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L’economia che interessa pochi

  • Il Mibtel della Borsa di Milano ha chiuso oggi a quota 16.93 con una variazione di +3,81% rispetto all’ultima rilevazione (Fonte: Il Sole-24 Ore)
  • Lo spread sui BTP Italia/BUND 10 Anni alle ore 17,29 di oggi è 283,45 ed è diminuito rispetto all’ultima rilevazione (Fonte: Il Sole-24 Ore)

e quella che interessa tanti

  • 1.983.470.354.913 € è il debito pubblico italiano di oggi alle ore 21,53 e sembra che stia diminuendo … così sembra dal sito del Bruno Leoni! (Fonte: Bruno Leoni)
  • pari a un debito pubblico procapite di 32.936 € (Fonte: Bruno Leoni)

    all’Istituto Bruno Leoni devono sapere qualcosa che sfugge ai più!

senza dimenticare che:

2 gennaio 2013, mercoledì

  1. 50% tedeschi risparmia su riscaldamento
  2. Fabbisogno in calo di 15,2 miliardi – La Stampa
  3. Il mercato auto italiano crolla ai livelli del 1979, Fiat “perde” 100mila … – Il Sole 24 Ore
  4. Conti pubblici: Mef, nel 2012 fabbisogno scende a 48,5 mld – Agenzia di Stampa Asca
  5. Incubo disoccupazione per il Sud Italia Nel 2013 aumenterà il divario con il Nord
  6. Disoccupazione, in Sicilia il tasso sfiora il 20 per cento
  7. Francia e Spagna, mercato auto in picchiata ai minimi da due decenni
  8. Il 2013 “regala” tre nuove tasse: arrivano Ivie, Tobin Tax e Tares
  9. A San Silvestro tutti davanti alla tv Mentana: «Ecco il segno della crisi»
  10. È in vigore la riforma delle pensioni Agli uomini servono 66 anni e 3 mesi
  11. Dal primo gennaio stangata su conti deposito e buoni postali: l’imposta aumenta del 50 per cento
  12. La crisi non spaventa la Difesa Nel 2013 un miliardo in più 
  13. L’Italia perde i suoi impiegati statali  
  14. La Merkel ai tedeschi: “Ci aspetta un 2013 più difficile del 2012” 
  15. Autostrade: aumenti del 2,9%
  16. Natale da crisi in Sicilia: vendite in calo del 15%
  17. La Cgil: “Costruzioni in ginocchio”. In quattro anni persi 500 mila posti
  18. Lavoro:Cgia,610mila disoccupati in piu’
  19. Disoccupati, 2012 anno nero (10,6%). Cgia pessimista anche sul 2013: quasi 3 milioni
  20. Istat, triplicato in dieci anni il numero di laureati che lasciano l’Italia
  21. Immigrazione:in 10 anni 3,5 mln migranti
  22. Sulle pensioni l’effetto Super Inps: nuovi assegni calati del 18,5%. E dal 1° gennaio parte la riforma Fornero
  23. Cgil: “Bloccate 6 milioni di pensioni nel 2013 perderanno 1.135 euro” 
  24. Cenone in casa per 8 italiani su 10 Salgono i prezzi, è caccia al low cost 
  25. Cucinelli “I nuovi mercati  sognano l’Italia. Per questo  abbiamo un futuro d’oro” 
  26. Berlino ora «esporta» anche anziani
  27. Regalo di Natale Ford e GM Agli operai un maxi bonu

 

 

Abbiamo un impiego. Non dovremmo correre il rischio di essere licenziati. Lo stipendio, alla fine del mese, arriva sempre. Di cosa dovremmo lamentarci?

Vorremmo guadagnare di più? Vorremmo un lavoro più appagante sul piano professionale? Vorremmo che il nostro lavoro avesse un riconoscimento sociale? Ci piacerebbe andare al lavoro con la certezza che quanto andremo a fare creerà ricchezza per la nostra comunità?

In altri termini … vorremmo lavorare per l’organizzazione nella quale tutti vorrebbero lavorare?

