Oggi pomeriggio si è tenuto il secondo incontro di Perchè no.

Hanno partecipato una ventina di colleghe e colleghi e ci si è confrontati su quello che dovrà essere Perchè no.

Ancora una volta ho provato a illustrare la mia idea di Perchè no.

Perchè no non nasce contro qualcuno. Perchè no nasce per volontà di donne e uomini che vogliono fare della Regione Siciliana un ente al servizio della Sicilia e nella quale i dipendenti possano essere orgogliosi del lavoro che vi svolgono.

Quasi tutti i partecipanti all’incontro hanno preso la parola e una buona maggioranza mi sembra che condivida lo spirito dell’iniziativa e ha voglia di contribuire alla realizzazione del progetto. Un progetto che vuole avere un orizzonte di riferimento ampio nel corso del quale l’associazione Perchè no dovrà acquisire la necessaria autorevolezza affinchè possa divenire un interlocutore di chi è chiamato a guidare e governare l’ente regione.

Per fare questo è necessario gettare le fondamenta di questo progetto prima di aprirsi ai soggetti con i quali si interloquirà nel prossimo futuro.

Alcuni colleghi hanno evidenziato che, nel particolare momento che stiamo vivendo in cui tutta la categoria dei dipendenti della Regione è sotto scacco da parte di un presidente che non perde occasione per denigrare, uno dei primi passi che l’associazione dovrebbe compiere è quella di provare ad accreditarsi presso il Governo regionale per contestargli la gratuità e la genericità delle accuse rivolte alla categoria fatta in larga parte da lavoratrici e lavoratori che compiono quotidianamente il proprio dovere.

Fermo restando che l’associazione, quando sarà costituita, si accrediterà presso i vertici dell’Amministrazione regionale per illustrare i propri scopi e le proprie finalità, ho fatto presente ancora una volta che Perchè no è un progetto che parte da lontano … quando l’attuale presidente non era ancora all’orizzonte. Intestarsi fin da subito una iniziativa di “opposizione” al presidente rischierebbe di etichettare Perchè no come una mera difesa d’ufficio della categoria … attività per la quale esistono già tanti sindacati che non sembra siano riusciti a far cambiare più di tanto l’orientamento del presidente.

Perchè no, come ho scritto più volte, deve essere uno strumento di proposta e all’occorrenza di denuncia, e prima di arrivare a questo abbiamo la necessità di organizzarci e strutturarci. Se abbiamo la presunzione di voler contribuire a fare della Regione Siciliana una organizzazione che funziona e una amministrazione di qualità abbiamo la necessità di dotarci di un nostro modello organizzativo. Un modello organizzativo nel quale vengano fissati i ruoli e gli strumenti che utilizzeremo. Per fare ciò dovremo dedicare un po’ di tempo alla nostra organizzazione. Prima di scendere in campo abbiamo la necessità di capire chi siamo e quale schema di gioco siamo in grado di attuare. Una volta rodati ruoli e schemi saremo pronti per la partita.

Non dobbiamo avere fretta.

Entro la fine di marzo l’associazione sarà costituita. Entro il mese di giugno dovremo mettere in campo tutti gli strumenti della comunicazione e del lavoro in rete, attivando quanti più gruppi di lavoro possibili e quante più “antenne” possibili nei luoghi di lavoro. Dovremo anche darci un sistema di regole e di priorità.

Se tutto andrà per il meglio entro la fine di settembre potremo presentarci come associazione organizzando un evento nel corso del quale illustreremo il percorso fatto e un primo prodotto della nostra attività … prodotto che concorderemo nel corso delle prossime settimane.

Sei mesi possono sembrare lunghi ma vi assicuro che saranno ben spesi se ciò ci consentirà di dare omogeneità alle nostre proposte e soprattutto continuità nel tempo. Perchè no non nasce per durare lo spazio di un mattino.

Ringrazio ancora una volta i partecipanti all’incontro odierno e coloro che avrebbero voluto partecipare ma che non hanno potuto … non mancherà occasione.

Continuano a pervenire le adesioni all’associazione … se vuoi aderire scrivi a perchenoregionesiciliana@gmail.com

Cordialmente

Paolo Luparello

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