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Perchè non aderisci a “Perchè no”! Vuoi sapere come si fa? Leggi … Aderisci a Perchè no, l’invito di Paolo Luparello
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Care amiche e cari amici,
facendo ogg la rassegna stampa ho letto pochi articoli con protagonista il presidente. Temo una crisi di astinenza … chissà cosa si inventerà adesso … veramente lo ha già annunciato. Temo per lui che si possano stancare i giornalisti … tutto sommato siamo soltanto a delle “scaramucce”  … qualcuno spera in una sorta di “tangentopoli” con tanti arresti magari … roba forte insomma. Ma il presidente potrà spingersi fino a tanto? Non ci resta che attendere … fiduciosi.
Per quanto mi riguarda ho accettato la sfida … Presidente Crocetta … accetto la sfida!, del 28 ottobre 2013, lunedì
 
Passando ad altro, continuano ad arrivare le adesioni a Perchè no. Abbiamo raggiunto quota 195. All’evento creato sulla pagina di Perchè no su Facebook, attraverso il processo “virale” sono state invitate a partecipare, al momento in cui scrivo, 577 amici e amici di amici e di questi 94 hanno manifestato l’intenzione di partecipare … vedremo se poi scriveranno a fedro.luparello@gmail.com per confermare questa intenzione. Per saperne di più su Perchè no ho scritto il post …  Qualche elemento in più su Perchè no … adesso siamo 187!  (Quando lo scrissi!)
Credo che ci sia proprio bisogno di Perchè no … che ne dite?
CordialmentePaolo Luparello, “Fedro”
 
Per contattarmi: Continua a leggere »
 

“Non ti chiedo miracoli o visioni, ma la forza di affrontare il quotidiano.
Preservami dal timore di poter perdere qualcosa della vita.
Non darmi ciò che desidero, ma ciò di cui ho bisogno.
Insegnami l’arte dei piccoli passi…” (Antoine de Saint-Exupéry)
da Facebook

 

 

Non se ne è accorto proprio nessuno! …     Rivelazioni di Cardinale: “Abbiamo dovuto usare i voti dei grillini”
 
 
 

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L’economia che interessa pochi

  • Il Mibtel della Borsa di Milano ha chiuso oggi a quota 17.897 con una variazione di +0,96% rispetto alla precedente seduta (Fonte: Il Sole-24 Ore)
  • Lo spread sui BTP Italia/BUND 10 Anni alle 17,29 di venerdì scorso ha chiuso a 250,95 ed è aumentato rispetto all’ultima seduta (Fonte: Il Sole-24 Ore)

e quella che interessa tanti

  • 2.012.466.194.316 € è il debito pubblico italiano di oggi alle ore 22,20 e continua ad aumentare! (Fonte:Bruno Leoni)
  • pari a un debito pubblico procapite di 33.418 € (Fonte: Bruno Leoni)

senza dimenticare che:

  1. Fendi dona 2,18 milioni per il restauro della Fontana di Trevi … per sfamare un po’ di gente no?
  2. I derivati di Nomura incagliano anche la Regione siciliana … scommessa che è colpa nostra?
  3. Un derivato sull’acqua: ecco come la speculazione distruggerà il mondo … e se facessimo a meno della finanza?
  4. Helg: «Il 70% delle imprese nate nel 2011 chiuse dopo un solo … – Corriere della Sera … colpa della politica? Raccontane un’altra!
  5. Mps nel mirino del fisco per operazioni da 262 mln di euro – La Repubblica … e non pagano nemmeno le tasse!
  6. Credito difficile: il Comune di Giussago si «trasforma» in banca per aiutare i cittadini … allora si può governare onestamente!
  7. Istat, fiducia delle famiglie a gennaio al minimo assoluto … e non hanno ancora visto febbraio … che però finisce prima!
  8. Confindustria: l’Italia sta toccando il fondo della recessione, verso il rimbalzo … però!
  9. Bce, calano i prestiti a imprese e famiglie: -0,7% a dicembre … ma tu pensa!
  10. Dal 2000 licenziati più operai in Germania (570mila) che in Italia (370mila) … e dovremmo essere contenti?
  11. Porre fine a fame e malnutrizione … e se lo si facesse sul serio?
  12. Renner premia i dipendenti con 2mila euro grazie a risparmi energetici e condivisione degli utili … esistono allora degli illuminati!
  13. Un esercito di finti poveri e falsi invalidi … che popolo che siamo!
  14. Gli stipendi ai minimi da trent’anni … ve ne eravate accorti?
  15. Gdf, frodi e danni erario per 6,5 mld … ma tu pensa!
  16. Mps – Sospetti sui 2 miliardi per l’acquisto della banca Antonveneta – PerugiaOggiNotizie.it … questo succede quando i soldi non sono i propri!
 

