Il testo che segue è la mail che ho indirizzato a chi ha già manifestato il proprio interesse ad aderire a Perchè no.

“Care amiche e cari amici,
ricevete questa mail perchè in base alle risposte che ho ricevuto da voi (sms, mail, di persona, telefonicamente) vi ho inserito nel gruppo degli “interessati”, cioè di coloro che hanno avanzato la manifestazione di interesse affinchè si giunga alla costituzione dell’associazione “Perchè no”.
Siamo ben lontani dalle 1.000 adesioni. Non passa però giorno che non mi pervengano nuove manifestazioni di interesse. Mentre vi scrivo siamo arrivati a 187 adesioni.
Le vicende di questi giorni (trasferimenti in massa illegittimi dei dipendenti regionali, gogna mediatica) potrebbero aumentare la sensibilità di molti colleghi verso l’iniziativa di “Perchè no”.
Come ho già avuto modo di scrivervi, la maggioranza delle adesioni sono di amiche e amici che conosco personalmente e che hanno voluto concedermi fiducia. Soltanto una piccola parte delle adesioni provengono da colleghe e colleghi che non conosco pesonalmente e che probabilmente hanno aderito grazie alla sensibilizzazione di qualcuno di voi che ha fatto opera di “proselitismo”. Ecco, è proprio questa opera di sensibilizzazione da parte vostra che forse al momento non sta dando i risultati che potrebbe dare e in questo ha un suo peso, a parte il lavoro che vi assorbe e che non vi permette troppe distrazioni, la non compiuta definizione del progetto di “Perchè no”.
Proverò a sintetizzare gli elementi salienti del progetto e dare alcune risposte a domande che mi sono state rivolte e che potrebbero rivolgere anche a voi nel momento in cui ne parlerete con le vostre amiche e i vostri amici.

  1. Perchè no non è un nuovo sindacato.
  2. Perchè no non è un nuovo movimento politico.
  3. Perchè no è una associazione di dipendenti ed ex dipendenti della Regione Siciliana che vogliono una amministrazione di qualità al servizio dei cittadini e delle imprese e nella quale viga il rispetto delle regole, con particolare attenzione a tutto ciò che riguarda l’organizzazione degli uffici e il benessere dei lavoratori.
  4. Per benessere dei lavoratori Perchè no intende la tutela della loro dignità in quanto persone e la valorizzazione della loro professionalità.
  5. Perchè no riconosce i tanti malfunzionamenti della Regione ma non ne addebità la responsabilità ai suoi lavoratori.
  6. La responsabilità dei tanti malfunzionamenti è da attribuire interamente alla classe politica che ha sempre gestito l’Amministrazione in dispregio di tutte le regole e che non ha mai voluto attivare realmente gli strumenti che le leggi e i contratti collettivi hanno messo a disposizione per riconoscere il merito e premiarlo.
  7. La Regione Siciliana “credo” che sia l’unica organizzazione sulla faccia della Terra nella quale non è consentito fare carriera. Chi entra con una qualifica non ha la possibilità di avere riconosciuto il valore del proprio lavoro e non ha nessuna aspettativa di crescita.
  8. La mancanza di prospettiva di carriera è determinata dalla Babele di “esterni”, consulenze, assistenze tecniche, precari e quant’altro ancora, ai quali si è fatto sempre ricorso precludendo la strada maestra dei percorsi interni e dei concorsi pubblici.
  9. La Regione che oggi viene additata come luogo del malaffare e dello spreco, e con essa i suoi dipendenti, è frutto di tutto ciò.
  10. Perchè no vuole provare a cambiare le cose.
  11. Perchè no vuole tutelare i lavoratori della Regione contro i provvedimenti che ne mortificano la professionalità e la dignità.
  12. Perchè no vuole anche una Amministrazione che funziona e vuole dimostrare che i lavoratori della Regione hanno delle idee e saprebbero far funzionare questa Regione soltanto se a ognuno venisse lasciato fare il proprio “mestiere”. La politica faccia la politica e lasci l’Ammnistrazione a chi è stato assunto e viene pagato per farlo.
  13. Perchè no avvierà tutte le iniziative per far recedere l’Amministrazione da provvedimenti che non soltanto violano le norme ma anche quelli che appesantiscono “inutilmente” le procedure amministrative, sia nei confronti dei lavoratori della Regione sia degli utenti dei nostri uffici. In tal senso ricorrerà anche alle vie legali.
  14. Perchè no non si limiterà alla sola denuncia ma avanzerà anche delle proposte, delle proposte per una Amministrazione migliore … di qualità.
  15. Per fare tutto questo Perchè no deve assumere una personalità giuridica, da qui l’idea di una associazione.
  16. Quando l’associazione sarà costituita, le amiche e gli amici che hanno deciso di aderire verseranno una quota associativa minima di 50 € che servirà anche per coprire le spese di costituzione dell’associazione, le spese di gestione “minime” (tenuta della contabilità, adempimenti fiscali, spese bancarie).
  17. Tutto ciò che verrà raccolto attraverso le quote associative verrà destinato principalmente alle consulenze legali che verranno attivate per tutte quelle “segnalazioni” che saranno ritenute meritevoli di attenzione in quanto lesive dei diritti e della dignità professionale dei dipendenti della Regione.
  18. Ogni dipendente potrà portare all’attenzione di Perchè no quei provvedimenti dell’Amministrazione per i quali si ravvisano gli estremi per una violazione di norme e sarà cura di un comitato tecnico-scientifico interdisciplinare, che si provvederà a costituire, valutarne la fondatezza per avviare le iniziative del caso.
  19. Il ricorso alle vie legali sarà di norma preceduto da iniziative di sensibilizzazione nei confronti dei soggetti che hanno emanato i provvedimenti oggetto di attenzione da parte di Perche no.
  20. Agli associati di Perchè no non verrà richiesta alcuna quota annua associativa. In funzione delle attività che si intenderanno realizzare gli associati potranno contribuire liberamente in funzione della propria sensibilità e del proprio spirito solidaristico.
  21. Tutta l’attività di Perchè no e la sua contabilità saranno pubblicati in internet. Anche le iniziative saranno pubblicate su internet … naturalmente senza alcun riferimento alle amiche e agli amici che le hanno segnalate … salvo che non lo vogliano espressamente loro.

