Nel post … Fedro e l’”Organizzazione che vorrei”, del 20 gennaio 2013, domenica … ho provato a descrivere quello che potrebbe essere destinato a restare un sogno … l’“organizzazione” nella quale mi piacerebbe lavorare.
Il documento riportato nel post è un po’ lungo, ma lo sarebbe potuto essere ancora di più.
Non so in quanti si siano cimentati nella sua lettura. Non in tanti, credo. Oramai leggere è diventato una impresa e si vorrebbe tutto ridotto, compresso … sintetizzato.
Proverò quindi a riprendere il documento del post e a trasformarlo in “pillole” e se necessario proverò a spiegare le ragioni per cui quella “pillola” è stata inserita nel documento … rischiando di tornare a essere troppo lungo. Proverò a contenermi.
Prima di iniziare un chiarimento. Che rapporto c’è tra “Perchè no” e l’ “Organizzazione che vorrei”?
L’ “Organizzazione che vorrei” non è il mio personale sogno, dovrebbe essere il sogno di ogni lavoratore che è conscio del fatto che trascorre la parte migliore del proprio tempo lavorando all’interno di una organizzazione della quale vorrebbe sentirsi parte e protagonista e soprattutto considerato per quello che è … una persona! Una persona che ha a cuore la propria dignità e che comprende pienamente la propria funzione sociale nei confronti di una comunità di cittadini che chiede i servizi di cui ha di bisogno e che l’ “Organizzazione” è tenuta a erogare.
L’ “Organizzazione che vorrei” è il progetto … “Perchè no” è lo strumento per provare a realizzare quel progetto.
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