Mentre scrivo, volteggia sulla mia testa l’elicottero della forestale. Nella zona in cui trascorro un breve periodo di vacanza è scoppiato un incendio. Mentre pranzavamo ho scorto una colonna di fumo e constatato che si trattava di un incendio ho provato ad allertare il 1515. dopo tre tentativi ho desistito e ho provato con il 112. In meno di 60 secondi mi è stata data assicurazione che la segnalazione sarebbe stata inoltrata … e poi si ride dei Carabinieri!

Dopo circa mezz’ora si sono sentite le prime sirene dei mezzi della forestale. Hanno fatto un gran movimento … non c’è che dire … il risultato è stato però che gran parte di quello che doveva bruciare è bruciato. Gli interventi provvidenziali sono stati quelli di un mezzo anticincendio terrestre, che ha spento dei roghi lungo la strada che minacciavano di far estendere l’incendio a una superficie più vasta, e dell’elicottero che ha domato i focolai più vicini ad alcune abitazioni, tra le quali quella dove temporaneamente risiedo.

Alle 16,00 circa si sente ancora il crepitare delle fiamme di alcuni roghi residui … spero.

Alcune cosiderazioni. Tempestivo l’intervento della forestale e grande dispiego di uomini e mezzi, ma con quale risultato? Quello che doveva bruciare è bruciato e non sono riuscito a capire la strategia seguita dagli uomini impiegati, ammirevoli per l’impegno ma in quanto a efficacia lasciamo stare. Altra considerazione. Se si gira per l’Italia si vedono strade, anche le più sperdute, con i bordi ben falciati e prive di infestanti varie, si migliora la visibilità di guida e soprattutto tanto meno materiale per l’innesco di incendi; da noi, invece, visto che gli incendi sono dei fenomeni rari, mal lo cogliesse se si trova una strada dai cigli ben tenuti. Girando l’occhio per la campagna è tutta una moltitudine di materiali che stanno lì ad aspettare il primo piromane idiota che decide di dare libero sfogo alla sua creatività! In nome della tutela dell’ambiente e della difesa della biodiversità ci fosse qualcuno che pensasse di tenere puliti i cigli delle strade e i campi non coltivati … siamo un popolo di curiosi … vediamo l’effetto che fa!

Comunque, per la cronaca, avevamo già adottato un piano di fuga. Ho invitato tutti i componenti della famiglia a raccogliere i beni di maggior valore e di prima necessità nel caso in cui fossimo dovuti scappare. Interessanti i risultati. Il nonno ha posto in una borsa un pacco di fette biscottate e due bottiglie di salsa accanto, naturalmente, alla scorta dei medicinali. Mia figlia la grande ha subito colto la situazione e ha provato a liberarsi dei dizionari di greco e di latino insieme alle traduzioni gia fatte (?) … stava lì a recitare la parte dell’alunna affranta che si giustifcava con i professori per il danno subito (?). Mia figlia la piccola ha pensato a mettere in salvo il suo pc … per il resto avrebbe lasciato fare a madre natura. Mia moglie non ha creduto molto al pericolo e andava dispensando calma e sanguefreddo … però mi è parso che dalla camera da letto sia sparito il suo cofanetto portagioie! Per carità di patria non riporto le azioni messe in atto dagli altri ospiti ottuagenari della casa!

Comunque alle 16,16 posso dire che il pericolo è stato scampato!

Anche per questa volta non vi siete liberati di Fedro … incendi nella notte permettendo ci vedremo … mi leggerete … a settembre.

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