Oggi siamo riusciti in un’impresa alla quale hanno contribuito in tanti.
Singoli colleghi e alcune organizzazioni sindacali, prima fra tutte certamente la Cisl-Fp con i cui referenti sono stato costantemente in contatto.
E’ stato certamente un buon lavoro di squadra e dobbiamo essere grati anche a tanti deputati di diversi schieramenti ai quali è stata spiegata l’enormità che si stava compiendo nei confronti della dirigenza della Regione Siciliana.
Non ho potuto seguire i lavori d’aula, si svolgevano di mattina ed ero impegnato in riunioni di lavoro, ma mi è stato riferito da più fonti che l’onorevole Cracolici ha svolto un intervento nel quale ha ben rappresentato l’inopportunità dell’emendamento governativo che sopprimeva la clausola contrattuale di salvaguardia del CCRL della dirigenza … un grazie dovuto quindi all’onorevole Cracolici e al suo partito, ma anche agli altri che più si sono impegnati, e tra questi anche l’onorevole Totò Cordaro.
Questa vicenda mi porta però a svolgere alcune riflessioni.
Tutto questo impegno che per quasi 48 ore ha visto tanti colleghi attivarsi e sensibilizzare tutti coloro che si potevano sensibilizzare, cosa ha prodotto?
In fondo non è che abbiamo ottenuto qualcosa, anzi resta il taglio del 20% del fondo per le indennità dirigenziali, abbiamo semplicemente ottenuto il mantenimento dello status quo che ci permette di continuare a svolgere il nostro lavoro senza pesanti penalizzazioni.
Resta però il fatto che noi dirigenti della Regione restiamo nel mirino di un sempre più vasto schieramento di detrattori che ci accusano di tutto e di più come se fossimo noi i responsabili di tutti i mali della Regione.
Ma i nostri detrattori parlano con cognizione di causa?
Il Presidente non sa nulla di noi eppure viola sistematicamente le norme contrattuali dei lavoratori regionali in quanto siamo dei fannulloni e operiamo in un contesto opaco che più che a una Pubblica Amministrazione fa pensare a una consorteria di tipo mafioso dove la “manciugghia” è la norma.
I neo deputati del M5S ritengono che siamo troppi e che guadagniamo troppo e quindi propongono un taglio del 30 % del nostro trattamento stipendiale affinché si possano recuperare una cinquantina di milioni di euro da destinare al microcredito o al reddito di cittadinanza … nel nome di una solidarietà forzata da parte di ha tanto (???) nei confronti di non ha nulla o ha poco (i precari sponsorizzati o da sponsorizzare?).
I cittadini anonimi frequentatori dei siti web online non ci fanno mancare le loro critiche, che per la verità sono equamente distribuite tra tutti i dipendenti regionali senza distinzione alcuna … salvo quelli che si dilettano nel “fuoco amico”, come se il fango buttato sulla dirigenza non schizzasse anche su tutto il resto del personale.
Una parte dei colleghi dirigenti, e non (soprattutto), che se la prendono con chi di noi non risponde ai tanti personali ideali di dirigente tipo che naturalmente è pienamente rispondente al profilo di ciascun detrattore dirigente mancato o aspirante in servizio permanente effettivo.
Dulcis in fundo una stampa, soprattutto locale, che non ci ama e che sa che ogni qualvolta pubblica qualcosa sui dipendenti della Regione è come se agitasse il drappo rosso davanti a una mandria di tori.
Volendo usare una metafora … siamo costantemente seduti sulla bocca di un vulcano … attivo.
Possiamo continuare così?
Io ritengo che chi ha voce in capitolo dovrebbe farsi promotore di una iniziativa che si sforzi di superare tutte le contraddizioni, vere o presunte, dell’attuale legge regionale 10 del 2000 e provi a rimettere in cammino tutto il treno di questa Regione e non soltanto alcuni vagoncini. Si tratta cioè di far uscire la dirigenza regionale da questa presunta “precarietà” e di dare delle risposte alle legittime aspettative di crescita professionale e di carriera di migliaia di dipendenti di ruolo della Regione che sono gli unici in tutto il panorama del pubblico impiego nazionale per i quali non è previsto alcun meccanismo di progressione giuridica. Ma il “treno” della Regione ha bisogno di altri interventi che non riguardano soltanto il personale e che non sto qui a descrivere ma che sono ben noti agli addetti ai lavori … la Regione ha anche una “utenza” alla quale dovremmo erogare dei servizi di qualità.
Per quanto mi riguarda non farò mancare il mio contributo, se richiesto, all’eventuale iniziativa che qualcuno si vorrà intestare, anche se da domani proverò finalmente a concentrarmi sulla oramai costituita associazione “Perchè no … qualcosa si muove” attraverso la quale, insieme a un gruppo di amiche e amici, proverò a gettare le basi per la creazione di una comunità di pratica tra i dipendenti (senza distinzione di categoria) della Regione, e non, che riesca a mettere in luce le eccellenze, ma anche le “normalità”, che anche nella Regione Siciliana ci sono.
Se vogliamo toglierci dal mirino dei detrattori, se vogliamo farci ascoltare, io credo che prima dobbiamo dimostrare chi siamo attraverso una operazione “verità” per realizzare la quale abbiamo bisogno di tempo nel corso del quale far crescere l’autorevolezza dell’associazione. Autorevolezza che sarà determinata dalla nostra capacità di proposta e di denuncia sulla base della puntuale conoscenza dei fatti della nostra Amministrazione.
Tutti insieme, le amiche e gli amici che hanno a cuore il proprio Ente e il proprio lavoro, potremo riuscire a cambiare le cose e togliere finalmente gli alibi ai veri colpevoli del degrado della Regione.
Questo sarà il mio impegno nel prossimo futuro e spero che possa essere anche il vostro … affinchè ogni legge in discussione all’Ars non sia per noi sempre una minaccia ma piuttosto una opportunità!
Un buon 1° maggio a tutti i lavoratori … e quindi anche a voi amiche e amici colleghi regionali e alle vostre famiglie.
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  2 Commenti per “Basta insulti ai dipendenti regionali … è ora di reagire!, del 30.04.2013, martedì”

  1. Come può essere beffarda la vita, vero?
    Essere costretti a ringraziare soggetti come Cracolici, Cordaro….per fortuna, oggi non è toccato a me.
    E spero che il futuro non debba riservarmi analoga spiacevole incombenza.
    D’altronde, la mia qualifica non mi ha mai concesso alcuna “clausola di salvaguardia”: qualche volta, negli anni, ho goduto dell’indennità informatica e/o dell’articolo 94 per la (…sudata…) prestazione individuale.
    Se venissi trasferito ad altro ufficio, potrei forse rivendicare il diritto di continuare a beneficiare di tali vantaggi economici?
    Sinceri rallegramenti, comunque, per lo scampato pericolo.
    Buon 1° Maggio anche a te.

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