Amministrazione aperta … ma fino a che punto? Si fa un gran parlare di “open data”, “open coesione”, “trasparenza”, “accessibilità”, ma poi, all’atto pratico, in cosa si traduce tutto questo?
Un amico mi segnala che sul sito http://www.regione.sicilia.it/amministrazioneaperta/ fino a 24-48 ore fa erano presenti circa 400.000 record mentre oggi ce ne sono molti meno. Che fine hanno fatto tutti i dati che sono spariti?
Ho provato a interrogare il data base e vengono fuori i soliti problemi interpretativi. A parte la solita scarsa “pulizia” dei dati, non si comprende fino a che punto gli uffici rispondono al dettato normativo. Gli uffici dell’azienda foreste demaniali, per esempio, la fanno da padrone e anche per il pagamento di poche centinaia di euro a un operaio forestale provvedono a pubblicare decreti e progetti. Alcuni uffici, per esempio, pubblicano pagamenti di poche decine di euro … ma non dovevano essere pubblicati i pagamenti superiori a 1.000 euro? Forse sono rimasto indietro!
Siamo sicuri che, come richiesto dalla norma, tutta questa trasparenza avvenga “senza oneri aggiuntivi” per l’amministrazione?
Mi domando: chi controlla la consistenza e la qualità dei dati e dei documenti pubblicati?
 
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  2 Commenti per “Troppa trasparenza alla Regione?, del 15.05.2013, mercoledì”

  1. Come ormai risaputo il sistema di pubblicazione dei dati relativi a pagamenti effettuati dalla P.A. è figlio dell’art. 18 D.L. 83/2012 convertito in L. n. 134/2012. Da premettere che la Regione Siciliana è stata tra le prime amministrazioni in Italia ad eseguire il dettato normativo per tutti i suoi uffici. Forse con “troppa” celerità e soprattutto (qui nasce il problema dell’enorme numero di dati) interpretando in maniera omnicomprensiva la tipologia di vantaggi economici da inserire. Questo ha provocato per l’Azienda Foreste l’obbligo di inserire tutti gli emolumenti per i propri braccianti stagionali, con migliaia di voci che si ripetono mensilmente. E’ chiaro che tutto questo ha comportato un aggravio di lavoro sia per gli uffici amministrativi che per i centri di elaborazione esterni.
    Per quanto riguarda la questione dei pagamenti fino a 1000 euro, la legge prescrive l’inserimento nel sistema all’occorrenza dei 1000 euro per ogni singolo beneficiario nel corso dell’anno. Questo comporterebbe la tenuta di una contabilità per singola ditta che consenta all’ufficio pagatore di “accorgersi” del superamento della soglia di 999,99 euro per effettuare l’inserimento. Una follia per la mole di dati del ns. ufficio. Follia comunque superabile con una modifica ai propri software di sviluppo che adotti un allarme al superamento del limite per ogni ditta; ma ovviamente apportare modifiche costa.
    Per quanto attiene ai controlli, l’assessorato al bilancio ha individuato per ogni dipartimento dei referenti responsabili della pubblicazione, che provvedono al caricamento sul sito dei dati provenienti dai singoli uffici.
    Una piccola nota personale: proprio il sottoscritto aveva messo in guardia a fine anno il Dipartimento Azienda del rischio potenziale che una interpretazione generalista della norma avrebbe fatto correre alla ns. attività. Purtroppo è andata come è andata.
    Ma una vera bomba si profila all’orizzonte: con la pubblicazione del D.lgs. 33 del 14/03/2013 sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni della P.A., non ci sarà angolo dell’attività degli uffici che potrà sfuggire all’obbligo di pubblicazione nei siti ufficiali, con le conseguenze di aggravio sull’attività che si può immaginare. Il tutto ovviamente “senza ulteriori oneri per l’amministrazione”.

  2. Riporto di seguito un mio commento a “Parabole del cotechino” di Mauro Bonaretti del 17 aprile u.s.

    E’ vero che la trasparenza richiede ulteriori adempimenti, ma è pure vero che l’amministrazione non ha ancora saputo (o voluto) dotarsi degli strumenti adatti. Continuiamo a vedere ogni adempimento singolarmente, mentre ci sarebbe la possibilità di soddisfare, se non anticipare, ogni esigenza senza reiterare n volte l’operazione di immissione dei dati.
    Pensate a tutte le banche dati che esistono nell’ambito della nostra Regione; se solo potessero veramente essere aggiornate in tempo reale e colloquiare tra loro non solo in termini informatici, ma anche e soprattutto in termini di standardizzazione di dati (regole certe e condivise per chiamare sempre allo stesso modo un dato ed immetterlo secondo gli stessi criteri), basterebbe individuare diversi output di visualizzazione (operazione fatta una volta per tutte) per avere tutte le elaborazioni di dati necessarie o auspicabili.
    Oggi, purtroppo, non è così e siamo costretti a reimmettere nell’ennesimo d/b da pubblicare sul web gli impegni di spesa per i successivi pagamenti.
    I risultati sono sotto gli occhi di tutti: gli uffici vengono immessi nel modo più variegato possibile, le causali del pagamento non sempre sono chiare (per esempio, non viene specificato se è la prima, la seconda, … tranche di pagamento su un determinato totale) e non sempre ci sono gli allegati o sono quelli giusti per far capire da cosa è motivato il pagamento e quali erano le condizioni per effettuarlo.
    Ma anche questa è strategia: ottempero, ma non rendo trasparente. Speriamo che presto questo gioco finisca.

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