Ricevo, pubblico e sottopongo alla vostra attenzione il contributo del collega

” … Approfitto dell’occasione per scrivere alcune mie riflessioni in libertà, anche se non so se è una tematica sindacale o prettamente organizzativa. Ma la CISL penso che abbia a cuore le regole e la buona organizzazione.
Il 50% dei dirigenti che conosco gradirebbero contribuire maggiormente al buon andamento dei propri Uffici.
In che senso.
Nel senso che ho la sensazione, che qualche volta i DG si isolino rispetto ai capiservizio/area (a parte casi isolati) e i capi servizio si isolino rispetto ai capi UOB.
Ritengo che solo essendo chiamati in modo diretto al buon andamento della struttura e maggiormente responsabilizzati può emergere la differenza tra il dirigente che si vuole “mettere da parte” (anche per possibili valide motivazioni personali) e quello che invece vorrebbe far crescere l’Amministrazione e crescere nell’Amministrazione.
In questo modo anche il “fumoso” sistema di valutazione potrebbe essere più aderente alla realta, in un certo senso obbligando i dirigenti a misurarsi con se stessi e con le proprie motivazioni.
A questo punto, il criterio del contratto equivalente, forse, potrebbe essere in qualche modo contemperato da una corretta valutazione del merito. So che è molto facile a dirsi e molto difficile a farsi, ma il Sindacato dei dirigenti in qualche modo deve ragionare da dirigente, deve fare da guida e talvolta anche andare più avanti rispetto alla politica o agli stessi DG, spesso (non sempre) adagiati sul quieto vivere clientelare, nonostante i proclami di rinnovamento.
Un esempio, tempo fa (2 anni) la Dott.ssa Chinnici fece pubblicare sulla GURS l’avviso per la costituzione di un albo dei commissari straordinari per gli enti locali (di solito comuni o province). Avevo guardato con simpatia a quell’iniziativa (finalmente un Assessore con la A maiuscola, pensavo). Ho risposto all’avviso, dopo qualche mese ho chiamato al num di telefono indicato nell’avviso e il collega responsabile del procedimento mi ha detto che ero nell’elenco proposto all’Assessore, ma non mi risulta che sia mai stato dato seguito a quell’avviso e che sia mai stato costituito quell’albo. Indipendentemente dall’utilità o meno dello specifico albo, richiamare l’obbligo che in qualche modo chi viene scelto per un qualunque incarico “extra” (anche gratuito ma comunque professionalizzante) deve essere interessato “a prescindere” dal momento politico o dallo sponsor e quindi “obbligato” ad accettare incarichi anche non sponsorizzati e coperti, significa rivalutare l’incarico stesso, dare prestigio al ruolo. Secondo me una forte spinta in questa direzione potrebbe essere data dai nostri colleghi DG, che tutto sommmato avrebbero tutto l’interesse a limitare lo strapotere e l’arbitrio dei politici (non la discrezionalità tecnica perchè quella è legittima) e potrebbero proporre, in tempi non sospetti, criteri organizzativi migliori di quelli attuali.
So che questi sono solo spunti, e per questo mi riprometto di approfondire. …”

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