Dalla LEGGE 15 maggio 2013, n. 9. Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2013. Legge di stabilità regionale.
 
La legge di stabilità regionale non è una legge normale, anche se a dire il vero tutte le leggi regionali hanno sempre qualcosa di “anormale”, e la sua lettura è sempre una fonte di ispirazione, oltre che naturalmente di obblighi per chi è chiamato ad applicarla.
Non sono in grado di entrare nel merito di tutti gli articoli, anzi, invito gli addetti ai lavori a farmi avere i propri commenti sugli articoli e commi più ermetici e dietro i quali si celano fotografie ben chiare a chi sa, ma per alcuni qualcosa mi sento di dire.
 
Qui il legislatore fa la voce grossa …
Art. 18. Monitoraggio della spesa – 1. Fermi restando gli stanziamenti di spesa autorizzati con legge di bilancio, ciascun centro di responsabilità verifica, con cadenza trimestrale, la propria disponibilità di cassa rispetto agli impegni assunti a quella data trasmettendo apposito prospetto alla Ragioneria generale della Regione. 2. La mancata trasmissione del prospetto costituisce grave inadempienza amministrativa ed autorizza la Ragioneria generale della Regione a diffidare l’amministrazione inadempiente dall’assumere ulteriori atti di impegno.
 
Addirittura una diffida a chi non “monitora”. Mi domando perchè i dirigenti generali devono mandare un prospetto alla Ragioneria generale della Regione che amministra il SIC attraverso il quale vengono effettuate tutte le transazioni relative agli impegni e ai pagamenti effettuati dagli uffici della Regione?
 
Mentre i dirigenti attenzionavano l’attacco alla clausola di salvaguardia e il taglio delle indennità, che ti fa l’ARS? Ti sega la vacanza contrattuale!
 
Art. 19. Contenimento della spesa del personale – 1. La corresponsione delle somme dovute a titolo di arretrati in attuazione del comma 9 dell’articolo 6 della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, previa sottoscrizione dei relativi contratti collettivi regionali di lavoro, decorre dall’esercizio finanziario 2014 con le modalità previste dal medesimo comma. 2. Al comma 10 dell’articolo 1 della legge regionale 16 gennaio 2012, n. 9, dopo le parole ‘quadriennio precedente.’ è aggiunto il seguente periodo: ‘L’indennità di vacanza contrattuale è riconosciuta esclusivamente per il biennio 2010-2011 nella misura prevista dalla legislazione statale.’.
 
Si continua quindi con la violazione di tutte le norme contrattuali e con il blocco delle retribuzioni dei dipendenti regionali che vengono ancora più penalizzati di quelli del resto d’Italia ma anche di quelli del pubblico impiego siciliano i cui redditi provengono dal bilancio regionale (enti locali, sanità).
 
No comment sull’articolo che segue …
 
Art. 20. Fondo salario accessorio personale con qualifica dirigenziale – 1. A decorrere dall’1 gennaio 2013 l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale con qualifica dirigenziale costituenti il fondo di cui all’articolo 66 del contratto collettivo regionale di lavoro 2002/2005, come determinato ai sensi del comma 8 dell’articolo 1 della legge regionale 16 gennaio 2012, n. 9, è ridotto del venti per cento. 2. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, con le medesime decorrenze, agli enti, aziende ed istituti sottoposti a vigilanza, tutela o controllo dell’amministrazione regionale o che comunque beneficiano di trasferimenti a qualunque titolo a carico del bilancio regionale, comprese le società a totale o maggioritaria partecipazione pubblica, anche se applicano un contratto diverso dal contratto collettivo regionale di lavoro.
 
Prima o poi sapremo cosa fanno questi lavoratori?
 
Art. 21. Contenimento della spesa degli enti regionali e delle società partecipate – 1. La spesa complessiva a carico dell’amministrazione regionale destinata al pagamento dei corrispettivi per i servizi acquisiti in convenzione dalla società consortile ‘Servizi Ausiliari Sicilia S.C.p.A’, risultante dalla definizione delle procedure di riordino di cui all’articolo 20, comma 2, lettera b), della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, è rideterminata, per l’esercizio finanziario 2013, nella misura massima di 63.747 migliaia di euro, di cui 48.670 migliaia di euro per i servizi resi in favore dell’amministrazione regionale o di altri enti regionali consorziati (UPB 4.2.1.1.2, capitolo 212533) e 15.077 migliaia di euro per il finanziamento da parte della Regione di una quota non superiore al 62,30 per cento del costo dei servizi resi in favore degli enti del settore sanitario (UPB 11.2.1.1.2 capitolo 412539). 2. La minore spesa per l’esercizio finanziario 2013, quantificata in 5.243 migliaia di euro, contribuisce al miglioramento dei saldi di cui al prospetto riepilogativo degli effetti della presente legge.
 
La norma che tutti aspettavano!
 
Art. 22. Auto di servizio – 1. È fatto divieto alle società regionali, alle società partecipate dalla Regione a prevalente capitale pubblico, alle agenzie regionali, alle aziende regionali, alle aziende sanitarie ed ospedaliere nonché agli enti sottoposti a controllo di cui all’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, di possedere e utilizzare auto di rappresentanza. Le auto di servizio, esclusivamente in uso condiviso (car sharing), non possono superare i 1.300 cc di cilindrata. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i predetti soggetti comunicano all’amministrazione regionale l’adozione del piano di dismissione delle autovetture di servizio. 2. Nella Regione l’utilizzo delle automobili di rappresentanza è riservato, esclusivamente, al Presidente della Regione ed agli Assessori regionali. L’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica predispone, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un piano di dismissione delle autovetture di proprietà della Regione, da sottoporre all’approvazione della Giunta regionale. 3. Ogni contratto di noleggio o assicurazione relativo alle autovetture considerate in esubero ai sensi dei commi 1 e 2, alla scadenza non può essere rinnovato.
 
E visto che il Governo e il legislatore non vogliono fare disparità guarda che trattamento riservano ai dirigenti del settore sanitario …
 
Art. 23. Riduzione indennità dirigenza settore sanitario – 1. Per il triennio 2013-2015, i compensi da corrispondere ai direttori generali, ai direttori amministrativi, ai direttori sanitari delle aziende sanitarie provinciali, delle aziende ospedaliere, delle aziende ospedaliere universitarie, del Centro della formazione permanente e l’aggiornamento del personale del settore sanitario (CEFPAS), dell’Istituto zooprofilattico sperimentale e dell’IRCCS Bonino Pulejo di Messina, con sede in Sicilia, restano fissati nelle misure in atto stabilite, ridotte del 10 per cento. 2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge i contratti in vigore sono rinegoziati ai sensi del comma 1.
 
Mentre per i dirigenti regionali il taglio delle indennità è “per sempre” … per i dirigenti della sanità sarà solo per un triennio e non per tutti i dirigenti … soltanto per quelli nominati dalla politica! Bravi … proprio bravi!
Domani continuo l’esame!
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  1 Commento per “Fedro commenta la legge di stabilità regionale 2013, del 23.05.2013, giovedì”

  1. E delle autoblu (e relativi autisti….) assegnate ai magistrati della Corte dei Conti, dell’Avvocatura dello Stato e del Tar che ne sarà?
    Nessuno ne parla….

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