In effetti tutti vorrebbero lavorare alla Regione Siciliana, ma non certo perchè è l’organizzazione in testa alle classifiche dei migliori posti in cui lavorare … insomma non è la Ferrari, non è la Apple, non è Google, non è tante altre aziende nelle quali i giovani di talento aspirano ad andare a lavorare nella convinzione, nella certezza, che lì realizzeranno il loro sogno di affermazione nella vita lavorativa.

Alla Regione Siciliana aspirano a venire a lavorare chi non ha un lavoro, chi è precario da una vita, chi ha una errata convinzione sui vantaggi di essere un “regionale”.

Al di là della sicurezza sociale (fino a quando?) lavorare alla Regione Siciliana non è un motivo di soddisfazione professionale, quantomeno non lo è per tanti.

Con il termine “disorganizzazione” sintetizzerei tutto ciò che non va alla Regione.

Per disorganizzazione intendo la mancanza di una visione strategica del nostro Ente, la confusione di ruoli (politici che vogliono gestire e dirigenti che lasciano “gestire” i politici), la mancanza di leadership forti, la tendenza a non assumersi le responsabilità senza che nessuno te lo contesti, la totale mancanza di coscienza del proprio ruolo, l’elenco continua ma mi fermo qui.

Questo non vuol dire che alla Regione non ci siano delle belle professionalità, sia a livello individuale sia di alcuni uffici, ma sono frutto della buona volontà di singoli individui che non vogliono lasciarsi andare e che hanno troppo rispetto per se stessi per non provare a fare qualcosa.

Il mio sogno è quello di lavorare per la migliore organizzazione del mondo. Un’organizzazione nella quale le persone capaci, che sono in grado di interpretare i bisogni dei propri clienti, che sono in grado di realizzare progetti utili, che non vengono mortificate da “capi” miopi e incapaci, possono realizzare le proprie ambizioni e scalare le tappe della gerarchia in una gara onesta nella quale non si perda mai di vista il bene della comunità per la quale quella organizzazione esiste.

Lavorare per una Pubblica Amministrazione dovrebbe essere la massima aspirazione per chi crede nel “sociale”. Soddisfatte le esigenze di una vita dignitosa, con un reddito adeguato, quale soddisfazione migliore ci può essere nel servire una collettività provando a migliorarne i servizi e ad accrescerne la ricchezza.

Questo è quello che voglio fare alla Regione Siciliana e che ritengo potremmo fare tutti insieme solo se saremo veramente una organizzazione.

Una organizzazione nella quale si crede nella programmazione che viene dopo lo studio e l’analisi del contesto in cui si opera. Una organizzazione che assegna a ciascun suo attore un compito da realizzare e sulla base dei risultati raggiunti si riconoscono i meriti e si propongono i correttivi per chi invece ha accumulato dei “debiti”. Una organizzazione nella quale l’agire è trasparente e totalmente accessibile a tutti gli “interessati” (portatori di interesse o stakeholder).

Trasformare la Regione di oggi nella organizzazione che vorrei non si fa dall’oggi al domani. Ci vuole tempo. Ci vogliono persone motivate. Ci vuole un progetto.

Sarebbe bello se un progetto del genere se lo intestasse una leadership forte, una leadership politica, una leadership che fa quel che dice e che dice quel che fa.

Un giorno, forse, avremo un leader con queste caratteristiche, ma nel frattempo che facciamo? Aspettiamo?

Aspettiamo che a ogni legislatura si presenti l’ultimo “nuovo” che ha una sua idea, che poi è quella di qualche suo supporter che ha una sua idea di “Amministrazione”, e che prova ad attuarla senza troppa convinzione in quanto in altre faccende affaccendato?

Io ritengo che il progetto non possa che provenire dagli stessi lavoratori dell’organizzazione, i quali insieme a tutti i cittadini sono gli “azionisti” dell’organizzazione, quelli che sono interessati affinchè i proventi delle tasse vengano ben spesi.

I lavoratori, attraverso il sindacato, possono essere portatori di istanze sulla organizzazione del lavoro, sulla produttività, sui servizi da erogare. Fino a oggi lo hanno fatto soltanto in parte in quanto, così come i politici, non hanno voluto volare alto ma si sono limitati a gestire il “passato”!

