualsiasi ufficio del personale potrebbe mettere loro a disposizione.
Caro Pigmeo800, era tempo che non ti facevi sentire, mi sei mancato. Sapere che in questo momento tu e quelli come te stanno godendo dell’azione di Crocetta non puoi che darmi la forza per continuare a combattere per i miei diritti che mi sembravano poca cosa e invece mi rendo conto che c’è chi quel poco invidia profondamente. Mi dispiace per te ma Crocetta sta sbagliando e credo che molto presto se ne renderà conto … a risme di carta bollata … quella che piace tanto a te … hai un avvocato da consigliare?

 

 

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Ricevo e volentieri divulgo

“Ti inoltro le osservazioni fatte al mio sindacato (CGIL) sull’argomento.

Oggetto: REGIONE, CIRCOLARE DISCIPLINA PRESTITI DEL FONDO PENSIONI

Qualche perplessità:

  • “… Le domande potranno essere inoltrate esclusivamente tramite raccomandata a.r. …”

Secondo il CDA (Codice dell’Amministrazione Digitale) ogni Ente pubblico deve indicare un indirizzo di PEC e dare la possibilità di inviare le istanze per posta elettronica certificata.

  • “… Le comunicazionei relative all’istruttoria avverranno prioritariamente mediante comunicazione e-mail …”

L’Amministrazione si pone in maniera non paritetica con l’utente; richiede la Raccomandata a.r. ma comunica per e-mail.

A me interessa solo che si raggiunga l’obiettivo della parità (se non precedenza) fra cittadino e P.A.”

No, non c’è parità tra cittadino (anche dipendente) e Amministrazione … speriamo sempre in un futuro più paritario! (Fedro)

 

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Ricevo, divulgo e commento

” Palermo, 23 novembre 2012

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA

ON.LE ROSARIO CROCETA

On.le Signor Presidente,

con la presente intendiamo ringraziarLa per avere ristabilito democrazia, legalità e dignità al Corpo Forestale della Regione Siciliana.

Dalle notizie diffuse ieri dagli Organi di stampa in merito alla revoca dei mandati a 7 Dirigenti Generali abbiamo compreso che Continua a leggere »

 

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Il post … Un governo stellare per una Regione … sobria!, del 3 novembre 2012, sabato … ha stimolato in un abituale commentatore del blog di Fedro il seguente commento …

Non credo molto alla sobrietà alla Regione….soprattutto perchè noi siciliani abbiamo fama di voler essere “splendidi” ad ogni costo.
Anche quando non ce lo possiamo permettere.
Un consiglio al presidente Crocetta mi permetto però di darlo.
Se effettivamente dovesse riuscirgli di utilizzare, per la sua attività di governo, professionalità esterne senza spese o quasi, potrebbe provare a convincere a rientrare in servizio qualche valente ex dirigente generale disposto ad adeguarsi alla situazione e a mettere a disposizione dell’amministrazione i propri servigi senza nulla pretendere, oltre la già cospicua pensione percepita.
Sarebbe un bel modo per “riconciliarsi” con l’Ente e, soprattutto, con i siciliani che hanno pagato e continuano a pagare il loro trattamento di quiescenza.
Ve lo immaginate Crosta di nuovo all’ARRA, stavolta “a gratis”, anzi costretto a restituire anche parte del maltolto? (Romeo)”

Il commento di Romeo mi sollecita una riflessione.

Chi ha lavorato con l’avv. Crosta, Continua a leggere »

 

L’amico e collega Franco Scancarello mi ha chiesto di ospitare il resoconto di un suo incontro elettorale. Aderisco all’invito e mi limito a registrare che l’attenzione che viene data al Movimento 5 Stelle da “autorevoli” esperti del voto sono un buon segnale per il cambiamento in Sicilia! Auguro ancora a Franco che le sue previsioni possano avverarsi … potrebbe contare su un Presidente e su 4 parlamentari … non male! (Fedro)

Ieri sera mi sono incontrato con Continua a leggere »

 

