Molti dei colleghi che hanno ricevuto il mio “allarme” si sono attivati e ognuno ha provato a sensibilizzare i propri referenti politici all’ARS.
La cosa che più stupisce è che una norma di questa portata e di questo impatto era sconosciuta ai più. I più preparati ricordavano che i commi “incriminati” (eliminazione della clausola di salvaguardia dirigenziale e incarichi dirigenziali soltanto ai dirigenti di prima e seconda fascia) era stata “cassata” in commissione di merito.
I commi in questione sono stati inseriti nell’ennesimo emendamento governativo che alle 12,00 non risultava ancora depositato per l’aula.
Sembra che l’emendamento adesso riporti la numerazione 22.5.
Sembra anche, forse a seguito delle pressioni “lobbistiche” esercitate, che l’assessore Valenti (allora esiste!) abbia presentato al presidente Crocetta un subemendamento con il quale si riscrive il secondo comma omettendo il riferimento alle fasce dirigenziali alle quali affidare gli incarichi dirigenziali.
Se così fosse dovremmo essere grati al Governo che piuttosto la pena di morte ci ha condannato al carcere a vita … naturalmente essendo innocenti!
In pratica, un articolo che presentava palesi vizi di incostituzionalità adesso viene corretto e recepisce in pieno la direttiva con la quale il Presidente della Regione aveva ordinato all’Aran Sicilia di tagliare le indennità dirigenziali e di eliminare la clausola di salvaguardia, missione non riuscita per palese inaccettabilità da parte delle organizzazioni sindacali.
Il Presidente della Regione ottiene per legge, almeno questa volta si è avvalso di un organo parlamentare, quello che non è riuscito a ottenere attraverso la contrattazione sindacale come vorrebbero le norme in materia di disciplina del lavoro nel pubblico impiego.
La marcia indietro sulla esclusione dei dirigenti di terza fascia dagli incarichi dirigenziali più che una concessione alle “pressioni” appare come un atto dovuto nei confronti dell’intelligenza e della logica, atteso che sarebbero dovuti decadere gran parte dei dirigenti generali, dei capi di gabinetto e dei responsabili delle strutture intermedie della Regione (oltre 500 incarichi da affidare a soli 51 dirigenti – 2 di prima fascia e 49 di seconda) … ero proprio curioso di vedere cosa sarebbe successo.
La decurtazione del 20% del fondo del salario accessorio dei dirigenti della Regione ci può anche stare, vista la crisi dilagante, anche se non riesco a capacitarmi sul perchè il taglio abbia interessato soltanto la dirigenza e il perchè della disparità di trattamento con i dirigenti del Servizio sanitario regionale (ora capisco la fuga dei comandati dall’assessorato alla salute – non sono stati mandati via … se ne sono andati!) ai quali verrà, forse, imposto un taglio del 10% ma soltanto sulla indennità di risultato (a un dirigente regionale con 10 mila euro di indennità sarà applicata una decurtazione di 2600 euro – tra indennità di posizione ed effetti su quella di risultato – mentre a un dirigente della sanità con una analoga indennità la decurtazione sarà di appena di 2-300 euro, e non va dimenticato che i dirigenti del SSR prendono di più dei dirigenti della Regione e sono anche tanti di più – tutti i medici sono dirigenti), senza dimenticare che al personale del SSR è stato riconosciuto il CCNL 2006-2009 mentre ai dipendenti della Regione questo diritto è stato negato.
 
Sulla eliminazione della clausola di salvaguardia. Quando facevo sindacato non ho mai considerato la clausola di salvaguardia un tabù … ero disposto a parlarne, tanto è vero che nella piattaforma che avevo elaborato per il mio sindacato avevo ipotizzato un percorso che potesse portare al suo superamento.
Così come la propone il Governo, e il Parlamento si appresta a votarla, si tratta però di un azzeramento di una norma di civiltà. Di fatto si sta estendendo surrettiziamente lo spoil system a tutta la dirigenza e non soltanto a quella di livello generale. A ogni rinnovo di contratto individuale il dirigente potrà non vedersi riconosciuta l’indennità precedentemente percepita, che potrà anche essere azzerata. Se ne ha un esempio lampante con i dirigenti dei dipartimenti formazione, territorio, attività produttive “rimossi” in questo primo scorcio di 2013 in barba alla vigente normativa e che ancora oggi non sono stati destinatari di alcun contratto … figuriamoci dopo l’approvazione di questa norma … il Far West in confronto era un posto per educande!!!
Si dice che questa norma la invochi il Commissario dello Stato. Mi piacerebbe sapere chi ha parlato con il Commissario!
Il recepimento del comma 32 dell’articolo 9 del D.L.78 del 2010 che prevede il superamento della clausola di salvaguardia è riferito a una realtà diversa da quella regionale. Si riferisce alla Stato nel quale la dirigenza è articolata in due fasce e il numero di dirigenti è inferiore alle postazioni dirigenziali disponibili e soprattutto risponde a una esigenza dell’Amministrazione dello Stato. Il suo mero scimmiottamento a livello regionale ha un solo obiettivo, il completamento del processo di “precarizzazione” della dirigenza della Regione Siciliana che non si baserà più soltanto sul tipo di incarico cui aspirare ma anche al livello di indennità che sarà demandato al potere politico. Già mi immagino le raccomandazioni “politiche” per riuscire spuntare qualche centinaio di euro in più. Mi astengo da ulteriori commenti.
 
Bisogna riconoscere che il Presidente della Regione dimostra giorno dopo giorno una abilità fuori dal comune che lo lancia innegabilmente verso le più alte vette del potere politico extraregionale. Sembra che sia riuscito a vendere quella che è stata una sua idea (e di un alto burocrate esterno e di un commissario di una agenzia regionale) sin dall’insediamento a un gruppo di neoparlamentari necessari per la tenuta della maggioranza … anche loro pur di non lasciare lo scranno fingeranno di non capirlo e andranno dicendo che hanno cominciato a bastonare la casta … la casta saremmo noi dirigenti regionali da 3.200 euro medi netti mensili, che di questi tempi sembrano una enormità nei confronti di ex funzionari direttivi oggi senatori della Repubblica che guadagnavano in Regione 2732 euro netti mensili o di parlamentari regionali da più di 10 mila euro netti mensili.
Mi ostino a pensare che della vicenda che sta interessando la dirigenza della Regione Siciliana si stia preoccupando tutta la categoria dei dipendenti della Regione perchè oramai siamo noi l’anomalia … quelli che hanno un contratto a tempo indeterminato presso un ente pubblico che non è in default … la normalità per la Sicilia è il precariato e la continua ricerca del santo a cui votarsi per ottenere un altro anno di proroga fino alla agognata pensione sociale!
Vediamo cosa dobbiamo fare!
Se avrò altre notizie le pubblicherò … sempre che nel frattempo i conati di vomito non me lo impediscano!
 
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Firma la petizione proposta da Fedro … Petizione Albo dei candidati a incarichi presso la P.A.
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Perchè non aderisci a “Perchè no”! Vuoi sapere come si fa? Leggi … Aderisci a Perchè no, l’invito di Paolo Luparello … e …  Manifesto, … Bozza di statuto… e … per scaricare il modulo di adesione clicca su …  Perche no modulo di adesione e notizie
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