Care amiche e cari amici,

non so se si tratti soltanto di una mia impressione ma avverto un certo “attapiramento” generale. C’è chi ha la fortuna di essere assorbito dal proprio lavoro e magari non riflette troppo sulla propria condizione, e c’è chi invece si rende conto che viviamo in una organizzazione nella quale sembriamo ospiti indesiderati. E proprio per farci sentire il più indesiderati possibile si assiste all’adozione di atti e di procedure che nulla hanno a che vedere con il buon andamento di una Pubblica Amministrazione e la creazione di un benessere organizzativo.

Ti invito, in particolare, alla lettura del post … Ancora sulla iniziativa di “Perchè no”, del 10 gennaio 2013, giovedì … e ti invito ad aderire all’iniziativa. Ti chiedo anche di far girare questa mail tra i tuoi colleghi e se condividi questa iniziativa prova a far aderire anche loro.

Io non so dove ci potrà portare questa iniziativa, sicuramente sarà una Amministrazione migliore di quella odierna.

Una buona lettura e buon fine settimana,

Cordialmente

Paolo Luparello, “Fedro”

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Ma è per questo che si sono volute le quote rosa? … Ma davvero per la segretaria di Fioroni c’è ancora un posto in parlamento?

 

 

Il post … Non rispetti le regole? Ci pensa “Perchè no”!, del 9 gennaio 2013, mercoledì … ha destato un po’ di curiosità e alcuni commenti li potete leggere direttamente tra quelli collegati al post che sopra riporto.

Traggo spunto anche da questi commenti per chiarire i termini dell’iniziativa.

Il sindacato dovrebbe essere il soggetto deputato a intestarsi “il ricorso sistematico nelle diverse sedi giurisdizionali contro l’Amministrazione regionale per ogni provvedimento che violi la normativa vigente sul fronte dell’organizzazione degli uffici e della disciplina del lavoro. …. La sfera di intervento potrebbe essere anche la tutela della dignità dei lavoratori della Regione di fronte agli attacchi mediatici da qualsiasi fronte essi provengano. … ”, ma purtroppo raramente ha intrapreso le iniziative che avrebbero ricondotto l’Amministrazione al rispetto delle regole. Motivo? Certamente i costi e probabilmente qualche altro la cui analisi ci porterebbe fuori tema … forse.

Per ovviare al problemi dei costi e alla eventuale “sudditanza psicologica” nasce l’idea della comunità di pratica “Perchè no” che si intesta le battaglie di principio e non solo.

Qualcuno teme gli oneri di una simile iniziativa.

Questa iniziativa ha un senso se riesce a coinvolgere un numero importante di dipendenti … un migliaio dovrebbe essere il numero che potrebbe consentire la raccolta di una somma importante con un contributo procapite tra i 50 e i 100 €. Non è nemmeno necessario prevedere che si debba trattare di una quota associativa annua in quanto la raccolta delle quote è finalizzata al pagamento delle spese legali per le cause intraprese e con 50-100 mila euro raccolti di cause se ne possono portare avanti un bel numero … penso. Se il budget dovesse essere pienamente impiegato si provvederebbe a chiedere un ulteriore contributo. L’onere potenziale per ciascun aderente non dovrà comunque eccedere il limite massimo dei 50-100 € annui, sempre se ciò sarà necessario.

Le problematiche per le quali si ricorrerà in giudizio saranno decise dal “comitato legale” della comunità che ne valuterà la fondatezza. Il comitato opererà su problematiche segnalate dagli aderenti e il numero di cause da intraprendere sarà dettato dal budget disponibile.

E’ strano che in una organizzazione pubblica di oltre 20.000 lavoratori, e che gestisce un bilancio di circa 25 miliardi di €, ci si debba trovare a portare avanti una iniziativa per il ripristino del rispetto delle regole arrivando a citare in giudizio l’organizzazione stessa. Purtroppo un certo scadimento qualitativo che da qualche anno a questa parte interessa la nostra classe dirigente (mi riferisco al livello politico con posizioni di governo) ci vede costretti a intervenire.

Cara lettrice e caro lettore del blog, di qualsiasi categoria tu faccia parte e che hai a cuore il rispetto delle regole, quello che ti chiedo è una semplice dichiarazione di intenti … sei interessato a fare della Regione un luogo nel quale la legge è uguale per tutti e a tutti vengono date le stesse opportunità?

La comunità di Perchè no proverà a fare della Regione una organizzazione migliore anche se dovrà ricorrere alle diverse magistrature.

Se siete interessati, scrivete a fedro.luparello@gmail.com copiando il seguente messaggio:

Sono interessato ad aderire all’iniziativa di Perchè no e attendo che mi venga inviato il “manifesto dell’iniziativa” quando questo verrà redatto dopo il raggiungimento della quota di almeno 1.000 adesioni. Dopo la lettura del manifesto dell’iniziativa deciderò la mia adesione formale all’iniziativa secondo le modalità che verranno indicate.”

Potrete inviare anche suggerimenti o critiche … l’importante è che ci si possa sentire parte di una vera comunità … Perchè no!

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