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A proposito del post che ho pubblicato … Secondo un sindacato andrebbero sospesi tutti i conferimenti dirigenziali?, del 21 ottobre 2012, domenica … ricevo la mail che segue …

“Non credo si contesti la nomina dei dirigenti in quanto tali ma, secondo me, si contesta Continua a leggere »

 

Sempre  a proposito dell’incontro tra il dg Bologna e le oo.ss. regionali ricevo e divulgo il resoconto dell’amico e collega Franco Scancarello …

” Caro Paolo,

ieri non ho avuto tempo per informarti del mio contributo, per conto della UIL/FP, al tavolo di confronto sindacale dal D. G. Bologna, convocato per raggiungere l’intesa prevista dalla L:R: 9/12 sui criteri per attuare la norma che prevede la mobilità volontaria, per noi solo in uscita, verso gli EE  LL siciliani. Preliminarmente va detto che Continua a leggere »

 

Ricevo e commento

“Stamattina ho scoperto con mia grande sorpresa che le auto e gli autisti dell’Amministrazione regionale sono a disposizione di
magistrati ( il nominativo di uno l’ho appreso proprio stamane) che godono peraltro di altri benefici quale per fare un esempio di una
tessera che consente di accedere a tutti i mezzi di trasporto pubblici gratuitamente.
Sarebbe interessante verificare (ne sono certa ma ..) e approfondire l’argomento. Grazie Paolo sono certa che ci sarà un seguito.”

Cara amica, non dispongo di alcuno “strumento” per poter verificare la veridicità di quanto da te segnalatomi. Chissà che qualcuno leggendo questo post non possa “illuminarci”. Una considerazione: queste sono il tipo di cose che fanno pensare all’opinione pubblica chissà di quali benefici godono i dipendenti regionali!

 

Ricevo, pubblico e commento

Caro Collega, io mi sto appassionando, in questi giorni, a una questione che risveglia la mia sensibilità ogni qualvolta che si ripresenta: la vicenda – ultima in ordine di tempo – la trovo rappresentata in una delle pagine della testata web Live Sicilia, di cui ti riporto il link

Poiché, come vedo dai commenti, c’è l’opportunità di condividere una mail da inviare al Ministro Passera, ti volevo segnalare la circostanza qualora tu ritenessi di darne notizia attraverso i tuoi canali (mail ai colleghi?).
 
Per quanto mi riguarda, relativamente ai contributi che tu chiedi in ordine a proposte per la riforma della Regione, con specifico riferimento all’organizzazione delle funzioni e dei compiti dei dipendenti, sono convinto che non sia più rinviabile la reintroduzione dei ruoli tecnici nella dirigenza. Forse si potrebbe ritornare al principio che un architetto faccia l’architetto e non l’amministrativo, che un biologo eserciti la sua professione negli uffici tecnici anziché dirigere, per esempio un settore del personale, e così via.
Altra questione si porrebbe per la proposta di una norma (simile a quella recente introdotta per i capi di gabinetto) che imponga la nomina dei dirigenti generali tra i dirigenti nei ruoli regionali, vietando il reclutamento di esterni.
Questi i miei desiderata. Che, so per certo, tali rimarranno…

Cordiali saluti,

Riguardo alla faccenda del collega prepensionato Continua a leggere »

 

Ricevo, divulgo e commento

“Caro Paolo, oggi è stato pubblicato l’atto di interpello per tutte le postazioni dirigenziali del Dipartimento Regionale Azienda Regionale Foreste Demaniali.
A parte il fatto che la cosa appare di questi tempi perlomeno inopportuna, visto che si poteva tranquillamente effettuare una proroga di tutti i contratti in scadenza sino al 31 Dicembre, sia in vista dei provvedimenti da adottare in vista della spending review sia per metterci in linea con le scadenze contrattuali di gran parte degli altri Dipartimenti, peraltro in piena campagna elettorale, appare singolare la nota che ti allego con la quale si procede al “mantenimento ad interim” delle postazioni dirigenziali scadute (sic!).
Ti allego il tutto per le tue valutazioni e per ogni iniziativa che reputerai opportuna.”

