Ricevo dal mio sindacato e divulgo
 
“Di seguito il ns. Comunicato sull’attivo unitario di oggi che Blogsicilia ha già inserito nel loro pezzo:
 
http://palermo.blogsicilia.it/precari-enti-locali-vertice-dei-sindacati-serve-il-confronto-sociale/186973/
> Si è svolto questa mattina al centro Don Orione di Palermo, l’attivo
> regionale unitario delle sigle confederali del pubblico impiego: Fp
> Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. All’assemblea ha preso parte anche il
> presidente della Regione Rosario Crocetta che già ieri al termine del
> confronto con i sindacati, aveva assicurato la propria presenza,
> accettando l’invito delle organizzazioni.
>
> Al centro dell’incontro, anche, uno dei temi più spinosi di
> questi mesi: quello riguardante le rotazioni dei dipendenti regionali.
> Sul tema, il governatore ha ammesso che “forse si è commesso qualche
> errore. Certamente potevano essere condivise, ma non
> esaspererei troppo la vicenda: chi non ha peccato, scagli la prima
> pietra”. Un’ammissione raccolta positivamente dalla Cisl-Fp Sicilia:
> “Prendiamo atto – ha detto il segretario generale, Gigi Caracausi –
> delle parole del presidente, che rappresentano un ulteriore segnale di
> apertura alle parti sociali. Sul tema della macchina regionale, ormai
> – aggiunge Caracausi – è il tempo di definire principi chiari, anche sul
> tema delle dirigenza, che va riorganizzata.
> Riteniamo fondamentale recuperare le risorse per i contratti dai risparmi di
> spesa derivanti dai tagli degli sprechi.
> Del resto, senza una seria riforma della burocrazia della Regione, è
> praticamente impossibile il rilancio dello sviluppo in Sicilia”.
>
> Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, poi, hanno chiesto a Crocetta l’avvio di
> una battaglia unica nei confronti di Roma sui temi come la
> stabilizzazione del precariato e lo sviluppo. Tanti i temi all’ordine
> affrontati: dalla stabilizzazione del precariato in scadenza a luglio,
> appunto, al futuro del personale delle Province e degli Ato rifiuti.
> Ed ancora: dal completamento della riforma della sanità “con
> l’istituzione della medicina territoriale” al futuro di enti a
> sostegno delle imprese come l’Irsap, l’Istituto regionale per lo
> sviluppo delle attività produttive, nato per sostituire le vecchie
> Aree di sviluppo industriale. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno
> mostrato apprezzamento per la volontà manifestata dal governatore di
> avviare tavoli tecnici di concertazione sulle singole questioni.
>
> “Vigileremo – hanno detto i sindacati – affinché si passi presto dalle
> parole ai fatti”. Ai lavoratori e rappresentanti sindacali arrivati a
> Palermo da tutte le parti dell’isola, Crocetta ha ribadito le
> rassicurazioni fatte ieri ai dirigenti sindacali. L’attivo regionale
> unitario non si teneva da anni ed è il risultato della ritrovata unità
> sindacale.”
 
Cosa dire. Una volta un caro amico, in una certa congiuntura, mi mise in guardia … “Timeo Danaos et dona ferentes” … ed ebbe ragione! 
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  1 Commento per “Crocetta incontra “solo” tre sindacati, non è un buon segno!, del 15.05.2013, mercoledì”

  1. E’ pazzesco!
    Questi signori ammettono che “La Sicilia è in una condizione economica disastrosa. La pubblica amministrazione dell’Isola è destrutturata e indebitata a causa dello scempio operato per anni e anni”.
    Ma quando si tratta di passare alle soluzioni quale è la prima proposta? “Dare qualche elemento di tranquillità ai precari siciliani della pubblica amministrazione”, come se tra i principali motivi del disastro attuale non vi fosse proprio una situazione di illegalità diffusa che ha portato, tra l’altro, ad una serie di sanatorie (anche in materia di precariato) che, ogni volta, hanno aperto la strada a sempre nuove e più gravi illegalità e inefficienze.
    Ove non bastasse l’indecenza del livello medio dei servizi resi ai cittadini siciliani dagli impiegati così “selezionati”, si pensi anche ai danni causati dalle sanatorie edilizie o al livello medio di preparazione degli studenti “formati” dai professori per la maggior parte selezionati (?) con metodi simili (stabilizzazioni).
    Tornando al tema, se è vero, come detto in sede di direttivo sindacale, che i precari di cui si tratta “svolgono funzioni essenziali all’interno degli enti locali”, allora la soluzione corretta (non solo nell’interesse di milioni di cittadini ad un uso oculato delle imposte che pagano, ma) per riaffermare la primazia della legalità, è mettere i posti di lavoro corrispondenti a pubblico concorso, onde immettere nelle amministrazioni i migliori e non i più “ammanigliati”.
    Se, invece – come i raffronti con le amministrazioni del resto d’Italia (per non dire dei fenomeni di assenteismo anche di recente perseguiti dalla Magistratura) fanno ritenere – parte di tali funzioni non sono essenziali ovvero possono essere svolte da un numero inferiore di addetti, in un periodo di crisi come quello attuale costituisce un vero scempio sprecare le poche risorse disponibili per perpetuare mere situazioni di privilegio.
    Visto che, si preferisce sacrificare l’interesse dei molti (che pagano le imposte) a beneficio dei pochi (introdottisi nell’Amministrazione “per caso” o per clientela), si abbia almeno il coraggio di parlare di rendita di posizione e di assistenza, utilizzando gli strumenti (anche finanziari) appropriati, senza compromettere i fondamentali principi di trasparenza e di legalità nell’accesso ai pubblici impieghi.
    Soprattutto, si consenta ai cittadini di beneficiare delle prestazioni di impiegati selezionati per merito e non per appartenenza politico-sindacale o “per mera casualità”, con i risultati che constatiamo giornalmente.
    A mio modo di vedere, è una battaglia di civiltà, prima ancora che di legalità e di riduzione degli sprechi.
    Ma fino a quando le associazioni dei “contribuenti” e degli inoccupati non si attiveranno – anche organizzando loro manifestazioni di piazza per ripristinare la legalità – è difficile che siano le stesse organizzazioni politiche e sindacali ad abbandonare i propri clienti e figliocci.
    Per conto mio, cercherò di diffondere il più possibili le presenti elementari considerazioni, confidando che, prima o poi, qualcuno ascolterà.

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