Dall’OSSERVATORIO TRIMESTRALE DI DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

Uso di una copia fotostatica del documento di identità scaduto e validità delle dichiarazioni rese alla pubblica amministrazione ex art. 38, D.P.R. n. 445/2000 nell’ambito di una procedura di evidenza pubblica.

Cfr. Consiglio di Giustizia amministrativa, sentenza n.324 del 26/03/2012

L’art. 38, comma 2, del D.l.vo n. 163/2006 – cui, per le ipotesi di avvalimento, fa rinvio l’art. 49,

comma 2, lett. c), dello stesso decreto – testualmente recita che “Il candidato o il concorrente

attesta il possesso dei requisiti mediante dichiarazione sostitutiva in conformità alle previsioni del

testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione

amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445”.

A sua volta, l’art. 38 di detto D.P.R. n. 445/2000 ha disciplinato in termini generali le “modalità di

invio e sottoscrizione delle istanze” e dichiarazioni all’amministrazione, stabilendo che “Le istanze

e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre agli organi della amministrazione

pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall’interessato in presenza del

dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata

di un documento di identità del sottoscrittore”. In ordine alla corretta applicazione di tali

disposizioni il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha ritenuto che:

– il documento di identità è tale solo finché è in corso di validità; successivamente perde ogni

attitudine legale a documentare alcunché (salvo, probabilmente, il fatto storico che, alla data del

rilascio, il titolare versasse nelle condizioni ivi indicate);

– in difetto di allegazione della copia fotostatica di cui alla cit. disposizione, la sottoscrizione

apposta in calce all’istanza, o alla dichiarazione, inviata all’amministrazione, è da considerare a

ogni effetto priva di autenticazione, e dunque priva di certa attribuibilità soggettiva al dichiarante

stesso; col corollario che l’Amministrazione non può tenerne conto, ove la sottoscrizione non risulti

in altro modo autenticata (per esempio da notaio o altro pubblico ufficiale, come è sempre possibile

fare in alternativa all’agevolazione ex art. 38 cit.). Conseguentemente, se all’istanza o alla

dichiarazione viene allegato un documento scaduto di validità (con riferimento, ovviamente, al

termine di presentazione delle domande di partecipazione alla gara, poiché l’ulteriore ritardo nel

loro esame da parte dell’amministrazione non potrebbe mai andare in danno del candidato che, al

momento in cui doveva inviare l’istanza, aveva rispettato la previsione normativa), si versa in una

situazione identica a quella in cui nessun documento sia stato allegato; dunque l’Amministrazione,

non potendo considerare come autenticata la sottoscrizione, dovrà in ogni caso disporre l’esclusione

del candidato per violazione delle succitate disposizioni, del tutto a prescindere da ogni

comminatoria che sia, o meno, indicata nel bando di gara a tale proposito. Nel formulare tale

orientamento il Consiglio di Giustizia amministrativa non ha ignorato i numerosi precedenti

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espressi in senso difforme (CGA sentenza n.47/2005, CGA sezioni riunite parere n.130/2009, C.d.S.

sentenza n.7339/2004 e C.d.S. entenza n. 2366/2011). Nondimeno è stata ritenuta la loro erroneità e

l’impossibilità, pertanto di condividerne i contenuti. E’ stato fatto osservare, difatti, che tali

precedenti giurisprudenziali assumono tutti, più o meno implicitamente, l’asserzione che “non è di

per sé inidonea ad assolvere la funzione propria di siffatta documentale aggiuntiva, che è quella di

creare un collegamento identitatario tra l’autore della dichiarazione ed il titolare del documento di

identità personale prodotto in copia, onde fornire un principio di prova sull’effettivo autore della

dichiarazione” (così C.d.S. 2366/2011, cit.).Viceversa, ad avviso del CGA tale conclusione non

appare irrefutabile. È stato osservato, infatti, che fin quando un documento di identità è in corso di

validità, sussiste certamente un “collegamento identitario” non solo tra il documento e il soggetto

ivi menzionato; ma altresì tra il documento e il suo possessore, giacché il titolare è tenuto a

custodirlo e, in caso di smarrimento, a denunciare il fatto all’Autorità pubblica (tanto che la stessa

legge penale punisce chi si appropri della cosa altrui smarrita). Dopo la scadenza, invece, non solo

tutto ciò non è più vero; ma addirittura il titolare del (non più) documento legittimamente se ne

disfa, anche inserendolo tra i rifiuti (cartacei, laddove è obbligatoria la raccolta differenziata),

sicché il terzo che se ne impossessi, appunto in forza di tale normale derelictio che precede il

ritrovamento altrui, non commette alcun illecito (ma se ne può appropriare ex art. 923 c.c.). Ciò non

consente affatto, dopo la scadenza del documento, di ritenere perdurante, in alcun modo o misura,

un collegamento tra il possessore del (non più) documento e il soggetto ivi menzionato. Con il

corollario che non vi può essere alcuna differenza tra il caso di chi abbia allegato, a corredo di una

domanda o dichiarazione, un documento scaduto; e il caso di chi non vi abbia allegato alcunché. In

ambo tali casi, l’Amministrazione dovrà ritenere la domanda o la dichiarazione radicalmente prive

di autenticazione, comportandosi nel medesimo modo: ossia, in ogni gara o concorso, escludendo il

concorrente (tranne, ovviamente, l’ipotesi che la domanda sia stata presentata a mano e sottoscritta

nella circostanza, perché in tal caso soccorre la previsione alternativa dello stesso art. 38 D.P.R.

Cit.). Peraltro, nessuna regolarizzazione è stata ritenuta configurabile, atteso che, viceversa, si

sarebbe dovuta ritenere parimenti regolarizzabile anche la situazione di chi non aveva allegato alcun

documento all’istanza per la procedura oggetto della controversia (ciò dovendosi considerare

identico, come si è detto, all’avervi allegato un documento scaduto); il che non sembra

evidentemente possibile ipotizzare.

 

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