L’amico F.G. mi sottopone il documento che di seguito riporto con gli annessi supporti normativi.

Io sono felice che il 17 marzo 2011 sia stata proclamata festività nazionale e mi sta anche bene “sacrificare” una giornata di festività soppresse. Devo però dare atto che la formulazione del ministro Brunetta non è delle più felici e che le osservazioni sviluppate dall’amico F.G. mi sembrano fondate. Voi che ne dite?

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“Con il recente decreto n. 5 del 22 Febbraio 2011 è stata istituita la festività del 17 Marzo per il solo anno 2011, al fine di celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Il citato decreto dispone che “Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia proclamata per il 17 marzo 2011”.

E’ chiaro che il Governo ha sbagliato non solo a scrivere il testo del decreto legge , ma ha dato anche una errata lettura delle norme che regolano la fruizione dei congedi dei dipendenti pubblici.

Al riguardo le festività soppresse indicate nella Legge 54 del 1977 sono le seguenti:
Epifania (poi ripristinata), S. Giuseppe; Ascensione, Corpus Domini, SS. Apostoli Pietro e Paolo(solo per Roma), mentre per il 2 Giugno (poi ripristinata) e per il 4 Novembre, le festività sono state spostate rispettivamente alla prima domenica del mese di Giugno e di Novembre.
L’inesattezza data dall’assimilare, nel decreto n. 5/2011, il 4 Novembre ad una festività soppressa, ha generato la convinzione che tale giornata debba essere sottratta ad uno dei 4 giorni previsti per le festività soppresse concesse al personale dipendente (casomai alle due giornate).
La legge 937 del 1997 stabilisce all’ Art. 1 che “Ai dipendenti civili e militari delle
pubbliche amministrazioni centrali e locali, anche con ordinamento autonomo, esclusi gli enti pubblici economici, sono attribuite, in aggiunta ai periodi di congedo previsti dalle norme vigenti, sei giornate complessive di riposo da fruire nel corso dell’anno solare come segue:
a) due giornate in aggiunta al congedo ordinario;
b) quattro giornate, a richiesta degli interessati,tenendo conto delle esigenze dei servizi.
Le due giornate di cui al punto a) del precedente comma seguono la disciplina del congedo ordinario.
Le quattro giornate di cui al punto b) del primo comma non fruite nell’anno solare, per fatto derivante da motivate esigenze inerenti all’organizzazione dei servizi, sono forfettariamente compensate in ragione di L. 8.500 giornaliere lorde.

Quindi la norma dice che spettano oltre al congedo ordinario 6 giorni da godere nei
modi stabiliti, infatti con il ripristino dell’Epifania e della festa della Repubblica queste giornate spettanti non sono state ridotte.

Nel caso nostro poi vi è un ulteriore elemento di confusione in quanto il quattro novembre rientra nella lettera a) della sopracita legge (non è festività ma celebrazione), che Ti ricordo sono state inglobate nel Congedo ordinario.

Cosa ne pensi di tutto ciò?
In calce il Decreto e le leggi.

Un abbraccio F.G.”
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DECRETO-LEGGE 22 febbraio 2011, n. 5

Disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011. (11G0045) (GU n. 44 del 23-2-2011 )

Entrata in vigore del provvedimento: 24/02/2011

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 7-bis del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, che ha dichiarato festa nazionale il giorno 17 marzo 2011, ricorrenza del 150° anniversario della
proclamazione dell’Unita’ d’Italia;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di assicurare la dovuta solennità e la massima partecipazione dei cittadini dichiarando il 17 marzo 2011 giorno  festivo a tutti gli effetti civili, senza peraltro che ne derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e a carico delle imprese private;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 febbraio 2011;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri della difesa e dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
EMANA
il seguente decreto-legge:

Art. 1

1. Limitatamente all’anno 2011, il giorno 17 marzo e’ considerato giorno festivo ai sensi degli articoli 2 e 4 della legge 27 maggio 1949, n. 260.
2. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia proclamata per il 17 marzo 2011.
3. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica.

