Vorrei rassicurare quei pochi colleghi e amici che mi hanno contattato che, al di là dell’amarezza dalla quale mi sono fatto cogliere dopo la manifestazione del 22 settembre scorso, il mio impegno sindacale continua. Continua perchè lo devo:

  • a quei 30 colleghi che hanno partecipato alla manifestazione,
  • a quei 12 colleghi che ci hanno tenuto a farmi sapere che non è stato loro possibile partecipare per impegni personali,
  • a quella collega che ha tenuto a farmi sapere che non ha condiviso le modalità della manifestazione (una nostra rivendicazione all’interno di una a valenza troppo generale),
  • a Gigi Caracausi e ad Angello Fullone che tanto si sono spesi all’interno della Cisl-Fp affinchè l’area della dirigenza dell’ente regione avesse un proprio spazio e una propria autonomia
  • a Paolo Montera e a Sergio Lucia che sono stati preziosissimi e insostituibili partner … di sindacato
  • a quegli amici e colleghi che in questi anni hanno aderito alla Cisl-Fp come attestato di stima nei miei confronti

In questi due anni probabilmente ho commesso degli errori e questo succede, ritengo, quando si è soli, quando non si ha la possibilità di confrontarsi con i colleghi che vivono gli stessi problemi, quando non si è presenti dove serve il tuo intervento.

Io sono abituato a operare sulla base della delega che i colleghi mi hanno affidato ma è pur vero che alle volte non basta soltanto la delega, non basta spendere il nome di una sigla come quella della Cisl-Fp, alle volte è necessario essere presenti e dimostrare che si hanno a cuore le problematiche sul tappeto.

Il blog continuerà a essere il mio principale strumento di comunicazione, ma a esso cercherò di affiancare una più intensa attività sui luoghi di lavoro e un più stretto rapporto con i referenti per la dirigenza presso i dipartimenti nei quali siamo presenti con degli iscritti.

Conto di realizzare entro l’anno quattro assemblee alle quali spero possano partecipare i dirigenti in servizio nella provincia di Palermo e conto di convocare almeno due coordinamenti dei referenti presso i dipartimenti regionali.

Perchè questo nuovo impulso?

Perchè mi sono reso conto che noi dirigenti siamo troppo “amministrazione”, siamo troppo immedesimati nelle ragioni dell’Amministrazione, e dimentichiamo che siamo dei lavoratori e che per ottenere quello che ci spetta dobbiamo utilizzare gli stessi strumenti di tutti gli altri lavoratori.

Ci seguirete?

Lo spero.

Lo scenario che ci attende è a tinte fosche … foschissime.

Avete già accettato di perdere il contratto 2006-2009?

Avete già accettato di non avere più un contratto collettivo fino ad almeno il 2017?

Avete già accettato che i nostri redditi rimarranno fermi ai livelli del 2005?

Avete già accettato che i nostri redditi fermi al 2005 possano subire delle decurtazioni oltre quelle dovute all’erosione dell’inflazione?

Io non l’ho accettato e non mi voglio fare carico delle scelte, o meglio delle non scelte di una classe politica impreparata e soprattutto inadatta al periodo che stiamo vivendo.

Ancora una volta ci metterò la faccia … e se sarò vinto … almeno ci avrò provato!

 

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  1 Commento per “Fedro continua a lottare!”

  1. Caro Paolo
    Anch’io ti invito a continuare, come dirigente iscritto Cisl. Con parole semplici, cercherò di apportare un mio piccolo contributo alla tematica discussa. Appartengo alla “categoria” di quelli che non hanno voluto partecipare alla manifestazione del 22 settembre. Onestamente non ho “sentito l’esigenza” di partecipare ad una manifestazione che per i significati generali, giustissimi e attuali, non hanno necessità di ulteriori commenti ma che a tanti, me compreso, è sembrata una delle solite iniziative poco efficaci. Sia chiaro, sono fortemente preoccupato per il futuro delle mie figlie. La, tutto sommato, contenuta partecipazione alla manifestazione dimostra la poca credibilità dei sindacati promotori, finora piuttosto tenui nei confronti delle politiche di (mancato) sviluppo attuate chi governa Regione e Nazione. Io credo, invece, che bisogna assolutamente ripartire dall’unità di tutti i sindacati i quali devono intraprendere iniziative forti, compreso lo sciopero generale, e avere lo stesso coraggio che stanno dimostrando ad es. la Chiesa cattolica e Confindustria nei confronti di questa mediocre classe politica. Anche sul piano regionale, penso bisogna ripartire da azioni forti in cui ci si proponga in maniera unitaria per le giuste rivendicazioni dei dipendenti regionali. Anche i dirigenti devono avere il coraggio di mettere in discussione in maniera seria alcuni aspetti “chiave”del precedente contratto (ad es. mantenimento della indennità diposizione, valutazione dei risultati) proponendo in alternativa seri percorsi normativi riguardo il conferimento degli incarichi delle strutture dirigenziali e la valutazione dei risultati delle strutture dirette, del tutto sganciati dalle interferenze dei politici di turno. Può essere un modo per riacquistare credibilità da parte della classe politica, dei colleghi del comparto e dei cittadini. Ma anche riacquistare l’ entusiasmo, che viene sempre meno (credo poco alla mancanza della partecipazione alla manifestazione perché “troppo impegnati nel portare avanti il lavoro dell’amministrazione !) forse perché abbiamo perso o indebolito fortemente l’identità di categoria, privilegiando la via del servilismo politico e non quella della crescita e dello sviluppo della professionalità nel percorso della carriera individuale. Abbiamo il coraggio di presentare nuove proposte contrattuali che rafforzano la nostra identità di dirigenti regionali, disposti a rischiare anche di perdere una parte del nostro stipendio se non raggiungiamo gli obiettivi posti nel nostro contratto individuale in cambio di un percorso di carriera legato effettivamente alle nostre capacità ed impegno del tutto scollegato dalla politica ? Non è una via facile, ne breve. Io caro Paolo, sono disposto a seguirti e ad impegnarmi in prima persona ma su percorsi coraggiosi anche forti, unitari non limitati esclusivamente a difendere interessi di categoria; su percorsi degni di una vera dirigenza regionale, non più disponibile a subire passivamente la vergogna e tristezza degli incarichi del 2010 . Oltre a giocarci la faccia, ci giochiamo la credibilità nei confronti dei nostri figli ai quali dobbiamo dimostrare, ora più che mai, che il loro futuro dipende anche dalle loro capacità e dai sacrifici che sapranno fare. Con tanta stima.
    Agatino Sidoti

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