O quanto odio tutta la retorica, che poi retorica non è, del “chi lascia la strada vecchia per la nuova sa cosa lascia ma …”, “meglio u tintu accanusciutu che u buonu a …”, “ma si è fatto sempre così”, “ma chi te lo fa fare” …

Cambiare si può! Ma non per il gusto della novità e del cambiamento per il cambiamento.

Dobbiamo cambiare perchè questa strada che stiamo percorrendo non ci porta da nessuna parte che sia piacevole raggiungere.

Dobbiamo cambiare rotta. Lo dobbiamo fare per noi stessi, per la nostra comunità.

Solo se lo volessimo potremmo trasformare questa nostra Sicilia in una terra ricca e ospitale.

Perchè ci vogliamo accontentare di sopravvivere?

Se non vuoi soltanto sopravvivere segui il progetto al quale sto lavorando.

E’ un progetto che vuole dare dignità al lavoratore. Un progetto che ristabilisca i ruoli e le regole. Un progetto attraverso il quale ci si possa scuotere dall’apatia e si torni ad allenare i nostri cervelli … per troppo tempo costretti al “minimo”.

Come ho scritto più volte in diversi post sul blog mi piacerebbe che il “progetto” fosse il risultato dello sforzo di una comunità, una “comunità di pratica”, alla quale ho dato il nome di “Perchè no” traendolo da una citazione di George Bernard Shaw, che è diventata per me una sorta di “mantra”, “Some people see things as they are and say why. I dream things that never were and say why not?”.

Il progetto andrà prima elaborato attraverso il confronto tra tutti coloro che vorranno partecipare e una volta condiviso si dovrà provare a realizzarlo.

Ci saranno parti del progetto che potranno essere realizzate attraverso l’adozione di semplici “best practice”, ci saranno parti che potranno essere realizzate attraverso lo strumento del contratto collettivo di lavoro o di quello decentrato, e ci saranno parti che necessiteranno di un intervento legislativo, ma vi posso assicurare che già soltanto con le “best practice” si potrebbe fare tanto e se poi anche il sindacato e la politica vorranno fare la propria parte … la Regione potrebbe diventare un posto nel quale è un piacere lavorare e senza doversene vergognare.

Come ho anticipato ho già individuato alcuni temi che dovranno far parte del progetto di “Perchè no”.

  1. Una nuova organizzazione degli uffici dirigenziali della Regione.
  2. La regolamentazione del conferimento degli incarichi dirigenziali.
  3. L’attribuzione di posizioni di responsabilità anche a personale con qualifica diversa da quella dirigenziale.
  4. La formazione obbligatoria per l’accesso ad alcuni incarichi.
  5. La valutazione della performance.
  6. Il turn over del personale e la progressione di carriera.
  7. L’adozione del controllo di gestione e delle tecniche del project management nella gestione degli uffici.
  8. La Regione Siciliana come casa di cristallo. Totale pubblicità sui siti web istituzionali di tutti gli atti relativi all’operato dell’Amministrazione.

Su questi temi, e altri ancora che voi vorrete proporre, mi piacerebbe confrontarmi.

Ci tengo inoltre a puntualizzare che la comunità di pratica di “Perchè no” non nasce soltanto per questo progetto, ma vorrebbe essere un modo affinchè ogni lavoratore della Regione non si debba sentire “solo” nell’affrontare il proprio quotidiano professionale … proviamo a essere solidali tra di noi, e non solo. I nostri saperi finchè rimarranno custoditi gelosamente in noi non varranno molto, se invece li apriremo agli altri scopriremo qualcosa che prima di tutti stupirà chi li custodiva così gelosamente.

Ci state?

Chi è interessato a partecipare può contattarmi tramite l’indirizzo e-mail fedro.luparello@gmail.com o cliccando su Mi piace sulla pagina di Facebook Perchè no

 

 

La pubblicazione de “Il Conto Annuale 2011 sul pubblico impiego” (disponibile al link che segue … Ragioneria Generale dello Stato) ha stupito non soltanto i quotidiani nazionali ma anche qualche “testata” siciliana non “sempre” tenere con la Sicilia.

