La lettura delle norme regionali con la quale ho iniziato ad alimentare la “rubrica” Leggi e altro, mi è utile per rinfrescare e attenzionare alcuni passaggi delle norme vigenti alle quali non dedicherei molto tempo atteso il mio incarico.
Dalla promulgazione della legge regionale 12 del 2011 sono oramai passati quasi 7 mesi e ancora non si ha notizia del nuovo dipartimento.
Con la legge 12/2011 viene infatti istituito il Dipartimento regionale tecnico che può essere considerato una sorta di riedizione del precedente Ispettorato tecnico … e fin qui va bene!
Oltre il ritardo, si sarà aspettato forse il nuovo anno, dalla lettura della norma emergono, secondo me, una serie di incongruenze, sul piano dell’organizzazione e della coerenza con la legge 10 del 2000 e con i contratti collettivi di lavoro.
La legge dispone che il Dipartimento abbia delle articolazioni funzionali che sono rappresentate dagli uffici provinciali del Genio civile e dall’Ufficio regionale per l’espletamento delle gare d’appalto (Urega) … e anche questo ci può stare anche se per gli altri dipartimenti si è fatto ricorso a un regolamento come previsto dalla l.r.19/2008.
La legge prevede l’istituzione dell’ufficio speciale Osservatorio regionale dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture … ma non esisteva già? Gli uffici speciali non avevano carattere temporaneo? Da qualche parte non era stato anche previsto il divieto di istituire nuovi uffici speciali? Ricorderò male ma … il dubbio mi rimane anche se il legislatore è sovrano!
Al comma 19 dell’articolo 5 viene prevista la figura di un “dirigente con qualifica tecnica” … che vorrà dire? Chi stabilisce se un dirigente ha una qualifica tecnica atteso che siamo tutti confluiti nel ruolo unico della dirigenza e che non sono state istituite le sezioni professionali?
Interessante è anche il comma 3 dell’articolo 8 nel momento in cui prevede che “ La commissione è presieduta di norma da un dirigente della stazione appaltante e, in caso di mancanza in organico, da un funzionario della stazione appaltante incaricato di funzioni apicali, nominato dall’organo competente.” … quali sono le modalità con le quali vengono dati incarichi di funzioni apicali a un funzionario e quanti funzionari con funzioni apicali abbiamo al momento?
Dopo avere previsto all’articolo 4 che l’Urega costituisce articolazione funzionale del Dipartimento all’articolo 9 lo si istituisce.
L’ufficio sembra essere una semplice entità alla quale si da corpo con l’articolazione in 10 servizi … uno centrale e 9 provinciali. Quindi non avremo un responsabile dell’Ufficio regionale per l’espletamento delle gare d’appalto? In effetti sarebbe stato una “specie” di dipartimento!
Continuando nella lettura della legge si fa qualche altra volta riferimento alla figura di un “dirigente tecnico” … ci dovremmo mettere d’accordo, anche per problemi di mia identità professionale … sono un dirigente di terza fascia o sono un dirigente tecnico agrario di terza fascia … la questione non mi pare che sia di lana caprina … che ne dite?








Quella della mancanza dell’articolazione del ruolo unico dei dirigenti in sezioni è una questione che andrebbe affrontata e valutata nelle sedi opportune. Probabilmente l’individuazione di sezioni professionali porterebbe il vantaggio, nell’ambito della discrezionalità di scelta dei dirigenti da parte del dirigente generale, di garantire livelli adeguati di professionalità e di conoscenza delle materie di competenza nelle strutture internedie di destinazione. Fermo restando la possibilità di lasciare aperta la finestra per eventuali incarichi al di fuori dei limiti della propria laurea o servizi effettuati.
Comunque la madre di tutte le questioni resta la modalità di conferimento degli incarichi, che specie per servizi e aree, è “influenzata” da altri fattori decisionali che ben conosciamo…
Anche se qualcuno pensa il contrario … condivido! E’ nota infatti la mia posizione su quella che dovrebbe essere la figura del dirigente (un organizzatore di risorse, un motivatore, un condottiero – ammetto che questa è un po’ forte -, un leader. Sempre più però mi sono reso conto che in tanti servizi c’è poco da organizzare … o conosci la materia e fai il lavoro o ti cerchi un altro incarico …
Queste tue riflessioni ripropongono con evidenza e per l’ennesima volta un tema di carattere generale, legato alla “qualità” delle leggi e dei decreti che il parlamento siciliano ed il governo regionale riescono ad esitare dopo lungo impegno e serrato confronto dialettico…….un par de ciufoli!
Quanti provvedimenti deliberano, in un anno di “fatica”, questi stakanovisti rappresentanti eletti dal popolo?
Quanti, tra questi, vengono successivamente impugnati dal Commissario dello Stato e ritirati?
Quanti altri fanno letteralmente schifo, tanto da risultare nella pratica letteralmente inapplicabili?
Occorrerebbe prevedere dei meccanismi sanzionatori, oltre a quelli legati alle presenze in aula (che spero vengano realmente applicati), relativamente al numero di articoli di leggi “sballati” prodotti, ancorchè esitati favorevolmente dall’Assemblea o costituenti parti di decreti-leggi.
Ogni cantonata, 1000 euro in meno nell’indennità mensile….e allora sì, che si “applicherebbero” e “studierebbero” di più….
Introduciamo il controllo di gestione all’ARS? Dopo i brillanti risultanti raggiunti nella Regione (faccio mea culpa) sarebbe ora di esiliare … scusate … esportare questa brillante esperienza anche all’ARS … l’accetterebbero? Qualcosa mi dice di no!