Le domande che mi sono state poste.

Non c’è già il sindacato?
Si. Se sei iscritto a un sindacato e il sindacato fa tutto ciò che vorrebbe fare Perchè no, probabilmente non hai bisogno di aderire a Perchè no. Comunque l’adesione a Perchè no non è incompatibile all’iscrizione a sindacati o a movimenti politici. Perchè no vuole affrontare problemi e proporre soluzioni che gli stessi sindacati o movimenti politici potrebbero fare proprie grazie agli associati a Perchè no che sono anche iscritti ai sindacati o ai movimenti politici.

Che impegno comportà l’adesione a “Perchè no”?
A parte quello economico, nessuno. Chi lo vorrà potrà decidere di partecipare ai lavori del comitato tecnico-scientifico interdisciplinare apportando la propria professionalità, o potrà partecipare alle altre iniziative che si deciderà di mettere in campo. Chi lo vorrà potrà segnalare provvedimenti e documenti ufficiali sui quali si chiede a Perchè no di valutarne la rispondenza alle norme e i possibili effetti sui dipendenti della Regione o sugli utenti. Chi lo vorrà potrà proporre idee e iniziative che possano far comprendere che c’è una Regione di dipendenti competenti e professionalmente attrezzati e c’è la Regione della politica che tutti conosciamo.

Se vi dovessero porre altre domande o cominciassero a girare “favole” su Perchè no fatemelo sapere … vedremo di rispondere anche a quelle e a “sfatare” qualche mito!

Spero che queste righe possano fornirvi utili spunti per confermare in voi la volontà di aderire a Perchè no ed essere allo stesso tempo in grado di sensibilizzare altre amiche e altri amici a manifestare interesse all’adesione a Perchè no.

Colgo l’occasione per ringraziarvi ancora una volta per la vostra manifestazione di interesse. Siete stati veramente grandi!