Caro amico/a, sul comportamento del dg in ordine alla pubblicazione del “bando” a seguito del quale provvederà alla attribuzione dei nuovi incarichi non Continua a leggere »

 

Ricevo dal’amico e collega Ino Genchi e vi sottopongo

“Caro Paolo,Romeo ha ragione, perchè, come ben sai, le regole ci sono (art. 6, comma 2, L.R. 10/2000, e D.P. 11/2001) da 12 anni e sarebbe bastato applicarle, quantomeno avremmo limitato, il condizionale è d’obbligo, lo sconcio del Continua a leggere »

 

Ricevo, divulgo … ma prima commento!

Il comunicato a firma Pantano-Amato smuove le acque della palude stagnante delle relazioni sindacali dei dipendenti della Regione. Già immagino la frenesia che Continua a leggere »

 

Ricevo e divulgo … e commento!

“Ciao Paolo, volevo segnalarti che noi delle SOAT, Dipartimento Infrastrutturali, siamo nei guai perchè il nostro Servizio ci ha ufficialmente e perentoriamente invitati a Continua a leggere »

 

Il collega Massimo Greco mi segnala l’ordine del giorno approvato dal Consiglio Provinciale di Enna avente per oggetto la stabilizzazione del personale precario in servizio presso gli enti locali siciliani.

Per leggere l’ordine del giorno clicca sul link che segue Continua a leggere »

 

Ricevo, pubblico e commento

Ciao Paolo. Ti scrivo perchè sono veramente indignata di alcuni servizi che perora il Valerio Staffelli di “striscia la notizia” sta facendo sull’assenteismo dei dipendnenti pubblici (per il momento ha nel mirino le ASL), non so se ne hai visto qualcuno. A parte l’installazione secondo me illegale di videocamere che Continua a leggere »

 

Ricevo e divulgo e … commento

“Lettera aperta alle Organizzazioni Sindacali della Funzione Pubblica sull’emendamento approvato dall’Assemblea Regionale Siciliana
di smembramento del Dipartimento Regionale Azienda Regionale Foreste Demaniali

Sono un dirigente attualmente in servizio presso il Dipartimento Regionale Azienda Regionale Foreste Demaniali, iscritto a due sigle sindacali della funzione pubblica e del tutto convinto del ruolo importante che il sindacato riveste nella vita di ogni comunità politica e sociale.
Proprio per questa ragione mi sono deciso a scrivere queste poche righe dopo Continua a leggere »

 

Ricevo e divulgo … e commento

” Ritiro la delega: Inizia l’impegno Continua a leggere »

 

Ricevo e divulgo,

“Caro Paolo,

nonostante avessi accantonato l’idea di revocare la delega al sindacato al quale mi ero iscritto per la stima che Continua a leggere »

 

Ricevo, divulgo e commento

“Carissimo Paolo

non sono il primo, ho notato con piacere, e spero di non essere l’ultimo a sentire la necessità di esplicitare le mie considerazioni sul tanto agognato rinnovo contrattuale!

A dire la verità , contrariamente alle mie abitudini, faccio fatica a Continua a leggere »

 

Ricevo, pubblico e dissento

“Il voto è un diritto e come espressione della libera manifestazione del pensiero può anche non essere esercitato (cd. libertà negativa) per cui è del tutto legittimo non andare a votare.

Nessun cittadino può essere costretto a recarsi alle urne.

La voglia di far valere il mio diritto di voto è sempre stata molto forte… ma adesso è diventato più forte il disgusto.

Forse qualcuno mi appellerà come Continua a leggere »

 

Ricevo e pubblico

“Paolo , hai tutta la mia solidarietà e comprendo il tuo stato d’animo, ma diciamoci la verità questo atteggiamento e quanto altro è già successo fa parte di un disegno ben preciso ordito da chi sappiamo… ma non possiamo sbandierarlo perchè ne mancano le prove.
Se però vogliamo Continua a leggere »

 

Ricevo e rispondo

“Ciao Paolo, ti sottopongo una riflessione in libertà.
Può anche essere che non sia informato, ma leggendo i contratti dirigenziali di tutti i settori mi sembra che Continua a leggere »

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