Dalla Cisl-Fp ricevo la notizia che lo schema di decreto modificativo del decreto legislativo 150/2009 (Brunetta)

” … è stato approvato nella riunione del Consiglio dei Ministri del 21 gennaio u.s. con riserva di approvazione da parte del Ministero dell’Economia, solo a seguito di tale approvazione lo schema di decreto proseguirà l’iter per l’approvazione definitiva che prevede il parere delle Commissioni Parlamentari, e una definitiva approvazione in Consiglio dei Ministri.”

Il decreto di che trattasi apporta alcune modifiche al decreto 150/2009 per superare l’esito non voluto dal ministro Brunetta di una serie di sentenze dei giudici che hanno “stoppato” l’immediata attuazione di alcuni articoli del decreto stesso.

Di seguito la relazione illustrativa allo schema di decreto

“Relazione illustrativa

Il presente decreto correttivo interviene sulla normativa relativa alle procedure di partecipazione sindacale e sulle competenze della contrattazione collettiva integrativa, oggetto delle modifiche apportate dal d.lgs. n. 150 del 2009. L’applicazione di tali  disposizioni ha determinato una serie di disordini organizzativi nelle amministrazioni pubbliche, dovuti a divergenze interpretative sui criteri di diritto intertemporale, che hanno alimentato un diffuso contenzioso e conflitti fra parti sociali e pubbliche amministrazioni. Si ritiene, quindi, necessario interpretare autenticamente le suddette disposizioni, contenute principalmente nell’articolo 65 del predetto decreto legislativo, chiarendo il significato che ad esse intendeva fornire il legislatore.

Il primo comma, alla lettera a), corregge un mero refuso del decreto legislativo 150 del 2009; alla lettera b) in applicazione del principio del “tempus regit actum”, stabilisce che per una serie di disposizioni in materia di relazioni collettive, poiché la legge non dispone diversi termini, l’applicazione è immediata, con integrazione dei contratti collettivi vigenti ai sensi e per gli effetti degli artt. 1339 e 1419, secondo comma, codice civile, trattandosi di norme di azione, che attribuiscono poteri alla pubblica amministrazione o che impongono ai medesimi contratti collettivi un contenuto obbligatorio.

Con il secondo comma, superando un equivoco incorso in sede di prima applicazione del d. lgs. n. 150 del 2009, si chiarisce che l’ultrattività normativa disposta dal primo e quarto comma dell’art. 65, opera solo nei confronti dei contratti integrativi “vigenti”
(vale a dire di quelli già sottoscritti al momento dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 150 del 2009) e non nei confronti di quelli successivamente stipulati, per i quali non può che applicarsi il complesso normativo contenuto nel medesimo d.lgs. n. 150 del 2009.

Il terzo comma chiarisce autenticamente il significato del comma 5 dell’art.65, del d. lgs. n. 150 del 2009. La ratio legis della disposizione in oggetto era collegata all’esigenza di evitare disordini organizzativi e procedimentali, per cui si era inteso mantenere transitoriamente in vigore, esclusivamente per i contratti collettivi ancora da stipulare, ma afferenti ad un periodo contrattuale ormai esaurito (2006-2009), il procedimento negoziale regolato nel previgente testo del d.lgs. n. 165 del 2001 (ad esempio con riferimento alla permanenza dei preesistenti comitati di settore, ai tempi di approvazione del contratto collettivo o alle procedure di formazione degli atti di indirizzo).

Il presente decreto legislativo non determina alcun onere, neppure potenziale, a carico del bilancio dello Stato contenendo esclusivamente disposizioni correttive di errori materiali e norme interpretative di disposizioni a carattere ordinamentale concernenti
l’adeguamento e l’efficacia dei contratti collettivi vigenti. Non viene, pertanto, redatta la relazione tecnica.”

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