Il Conto annuale, in quanto annuale, viene pubblicato “annualmente” ma soltanto quest’anno ha destato sensazione tanto da far quasi recitare un “mea culpa” in questo articolo … Da Siciliainformazioni, Impiego pubblico, contrordine: Milano e Roma battono Palermo

La notizia “straordinaria” è … Record di dipendenti in Lombardia 12,5%, più che in Lazio 12,3 …

  1. Da Siciliainformazioni, Incredibile: Lombardia batte Sicilia per numero di dipendenti pubblici
  2. Da la Repubblica, Pubblica amministrazione, in tre anni 154mila dipendenti in meno
  3. Da Il Corriere della Sera, Impiegati pubblici, 154mila in meno in tre anni

ma state pur tranquilli che alla prima occasione … saremo sempre quelli della casta!

 

 

A proposito del post … Anche la Cisl si muove a difesa dei “regionali”, del 29 dicembre 2012, sabato … devo dare atto che la Cisl si era già mossa nei confronti del Presidente a seguito di una delle frequenti esternazioni a mezzo stampa  con il seguente documento del 6 dicembre 2012 … Comunicato stampa Cisl-CislFp del 6 dicembre 2012 a firma Bernava-Caracausi

… ma il Presidente quando convoca?

 

 

  • Buon 2013, Quest’anno tocca a te – Leggi il resto dell’articolo
  • Come abbiamo usato i vostri soldi? – Pubblichiamo il bilancio della Fondazione NFA per gli anni 2011 e 2012. Ci scusiamo per il ritardo col quale facciamo pervenire il primo, e diciamo GRAZIE a tutti i lettori che hanno sostenuto la Fondazione con una donazione durante il 2012. – Leggi il resto dell’articolo
  • Analisi Comparativa tra Italia Futura e Fermare il Declino e il Bias dei Grandi Quotidiani – In questo articolo si analizza se la copertura della stampa nazionale dedicata a “Italia Futura” e “Fermare il Declino” rispecchia l’interesse che gli italiani hanno mostrato verso questi due movimenti attraverso i recenti sondaggi e gli indici di ricerca generati tramite Google. – Leggi il resto dell’articolo
  • La sentenza sul taglio degli stipendi ai magistrati: l’economia – Nel precedente post, Axel ci ha spiegato la logica giuridica sottostante la sentenza della Corte Costituzionale sulla decurtazione degli stipendi dei magistrati. In questo post ne spieghiamo l’illogicita’ economica. – Leggi il resto dell’articolo
  • Casini è il problema, non la soluzione – La scelta di rifiutare l’alleanza con Casini e con i vari rottami che ora usciranno dal centrodestra non è la conseguenza di estremismo infantile, ma la naturale conclusione di una riflessione sulle cause del declino italiano. Chi vuole cambiare l’economia e la società in Italia non può allearsi con le principali forze che puntano alla conservazione del sistema. Chi vuole fermare il declino, non può allearsi con le forze politiche che del declino sono la principale causa. – Leggi il resto dell’articolo
  • La sentenza sul taglio degli stipendi ai magistrati: il diritto – La Corte Costituzionale ha pronunciato un’importante sentenza (17 ottobre 2012 N. 223) su un intervento del governo finalizzato alla riduzione del deficit pubblico. La sentenza, per ciò che espressamente statuisce, ha degli effetti significativi sulle modalità di riduzione della spesa in generale mediante interventi sui pubblici dipendenti. In breve, il governo italiano non puo’ ridurre la spesa pubblica abbassando gli stipendi dei propri dipendenti. – Leggi il resto dell’articolo
  • L’Agenda Monti dopo cena – Complice il Natale, tra una cena e un’altra, isolato, con la famiglia, mi sono letto l’Agenda Monti. Tutta quanta ed in dettaglio. Lettura anche piacevole, scritta in modo scorrevole, senza troppe liste, ne’ dettagli, ne’ numeri. (Certo, per uno come me questo e’ un problema, me ne lamentero’ in seguito; ma dal punto di vista esclusivo della lettura, dopo un buon cappon magro abbondantemente  innaffiato da Sharis Livio Felluga  – che poteva esser peggio ma mi aspettavo meglio – e’ andata bene cosi’.) – Leggi il resto dell’articolo
  • I grants ERC – Riprendiamo il post di Lippi, con qualche informazione aggiuntiva. – Leggi il resto dell’articolo
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