Al post … Crocetta caccia i dipendenti dalla Formazione. Ma lo può fare? … è stato postato un commento da “La Sibilla Cumana” che ritengo meritevole di maggiore visibilità e così ve lo propongo.
 
“Brutta storia che si ripete!
Si spara nel mucchio per non colpire i veri responsabili.
E’ come quando si fanno le circolari che “offendono” la dignità di tutti i lavoratori, per non fare i provvedimenti disciplinari a chi non rispetta le regole, screditando tutta la P. A.
Dai “servizi/articoli” che ho letto, il messaggio è: Queste persone hanno sbagliato e vanno punite con il trasferimento. Il Presidente, però, tiene a precisare che non si tratta di un provvedimento discriminatorio o punitivo, ma una normale rotazione.
Allora la domanda che nasce spontanea è: quali sono stati i criteri seguiti per l’individuazione del personale da trasferire? (Forse i più anziani in termini di servizio nel Dipartimento e nel settore specifico. Ma non mi sembra che sia così, almeno dai vari commenti).
Chi ha fornito le informazioni alla stampa, anche prima che i provvedimenti venissero notificati agli interessati? e con quali motivazioni?
Cfr http://www.linksicilia.it/2013/01/formazione-una-rotazione-per-bloccare-i-pagamenti-e-favorire-i-licenziamenti/
Su circa 19 dirigenti, se ne possono trasferire 6 e su 65 funzionari direttivi del Dipartimento, se ne possono trasferire 54?
I lavoratori hanno visto negli ultimi anni solo rinnovi contrattuali che vertono sull’etica e sui procedimenti disciplinari, ma il rispetto delle norme contrattuali è a senso unico?
Vengano fatti i dovuti accertamenti e chi ha sbagliato paghi, ed anche pesantemente; ma non si può continuare con una campagna denigratrice degli impiegati regionali tout court.
Ciascuno si faccia carico delle proprie responsabilità: politica, amministrazione, sindacati (a proposito dove sono?). Ben venga la moralizzazione, ma che sia sistemica e non occasionale e da palcoscenico.
Controlli, programmazione e trasparenza (criteri di nomina, di valutazione, di efficienza ed efficacia delle risorse messe a disposizione per il raggiungimento degli obiettivi, in termini di risorse economiche ed umane, interne ed esterne all’amministrazione del bene comune) devono essere le parole chiave usate trasversalmente in tutti i settori.
Spesso la P.A. (non sempre senza un suo livello di responsabilità) viene sostituita dalla politica, dalle consulenze esterne e dalla assistenza tecnica.
Ben vengano le collaborazioni, ma che ruoli e funzioni vengano ben distinti: le consulenze e l’assistenza tecnica devono entrare in un processo di crescita reciproca per liberare risorse e non per essere mortificate. Si valuti la capacità di crescita, di collaborazione, della condivisione delle conoscenze e della circolazione delle informazioni, della valorizzazione delle competenze, piuttosto che fare riferimento ad una rete di relazioni che esula dalle competenze della pubblica amministrazione, che è la sola che può assicurare la continuità e la storia amministrativa dell’ente pubblico. Il tutto, naturalmente, nel rispetto della persona umana e della sua dignità in quanto lavoratore (di qualsiasi settore).
Un’ultima domanda: quante donne su quanti uomini sono oggetto del trasferimento?”
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