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 22 febbraio 2011

NAPOLITANO
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
La Russa, Ministro della difesa
Gelmini, Ministro dell’istruzione,dell’università e della ricerca
Visto, il Guardasigilli: Alfano
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Legge 5 marzo 1977, n. 54

Disposizioni in materia di giorni festivi

(Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 1977, n. 63)

Preambolo

La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

il Presidente della Repubblica

la seguente legge:

I seguenti giorni cessano di essere considerati festivi agli effetti civili:epifania; S. Giuseppe; Ascensione; Corpus Domini; SS. apostoli Pietro e Paolo.

A decorrere dal 1977 la celebrazione della Festa Nazionale della Repubblica e quella della Festa della Unità Nazionale hanno luogo rispettivamente nella prima domenica di giugno e nella prima domenica di novembre. Cessano pertanto di essere considerati festivi i giorni 2 giugno e 4 novembre.

Le solennità civili previste dalla legge 27 maggio 1949,n. 260, e dalla legge 4 marzo 1958,n. 132, non determinano riduzioni dell’orario di lavoro negli uffici pubblici.

E’ fatto divieto di consentire negli uffici pubblici riduzioni dell’orario di lavoro che non siano autorizzate da norme di legge.

le ricorrenze indicate negli articoli 1 e 2, che cadano nei giorni feriali,non costituiscono giorni di vacanza né possono comportare riduzione di orario per le scuole di ogni ordine e grado.

La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella gazzetta ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello stato,sarà inserita nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello stato.

Data a Roma, addì 5 marzo 1977 Leone Andreotti – Anselmi – Stammati – Malfatti – Bonifacio
Visto,il guardasigilli:Bonifacio

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LEGGE 23 dicembre 1977, n. 937

(G.U.R.I. 30 dicembre 1977, n. 355)
Attribuzione di giornate di riposo ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
Ai dipendenti civili e militari delle pubbliche amministrazioni centrali e locali, anche con ordinamento autonomo, esclusi gli enti pubblici economici, sono attribuite, in aggiunta ai periodi di congedo previsti dalle norme vigenti, sei
giornate complessive di riposo da fruire nel corso dell’anno solare come segue:
a) due giornate in aggiunta al congedo ordinario;
b) quattro giornate, a richiesta degli interessati, tenendo conto delle esigenze dei servizi.
Le due giornate di cui al punto a) del precedente comma seguono la disciplina del congedo ordinario.
Le quattro giornate di cui al punto b) del primo comma non fruite nell’anno solare, per fatto derivante da motivate esigenze inerenti all’organizzazione dei servizi, sono forfettariamente compensate in ragione di L. 8.500 giornaliere lorde.
Art. 2
Le giornate di cui al punto b) dell’articolo 1 sono attribuite dal funzionario che, secondo i vigenti ordinamenti, è responsabile dell’ufficio, reparto, servizio o istituto da cui il personale direttamente dipende.
Il funzionario responsabile di cui al precedente comma che per esigenze  strettamente connesse alla funzionalità dei servizi (lavorazioni a turno,
a ciclo continuo o altre necessità dipendenti dalla organizzazione del lavoro) non abbia potuto attribuire nel corso dell’anno solare le giornate di cui al punto b) del primo comma dell’articolo 1, dovrà darne motivata comunicazione al competente ufficio per la liquidazione del relativo compenso forfettario che dovrà essere
effettuata entro il 31 gennaio.
L’indebita attribuzione e liquidazione del compenso forfettario comporta diretta
responsabilità personale dei funzionari che l’hanno disposta.

Art. 3
Le spese derivanti dall’applicazione dei precedenti articoli saranno imputate ai capitoli di spesa concernenti stipendi ed altri compensi fissi iscritti negli stati di previsione dei vari Ministeri nonché nei bilanci delle amministrazioni autonome.
Art. 4 Norma transitoria
Le giornate di riposo di cui al punto a) dell’articolo 1, spettanti per il 1977, possono
essere fruite a richiesta del dipendente anche nel corso del 1978.
Le giornate di cui al punto b) dell’articolo 1, relative al 1977, possono essere fruite entro il primo quadrimestre del 1978.
Art. 5
La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addì 23 dicembre 1977
LEONE
ANDREOTTI
STAMMATI
Visto, il Guardasigilli: BONIFACIO

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