 

Oggi si sono celebrati i funerali del papà di Dino Morana, amico e collega del Dipartimento programmazione.
In momenti così tristi non si può che far sentire la propria vicinanza a chi resta, invitando a trovare conforto nei ricordi di una vita che chi  va via ci lascia.
Sentite condoglianze Dino.
 
 
 
Da Pubblicaamministrazione.net
 
Testo tratto dal sito web della Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana http://www.gurs.regione.sicilia.it
 
(Fonte: GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA n. 4 del 23 gennaio 2013)
 
LEGGE 22 gennaio 2013, n. 5. Proroghe di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato. Continua a leggere »
 
 
Una selezione dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 21 del 25  gennaio 2013
 
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
  • Modifica del decreto 4 settembre 1996 di approvazione dell’elenco degli Stati con i quali risulta attuabile lo scambio di informazioni ai sensi delle Convenzioni per evitare la doppia imposizione sul reddito in vigore con la Repubblica italiana. Inserimento dell’Islanda nella cosidetta «white list».  –  DECRETO 11 gennaio 2013
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
  • Attuazione dell’articolo 57 del decreto-legge n. 83 del 22 giugno 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 7 agosto 2012, recante: «Misure per lo sviluppo dell’occupazione giovanile nel settore della green economy».  –  CIRCOLARE 18 gennaio 2013, n. 5505
Una selezione dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 22 del 26  gennaio 2013
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI   
  • Ripartizione della quota pari all’otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale, prevista dagli articoli 47 e 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222 – Impossibilita’ di ammettere a contributo i progetti presentati con scadenza 15 marzo 2012 ai sensi del d.P.R. 10 marzo 1998, n.76.   –  COMUNICATO
 