Un abbraccio a tutti voi e buon fine settimana!

Cordialmente

Paolo Luparello “Fedro”

P.S. Nella newsletter di Fedro indirizzata a circa 1.300 colleghe e colleghi propongo di aderire a Perchè no e spiego come fare … voi avete gia aderito e non c’è bisogno che inviate nuovamente la vostra adesione.“

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  2 Commenti per “Qualche elemento in più su Perchè no … adesso siamo 187!”

  1. Sibilla cumana mi ha fatto pervenire via mail il seguente contributo con invito a pubblicarlo come commento a questo post:

    Caro Paolo,

    sono d’accordo quasi su tutto.

    E per “quasi” intendo che non concordo sul fatto che i difetti dell’amministrazione dipendano tutti dalla politica.

    E’ vero che questa incide pesantemente sulla vita dell’aministrazione, specilamente dopo la riforma del 2000 che ha diviso i lavoratori (comparto e dirigenti), esponendo i dirigenti al ricatto del rinnovo del contratto economicamente più incentivante, ma è pure vero che ci sono colleghi (dirigenti e comparto) che non riescono ad andare oltre, che non fanno il proprio dovere ed anche di più, perchè il lavoro non può essere inteso, a mio modesto parere, come tu mi dai tanto ed io ti do il minimo sindacale: ha una sua dignità che esula dal rapporto mercificatorio della retribuzione. Noi tutti abbiamo un lavoro perchè dobbiamo essere utili alla collettività, di cui noi facciamo parte in quanto cittadini.

    Il messaggio che voglio dare è che, se continuiamo a replicare la mentalità dello “scarica barile”, senza prendere atto delle nostre responsabilità e dei nostri difetti, come se fossimo tutti “innocenti”, non usciremo da questa situazione e continueremo a cercare una nichhia in cui rifugiarci, per la pace della nostra coscienza.

    Io credo che la necessità di una verifica del lavoro (valutazione seria ed esterna) ed una periodica verifica delle competenze acquisite (concorsi per la verifica delle competenze, finalizzata alla retrocessione, alla conferma del livello o alla progressione di carriera) siano iniziative improcrastiabili per un’equa e seria programmazione delle piante organiche da attivare.

    Questa confusione di ruoli, di competenze e di atti programmatori validi solo sulla carta servono solo a reiterare il non cambiamento, laddove ciascuno di noi si sente autorizzato a giutificarsi sempre, perchè a pari retribuzione, a fronte di persone che “non fanno nulla”, è tanto (anche se insufficiente) quello che ciascuno fa, specialmente se alla base c’è un meccanismo di reclutamento clientelare.

    Se non prendiamo atto di tutto ciò, possiamo anche vincere delle battaglie, ma non la guerra.

    Un caro saluto a tutti

    • Cara Sibilla cumana,
      sono pienamente convinto che la colpa dello sfascio della Regione sia anche di chi di noi dipendenti non ha fatto il proprio dovere. Ma lo ha potuto fare perchè ciò gli è stato consentito dalla politica.
      La politica deve fare il suo mestiere (ma lo sanno i politici quale è il loro mestiere?) e deve lasciare che l’Amministrazione raggiunga i risultati che ci si attende e se non li raggiunge … si cambia!
      Se fossimo una Amministrazione normale una serie di colleghi di tutte le categorie non avrebbe motivo di essere ancora nei nostri uffici e se invece ancora ci stanno la colpa non è soltanto della politica ma degli effetti “deresponsabilizzanti” di questa politica. Se si deve tutelare il “protetto” del politico x perchè si deve essere censori del “non protetto”? E di questo passo ognuno ha fatto, o non ha fatto, quello che ha voluto.
      D’accordo sulla valorizzazione del merito e di questo scrivo anche nel post Fedro e l'”Organizzazione che vorrei”, del 20 gennaio 2013, domenica http://www.bulugre.eu/fedro/?p=18810
      In questo momento la categoria dei dipendenti è sotto attacco e solo nell’unità possiamo provare a reagire … per i distinguo credo che ci sia tempo!

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