Vorrei scrivere una lettera di solidarietà ai colleghi che in questi giorni stanno subendo per primi una delle tante rivoluzioni che ci attendono. Oramai la parola d’ordine è rivoluzione e ognuno la declina come gli pare … credo che ci siano anche dei moderati che propongono una rivoluzione … moderata.
Si tratterebbe però di una lettera indirizzata anche a me stesso in quanto dalla rivoluzione crocettiana non vengono travolti soltanto i primi, ne veniamo travolti tutti.
Qualsiasi cosa scrivessi non credo che troverei occhi disposti a leggere, orecchie disposte ad ascoltare e menti disposte a comprendere … lo sfacelo della Regione è sotto gli occhi di tutti e al di là dei singoli, anche eccellenze nella loro individualità, prevale il quadro complessivo … un pessimo quadro che non c’è angolazione che tenga per renderlo più gradevole.
Ritardi, sprechi, lassismo e adesso anche corruzione e mafia.
Prevale il proverbio cinese che recitava pressappoco così “… quando torni a casa picchia tua moglie … tu non sai perchè … lei si! …”.
Siamo esattamente nella stessa situazione, prendiamo sberle ovunque ci voltiamo.
Ieri eravamo dileggiati ma invidiati … oggi siamo soltanto vilipesi.
Ci saranno cause e, tra chissà quanto tempo, sentenze di cui nessuno parlerà … di tutto questo rimarrà soltanto l’infamia che ci è stata gettata addosso.
Per formazione sono portato a lavorare alle soluzioni, in questa vicenda però una analisi al come ci siamo arrivati va fatta.
Il presidente Crocetta sta facendo esplodere un bubbone. Ma non il bubbone che pensa lui. Non è un bubbone di mafia e corruzione come vuol e vuol fare pensare lui. Ci sarà pure qualche infiltrazione mafiosa e qualche fenomeno di corruzione ma in che misura non sono in grado di saperlo e non credo che sia in grado di saperlo nemmeno lui, salvo gli episodi che gli sono noti grazie al suo osservatorio privilegiato che naturalmente avrà già denunciato nelle sedi competenti.
Il bubbone che il presidente sta facendo esplodere è invece quello dell’avidità, della deresponsabilizzazione, dell’ignavia e della codardia. Il bubbone di una categoria di lavoratori sempre alla ricerca. Alla ricerca di un carro, meglio di vincitori, sul quale saltare. Alla ricerca di qualche soldo in più per fare quello che si dovrebbe fare per dignità e per amor proprio, se proprio non si vuole scomodare il senso del dovere. Alla ricerca di un’oasi felice nella quale essere dimenticati da tutto e da tutti, salvo che dal trattamento economico.
Io il primo devo fare mea culpa.
Quante volte ho detto ai colleghi “attacco u’sceccu unne vuole u’patruni” pensando che non era compito mio perorare la causa della nostra utenza. Io facevo il mio, se poi il direttore o l’assessore si tenevano giorni, settimane, anche mesi, i provvedimenti prima di firmarli cosa me ne poteva interessare! Agli utenti dicevo però dove erano fermi i provvedimenti. Avrei invece dovuto battere i pugni, chiedere conto e ragione del perchè le mie pratiche erano ferme . E invece no, lasciavo che chi stava sopra di me si prendesse tutto il tempo che voleva.
Oggi tutto questo si ritorce contro di me.
Non c’è una voce, che non sia interessata, che corra in mia difesa.
Siamo indifendibili. Ma non come singoli … come Organizzazione.
Devo ammettere che non siamo entrati in un tunnel … c’eravamo già … da molto tempo.
Sembrerà assurdo ma dobbiamo ringraziare il presidente Crocetta.
Ci sta dando l’occasione per riscattarci. Il presidente Crocetta ci sta tracciando una strada. Una strada di denuncia e di trasparenza.
Dobbiamo tornare ad avere il coraggio di denunciare tutte le cose che non vanno. Tutti gli atti discrezionali che una certa politica vorrebbe adottare in dispregio dell’interesse collettivo. Tutte le iniziative strampalate che una certa politica vorrebbe adottare senza uno straccio di supporto normativo. Tutti i blocchi che una certa politica frappone all’adozione di atti vitali per l’economia di persone e imprese che inspiegabilmente vengono inghiottiti in cassetti che sembrano buchi neri.
Trasparenza. La nostra salvezza si chiama “trasparenza”. Rendiamo pubblici tutti gli iter amministrativi. Diamo conto e ragione di dove sono fermi i provvedimenti che i nostri uffici esitano. Pubblichiamo tutto su internet.
Sono pazzo?
Sarei io il pazzo?
Se vogliamo uscire dal “cul de sac” in cui siamo infognati dobbiamo reagire!
Ma dobbiamo reagire sposando in pieno la rivoluzione del presidente. Non scantonando a destra e a manca, come fa qualcuno, ma avanzando proposte e realizzandole … nel rispetto delle leggi che noi siamo chiamati a rispettare.
Il presidente vuole che non mi limiti all’ordinario? Sono in grado di fare anche lo straordinario … vediamo se mi metterà nelle condizioni di farlo!
Presidente … accetto la sfida … ma tu fai il Presidente e io faccio il funzionario!
 
 
Già qualche giorno fa avevo commentato le circolari pubblicate nella sezione “Amministrazione aperta”.
Torno su una di quelle circolari e precisamente su questa … Dip. Funzione Pubblica e Personale reg – disposizione prot. n. 8789 del 18.01.2013 – Pubblicità pagamenti … che ha per oggetto “Decreto legge n°83/2012 – art.18 (amministrazione aperta) . Pubblicità concessione vantaggi economici e attribuzioni di corrispettivi e compensi”.
Il passaggio che mi incuriosisce è questo:
“… Il mancato adempmento è altresì rilevabile dal destinatario della concessione o attribuzione e da ogni portatore d’interesse, anche ai fini del risarcimento del danno da ritardo da parte dell’amministrazione.
Con riguardo ai pagamenti obbligatori relativi ai rapporti d lavoro dipendente ed ai connessi trattamenti previdenziali e contributivi si applicano le disposizioni ad essi proprie. Con riguardo a questa tipologia di pagamenti ed altri a carattere ripetitivo ovvero rivolto ad una pluralità di soggetti ci si riserva di dare ulteriori indicazioni non appena noto il regolamento richiamato nel comma 6. …”
La cosa che “disturba” in questa circolare è che il cittadino può vantare subito un “ … risarcimento del danno da ritardo da parte dell’amministrazione. …”, mentre il dipendente dovrà aspettare che diverrà “noto” un regolamento … come si chiama questo?
E dipendenti che aspettano emolumenti dall’Amministrazione ce ne sono … indennità, salario accessorio, missioni di servizio … i primi che mi vengono in mente!
 
 
Su Il Sole 24ORE Novembre/Dicembre 2012 n. 11/12, l’articolo dal titolo:
  • Precari della PA: vale l’anzianità di servizio di Vincenzo Testa
Per la Corte di giustizia europea non è possibile ignorare per le sole finalità retributive l’anzianità maturata nei precedenti rapporti di lavoro a tempo determinato
 
Secondo la sesta sezione della Corte di giustizia Corte di giustizia europea, (sentenza del 18 ottobre 2012 nelle cause riunite da C302/11 a C305/11, Valenza e altre contro Autorità garante della concorrenza e del mercato) è inefficace la norma italiana che, con finalità di contenimento dei costi dell’amministrazione pubblica, non prevede la possibilità, una volta intervenuta la stabilizzazione nel pubblico impiego, di prendere in considerazione – per il calcolo della retribuzione – tutti i pregressi periodi di servizio compiuti nell’ambito di contratti a tempo determinato presso la stessa amministrazione in quanto, a meno che non sussistano ragioni oggettive che giustificano tale scelta, le pubbliche amministrazioni che assumono a tempo indeterminato ex dipendenti con periodi di lavoro a termine svolti in precedenza presso le stesse, non possono negare il riconoscimento dell’anzianità maturata durante tali periodi. (…)
 
 
Nonostante non mi occupi più di sindacato, qualche collega continua a chiedermi consigli e delucidazioni … finchè non sarò completamente “obsoleto” provo a rispondere … anche previo confronto con le mie fonti che “obsolete” spero non lo siano!
 
Il quesito che mi è stato posto riguarda la situazione di un ex collega oggi pensionato. A questo quesito ho già risposto con un altro post, in linea con la posizione ufficiale dell’Amministrazione, ma su sollecitazione dello stesso ex collega mi sono reso conto che in effetti la sua chiave di lettura non è poi tanto campata in aria.
 
Vediamo di che cosa si tratta.
 
Indennità per mancato preavviso in caso di collocamento in quiescenza.
 
Il dipendente che volesse essere posto in quiescenza deve darne comunicazione all’Amministrazione con un congruo preavviso dipendente dagli anni di servizio prestati.
Se non si rispetta questo periodo di preavviso il dipendente subisce una penalizzazione che è funzione del numero di giorni mancanti per completare il periodo di preavviso.
Fin qui tutto abbastanza semplice. La cosa si complica con il disposto dei contratti collettivi sia della dirigenza sia del comparto, i quali prevedono che le finestre per il collocamento in quiescenza decorrano da 1° o dal 16° giorno del mese. Cosa comporta ciò?
Comporta che l’Amministrazione, nel caso in cui un dipendente, per esempio, dovesse dare un preavviso di 60 giorni e invece lo da di 55, applica una penalizzazione non di 5 giorni (60 – 55) ma di 15 giorni, perchè la data di presentazione della istanza viene ricondotta a quella della prima finestra utile successiva alla presentazione della istanza. Sembra che questa sia anche l’interpretazione che viene data a livello nazionale nei contratti che presentano la medesima clausola.
Ma io mi domando, perchè la data della finestra utile per il calcolo dell’indennità deve essere quella successiva a quella di presentazione dell’istanza e non quella precedente?
Se io dovessi andare in pensione il 1° gennaio 2014 e presentassi l’istanza il 5 novembre 2013 mi verrebbe applicata una penale di 15 giorni perchè per il calcolo dell’indennità si farebbe riferimento al 16 novembre, posticipando la mia istanza come se l’avessi presentata in quel giorno.
Sarebbe, secondo me, più corretto che in funzione del giorno in cui decido di andare in pensione l’Amministrazione calcolasse la data della prima finestra utile entro la quale non subirei penalizzazioni e da quella data calcolasse i giorni di ritardo.
Nell’esempio che ho fatto sopra la data utile sarebbe il 1° novembre e avendo presentato l’istanza il 5 novembre subirei una penalizzazione di 5 giorni anziché di 15, come nel caso del collega che mi ha posto il quesito.
Questo non è l’unico caso in cui l’Amministrazione decide di interpretare le norme contrattuali senza confrontarsi con il sindacato, men che meno con l’Aran.
Morale della storia … se siete tra i fortunati che andranno in pensione, e non siete costretti a fuggire, date un congruo preavviso!
 
E comunque … rivolgetevi al vostro sindacato … saranno sicuramente più ferrati di me!
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